Avvenire, Vaticano: “Feltri fomenta il caos”

2 settembre 2009

Adesso cominciamo a vederne delle belle. Sul caso Boffo a schierarsi stavolta è il Vaticano, non i suoi quotidiani o la Conferenza episcopale italiana. «Smentisco nel modo più categorico questa infondata affermazione: viene il sospetto che vi sia una intenzione di fomentare confusione diffondendo false accuse», ha dichiarato il portavoce della Santa Sede, padre Federico Lombardi Direttore della Sala Stampa del Vaticano in risposta a «quanto riportato da agenzie di stampa, secondo le quali il dottor Feltri avrebbe dichiarato, nel corso di una trasmissione radiofonica, che la velina diffusa sul caso Boffo proverrebbe dalla Gendarmeria Vaticana». E l’intenzione di fomentare la confusione, secondo Padre Lombardi, sarebbe da attribuire proprio al direttore del Giornale, che oggi, secondo Lombardi, a Radio Anch’io avrebbe detto che il documento che ha pubblicato (il famoso “foglio b”) proveniva dalla gendarmeria vaticana. In realtà nel suo intervento Feltri aveva parlato di «servizi segreti del Vaticano», entità in realtà inesistente – ha osservato il portavoce vaticano – precisando che, se Feltri si riferiva ai servizi di sicurezza vaticani, questi spettano alla Gendarmeria.

Del Caso Boffo si era comunque parlato in giornata, con le voci della Chiesa che si erano levate a difesa del direttore di Avvenire. «Attendiamo e seguiamo con attenzione e confermiamo la solidarietà a Boffo. Rispettosi della verità, aspettiamo la maturazione delle cose. Boffo non ha commesso nulla di rilevante, come ha detto anche il Procuratore di Terni»: così il vicepresidente della Conferenza episcopale italiana (Cei), monsignor Agostino Superbo, ha risposto poco fa, a Potenza, all’ANSA, che gli domandava una valutazione sulla vicenda che riguarda il direttore di Avvenire. «Il nome della Chiesa rimanga alto e so che anche il direttore di Avvenire, Dino Boffo, ci tiene a questo», ha aggiunto mons. Superbo. Monsignor Superbo ha infine invitato i giornalisti e gli organi di informazione in generale «al silenzio su questa vicenda». Monsignor Rino Fisichella della Pontificia Accademia della Vita aveva invece declinato l’invito a parlare ai giornalisti: “Non sono autorizzato a farlo“, aveva detto. Aggiungendo che “se uno dovesse soffermarsi sulle interpretazioni, non approderebbe a nulla“.

Aveva comunque cominciato a menare le danze Monsignor Forte oggi pomeriggio: «Abbiamo bisogno di un sussulto morale che ci renda tutti più forti con l’aiuto del Signore naturalmente», c’è bisogno «di protagonisti della vita pubblica che parlino anzitutto attraverso la qualità della loro vita» come furono De Gasperi, Adenauer, Schumann; mentre il deterioramento del clima morale nel Paese impone alla Chiesa di non «restare alla finestra nè di coltivare un orticello quando il grande campo della vita sociale, della vita politica esige la preparazione di energie future che siano capaci di rinnovarlo dal di dentro», aveva detto il Presidente della Commissione della Cei per la dottrina della fede e arcivescovo di Chieti, ai microfoni della Radio Vaticana, intervenendo sull’attuale situazione etica e morale che si vive in Italia. Poi mons. Forte ha aggiunto: «Siamo tutti provati da quello che sta succedendo in Italia, perchè tutti sentiamo il peso di questo clima di quest’aria irrespirabile in campo morale» bisogna intervenire, ha detto, «prima che sia troppo tardi, perchè il deterioramento etico di una collettività prima o poi si fa pagare un prezzo alto, ecco perchè il sussulto morale, il ritorno a protagonisti della vita pubblica che parlino anzitutto attraverso la qualità della loro vita, mi riferisco a personaggi come De Gasperi, Adenauer, Schumann, per fare l’esempio dei grandi costruttori della casa comune europea, per altro tutti ispirati a una scelta cristiana di vita, questo è quanto mai indispensabile». Intanto, è il direttore di filiale di una grande banca e vive ora in Emilia Romagna l’ex fidanzato della ragazza di Terni che querelò per molestie e porto’ alla condanna del direttore di Avvenire Dino Boffo, secondo “Panorama” . L’uomo, che ora ha 39 anni, era uno steward quando i due si conobbero perche’ erano entrambi assidui frequentatori degli incontri organizzati all’interno della diocesi di Terni

Nel frattempo, sul fronte editoriale sono arrivate due nuove notizie: la notizia delle dimissioni respinte del direttore di Avvenire, Dino Boffo, rappresenta «una semplice deduzione» dell’autore dell’articolo del Corriere della Sera e «se mai una decisione in questo senso fosse presa, i primi a saperlo sarebbero i giornalisti», ha detto un rappresentante del cdr di Avvenire, riferendo alla redazione di un colloquio avuto con il direttore, e smentendo così quanto pubblicato dal quotidiano di via Solferino. Boffo ha comunque confermato al cdr di essere stato ieri a Roma. Poi è arrivata la notizia della richiesta di risarcimento danni in sede civile di Berlusconi all’Unità: due milioni di euro la richiesta, il doppio di Repubblica.

2 commenti a Avvenire, Vaticano: “Feltri fomenta il caos”

  1. AngelDevil

    “Il vicepresidente della Conferenza episcopale italiana (Cei), monsignor Agostino Superbo, ha risposto poco fa, a Potenza, all’ANSA, che gli domandava una valutazione sulla vicenda che riguarda il direttore di Avvenire. «Il nome della Chiesa rimanga alto e so che anche il direttore di Avvenire, Dino Boffo, ci tiene a questo», ha aggiunto mons. Superbo. Monsignor Superbo ha infine invitato i giornalisti e gli organi di informazione in generale «al silenzio su questa vicenda» ” : la Chiesa vorrebbe mettere sempre tutte le sue malefatte a tacere, ma un briciolo di democrazia e libertà di pensiero ed espressione è ancora rimasto in Italia. Comunque riflettevo e sorridevo sul nome tanto vero quanto simbolico del vicepresidente della Cei, monsignor Superbo: mi sembra un personaggio di un acutissimo e lungimirante libro di Aldo Busi.

  2. rebyjaco

    Il Vaticano non è “”affidabile”", parola di un Cattolico convinto che non voterebbe un candidato “”suggerito “” dal Vaticano. Ho letto che stanno preparando l'allargamento del partito della mafia ad altri esponenti.

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