La caccia virtuale dei mostri reali
04/09/2009 - FINE DEL GIOCO – Natascha non esiste. Si chiama Ludovica ed ha 36 anni, non 13. Esistono però le chat, esistono gli Jacopo e i Cerco-intima-amicizia e gli alonso e gli io-bello-per-principesse ed i mandry ed i ralph e le
FINE DEL GIOCO – Natascha non esiste. Si chiama Ludovica ed ha 36 anni, non 13. Esistono però le chat, esistono gli Jacopo e i Cerco-intima-amicizia e gli alonso e gli io-bello-per-principesse ed i mandry ed i ralph e le decine di persone che nelle tre ore che sono stata lì mi hanno contattata per fare sesso. In varie forme, più o meno esplicite, più o meno
Video21volgari, ma tutte aggressive, insistenti, incalzanti. Qualcuno di fronte ai tredici anni dichiarati si ferma. Qualcuno perfino si scusa. Ma la maggior parte no. La maggior parte va avanti, trentenni, quarantenni che non si preoccupano del fatto che tu dichiari di aver vergogna, che non conosci i meccanismi delle chat a sfondo sessuale, che nemmeno ti interessavano, che cercavi solo degli amici di scuola. Non si fermano di fronte alla tua reticenza, al fatto che non ti stai comportando da Lolita ma che stai manifestando la tua età, quella che dovrebbe essere ancora l’età dell’innocenza, della scoperta del sesso con i coetanei semmai, non degli inviti a spompinare gente in chat o a farsi descrivere fin nell’ultimo pelo di fica. Letteralmente. Ludovica ha 36 anni e si è chiesta cosa succederebbe se avesse una figlia da crescere nell’era di Internet. Si è chiesta, dopo aver visto i vari programmi sui predatori sessuali in stile candid camera americana se davvero il fenomeno fosse tanto diffuso e se là fuori il rischio tanto elevato. Non solo lo è, ma molto più di quanto credesse. E’ bastato fingersi tredicenne, crearsi un profilo adeguato, per essere bersagliata di proposte sessuali. Tutti vogliono un contatto su MSN per vedersi in webcam. Moltissimi chiedono il cellulare. Qualcuno propone di farti una ricarica. “Dopo”, almeno i più furbi. E così le ragazzine imparano a prostituirsi per
un po’ di credito telefonico, basta un MMS per scroccare 5€. Qualcosa di più se sai agganciare bene. E’ bastato star lì, parlare un po’, per ritrovarsi portata su siti porno vietati ai minori di 18, per sentirsi offrire di essere sverginata dal primo venuto. Dovrebbe esserci un reato: “furto di verginità con destrezza”.
FINZIONE O REALTA’? – Invece ce n’è un altro. Si chiama violenza sessuale. Quel che succede su Internet non è meno grave rispetto a quel che succede in strada, signori. Si tratta di molestie ed il fatto che siano virtuali non le rende meno reali, credetemi. Solamente più subdole, in certa misura perfino più pericolose, forse, perché lavorano sulla formazione della sessualità dei giovanissimi. Non so quali possano essere le conseguenze dell’esposizione a tali sollecitazioni sessuali, alle aggressioni che le ragazze subiscono. Non lo so, davvero. Ma credo di poter ragionevolmente affermare che non siano inesistenti, né insignificanti. Ed in mezzo a quell’orda di segaioli, quanti sono i veri predatori sessuali che si nascondono dietro le chat e le cam? Quanti sono quelli che come il buon Jacopo busserebbero all’imene delle ragazzine? Di nuovo, io non lo so. Ma se alle ore centrali di un torrido sedici di agosto ho potuto contare decine di approcci sessuali, immagino che parliamo di numeri importanti. E forse era meglio quando si stava peggio, forse una pacca sul culo era preferibile ad uno spruzzo in cam. Forse no. Forse oggi i pericoli sono solo aumentati, non spostati. Vorrei evitare, tuttavia, di lasciare ai posteri l’ardua sentenza. Vorrei chiedermelo ora, perché è ora che tutto questo avviene, nell’indifferenza dei più, dei media, degli adulti. Avviene su una generazione che dovrà poi formarne un’altra e che nuota in acque che la generazione appena a ridosso ignora. Io credo che forse, e dico solo forse… sia arrivato il momento di porsi qualche domanda. Forse non è poi tutto così normale. Forse non è poi tutto così indifferente. Dubbi, solo dubbi, nessuna certezza. Che si infrangono su cazzi dritti come faraglioni, in una cam.













I woke up this morning sad but after finding this article my mood improved.
Sono una persona seria di 33 anni e studio da una vita testi di psicoterapia,psicologia, sociologia comportamentale e molto altro che non dirò qui per non essere ammorbante. Nella mia vita,da più giovane, non ho mai avuto problemi sessuali nè ho mai fatto richieste oscene e quant’altro, e come me ce ne sono miliardi di ragazzi che non vivono solo ed esclusivamente di sesso. Questo per dire che è sottile il filo tra commenti e accuse diffamanti che fanno di tutta un’erba un fascio. Ma il problema c’è ed è anche allarmante. La soluzione però non è la semplice educazione o divieti imposti per non trasformare un ragazzo/a tranquillo/a in un/una potenziale maniaco/prostituta. La soluzione è un’educazione sessuale determinando quale sia la causa reale di tali comportamenti virtuali che spesso poi sfociano anche nel reale. Quando subentra il famoso masochismo femminile di innamorarsi di uomini che le trattano male o quando subentra la perversa e perpetua mania femminile di interessarsi solo ed esclusivamente a sposarsi e creare una famiglia, il maschio si sente emarginato,forzato e catapultato in una serie di profonde responsabilità che lo spingono a crearsi un mondo tutto suo dove poter sfogare i propri trattenuti istinti sessuali avendo ansia da prestazione e capendo che nel mondo reale per poter vivere la propria passionalità con una partner in modo sereno, debba o sposarsi o trattare male o prendere in giro fingendosi un “bravo ragazzo”. Ed ecco che poi scatta il proverbiale comportamento dell’uomo che prima conquista e poi abbandona. Il suo sfogo sessuale virtuale è dipeso dal fatto che ha troppe difficoltà nel conquistare una ragazza nella realtà,deve stare attento a non fare errori per non perdere chi ama e via dicendo. Viceversa una ragazzina che si discosta da oltre il 90% delle altre ragazzine (amore per il masochismo,matrimonio come interesse unico della propria vita,ecc.) si trova spaesata in un mondo fatto con lo stampino in cui tutti sembrano identici tra loro e quindi l’unico input che ha per muoversi nel mondo reale è quello di sottostare a delle strane regole del comportarsi in maniera civile e vestirsi in un certo modo austero per non “far parlare male le persone che la circondano”,nemmeno se si stesse ancora nel medioevo. Ecco quindi che sfoga le proprie pulsioni su internet,dove può farlo senza essere bollata a vita come una poco di buono.
Quindi sostanzialmente ciò che di sessualmente brutto accade su internet è dipeso da una falsità blogale della società in cui si vive, da una moralità forzata che superando ampiamente i limiti di sopportazione di un adolescente di oggi (adolscenti ben diversi e ben più moderni e maturi di quelli dei tempi di un over 40 tanto per intenderci) porta quella persona a rifugiarsi in se stesso e a dare libero sfogo a pulsioni che è stato sempre abituato a credere non si possano mai sfogare nella realtà.
In definitiva quindi le cose da cambiare per migliorare in modo permanente questo tipo di degenerazioni sono molteplici: cambiare radicalmente la mentalità,falsità e moralità indotta delle persone, educare in modo corretto i propri figli e stargli vicino senza opprimerli, cercare di superare i propri tabù generazionali e donare alla propria prole una sana e corretta educazione sessuale nei tempi e modi giusti, modificare la società in cui viviamo, ed infine ma non per ultimo eliminare radicalmente la chiesa dall’intromissione nella nostra educazione ai nostri figli, quello si che è un covo di pedofili e assatanati sessuali di cui si può fare di un’erba un fascio.
Mi rendo conto che sono tutte modifiche molto ardue da attuare,ma intanto alternative non ce ne sono e di certo non è un’alternativa gettare un figlio in un collegio,non farebbe altro che alimentargli le pulsioni sessuali che sarebbero ancora di più represse oltre che alimentare un odio profondo verso i propri genitori sentendosi abbandonato.
Mi scuso per essere stato così prolisso,ma ho reputato giusto esprimere anche il mio pensiero senza giudicare o additare i pensieri degli altri.
Giorgio.