La dipendenza dalla tecnologia e, in particolare, dalla rete delle reti, è ormai molto più che un espediente giornalistico per riempire spazi in tempi di carenza di notizie. Il cosiddetto “IAD”, acronimo che sta per “Internet Addiction Disorder” (termine introdotto per la prima volta dal dottor Ivan Goldberg nel 1995), è infatti un disturbo da discontrollo degli impulsi riconosciuto dalla comunità scientifica e oggetto di ampia letteratura in campo psichiatrico, che non ha nulla da invidiare al gioco d’azzardo patologico, e che colpisce numerosi individui in tutto il mondo – ne siano essi consapevoli o meno.
Come riportato in questi giorni dalla testata statunitense The Business Insider, nella sua sezione dedicata a Silicon Valley, sta per aprire il primo centro in America dedicato alla battaglia a questo disturbo. Nella ridente località di Fall City, poco distante dalla piovosa Seattle (e dal quartier generale della Microsoft) nello Stato di Washington, si trova infatti il “reSTART” – termine che, utilizzato ampiamente nel linguaggio informatico e videoludico, significa infatti “ricominciare”. Un centro dotato di sei posti letto che, sul proprio sito web, elenca i vari sintomi della dipendenza da internet e dai videogame, come ad esempio crescenti periodi di tempo passati di fronte al computer e alle prese con attività della rete, nonché cambiamenti fisici quali perdita o acquisto di peso, dolori alla schiena, mal di testa, sindrome del tunnel carpale (ovvero tendinite del polso, qualcosa di simile alla celeberrima “Nintendinite” dovuta ai joypad Nintendo degli anni ‘80).
Il centro reSTART offre un programma di 45 giorni, al costo poco accessibile di 14.500 dollari, i quali peraltro non sono coperti dall’assicurazione sanitaria. Nonostante il prezzo elevato, secondo quanto raccontato dal canale NorthWest Cable News i risultati del trattamento sembrano essere concreti: il primo paziente del centro contro la dipendenza da internet, Ben Alexander, si è rivolto a reSTART poiché “drogato” del videogioco World of Warcraft (prodotto protagonista dell’esilarante episodio “Make Love, not Warcraft” di South Park e che, a detta di scienziati svedesi, dà assuefazione non meno della cocaina). Prima di essere rapito dal videogame, Ben era interessato alla biologia e agli animali. Presso il centro di Fall City, il ragazzo si prende cura di galline, polli, caprette e altre bestie presenti presso l’istituto di riabilitazione. Un costoso ritorno al contatto con la natura e con il mondo reale. Sempre che, ad attendere Ben a casa, non vi sia un pc acceso e pronto per l’uso.























Quella puntata di South Park è semplicemente grandiosa!
Drogati da Internet – In Usa apre il primo centro contro la web-dipendenza : Gi…
La dipendenza dalla tecnologia e, in particolare, dalla rete delle reti, è ormai molto più che un espediente giornalistico per riempire spazi in tempi di carenza di notizie. Il cosiddetto “IAD”, acronimo che sta per “Internet Addiction Disorder” (termi…
Internet è il pianeta di tutti, ma il centro reStart, che già il sol nome è tutto un programma
, non sembra essere alla portata di tutti in quanto è troppo costoso.
il trattamento mi sembra ridicolo:D, come esagerato èil prezzo, ma forse l’unica cosa sbagliata in tutto questo è che l’immagine doveva essere quella della mia mano ancora fasciata e semi invalida da un mese. Come mi son ridotta, ahi ahi la rete, ahi ahi brain buddies, ad esempio…
Il problema della dipendenza può essere molto serio e, a quanto pare http://www.ansa.it/site/notizie/awnplus/news_collection/awnplus_altrenotizie/visualizza_new.html_1646059661.html non meno serio il metodo di disintossicazione/rieducazione…
Lisa
ps: @Gloria: ho visto la foto… ma cosa hai combinato???????
@lisa. problemi di tendine credo (colpa della dipendenza dalla tastiera) Appena sta meglio la riuso senza badar troppo ai doloretti, che nel giro di un po’, però, tornano insopportabili:)
La verità è che la realtà virtuale proposta da WoW è incommensurabilmente più appetibile della merda che la WoW generation si trova a fronteggiare nella realtà di tutti i giorni.
Un appello a tutti gli intossicati di WoW…non provate nemmeno ad uscirne, perchè ciò che vi aspetta è l’inferno, quello vero.
Trovo curioso che la web-dipendenza faccia notizia, mentre quel grande mercato degli schiavi che è diventato il mercato del lavoro nell’economia globale non interessi a nessuno.
Forse perché la web-dipendenza frutta 14.500 euro al mese mentre la schiavitù costa 200$ al mese esentasse?