Aleggia intorno a noi lo spettro di una romana congiura per toglierci il Gran Premio di Monza?
Stentavo prima ad appassionarmi al dramma squisitamente brianzolo del tentativo in atto di estirpare da Monza il Gran Premio di Monza per trasferirlo nell’Urbe. Mi chiedevo al massimo che motivo ci fosse mai di mobilitare la capitale, dove notoriamente ci sono già svariati eventi generanti perenne caos, allo scopo di farci il Gran Premio di Monza, visto che già, proprio qui a Monza, abbiamo un ampio nonché collaudato circuito atto allo scopo. Apparentemente non ce ne sarebbe motivo, eppure
insistono. Allora il mio orgoglio padano si è risvegliato e ho iniziato a domandarmi quale sia la ragione intrinseca per cui ci vogliano gabbare la nostra gloria. Innanzitutto vorrei ricevere rassicurazioni su come intendono chiamarlo. No, perché se lo chiamano “Gran Premio di Monza di Roma” allora la cosa si fa più accettabile, mentre se, come sospetto, lo vogliono chiamare solo “Gran Premio di Roma” senza “di Monza”, allora la faccenda si fa meno simpatica. Il sindaco di Monza mesi fa, giuntogli il gossip sulle oscure manovre per defenestrarci dalla celebre corsa, si imbizzarrì come un cavallo impazzito e pronunciò frasi poco delicate su Roma, il suo sindaco e tutti i suoi abitanti in colonna. Non ricordo bene il contenuto specifico, ma egli se la prendeva molto con il Colosseo. Ciò dimostra ancora una volta di più, e non che ce ne fosse bisogno, la preparazione culturale di noi qui al nord. Che ci facevano infatti al Colosseo? Le corse, cioè il Gran Premio di Roma. Vuoi vedere che il sindaco di Roma ha intenzione di rinverdire i fasti dell’epoca imperiale, quando aquile e fasci si vedevano un po’ dappertutto?
CALATA DI BARBARI – O senatus populusque romanus, con tutta la gran messe di roba che avete, davvero sentite l’urgente necessità anche del nostro Gran Premio? Forse non siete contenti di farvi intossicare dalla vostra aria soltanto e volete aspirare un po’ di monossido di carbonio del nord? Se il motivo è questo, accomodatevi, perché il monossido è un articolo che non ci manca. Se volete anche l’Arengario e la Villa Reale, basta dirlo e ve li spediamo domani mattina con l’UPS. Invece la Corona Ferrea, che è piccola, la mettiamo in una busta e ve la mandiamo con le poste normali. Visto i tempi che corrono, il monile con il quale Napoleone si autoincoronò imperatore potrebbe tornarvi presto utile. Comunque, tornando alla corsa di macchine, non è che nella nostra landa si impazzisca per tale rumorosa manifestazione (abito dalla parte opposta dell’autodromo e nel mio gabinetto si sentono tutte le accelerate delle auto). Un terzo dei monzesi aborrisce e detesta il GP perché la città si riempie di teutonici che ruttano e bivaccano nel Parco sporcando dappertutto, un altro terzo dice che inquina, ma questi qui sono gli snobbini che vanno in palestra sgasando col SUV per fare un’ora di tapis roulant. Tutti gli altri lo ignorano bellamente, perché non sono interessati ai motori in quanto la benzina costa. Nei giorni precedenti la gara ci sono tutta una serie di manifestazioni narcotiche e ipnotiche, studiate allo scopo di disinteressare tutti, sia i buzzurri scesi dalla Crucchide che gli autoctoni. Peraltro i barbari che calano per il Gran Premio sono arrivati giusto per vedere delle macchine che girano in un circuito e non si peritano di prestare attenzione alla nostra città né alla circostante Brianza. Tanto meglio, così appunto è possibile arginarli entro le mura del Parco, e, poiché si tratta del più grande parco recintato d’Europa, la sera li possiamo chiudere tutti dentro.
GABBIA PER TURISTI - Noi monzesi ogni tanto portiamo i nostri bambini a vedere gli spettatori ingabbiati, un po’ come si fa con le pantere allo zoo, con l’unica differenza che più che di pantere si tratta di pantegane. Li
portiamo perché dalle nostre parti questa è l’unica valida occasione per vedere un turista in carne e ossa. Davvero, popolo romano, ti interessa tutto ciò? Ecco, forse un motivo per regalarti il nostro leggendario Gran Premio c’è. Per esempio, se magari qualche turista munito di qualche sinapsi in più volesse putacaso visitare qualcosa di culturale e trovarlo magari aperto, si troverebbe certamente meglio a Roma che a Monza, dove è sempre tutto sbarrato. È vero che noi quassù lavoriamo e non abbiamo tempo di tenere aperti i musei per i perditempo che li vorrebbero visitare (ma questi tizi non ce l’hanno un lavoro?), ma è ugualmente vero che l’attuale ministro del turismo, che è di Calolziocorte, paese a non molti chilometri da Monza, sostiene che tenere aperti i musei, le ville e le cose artistiche che ci sono in Italia e attirare visitatori paganti è esso pure un modo di lavorare. Ma davvero? Si vede che ultimamente passa troppo tempo a Roma, la ministra.
CUORE ROSSO – Pertanto noi viviamo un conflitto. Da una parte vorremmo liberarci di quella gran rottura di gara, la quale ci funesta la vita ogni anno il secondo week end di settembre, ma dall’altra ci risulta un po’ seccante che i romani vogliano mettere le mani sulla nostra corsa di Formula Uno, che è nostra, pure se di lei non ci interessava nulla fino a che qualcuno non l’ha considerata appetibile. Per quanto riguarda il mio cuore, ho scoperto di recente di essere molto affezionata al GP di Monza, per tanti ordini di motivi, ma soprattutto perché, in questa terra fin troppo nera e fin troppo punteggiata di camicie verdi, è ormai pressoché l’unica occasione di sentire la folla che acclama al passaggio di qualcosa di rosso.


Da romano ed appassionato di formula 1, dico che il fantomatico Gran Premio di Roma sarebbe una cagata pazzesca. In primis perché i circuiti cittadini sono il cancro della formula 1, mantenuti solo per il prestigio e la tradizione ma pessimi dal punto di vista agonistico (basti vedere la gara soporifera a Valencia), poi perchè costano più di quello che rendono.
Ok, attirano turisti… ma a Roma ne servono altri?
Senza contare il caos che creerebbero i lavori per la preparazione della pista nella già collassata rete viaria romana (per farvi un'idea di quanto sia sentito questo problema, se eliminaste il traffico da roma il popolo vi eleggerebbe papa immediatamente, cacciando via il teutonico).
Poi vabbè, già è un'idea stupida di per sè, se poi questo comporta anche la cancellazione del Gran Premio di Monza… Alemanno, viè un po' qui che te devo fa un discorsetto…
Ulteriore conferma dell'imbecillità degli imbecilli. La cretina gelosia di politici “”sottosviluppati mentalmente”" che per mettersi in evidenza non badano a spese (dei cittadini). Credo che sia uno scherzo da 1° d'aprile, magari, se trovano qualche scemo che abbocca, cercheranno di portarlo avanti.
La F1 è una delle poche cose di sport che ancora (anche se molto meno di una volta) mi appassionano.
Oltre a tutte le altre considerazioni fatte, condivido l'opinione espressa da Jumbalaya: i circuiti cittadini sono tra le cose che rovinano la F1 da un punto di vista dello spettacolo sportivo. E MOnza è una delle gare più avvicenti, di solito. Come SPA. Come quasi tutti i circuiti “veri”.
Bellissima la chiusura. Ci è rimasta solo la ferrari…chissà se priamo o poi non gli chiederanno di cambiare colorazione?
Un sorriso velocissimo
C.
E Montecarlo allora? Beh, quello è un circuito difficile per uomini e mezzi, non è studiato appositamente (come i nuovi) per consentire a un qualunque pivello di non perdere troppo terreno e magari intralciare il passo di campioni e macchine vere.
La Formula1 vive, dal 1994, la contraddizione di dover essere ancora cimento per gente incosciente che non ha paura di tenere il pedale schiacciato ancora un po' in curva, nonostante la gomma sia lì lì indecisa se tenere oppure no l'asfalto, e al contempo sport sicuro al 100% come un giocattolo della Chicco.
Tutto, dai nuovi circuiti (salvo lodevoli eccezioni come la Malesia) ai regolamenti su gomme, motori, telai, aerodinamica, è stato pensato per appiattire i valori in modo da pompare lo spettacolo; e il risultato è stato l'opposto.