Nell’era di internet non conta più la calligrafia. Quel che è più importante è saper scrivere telematicamente ed è d’obbligo usare certe accortezze. Altrimenti si potrebbe finire senza lavoro
Ad Auckland, in Nuova Zelanda, una contabile amministrativa della ProCare Health è stata licenziata pe
r aver spedito email ai colleghi in caratteri “non del tutto appropriati”. L’impiegata Vicki Walker avrebbe usato nelle email in questione caratteri scritti in rosso, in grassetto e in maiuscolo. Chi ha frequentato una chat oppure un social network sa benissimo che vige una “netiquette” (non scritta) tra gli utenti, in merito all’uso di certi tipi di scrittura, ma la cosa curiosa è che è la prima volta che una email scritta in caratteri non usuali dà la possibilità ad una qualsiasi azienda di incriminare un’impiegata e di licenziarla. La ProCare si è difesa affermando che l’uso di email di tal genere oltre ad essere stato interpretato come “provocatorio” ha creato uno stato di tensione nei propri dipendenti che effettivamente si sono visti proiettati all’epoca degli studi pregressi dove sicuramente l’evidenziazione in blu o in rosso aveva un certo “senso” e creava quello stato di alone di vergogna attorno a sé! La vicenda, che, a quanto pare, è solo agli inizi, ha comunque condannato la ProCare Health al risarcimento di un importo pari a 13.848 dollari. La donna da parte sua ha dichiarato che ha già presentato in appello la richiesta di una integrazione maggiore a quella già stabilita dal giudice dichiarando inoltre che si batterà per una maggiore protezione dei “colletti bianchi”.
MAIL PRIVATE E MAIL AZIENDALI – Certo un dubbio ci sovviene: ”è plausibile che un’impiegata possa essere licenziata per un’email aziendale un tantinello sopra le righe?” Scavando tra i vari studi condotti da scienziati americani, i contenuti delle email rischiano di essere troppo “sopravvalutati” e “male interpretati” e, converrebbe, a chi non fosse in grado di scrivere con le dovute cautele, telefonare direttamente oppure chiarirsi vis à vis sempre che il soggetto in questione sappia trattenere il proprio istinto animalesco altrimenti altro che email e licenziamento! La giurisprudenza in giro dice poco o nulla in tal senso, anche perché si è sempre cercato di cautelare il lavoratore/dipendente dalla privacy inerente le email private ma non quelle aziendali. In Gran Bretagna ed in America ad esempio ci sono stati dei casi orwelliani di sorveglianza che hanno portato al licenziamento degli impiegati per aver ricevuto mail private che l’azienda non gradiva. In Italia al momento tutto questo non può accadere in quant
o nel nostro ordinamento la violazione della riservatezza di una email corrisponde alla violazione della corrispondenza e di conseguenza si andrebbe a ledere l’Art. 15 della Cost. che così cita: “la libertà e la segretezza della corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazione sono inviolabili”. Ma torniamo al quesito iniziale, com’è possibile che un’impiegata, per giunta amministrativa, possa essere licenziata per delle email un po’ eccentriche inviate ai colleghi? Da quel che abbiamo potuto leggere la stessa società non aveva indicato una policy di condotta in merito al “modus scribendi” nelle email, e, visto che le email erano aziendali, non si può neanche ravvisare una perdita di una commessa milionaria. Ma anche se fosse così, sarebbe moralmente accettabile per un individuo dover sottostare ad un modo di scrivere imposto da un’azienda? E comunque, esiste un modo, uno stile di scrivere uguale per tutti? Forse il nostro cavaliere errante lo gradirebbe, visti gli ultimi sguup estivi!
Insomma se ci tenete al vostro posto di lavoro pro futuro state attenti a come scrivete le vostre email, non sia mai che per un motivo banale come quello citato oggi rischiate il licenziamento e, soprattutto, cercate di capire se altri sono i motivi che potrebbero indurre il vostro capo a far si che una bizzarra email diventi galeotta.



secondo me hanno usato la mail come scusa
“la libertà e la segretezza della corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazione sono inviolabili”
questa frase oggi mi serve come il pane.
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