La frase

La Frase #6

7 settembre 2009

Il Veneto non è una colonia! È scandaloso che la telecronaca della regata di Venezia non sia affidata a giornalisti veneziani o veneti. Al solito saccente da Roma, questa volta si è affiancata, come assistente, una giornalista siciliana!

(Alberto Mazzonetto, capogruppo Lega Nord nel consiglio comunale di Venezia)

Un commento a La Frase #6

  1. E' vero: è una cosa ridicola. Purtroppo la voglia di protagonismo a buon mercato e la fregola di passare per vittime oramai non si riesce più ad arginarla. Però c'è un però. Quando, due volte l'anno, è tempo di quella noiosissima baracconata paesana partecipata da fanatici e nomata Palio di Siena, la trasmissione televisiva dell'evento ci viene propinata come fosse una messa da officiare col massimo rispetto della liturgia, e con lo scrupolo di non offendere neanche inavvertitamente la sensibilità dei contradaioli con qualche “barbarismo”. Quindi è tutto in mano ad appassionati o a gente del luogo. Perché quelli lì non scherzano! E guai chi li tocca! (Comunisti!!!!!!!)
    Per la Regata Storica di Venezia, invece, chissenefrega! Giustamente, perché infatti della Regata Storica al 99 per cento degli italiani non frega un kaiser. Però perché grattare gli orecchi dei veneziani con il tono non partecipato e le gaffes di “foresti”? Ma lo fanno apposta?
    Ecco di seguito l'articolo del Gazzettino per chi volesse capirne di più della faccenda:

    VENEZIA (7 settembre) – Mettiamola così: la Regata Storica non è proprio avvincente. È lentezza, è attesa. Lo sanno bene i veneziani e chi conosce la civiltà del remo. E negli anni, di polemiche sul ritmo poco televisivo della manifestazione ne sono state fatte a iosa. Ma questa volta che a farla da protagonista è stata la coppia Giampaolo D’Este e Ivo Redolfi Tezzat, con un bagno fuori programma, la Rai ha pensato bene non tanto di seguire la cronaca del “naufragio” ma dilungarsi in un’intervista al sindaco Massimo Cacciari sullo spopolamento della città.

    Come dire: viva i luoghi comuni. Evitiamo la cronaca per buttarci nel ritornello “Come è triste Venezia”. Che barba! E tutto, malgrado gli sforzi dello stesso primo cittadino che nell’intervista, ha cercato, per quanto ha potuto, di evitare il solito “piagnisteo”. Ma niente da fare l’immagine stereotipata di Venezia rimane e questa bisogna far passare sui teleschermi.

    E allora a questo punto via con le musiche stile Settecento che tanto fanno festa (!?) e immagini cartolina. E i conduttori? Fatto salvo il commento tecnico affidato ad Alberto Vitucci, giornalista veneziano ed esperto di voga, poco spazio, quasi nulla è stato offerto allo scrittore Riccardo Calimani, rimasto ingolfato alla domanda sul significato del termine “Machina” (la tribuna d’onore nella “volta” del Canal Grande) che lo ha costretto a passare la palla al giornalista veneziano. Ma quel che più ha colpito nella telecronaca dei non veneziani, alla vigilia tanto criticati dalla Lega, è stato il primo infortunio di Elisa Anzaldo, inviata del Tg1, che ha ribattezzato il personaggio della Regina di Cipro, Caterina Cornaro, in processione nel corteo storico, come Caterina Corsaro! Ohibò. Certo sempre sul mare siamo…

    Il conduttore, Giancarlo Mingoli, per ben due volte, nonostante fosse stato corretto sul campo, ha fatto risuonare nel microfono la parola “Fondàco” con l’accento sulla “a”, come lo direbbero – bontà loro – Stanlio & Ollio, anzichè “Fòndaco”. E ancora l’Anzaldo ha pensato bene di misurarsi con i nomi tanto che Palmiro Fongher, campione del remo, è diventato «Folgher».

    Ma la parte più esilarante è stata senz’altro lo scambio di battute tra Vitucci e Anzaldo a proposito di un manifesto di Barack Obama appeso sul balcone di un palazzo veneziano. «Ho visto anche un’immagine del presidente Usa su un balcone» – ha detto l’inviata del Tg1. «Bene, ha risposto il giornalista veneziano – speriamo di averlo presto nella nostra città…» E Anzaldo (?!): «Direi proprio di no». E perchè? Boh! E mentre sulle immagini di una Venezia stile cartolina risuonavano le musiche di Umberto Da Preda e guarda caso “La biondina in gondoleta”, ci mancava solo Mirandolina che spuntasse alla sinistra del teleschermo.

    L’unico momento simpatico, che ha raccontato una Venezia minore, fuori dalle logiche, si è avuto con l’intervista al giovane scrittore Alberto Toso Fei che, in un flash di pochi minuti, ha raccontato quelle “curiosità veneziane”, che trasformano una Serenissima inghiottita quotidianamente dal turismo in una città ricca di storia e di atmosfere.

    E pensare addirittura che il Comitato nazionale degli Utenti dell’Agcom ha espresso solidarietà ai giornalisti del Tg1 per gli attacchi della Lega. E non si è sottratto nemmeno il direttore del Tg1, Augusto Minzolini, che in una nota ha giudicato «polemiche ridicole la richiesta di affidare a giornalisti veneziani la telecronaca della Regata», concludendo il suo intervento con un “Ostregheta”. Una volta lo diceva Gino Bramieri. Ma quando raccontava barzellette.

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