Visita <a href="http://www.liquida.it/" title="Notizie e opinioni dai blog italiani su Liquida">Liquida</a> e <a href="I widget di Liquida per il tuo blog">Widget</a>
Editorialedi Pasquale Annicchino
pubblicato il 7 settembre 2009 alle 09:00 dallo stesso autore - torna alla home

Avanzano a folte schiere. A leggere le paginate degli ultimi giorni sono tanti e non hanno intenzione di diminuire. Sono i tiranni dei valori.

L’ex direttore di Avvenire difende la sua posizione sicuro dei “suoi valori”, il direttore de Il Giornale, da par suo, strilla i “suoi valori”, Monsignor Crociata (nomen omen,come ha scritto il presidente Cossiga) difende i valori del “suo dipendente”, ma non basta.

Nella canea di fine estate interviene anche la diva di Casoria. Al secolo Noemi Letizia. Neanche esordisce nell’intervista con Daphne Barak e subito deve spiegare che lei ci tiene ai “suoi valori”.

Lei diciottenne, lo ribadisce numerose volte durante l’intervista, non può rappresentare un disvalore. La “notorietà non la spaventa, sa quali sono i suoi valori”. L’ ”iconicità teppistica” della diciottenne di Casoria è palese. L’espressività dei gesti, degli ammiccamenti, il tono piagnucoloso e perbenistico dice molto di più di quello che tante parole pronunciate possano riuscire a comunicare.

Perché ha ragione Lei. Noemi comunica valori.

Sorpassati i confini della mera economia, il valore, i valori, hanno invaso ogni ambito della scena sociale. Ce lo ricordano tutti i giorni. La politica dei valori, il partito dei valori, i nostri valori ed i loro disvalori. E’ questo continuo strutturarsi per valori che ci conduce al quotidiano bellum omnia contra omnes. Perché come spesso accade, e come Carl Schmitt ci ricordava, il valore in questo caso è raramente oggettivo. Spesso è soltanto soggettivamente riferito alla realtà che si intende valorizzare. Allora “il valore non è, ma vale” e come scrive Schmitt “aspira apertamente ad essere posto in atto”. Così sono gli uomini, o le donne in questo caso, a porre i loro valori. Con la forza, che sia quella di un impero mediatico o quella di un impero delle coscienze.

Ed in questo soggettivismo dei valori imposti ci viene ancora più difficile chiederci se qualche maledetto valore sia rimasto davvero.

Non ci resta che illuderci di avere un futuro perché, forse, abbiamo avuto un passato mentre il nostro declino ci passa davanti. Valorizzandosi.

2 commentistampa - fallo leggere