La blogosfera è da sempre fonte d’ilarità e di inesauribili sorprese. Cosa succede quando un pacato impiegato giapponese, cresciuto più fuori che dentro, apre un blog in italiano per raccontare le banali assurdità della sua vita quotidiana? Scopriamolo insieme.
(La rubtica che svela al mondo la turpe realtà sui tanto vituperati “gggiovani d’oggi”. Per scoprire che, magari, se sono tanto vituperati un motivo vi dovrà pur essere. A cura di Vertigoz)
Come non sarà sfuggito al lettore più attento questa rubrica ha preso una sgradevole piega eurocentrica che sarà oggi il caso di emendare. Parleremo oggi infatti di blog giapponesi, che per la loro involontaria demenzialità si candidano ad essere loro malgrado un plausibile concentrato delle migliori liriche Elio e le storie tese.
Iniziamo tosto da Sono un uomo giapponese un titolo estremamente ambiguo, a tratti ermetico, che si apre con una presentazione del nostro eroe di giornata, il prode Yuichiro WATANABE: “Ciao tutti. Mi chiamo Yuichiro WATANABE (soprannome: Iuitirus Nero), sono un uomo giapponese di Tokyo. Vorrei scrivere le cose quotidiane della mia vita. Ma scusate, il mio livello dell’italiano è ancora molto basso, forse mi sbaglio sempre la grammatica. Se trovate gli errori, ditemi per favore“. Yuichiro, che è troppo shintoista per sapere di aver citato nientepodimeno che Wojtyła, a giudicare dalla foto è un ragazzone tra i trenta e i quarant’anni.
UN’OASI DI MODESTIA NELL’INFERNO DELLA SACCENZA BLOGOPALLICA - I contenuti sul suo diario online sono tuttavia assai più degni di nota della sua mera forma. Yuichiro è troppo educato per esprimere una qualsivoglia opinione su un qualsivoglia argomento. La accenna ma poi relativizza, minimizza, circoscrive. Quale lezione di sacchiana umilté per tutti i boriosi blogger dell’emisfero boreale! Nell’ultimo post a noi noto racconta ad esempio di aver mangiato a un ristorante di Tokyo la pizza con le seppie, i gamberetti e l’acciuga (incidentalmente, che razza di porcata è?) e che gli è molto piaciuta. È un’opinione ardita, quasi sfacciata, e la sua cultura gli impone di decentrare dal suo angusto e particolaristico punto di vista, inficiato dal velo di Maya dell’egocentrismo: “La pizza era talmente buona ma non so se a voi piaccia… Che ne pensate???”. Yuikiro, di una pizza con le seppie in un ristorante di Tokyo penso tutto il male possibile, ma sono contento che tu l’abbia chiesto. Seguono due post sull’iPhone 3G, che io non so nemmeno cosa sia, ma che per un giapponese dev’essere come la pasta per un’italiota. L’iPhone 3G esce in Giappone l’11 luglio e Yuichiro ovviamente non può aspettare. Anche perché il sistema di tariffe, da lui diligentemente riportato sul blog, non lascia adito a dubbi, trattasi certamente di un affare: “60euro, il modello di 16GB costa 80.640 yen: circa 474,35 euro. Si possono comprare senza rate mensili però si devono pagare questi prezzi 69.120 yen oppure 80.640 yen. Al contrario a rate mensili si applica il sconto speciale, scontano 1.920 yen a mese. Quindi per il modello di 8GB si paga 960 yen: circa 5,65 euro a mese (totale 960 x 24 = 23.040 yen/135,50 euro), per il 16 GB si paga 1.440 yen: circa 8,45 euro ogni mese (totale 1.440 x 24 = 34.560yen/203,20 euro)”.
LE COSE VERAMENTE IMPORTANTI DELLA VITA - Personalmente non ci ho capito una mazza ma per Yuichiro è sufficiente, così dice lui, addirittura “per marinare il lavoro un po’”. D’altronde tra l’inderogabile dovere nei confronti dell’azienda e quello altrettanto perentorio di acquistare un iPhone 3G a pochi minuti dalla sua uscita, per un giapponese il conflitto è irrimediabile e avrebbe facilmente portato individui più sensibili di Yuichiro all’harakiri: “Appena hanno mostrato questo alcuni ‘pazzi’ hanno cominciato a fare la fila davanti ai negozi. Anch’io sono un pazzo dell’iPod quindi volevo fare la fila però purtroppo la mia testa calma non ha permesso di marinare il lavoro. In conclusione non sono riuscito a prendere l’iPhone il 11 luglio perché non ho fatto la fila sono andato al negozio alle 10.00 marinando il lavoro un po’. Però sono riuscito a prenotare a prenderlo prossimo lunedì, il 14 luglio. Così meno male che l’ho preso senza aspettare molto”. Meno male Yuichiro, meno male! Come fare ad aspettare, pazza idea, magari fino ad agosto?
Meno male che tu sei un pazzo dell’iPhone ma al tempo stesso hai una testa calma, e quest’insieme eterogeneo di quieta follia e inarrivabile calma dei matti è la cifra stilistica che caratterizza il superiore popolo del Tamagotchi. Come spiegare altrimenti il post del 29 Giugno 2008 in cui Yuichiro, causa domenica uggiosa in cui non riesce proprio a starsene con le mani in mano, crea sua sponte un origami poliderico a 128 facce? E non credete che gli riesca facile perché nei commenti confessa di averci messo 6 ore (sei) senza toccare cibo, perché un giapponese anche quando si diverte (si fa per dire) lo fa con un senso del dovere da fare invidia a l’Uomo dei lupi di freudiana memoria. Si capisce quindi come le autorità nipponiche ci tengano a farli lavorare tanto, basta un ponte o un fine settimana di troppo e questi sono capaci, per ingannare l’attesa, di farti una riproduzione con gli stuzzicadenti dell’Arco di Traiano.

























Volevo fare un noiosissimo commento su uno studio di Lévi-Strauss circa il diverso uso degli emisferi del cervello da parte dei nipponici per spiegare e differenze culturali e bla bla bla, ma no: meriti solo applausi a scena aperta, grazie per le risate alla faccia della mia discreta nippofilia! D
Bravissimo!
Un nuraghe nella testata del blog, la cartina della Sardegna nel post sul suo manga preferito, sara’ un sardonipponico. Rischio di incontrarlo, non vorrei vedere i suoi capezzoli ben visibili sotto la camicia.
L’origami in realta’ e’ la testa di una futura real doll origami, ci vorranno muryo’taisu di ore di lavoro per completarla, ma lui ha la testa calma e puo’ farcela.
E’ un fake.
Di sicuro.
Anche se mi dimostrate il contrario.
E’ un capolavoro, sia la sua idea, la sua indefessa coerenza,
sia, soprattutto il tuo post analitico..!
Il nuraghe però no… non doveva abusarne così.
Dico solo che unuomogiapponese.blogspot.com è la mia nuova home.
Ingiurie e diffamazione su Internet sono reati punibili a norma di legge.
Inoltre nessuno vi ha concesso l’utilizzo delle mie foto.
Rimuovete subito questo articolo altrimenti mi rivolgo a un legale.
Yuichiro WATANABE
Caro Yuichiro sulle foto ti do ragione, e infatti sono state rimosse.
Per il resto dove la vedi l’ingiuria e la diffamazione?
La mia era una satira, peraltro molto lieve e rispettosa, nei confronti della cultura giapponese. Non intendevo certo ingiuriarti o diffamarti, anche perchè mi stai simpatico.
A presto
Vertigoz
Vi dico ancora,
ingiurie e diffamazione su Internet sono reati punibili a norma di legge.
Rimuovete subito questo articolo altrimenti mi rivolgo a un legale.
Yuichiro WATANABE
Caro signor Watanabe, la prego di indicare precisamente dove in questo post si possono leggere ingiurie e diffamazioni, al fine di poterlo editare.
Sempre piu’ fake, non esiste che un giapponese roda cosi’ tanto.
no Gateo, figurati, furto d’identità e minacce, ma siamo matti? Quello sì che è da legale!
bha, sarà anche giappocinese, ma ha capito benissimo come funziona in italia.
permalosity killed the jap..
Tsk, io ho trovato di meglio:
http://giapponepuro.splinder.com/.
O quasi.
Signora Maddalena Balacco,
non solo le foto ma anche i testi tratti dal mio blog devono essere rimossi immediatamente, in quanto nessuno ne ha autorizzato l’utilizzo.
Le parti ingiuriose e diffamatorie le potrete leggere presto nella denuncia, se non provvederete a rimuovere l’articolo.
Yuichiro WATANABE
Gentile Yuichiro WATANABE, le ricordo che in Italia la legge (n.633/1941 e successive modificazioni, che tutela il diritto d’autore e nella fattispecie permette la riproduzione parziale dell’opera a scopi di critica o discussione, purché autore e fonte siano menzionati) dà la possibilità di citare in parte testi del suo blog e più in generale delle opere d’ingegno, anche se iscritte alla siae (il suo blog è iscritto alla siae?). La legge le dà altresì la possibilità di smentire quanto scritto tramite missiva da inviare al sito che verrà pubblicata con rilevanza e spazio congrui. Noi le stiamo dando da tempo modo di risolvere legalmente questa situazione, eppure lei sembra non volersene avvalere. Aspettiamo dunque la sua smentita. Distinti saluti