Esteri

La Miss che cavalca la causa dei diritti civili… al contrario

8 settembre 2009

E’ vero che le belle bionde dovrebbero solo farsi guardare e non parlare troppo? Solo in alcuni casi, come questo

Il 19 aprile di quest’anno si è tenuto uno dei più importanti concorsi di bellezza, quello per Miss Stati Uniti d’America e, come da rituale, ogni aspirante reginetta ha risposto a dei quesiti e fatto delle dichiarazioni. Carrie Prejean, la miss California in carica, non si è accontentata però di far sapere al globo che il suo più grande desiderio è la pace nel mondo. La ventiduenne ha fatto molto di più quando, in risposta ad una domanda di un giudice, ha dichiarato la sua ferma opposizione al matrimonio dello stesso sesso, ha chiarito che l’unica unione che può esserci è quella tra uomo e donna, e ha affermato: “Preferisco essere biblicamente corretta, piuttosto che esserlo politicamente”. La ragazza si è classificata seconda e per molti l’unico motivo per cui ha perso la corona di Miss Usa è stata la sua risposta. La storia però non finisce qui: neanche due mesi dopo, il 10 giugno, Carrie è stata privata anche del suo titolo di Miss California, secondo gli organizzatori per non aver rispettato le clausole del contratto che prevedeva oltre 50 apparizioni a cui non ha partecipato e per aver fatto un servizio fotografico per Playboy per 120.000 dollari.

SOFFERENZE EMOTIVE – Per l’avvocato della bionda californiana Chuck LiMandri, non c’è invece alcuna evidenza che Carrie abbia mancato agli eventi. “E’ solo un pretesto, non ci sono state violazioni del contratto“, ha detto, “ho voluto dare tutte le opportunità di fornire la prova delle loro affermazioni” e ha ribadito che “la corona le è stata tolta solo per le sue dichiarazioni a sostegno del matrimonio tradizionale”. “L’unico evento a cui non ha ritenuto fosse opportuno per lei accettare l’invito è stata la prima di un documentario gay a Hollywood per promuovere il matrimonio omosessuale“, ha continuato. “Ma non è compito della mia cliente aiutare la vostra organizzazione a promuovere i propri interessi aziendali, che siano quelli di un agente di Hollywood e produttore, o quelli di un attivista gay“. Carrie Prejean ha perciò intentato una causa contro i funzionari di Miss California Keith Lewis e Shanna Moakler e contro il pubblicista Roger Neal, accusandoli di diffamazione e discriminazione religiosa per le sue opinioni sulle unioni omosessuali, oltre che per averle inflitto intenzionalmente sofferenza emotiva. L’azione legale accusa Lewis, Moakler e Neal di utilizzare siti Internet come Facebook e Twitter per inviare commenti sprezzanti sulla Prejean.

BLONDE POWER – Infatti LiMandri sostiene che la ventiduenne è stata oggetto di pubblico ludibrio e di umiliazione che come conseguenza le ha creato problemi nelle  opportunità di lavoro come modella  provocandole inoltre crisi  di ansia, depressione e insonnia. Il proprietario del concorso, Donald Trump, in maggio, aveva dichiarato, schierandosi di fatto dalla sua parte, che la Miss sarebbe rimasta in carica“ nonostante le sue controverse foto in topless, le sue mancate apparizioni e le sue affermazioni contro il matrimonio gay”. Ora invece pare rimangiarsi tutto: “avevo detto a Carrie che per evitare conseguenze avrebbe dovuto rispettare i termini del contratto, ma sfortunatamente questo non è accaduto, e ribadisco il mio completo appoggio a Keith Lewis per la sua decisione”. Di fatto Carrie ha fatto e sta facendo parlare molto di sé: forse più che essere stata “biblicamente” corretta, si può affermare che abbia condotto una correttissima ed efficacissima operazione di marketing. E poi dicono che le bionde non sono intelligenti.

2 commenti a La Miss che cavalca la causa dei diritti civili… al contrario

  1. Una biblista in topless. Avrò bisogno di una doppia dose di bromuro, ora.

  2. jcfalkenberg

    Chi di affirmative action ferisce, di affirmative action ha rischiato di perire…

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