La stagione del rugby vive il suo momento di massimo affollamento sportivo: nel pieno dei campionati nazionali australi, all’inizio quelli boreali, il torneo piu’ prestigioso tra le migliori nazionali in corso… eppure l’attenzione anche dei non addetti e’ attirata da uno scandalo, grosso, che stanno scuotendo l’ambiente.
E’ bello ci sia da discutere attorno al rugby, è indice di interesse e passione: un po’ meno bello è se quello sport finisce nei giornali solo quando c’è baruffa nell’aria. E’ questo solo un segnale dello strapotere mediatico del calcio nei Paesi Latini: altrove, ad esempio tra gli anglosassoni, le polemiche sul rugby sono un modo per accapigliarsi, schierarsi e disputare – fuori dal campo, da tifosi. Non per sminuire o affermare: “Anche il rugby (sottinteso, che se la tira tanto coi valori) in realtà’ è come tutti gli altri (sottinteso, il calcio)”. Eppure di fatti sportivi estremamente interessanti il rugby ne presenterebbe molteplici nel periodo tardo estivo, distribuiti su due Emisferi. Accenniamo ai principali, accompagnandoli con le loro polemicuzze, per stimolare l’interesse dei non addetti.
TRI-NATIONS - E’ il torneo in pieno svolgimento tra le tre nazionali australi al top del ranking mondiale, Sudafrica, Nuova Zelanda (i mitici All Blacks) e Australia. Quest’anno il dominio sudafricano e’ netto. Il fatto e’ che quest’anno gli Springboks (le antilopi saltanti, il nickname dei nazionali della Rainbow Country) si sono inventati un gioco efficace in modo mai visto prima, un approccio che stritola tutti senza pietà, al punto da suscitare negli avversari che le prendono regolarmente, accuse di gioco cinico e antispettacolare. Insomma, quelle polemiche cui i supporter della nazionale italiana di calcio sono abituati da sempre – i catenacciari, il “non juego” ai Mondiali del 1982, i difensivisti etc.etc. Ad aggravare le cose, questo era l’anno dei British and Irish Lions in visita in Sudafrica dopo dodici anni. Questa dei Lions è una squadra sovranazionale delle Isole Birtanniche, formata ogni quattro anni per giocare tre partite tre contro una nazionale dei maggiori ex Dominions inglesi dove si giochi rugby (cioè le tre nazioni del Tri Nations); in palio c’è la faccia (per quattro anni). Orbene, anche una delle migliori selezioni Lions di sempre e’ stata sconfitta dagli Springboks in giugno e adesso per dodici anni saranno solenni sfottò, cosa francamente poco sopportabile per un inglese. Il che non ha fatto altro che dar risonanza alle polemiche sul “non juego” catenacciaro sudafricano: lo immaginerete, dato il livello oggettivo, imparziale e per nulla sciovinista della stampa sportiva – e non solo – anglosassone. Come ne usciremo? Semplice, se i Sudafricani continueranno a vincere. Gli anglosassoni, contrariamente ai pietosi latini si stancano presto di star dalla parte dei perdenti: rischierebbero, a ragione, di assorbirne le caratteristiche.
TOP14 - Il primo dei campionati nazionali boreali a iniziare è sempre quello francese ed è anche l’ultimo a finire, tanto densa è la stagione tra impegni di campionato, di coppe e nazionali. Al punto che già dalle prime giornate alcune squadre francesi si trovano a dover giocare tre partite nell’arco di una settimana. La qual cosa è possibile nel calcio ma non troppo in uno sport di contatto fisico come il rugby. Un giocatore di buon livello francese, tal Peyrelongue da Biarritz, ha dichiarato senza peli sulla lingua: “Un calendario così denso è esattamente il modo per incentivare il doping”. Apriti cielo! Immaginate se un Dessena, un DiNatale se ne uscisse con una frase del genere. Vi terremo informati sugli sviluppi.




Ma come funzionano le sostituzioni a rugby? Un sostituito può rientrare facendo il cambio con un infortunato?