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Quel massone di un prete che complotta contro il Papa

E’ la seconda volta che un Papa va in visita a Milano, e questa uscita per Joseph Ratzinger arriva al momento giusto. Niente di meglio che lasciare Roma per un po’ visti i veleni che si respirano Oltretevere. Sempre più forti, specialmente se in mattinata qualcuno ha avuto il coraggio di passare Repubblica al pontefice, e indicato l’articolo firmato oggi dal suo direttore Ezio Mauro. Su ispirazione di Ettore Gotti Tedeschi?

IL PAPA E IL BANCHIERE – Di questo sembra essere convinto Dagospia, che racconta di un ex presidente dello Ior pronto a varcare la soglia di Largo Fochetti ieri, prima della pubblicazione dell’articolo che offre una chiave di interpretazione interessante dello scandalo pontificio. Di quello del corvo, ma anche dello Ior: due storie che Repubblica intrecciava insieme in una visuale dove il cardinale Tarcisio Bertone, segretario di Stato nominato da Ratzinger dopo le dimissioni di Angelo Sodano, giunto al limite di età e anche a quello di chiacchiere intorno al ruolo dei Legionari di Cristo nei confronti di Karol Wojtyla.

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I fedeli aspettano l’arrivo del Papa a Milano: foto

QUEL MASSONE DI BERTONE – Bertone è considerato un segretario troppo politico, nel suo amore per le relazioni con gli uomini di potere e nella sua tendenza ad allargare il più possibile il suo ambito di potere. Fino ad arrivare a frequentazioni inopportune:

Una missiva del segretario del Governatorato della Città del Vaticano, arcivescovo Carlo Maria Viganò (oggi rimosso da Bertone e inviato a Washington come Nunzio apostolico), che denuncia una serie di malversazioni, traffici e complotti in Vaticano ma soprattutto sostiene – dietro gli omissis, dice chi ha letto gli originali – che il Segretario di Stato è influenzato da personaggi esterni e da “ambienti massonici”, che gli tolgono autonomia.

E ce ne sono altre due, di lettere che criticano aspramente Bertone:

Poi la lettera del cardinale Dionigi Tettamanzi indirizzata direttamente al Papa per chiedergli se davvero ha ispirato la richiesta che Bertone ha rivolto a nome di Benedetto XVI all´ex vescovo di Milano, spingendolo a lasciare la presidenza dell´istituto Toniolo, che controlla due giganteschi centri d´influenza e di potere come l´università Cattolica e il Policlinico Gemelli.

E quella di Nicora:

Infine, la lettera del cardinale Attilio Nicora, presidente dell´AIF, l´Autorità di Informazione Finanziaria del Vaticano, che denuncia il rifiuto dello Ior, la Banca della Santa Sede, di dare informazioni trasparenti su movimenti bancari sospetti prima dell´entrata in vigore della legge vaticana antiriciclaggio, il 1° aprile 2011.

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IL PUNTO – Attenzione, perché è la terza la più importante. Perché è quella che ha portato allo scontro tra Gotti Tedeschi e Bertone, e all’addio frettoloso e inopportuno del banchiere che aveva aiutato Ratzinger a scrivere la sua ultima enciclica. Subito dopo è caduto Paolo Gabriele, e con lui – scrive sempre Repubblica – potrebbe andare Padre Georg, collaboratore di primo piano del papa che invece in un altro retroscena a firma di Fabio Tonucci pubblicato dal giornale di Ezio Mauro veniva indicato come colui che aveva scoperto Gabriele. Un bel guazzabuglio, nel quale però non è impossibile riuscire a mettere mano. Perché in realtà si capisce benissimo chi sta vincendo la battaglia.

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