La crisi georgiana fa emergere di nuovo un problema delicato. La Russia è un Paese malato, instabile e pericoloso, soprattutto per l’Europa. Fino a che punto questa e gli USA potranno permettersi di contemplare Putin che fa i suoi comodi tra le mura domestiche e nell’ampio giardino vicino casa?
Dopo mesi di preliminari, sfuggiti alla stampa nostrana, la crisi tra Russia e Georgia è scoppiata, e la situazione è ancora in evoluzione. Allo stato attuale, non è chiaro se sia stata la seconda a far precipitare la crisi, sperando in un intervento NATO, o se le responsabilità siano da f
ar ricadere direttamente sui russi. Di certo, questi ultimi non aspettavano altro: militarmente erano pronti all’azione, e da mesi seminavano malcontento in Sud Ossezia. La crisi georgiana è stata caratterizzata, come era ovvio prevedere, dal silenzio-assenso della maggior parte dei “pacifisti”: del resto, per essere come i radicali servono le palle, non bastano le sfilate. Il Caucaso, si pensi al Nagorno-Karabakh e alla Cecenia, è una polveriera, e i russi impiegano i consueti metodi disumani (in Cecenia hanno liquidato una buona fetta della popolazione). Ma alziamo gli occhi oltre questa zona: la grande strategia non si gioca su un solo teatro. I russi rischiano di estinguersi: pare che la popolazione ortodossa sarà tra qualche decennio una minoranza. La natalità è bassa, e inversamente proporzionale all’alcolismo. Il nazionalismo, sentimento idiota come tutte le identità collettive, è l’unica cosa che salva la nazione dalla depressione: la NATO dovrebbe regalar loro tonnellate di Prozac. Economicamente sembrano essersi ripresi, ma si tratta probabilmente soltanto del boom delle materie prime: si può dubitare che la Russia sia un’economia sana, del resto.
COSA SUCCEDE A EST? - La Cina sarà probabilmente la prossima potenza globale, anche se verosimilmente non sarà mai in grado di proiettare forza in ogni continente al pari degli USA. Pechino e Mosca, tra l’altro, hanno di recente hanno appianato alcune irrilevanti dispute territoriali. La Cina ha un grande handicap strategico: non ha materie prime. Se ne avesse bisogno, e non potesse comprarle sui mercati (per via navale, elemento egemonizzato dagli USA), potrebbe cercarle solo in un posto: la Siberia. La Russia asiatica è del resto un deserto, fa notare Stratfor, e i cinesi non avrebbero problemi a riempirlo di soldati, salvo minacce nucleari russe. La Cina non confina col Medio Oriente, anche se probabilmente la stretta su Tibet e Xinjiang serve ad avvicinare i suoi confini
al petrolio. C’è qualcosa tra le isole dell’Estremo Oriente, ma poca roba: e la corsa agli armamenti navali tra i Paesi della regione è già in atto. Se i russi entrassero in crisi, i cinesi ne potrebbero dimezzare in un baleno il territorio: basterebbero un po’ di capacità nucleari in più, come deterrente. Le uniche due alternative sono una Russia forte, e un’alleanza russo-cinese, improbabile, e che comunque non sarebbe molto diversa da una conquista cinese della Siberia, se la Russia si indebolisse troppo.
UNO SGUARDO A OVEST - La Russia ha perso tutta l’Europa Orientale, esclusa la Bielorussia, unica dittatura rimasta in Europa dopo la caduta della Serbia di Milosevic, altro alleato russo. La NATO si è costantemente spostata verso Est, visto che il potere è come il gas: si espande fino a riempire ogni vuoto. La ragione è evidente: chi vorrebbe come vicini i russi? Se potessero, ucraini, polacchi e caucasici assortiti sposterebbero i loro confini di qualche migliaio di chilometri lontano dalla Russia: e non per la puzza di vodka. Infine, guardiamo a Sud: il Medio Oriente è una delle regioni più instabili del mondo, e dalla Palestina al Pakistan è una sorta di polveriera. Nella quale è presente soltanto la NATO: Cina e Russia stanno a guardare. Eppure gli USA hanno bisogno di non mettersi di traverso queste due potenze, perché destabilizzare il Medio Oriente è sin troppo facile. Nel caso della Cina, il problema non ha molta rilevanza, in quanto essa ha troppo bisogno del petrolio per voler fare danni nella regione. Ma alla Russia la stabilità del Medio Oriente non interessa affatto, e, come produttore di petrolio e gas naturale, avrebbe soltanto da guadagnarci. Cosa bisogna fare? La Russia rappresenta l’unico pericolo strategico per l’Europa. Per questo motivo, estendere la NATO, e l’UE, verso Est è probabilmente una necessità. D’altra parte, entrare nel Caucaso, controllare il Medio Oriente, e sostenere il Kosovo
non sono esattamente interessi occidentali: sono solo modi di creare attriti con la Russia.
UN GIGANTE DAI PIEDI D’ARGILLA, MA CHE FA PAURA - La Russia è politicamente instabile: ha bisogno di una forte leadership, quasi di un dittatore, e di una ideologia, e l’unica possibilità rimasta è il nazionalismo, visto che il socialismo va ancora di moda solo in Sud America. Il suo collasso creerebbe un vuoto di potere in Siberia, che andrebbe solo a vantaggio della Cina, rendendola praticamente autonoma dal punto di vista strategico, provocandone l’estensione fino agli Urali: il che non è nell’interesse dell’Occidente. D’altra parte, è difficile accettare che un avvelenatore di leader politici, un invasore di Paesi democratici, un assassino di giornalisti scomodi, e un minacciatore di ritorsioni nucleari, possa agire impunemente. Ma non sembra ci siano alternative: bisogna tenersi buona la Russia, e non perché troppo potente, ma perché troppo debole. Del resto, le opzioni di policy a disposizione degli occidentali sono relativamente poche: l’Economist propone di limitare il ruolo del G8 (G7 + Russia), diversificare le fonti di energia europee (e questo è un must), sviluppare una politica energetica europea, creare problemi ai russi nel WTO. Al limite, se non si teme il ridicolo, si possono boicottare le Olimpiadi Invernali del 2014, che si terranno in una città del Caucaso russo. Probabilmente, però, basta evitare di punzecchiare l’orgoglio russo, forse l’unico collante della nazione, e smettere di creare problemi ai russi in tutte le aree geografiche sensibili, dal Caucaso ai Balcani, passando per l’Europa Orientale. Ma quanto bisognerà concedere ai russi per farli stare tranquilli? Se è necessario farli tornare fino a Praga e Varsavia, non ne vale la pena; se si accontentano di meno, si può discutere. Il costo di tutto ciò è guardare la repressione in TV: brutto ma probabilmente inevitabile. Il vero problema rimane quello di porre dei paletti credibili e sensati all’arbitrio russo: la ritirata occidentale farebbe venire l’appetito all’Orso, mettendo in pericolo anche l’Ucraina e i Paesi baltici.
Foto di Putin by precariopoli










nessuna posizione strategica è peggiore dello stallo che rende rischiosa l’ avanzata e peggiore la ritirata
la perdita dell’ iniziativa politico-militare è sempre una eventualità da evitare
gli Usa non avrebbero mai dovuto lasciarsi trascinare nell’ inferno georgiano, così come i paesi europei
a quel punto la Russia ha chiesto di vedere le carte ed il bluff si è scoperto
occorre invece una stretta alleanza con la Russia che deve fungere da gendarme in Siberia, Caucaso, lungo i confini coi paesi musulmani
il tutto in funzione anti-cinese, anti musulmana, anti-democratica…….
troppa democrazia fa male e l’ esistenza di dittature straniere aiuta l’ europa democratica a limitare la democrazia in caso di necessità
nel frattempo la russia può essere aiutata economicamente e militarmente e le continue guerre e guerricciole solleticherebbero il sentimento nazionalista portatore di stabilità e benessere (almeno intellettuale)
noi nel frattempo ci pappiamo il pappabile in attesa di papparci ciò che la Russia ci conserva tranquillo per l’ indomani
come sarebbe bello il mondo governato da IO e Jamba
“come sarebbe bello il mondo governato da IO e Jamba”
cazzi vostri, io domani scappo su Marte
La distensione sarebbe un atto dovuto da esercitare dagli USA, ma piazzando le basi missilistiche negli ex paesi del Patto di Varsavia, non è che lo abbiano dimostrato.
La Nato doveva essere abolita dopo la caduta dell’URSS, ma, approfittando del tracollo dell’URSS, si preferì renderla più ancora soggetta agli USA per la sua espansione nel mondo per il controllo energetico.
Ora, la Russia, rinata dopo la caduta dell’URSS, sta ritornando ad essere una potenza e ritorna a salvaguardare i punti strategici oltre i suoi confini, a ben ragione: gli Usa hanno fatto di peggio anche lontano dai loro confini.
Non conosci la storia oppure odi la Russia a tal punto da non curarti di offendere la verità.
I Russi si sono semplicemente stancati di vedere il mondo trattato con prepotenza e disprezzo dagli occidentali e dagli usa in particolare.
Non ti dice nulla il kosovo??
Hanno distrutto una nazione, la Serbia per poterle sottrarre la più amata delle regioni e darla agli albanesi che già hanno una patria.
Tu fingi di non vedere che gli interessi americani e occidentali arrivano ai confini della Russia, nonostante accusi la Russia di mettere in pericolo la pace nel mondo e ti chiedi fino a quando l’occidente e gli usa sopporteranno la prepotenza della Russia.
La crisi di Cuba per te non significa nulla. Oppure pensi che la ragione e la giustizia siano di chi possiede più armi.Ma le armi si devono anche saper usare e non mi pare che gli usa siano bravi in questo. Tutte le guerre che hanno combattuto da soli le hanno perse tutte, se non fosse per l’Europa sarebbe già stata estinta.
Non ti frega nulla di offendere la tua intelligenza con le menzogne che hai scritto?? Non sarebbe più onesto da parte tua ammettere che odi i Russi e speri che vengano sterminati?
Almeno salveresti l’intelligenza!!
Non sono io a decidere che offendi la verità, ma la storia. La Russia dall’Occidente ha sempre dovuto difendersi perchè è stata sempre minacciata.
Vorrebbero occuparla per sottrarle il petrolio e i giacimenti di gas, ma la Russia non è l’Iraq. Invadere la Russia significa andare incontro alla propria fine.
In soli 3 giorni hanno sgominato l’esercito Giorgiano armato e addestrato dagli USA. Non ti dice nulla questo? - Quelli fanno sul serio quando fanno la guerra. Cerca di sperare sempre nella pace perchè a pagare il prezzo di una terza guerra mondiale, combattuta con armi atomiche saremo soli noi. I potenti troveranno il modo di salvarsi. Renditi libero dai condizionamenti e volgiti con speranza verso la giustizia e la pace.
(Si può anche ingannare per un certo tempo, ma nessuno può ingannare la verità e la giustizia per sempre).
Buona serata.
Marco
Il pezzo è ben scritto e interessante, le conclusioni condivisibili. L’impianto, con rispetto parlando, è un filo troppo occidentalistico. Credo che troppi osservatori siano cascati nella trappola di ritenere Saakashvili meritevole, per il solo fatto che assumiamo automaticamente che i piccoli siano oppressi dai grandi. Poi in questo momento per tutti i media occidentali i russi sono cattivi, il che è piuttosto curioso.
Fa eccezione a questo un ottimo documentario della BBC che ricostruiva, qualche giorno fa, la genesi degli eventi bellici. Venivano intervistati gli sfollati, persone qualsiasi che non offrivano analisi politiche ma raccontavano di attacchi georgiani contro i civili. Ovvio, potresti dire: si fa la guerra in modo primitivo, e “Chi cojo cojo”. Già, però allora cominciamo a parlare dei georgiani brutali e crudeli, non solo di russi brutali e crudeli.
Piccolo aneddoto esplicativo. Due-tre settimane fa, chiacchieravo con una collega Kazaka conosciuta a Londra. Rispetto alla copertura mediatica occidentale, cadeva dalle nuvole: la sua prospettiva, sicuramente distorta ma almeno in una direzione diversa dal solito, era la seguente. I russi non hanno interesse ad annettere l’Ossezia del Sud, che sarebbe solo un fastidioso peso. Sostengono l’indipendenza e inviano aiuti umanitari, dal momento che la popolazione è russofona e filorussa. Hanno interessi economici, ma è secondario, perchè la zona è infame. I georgiani, invece, vogliono quel territorio per questioni di immagine di potenza, e perchè Saakashvili è un dittatore aggressivo.
Ieri, chiacchierata di pari argomento con altra collega, stavolta estone, e quindi avvelenata come non mai contro tutto ciò che è russo. Storia completamente diversa, all’incirca analoga a quella che si legge sui maggiori quotidiani europei, in particolare quelli italiani che strumentalizzano Putin per attaccare Berlusconi (e ho detto tutto).
Credo che, detto in due parole, noi non capiamo niente di ciò che accade da quelle parti, e in particolare non capiamo come i popoli dell’ex URSS si rapportino tra di loro. L’unica cosa che ho afferrato, e solo perchè mi è capitato tante volte di parlare con ex-sovietici (purtroppo pochissimi russi), è che c’è un sentimento antirusso diffuso nelle repubbliche europee e caucasiche, non altrettanto intenso in quelle asiatiche. Fenomeno che in parte (anche se piccola, temo) si spiega con il differenziale di opportunità tra il periodo sovietico e oggi, ma è chiaro che la storia non è tutta lì.
Personalmente, preferisco vivere un paese dove nessuno ammazza i giornalisti perchè scrivono reportage contro il governo, anche se ogni tanto mi viene da chiedermi se l’omicidio della Politkovskaya è prova sufficiente della verità delle sue argomentazioni.
Tuttavia, l’idea che la Russia sia una sorta di pentola a pressione pronta ad esplodere, in preda all’insicurezza che genera un’autocrazia isterica, non mi ha mai convinto. I russi hanno sempre e solo avuto regimi autocratici: ai tempi degli Zar, ai tempi dei Soviet, e adesso. Hanno altrettanto sempre respinto l’influenza occidentale con una certa efficienza. E’ vero che c’è un problema demografico, ma secondo me non è vero che il nazionalismo è una risposta irrazionale alle disgrazie contingenti. Sarà pure uno dei collanti principali della società, ma credo che un giudizio così tranchant derivi dal fatto che siamo italiani, e che siamo abituati a guardare il mondo in termini di senso di appartenenza cretino (fascismo) oppure disprezzo per il proprio paese (il radical chic che in coda per il passaporto dice “Ah, ma la Norvegia…”). Secondo me determinati fenomeni ci risultano proprio incomprensibili, salvo rari momenti di uscita dal proprio guscio.
Ai russi probabilmente importa poco che tu o io diamo loro ragione o torto. A titolo puramente privato, mi fa un po’ sorridere l’idea che vadano redenti. Ma quando mai, uno va là per redimerli e loro tranquilli aspettano che muoia di freddo.
E ora vado a morire di freddo pure io sotto il cupo cielo finlandese.
chi ha scelto le foto voleva mettermi paura(
( e lo stile liberty continua ad essere,ahimé, tra i miei preferiti, sicché ho letto anche se avevo paura appunto)
LA RUSSIA HA LA GRANDE MA DOLOROSA OCCASIONE DI DIVENTARE LIBERA MA HA PREFERITO COMPORTARI COME UN BULLETTO DI PERIFERIA.
L’ASSURDO è CHE TUTTI I VICINI ODIANO I RUSSI E QUESTO è UN DATO DI FATTO.
KIEV è EUROPEA E NON SI TOCCA, SE SI FERMANO QUI è UN CONTO MA SE GLI VIENE FAME SARANNO MALA TEMPORA
Angel: la NATO serve, forse più dell’UE, a tutto l’Occidente. Il problema è che ha sbagliato strategia: ha visto il vuoto, come dicevo nel post che non tutti i commentatori sembrano aver letto, e ci si è fiondata, miopicamente, come del resto sono sempre miopi le politiche di tutti i paei occidentali, di qua e di à dell’Atlantico.
La Russia continua, ora che può, sarebbe meglio dire ricomincia, a uare i suoi mezzi brutali e disumani per avere il controllo e sottomettere i suoi vicini. Mi rendo conto che chiunque, per quanto inguardabile, si metta contro gli USA è visto con simpatia solo perchè anti-amerikano, ma questo non mi interessa.
Sarebbe bello per chiunque sia vicino alla Russia che la Russia smetta di esistere: sono un preicolo. Sarebbe bello per l’Ucraina, per l’Europa Orientale, per i paesi baltici, per l’Ossezia, per la Cecenia: i russi fanno paura perchè non hanno ritegno nell’essere brutali. Non l’hanno mai avuto. E hanno sempre sete di sangue all’estero, perchè la situazione poltiica interna è sempre stata una merda: tutto sommato la politica estera è soltanto un gioco di potere domestico in moltissimi casi.
La NATO deve quindi fare un passo indietro: ma fare un passo indietro dopo averne fatto uno avanti non è la stessa cosa di non fare nessun passo: ora bisogna evitare che la Russia riprenda coraggio e si espanda, sarebbe una tragedia per milioni di persone. In passato si sarebbe dovuto evitare di dare inutili fastidi a Mosca.
JO NON AVREI SBAGLIATO
le democrazie invece sono miopi
Scrivi bene, ma sei molto fazioso. Se sulla crisi georgiana ti schieri con UE e USA perchè vivi dentro i confini di quel blocco e temi per la tua incolumità devo farti i complimenti per il pragmatismo.Se c’è un’adesione emotiva e ideale ai progetti (per gli altri) e metodi Nato, Ue ecc., certo non più umani di quelli russi, ma solo più occulti e striscianti, ti leggo lo stesso ma meno volentieri.
Marco:
Odio la Russia, questo è un fatto. Li considero alcolisti e selvaggi senza civiltà politica. Ma questo non c’entra.
“I Russi si sono semplicemente stancati di vedere il mondo trattato con prepotenza e disprezzo dagli occidentali e dagli usa in particolare”
Hitler usava lo stesso linguaggio. E anch’io, nel post, ho detto lo stesso: la Russia è in una situazione di merda e hanno bisogno di minchiate nazionaliste per non deprimersi troppo. E’ questo che li rende pericolosi.
Buonsensso vorrebbe che ai russi non dovrebbe fregar nulla degli onori del Cremlino: dovrebbero fregarsi invece dei loro diritti, del loro futuro, della loro libertà. Il nazionalismo serve solo a dimenticare tutto ciò, ma serve ad elettrizzare la popolazione e a combattere l’alcolismo, evidentemente. Come tutti i movimenti di massa, del resto.
“Hanno distrutto una nazione, la Serbia per poterle sottrarre la più amata delle regioni e darla agli albanesi che già hanno una patria”
I kosovari albanesi sono una maggioranza. E comunque non ho detto nulla A FAVORE della secessione del Kosovo, quindi non capisco cosa c’entri col post.
“Tu fingi di non vedere che gli interessi americani e occidentali arrivano ai confini della Russia”
Fingo. Ma se lo dico espressamente? Mi ripeto perchè temo di non essere stato letto da chi commenta: “smettere di creare problemi ai russi in tutte le aree geografiche sensibili, dal Caucaso ai Balcani, passando per l’Europa Orientale”
“non mi pare che gli usa siano bravi in questo. Tutte le guerre che hanno combattuto da soli le hanno perse tutte, se non fosse per l’Europa sarebbe già stata estinta”
La sintassi della frase mi impedisce di trarre beneficio dal tuo ragionamento.
“Non ti frega nulla di offendere la tua intelligenza con le menzogne che hai scritto?”
Detto col cuore, vai a quel paese. Il tuo commento aveva senso, all’inizio, ma più vado avanti nella lettura più mi rendo conto che sei in una crisi isterica e non riesci più a ragionare. Associ idee a cavolo e offendi (come sto facendo io adesso, ma a freddo, senza scompormi).
“Vorrebbero occuparla per sottrarle il petrolio e i giacimenti di gas, ma la Russia non è l’Iraq. Invadere la Russia significa andare incontro alla propria fine”
Fantapolitica.
“Renditi libero dai condizionamenti e volgiti con speranza verso la giustizia e la pace.”
Giustizia e pace significa quindi inginocchiarsi di fronte a Putin. All’ipocrisia pensavo ci fosse un limite. Pensavo. Ma sbagliavo.
Mario:
io non ho detto nulla a favore della strategia NATO, tranne che è stato un errore spostarsi ad est indiscriminatamente approfittando della crisi degli anni ‘90. La miopia occidentale è evidente, ma il costo di tirarsi indietro oggi non deve essere nascosto: un errore è un errore e non si può far nulla per correggerlo.
Il post spiega perchè secondo me la Russia è un pericolo per i vicini. Non ho analizzato la strategia NATO, ma è evidente che per quel poco che ho detto sono critico, quindi non capisco cosa non vada nel mio post.
Comunque dubito che si possa fare un paragone tra i metodi russi e quelli occidentali: un massacro come quello Ceceno non si vedeva da decenni: per quanto si possa criticare, secondo me giustamente, il Patriot Act, la guerra in Iraq, Guantanamo, Abu Graib, semplicemente, non c’è paragone. Le stime vanno da 30,000 (stime russe) a 200,000 (stime di NGO non necessariamente affidabili) morti, e questo significa dal 3% al 20% della popolazione. E’ come se in Iraq fossero morti da 1 a 6 milioni di persone…
Gloria: grazie.
Almagesto: purtroppo no, la russia non riuscirà a diventare libera. Non è colpa di Putin: i russi semplicemente non sono all’altezza, non lo sono mai stati.
Io credo che per la sicurezza dell’Europa tutta l’Europa Orientale dovrebbe essere libera dalla Russia. Purtroppo è difficile giustificare la libertà dei paesi baltici o dell’ucraina o del caucaso da questo punto di vista.
Non so se valga quindi la pena, in termini di costi, tener lontani i russi da tutto, anche se è terribile doverli lasciar fare.
La NATO dovrebbe imparare a bilanciare costi e benefici: tende troppo a overstretcharsi, e poi si ritrova senza munizione. Nessuno si muove nel vuoto, in politica estera.
TOPINAMBURS
“troppi osservatori siano cascati nella trappola di ritenere Saakashvili meritevole”
Detto niente su Saakashvili, non per dimenticanza ma perchè so poco. Fonti credibili (Stratfor e Economist) fanno notare in effetti che trattava male osseti e abkazi, e credo anche l’Economist era dubbioso, se ricordo bene, sulla sua, si fa per dire, “integrità”.
“Poi in questo momento per tutti i media occidentali i russi sono cattivi, il che è piuttosto curioso”
Sinceramente, non vedo cosa ci sia di curioso. Fossi polacco, di chi dovrei aver paura, della Germania contemporanea, o della Russia? E dire che la POlonia confina solo indirettamente con la Russia, tramite il satellite russo chiamato Bielorussia. Fossi estone, mi cacherei sotto. Semplicemente, se dovessi scegliere un vicino di casa, non vorrei il Cremlino: nessuno è così folle.
“però allora cominciamo a parlare dei georgiani brutali e crudeli, non solo di russi brutali e crudeli”
Concordo, la mia fonte era Stratfor o l’Economist (letto troppo e troppo in fretta!) e non la BBC, ma diceva cose simili.
“I georgiani, invece, vogliono quel territorio per questioni di immagine di potenza, e perchè Saakashvili è un dittatore aggressivo”
Non stento a crederlo. Cioè: che in una crisi non ci siano santi non mi sconvolge.
“quotidiani europei, in particolare quelli italiani che strumentalizzano Putin per attaccare Berlusconi (e ho detto tutto)”
I quotidiani italiani riescono a strumentalizzare due incoscienti che vanno a dormire in un campo nomadi e vengono seviziati (prevedibilissimamente) per attaccare Berlusconi. Deve essere un riflesso condizionato.
“c’è un sentimento antirusso diffuso nelle repubbliche europee e caucasiche, non altrettanto intenso in quelle asiatiche. Fenomeno che in parte (anche se piccola, temo) si spiega con il differenziale di opportunità tra il periodo sovietico e oggi, ma è chiaro che la storia non è tutta lì”
Non c’è nulla di più ovvio di un vicino di csa dei russi che è antirusso. Quando il Cremlino è di cattivo umore, dal confine vengono bombe. Quando è di buon’umore, viene solo puzza di vodka.
Però è in effetti strano che la Russia non reagisca altrettanto violentmente in Asia Centrale coi paesi che cooperano con gli USA. Probabilmente perchè gli USA si sono mossi con più discrezione, magari tenendo conto degli interessi russi, e perchè la Russia è eminentemente (per popolazione) un paese europeo, il resto è deserto. Ma non conosco la situazione. Questa cosa è molto interessante.
“l’omicidio della Politkovskaya è prova sufficiente della verità delle sue argomentazioni”
L’omicidio prova solo la brutalità di Putin.
“Tuttavia, l’idea che la Russia sia una sorta di pentola a pressione pronta ad esplodere, in preda all’insicurezza che genera un’autocrazia isterica, non mi ha mai convinto”
Direi più precisamente che è un popolo politicamente incivile che senza un mito irrazionale e un leader carismatico finirebbe a terra in un battibaleno. La leadership russa si divide in cleptocrati, autocrati, e clepto-autocrati. Non sanno fare di meglio.
“non è vero che il nazionalismo è una risposta irrazionale alle disgrazie contingenti”
Non ho parlato di contingenza. Un sentimento che faccia loro dimenticare i loro problemi, e impedisca loro di alcolizzarsi e di derubarsi e uccidersi a vicenda ha una sua utilità. Rimane una cazzata, ma una cazzata utile. Ti parlavo in privato di Hoffer, un autore che ha severamente criticato i movimenti di massa, ma si è sempre reso conto che i hanno a volte lati utili, e possono essere necessari per le dinamiche storiche. E’ un discorso complesso, ma ai fini del mio ragionamento, mi limito a dire che non dico che il nazionalismo è contingente: dico che è una sorta di conseguenza dell’inciviltà russa.
“mi fa un po’ sorridere l’idea che vadano redenti”
E chi l’ha detto? Forse la mia tesi, brillantemente razzista, è il contrario: sono irredimibili, vanno contenuti.
Buona permanenza lappone. Se incontri qualche carrarmato russo della WWII diccelo.
Per ora non vedo niente, ma sono chiusa in un pullman perchè piove a dirotto.
Occhio all’inciviltà russa. Se leggi Solov’ev, “I dialoghi dell’Anticristo”, ci trovi analisi di alcune derive dell’Occidente formulate con un centinaio d’anni di anticipo (e no, non è un testo religioso come so che temi, l’Anticristo è un espediente narrativo). E se leggi “Il maestro e Margherita” di Bulgakov, che tra l’altro è il mio libro preferito nove volte su dieci, vedi un esempio mirabile di dissacrazione ironica dello stalinismo, che per giunta riuscì a farla in barba allo stalinismo medesimo. Tra i contemporanei, prova con Eduard Limonov, che è di ascendenza ucraina ancorchè sia un nazionalista russo ed è un folle completo, ma sappiamo che il genere non ti dispiace… Anche qui, l’occhio sulla situazione politica non è male.
D’altronde, mi potresti rispondere: già, tu mi vai a prendere i letterati, quelli che ci vedevano lungo e infatti sono stati incarcerati quando non peggio. Però in questo ci dimentichiamo che il paese che tu connoti come una massa di incivili alcolisti in realtà ha - e riusciva ad avere persino in tempi sovietici - una straordinaria abbondanza di cultura (su questo è interessante appunto Limonov con la descrizione delle gare di poesia, il cui equivalente occidentale più prossimo che mi viene in mente sono le rap battles americane). Chiaro che ci sono emarginati in numero maggiore che da noi, ma non sono sicura che l’uomo medio russo sia più ignorante, o più impressionabile. Mi sentirei persino di dire il contrario, ma per quanto abbia provato a studiare la lingua per meglio accedere all’amata letteratura non ho mai avuto occasione di passare tempo in Russia quindi non ho un reportage basato su esperienza sul terreno. Cosa che, di nuovo con grande rispetto parlando, secondo me è un po’ quello che ti manca quando scrivi pezzi di questo genere. Non è un peccato mortale, ma fossi in te ci farei un po’ di attenzione, ad esempio andando a leggere quello che si trova di tradotto in inglese (e in tedesco, visto che se non ricordo male lo capisci) di fonti non allineate a Ovest
Per libertyfirst.
Non rispondo alle tue offese perchè si commentano da sole.
Testuale:
Odio la Russia, questo è un fatto. Li considero alcolisti e selvaggi senza civiltà politica. Ma questo non c’entra.
La frase sopra prova quanto sei ipocrita nel sostenere che il tuo articolo analizza solo i fatti.
E vero non ho letto l’articolo perchè è tutto contenuto nella premessa. Ormai non ho più bisogno di leggere quello che scrivete. Forse dovete rivedere qualcosa se tenete ad essere credibili.
Non credo sia molto professionale ammettere di odiare quando si scrive su un giornale …. anche se di “periferia”.
Hai scritto:
(La crisi georgiana fa emergere di nuovo un problema delicato. La Russia è un Paese malato, instabile e pericoloso, soprattutto per l’Europa. Fino a che punto questa e gli USA potranno permettersi di contemplare Putin che fa i suoi comodi tra le mura domestiche e nell’ampio giardino vicino casa?)
Immagina cosa sono gli occidentali che pretendono di controllare il giardino dei Russi……
Dici che i russi sono alcolizzati e incivili …. lo puoi dire senza vergognarti perchè sei avvelenato dall’odio. Il popolo russo è un grande popolo è questo è storia.
Detto questo finchè non ti liberi dell’odio e dei pregiudizi sarai un essere limitato sia nel giudizio che in tante altre cose.
Parli di stermini commessi dai russi contro i Ceceni. Gli occidentali nelle ultime tre guerre hanno fatto oltre un milione di morti. Ma lasciamo perdere, perché se dovessimo giudicare l’occidente, potresti accorgerti che quando non si scannano tra loro si dedicano a scannare il resto del mondo. Se è questa per te la democrazia, io sono veramente lontano.
Nove anni di embargo contro l’Iraq, hanno costato la vita ad un milione di bambini. Ma sai almeno di cosa parli??
E sia chiaro che questi morti non potranno in nessun caso giustificare le vittime della Cecenia per mano dei russi. Uno sterminio non assolve l’altro. Prova solo che sono entrambi dei grandi assassini.
Testuale:
(I kosovari albanesi sono una maggioranza. E comunque non ho detto nulla A FAVORE della secessione del Kosovo, quindi non capisco cosa c’entri col post).
Secondo te è sufficiente omettere le informazioni per vanificare la verità?. Ti chiedi cosa c’entrano i Kosovari ….. ma dai, sii serio. Come fai a non vedere che Ossezia e il kosovo sono facce della stessa medaglia.
Per quello che mi riguarda dare l’indipendenza agli albanesi del kosovo è stato un crimine, come fu un crimine sottrarre la terra ai palestinesi per darla agli Israeliani. Gli occidentali in Kosovo hanno crato un precedente molto pericoloso, perché tutti gli altri popoli nelle stesse condizioni chiederanno gli stessi privilegi o favori concessi ai kosovari. E tu dici che non c’entra con il tuo articolo. Mi sbagli o parlavi della guerra tra la Russia e la Giorgia? E anche in questo hai cercato di attribuire la colpa ai russi malgrado è noto a tutti che sono stati i Georgiani ad attaccare l’Ossezia. Certo non si può dire che non sei fazioso.
Secondo te essere ospiti in una regione di un paese, anche se in maggioranza, da il diritto di chiedere l’indipendenza e creare uno stato nello stato??
Vuoi dire che se tra 30 anni gli albanesi in Puglia diventeranno maggioranza avranno il diritto di chiedere l’indipendenza dall’Italia??
Non ti sembra che qualcosa non funziona?? – Alla luce di quanto è stato concesso ai Kosovari pare di si!
E se è stato giusto per i Kosovari mi spieghi perché è sbagliato per Ossezia?
Detto questo ti auguro di essere sereno.
Per quello che mi riguarda, nulla di personale, è solo una questione di giustizia. Per dirti che non provo risentimenti contro di te. Sono solo stanco di vedere ancora tanto sangue, mentre dovremmo cercare di aggiustare le cose che vanno male, invece non facciamo che renderle più gravi e pericolose per tutti.
Buona serata.
Marco
Ottima analisi, come sempre, Lib.
non gli fate i complimenti ‘che si monta la testa.
ottima analisi??
questo neppure sa chi è Saakashvili e si mette a sproloquiare…
tieni, leggi qualcosa di veramente utile:
http://www.eurasia-rivista.org.....xDct.shtml
Quello che mi fa piegare dal ridere è il banner pubblicitario di “Russianeuro.com” su queste pagine. Dev’essere una specie di agenzia di escort, con lo slogan “Find your Russian beauty today”. A dire il vero, Putin in certe foto stile Leningrad Cowboy non è male, ma io non ho soldi.
Pensi che un aumento del peso di Cina e India che ridimensionino quello della Russia possa essere pericoloso per quest’ultima o utile invece a stroncarne le ambizioni?
Per quanto riguarda la Siberia, dubito la Cina voglia espandersi territorialmente, sarebbero costi inutili, puo’ raggiungere ottimi risultati con semplici accordi bilaterali, non avra’ molte materie prime come metalli e petrolio, ma ha forza lavoro e capitale umano, che le da un vantaggio non indifferente. Se la Russia dovesse indebolirsi politicamente lo scambio sara’ a tutto vantaggio della Cina (per ora la Cina non ha intenzione di fare accordi in questo senso con la Russia, non e’ che il rapporto tra le due sia dei migliori, si sopportano ma neanche tanto, potessero si eliminerebbero). Intanto l’India guarda agli Usa, e cosi’ l’equilibrio in caso di ridimensionamento in negativo della Russia e in positivo della Cina sarebbe assicurato (anche se io, fossi negli Usa, non mi fiderei troppo dell’India, sono piu’ furbi e forti di quanto comunemente si ritiene).
Chiosa sul link a “Eurasia-rivista”: guardo con grande interesse il catalogo dell’editore che la pubblica e scopro un sottobosco del quale non sapevo niente, che meraviglia.
Più seriamente, dai un occhio a Medvedev sul Financial Times. Non che abbia ragione, ma per il discorso che facevo prima sulla molteplicità di prospettive.
Vabbè, smetto di riempire questo thread di spam!
@ imbecillyfirst
da
http://www.movisol.org
Helga Zepp-LaRouche sulla crisi strategica: si va verso la terza guerra mondiale?
27 agosto 2008 (MoviSol) - In un articolo del 22 agosto Helga Zepp-LaRouche affronta la pericolosa situazione strategica attuale. Seguono alcuni stralci:
“O si pone un freno immediato alle provocazioni geopolitiche ed imperiali contro la Russia - quale l’attacco contro l’Ossezia del Sud da parte del governo fantoccio della Georgia, e l’accordo USA-Polonia per instaurare una base antimissilistica in Polonia - oppure potremmo vedere una brusca accelerazione verso la terza guerra mondiale. Spinta dal crollo progressivo del sistema finanziario mondiale, la fazione britannica sta cercando di circondare la Russia e la Cina per costringerli ad arrendersi, ma scherzano con il fuoco. È un gioco pericoloso di Vabanque che potrebbe distruggere la civiltà umana. Questa politica di origine britannica, appoggiata dagli Stati Uniti, prevede anche un possibile attacco militare all’Iran, opzione che non è stata assolutamente scartata.
“Considerando l’incredibile distruzione e orrore provocati dalle due guerre mondiali del ventesimo secolo, è veramente incredibile rilevare quanto poco coraggio è stato dimostrato dai nostri leader politici davanti a questo pericolo, che solo un imbecille potrebbe non vedere…”
Dopo aver spiegato il pericolo di una crisi missilistica di Cuba al contrario in Europa Centrale, Zepp-LaRouche ha indicato la necessità di fermare l’espansione della NATO. “Oggi saremmo in guerra con la Russia se la Georgia e l’Ucraina fossero state accettate nella NATO durante il vertice a Bucarest quest’anno. Questa dato di fatto dovrebbe bastare per rinunciare per sempre all’espansione per verso Est della NATO.
“Occorre anche ricordare perché Russia (e Cina) sono state promosse come paesi nemici nel periodo recente… Dopo il crollo dell’Unione Sovietica, abbiamo rinunciato alla possibilità di rifondare completamente i rapporti Est-Ovest. Grazie ad una strategia geopolitica, l’Occidente ha scelto di utilizzare la “terapia d’urto” per trasformare la Russia in un paese del terzo mondo, adatto solo ad esportare materie prime. Gli oligarchi occidentali avevano grandi simpatie per i loro partner russi e per il clan di Eltsin e così hanno saccheggiato insieme il paese. L’idea era che la Russia diventasse una fonte inesauribile di materie prime nel contesto dell’economia globalizzata. E a Mosca non hanno dimenticato il ruolo di George Soros.
“Solo quando il presidente Vladimir Putin riuscì a sopprimere gradualmente l’influenza della criminalità organizzata e rafforzare il paese economicamente e politicamente la Russia è diventata di nuovo un paese nemico. Con le sue azioni decisive contro la Georgia, il governo russo ha dimostrato che l’era della globalizzazione è finita”.
Concludendo, Helga Zepp-LaRouche è tornata alla questione dell’UE. Se il trattato di Lisbona fosse stato già in vigore, con un presidente come Tony Blair, è probabile che si sarebbe in uno stato di guerra con la Russia. Questo rappresenta un altro motivo a favore dell’abrogazione dei trattati europei, perché i paesi dell’Europa possano utilizzare la loro “ritrovata sovranità per collaborare con Russia, Cina, India e - speriamo - Stati Uniti, per stabilire un nuovo sistema di Bretton Woods, come proposto da Lyndon LaRouche”.
anche mi cuggino Bastiano dice che ci avviamo, chiano chiano, verso la terza guerra mondiale eppure nun conosce la Rucola
Il pezzo di Pietro non mi ha esaltato così tanto, alla fine mi pare dia un colpo al cerchio e uno alla botte: tutti sono in difficoltà, e tutti reagiscono alle difficoltà, le tensioni sono inevitabili, difficilmente risolvibili, e trovare l’equilibrio del tradeoff (tipo più forza alla russia perché non sia ricattabile, però darle forza crea problemi all’europa) è l’ottima soluzione teorica in pratica incalcolabile.
Il giudizio sul popolo russo mi pare un po’ troppo tranchant, anche perché sono un popolo come tutti gli altri (italiani compresi), subiscono le decisioni dei “capi”, e riferire scelte di politica internazionale alla lotta all’alcoolismo può essere un espediente retorico efficace, ma se lo ripeti troppe volte alla fine sembra solo grottesco. In fondo i russi hanno sensibilità musicale elevata, hanno un numero spaventoso di teoremi matematici e il gioco nazionale sono gli scacchi, oltre ad avere una lingua basata sulle declinazioni come il latino che un pochino costringe a ragionare…
Detto questo non vedo nemmeno la ragione di queste critiche feroci su Pietro, che alla fine solo perché non è un buonista e il suo stile è “feroce” non significa che non distingua sentimento da fatti. Se gli stanno sulle palle i russi saranno affari suoi.
E poi perché leggere l’introduzione al pezzo? Quella non la scrive il direttore?
@marco
riguardo gli albanesi in Italia, nelle comunità pugliesi hanno già degli ambiti “propri” che ne tutelano costumi e lingua; tanto per dirne una, il vecchio Bertinottobertinotti si oppose con successo a una legge che sancisse l’italiano come lingua ufficiale dell’Italia (sì ragazzi, l’italiano non ha status giuridico di lingua ufficiale, è solo una lingua richiesta di volta in volta da usi e circolari per la redazione dei documenti), perché questo avrebbe significato, parole di Bertinotti, escludere automaticamente dall’assunzione nella pubblica amministrazione coloro che non parlano italiano come i membri delle comunità albanesi in Puglia.
Perché ho sottolineato Bertinotti? Perché dai discorsi sulla Palestina mi pare che Marco sia “vicino” a quelle posizioni… Liberissimo, però confrontati con questo fatto: chi è sul territorio, in democrazia, ha una voce da far sentire qualunque ne siano le conseguenze, compresa l’autonomia politica.
leo, ti prego di porre l’attenzione sul commento con l’articolo tratto da Movisol.org. Non pensi che il sito meriti una tua divagazioncina?
Bello il pezzo di Movisol, sì sì, gli USA che promuovono come nemico la Cina sì sì dopo esser stati loro a farli entrare nel WTO… Questi americani sono propio fessi eh… LaRouche di dove è, ugandese?
Intendevo un articolo che spieghi cos’è la decrescita (in)felice
Ah, se volete un articolo sulla decrescita felice ve lo scrivo io, purtroppo ho dovuto leggere un po’ troppi pezzi sul tema
Direttore, per favore, l’ultimo politico che ha usato quella parola è stato Pecoraroscanio e guarda che fine ha fatto…
@topiamours
dipende dal taglio.
Noi preferiamo quello con l’accetta
@Leo
ma chi lo usa come fonte non sembra esserne pienamente cosciente.
Direttore, ma che gli vuoi dire a quelli? Pare di parlare con i testimoni di geova (o genoa?), parlano di crollo del sistema finanziario mondiale e di fallimento della globalizzazione… si vede gli Indiani e i Cinesi come tremano infatti, e come sono dispiaciuti i Russi di essere diventati fornitori mondiali di materie prime (merito di Putin???? ah ah). Questi confondono l’interesse mondiale con l’interesse del vaccaro del Montana o del management della GM, ma che gli vuoi dire?
@gregorj: chiedi a Pietro, penso possa confermare circa una certa manualità con l’accetta. :-p
è TOPINAMBURS (tuberi!) non TOPIAMOURS (che sembra romantico ma pure un po’ inquietante)
pensavo fosse TOPIAMBRUS, contrazione di TOPINA AMBRUS, sorella di MERCEDES AMBRUS… peccato
@ leonardo, privo di IHC
Saakashvili ammette di averlo fatto per il Nuovo Ordine Mondiale
14 agosto 2008 (MoviSol) – “Questa cosa non riguarda più soltanto la Georgia”, ha detto Mikheil Saakashvili, presidente della Georgia, al giornalista Wolf Blitzer di CNN, il 10 agosto scorso. Gustandosi la notorietà internazionale raggiunta, Saakashvili ha ecceduto nella retorica: “Questo riguarda i valori fondamentali dell’umanità… Si tratta del futuro dell’ordine mondiale. E penso che vi siano in ballo cose più grandi che la sola Georgia. Quanto a me, sono preoccupato per la mia nazione. Ma per il mondo in senso lato, si tratta del futuro ordine mondiale”.
@ leonardo, vuoto di IHC
Come Soros e il Foreign Office crearono l’odierno regime georgiano
20 agosto 2008 (MoviSol) – Dopo aver servito i suoi padroni nelle guerre dei Balcani del 1990-1991, George Soros lavorò ad un ciclo di missioni di addestramento a Belgrado, da cui lanciò più tardi la “Rivoluzione Rosa”, la “Rivoluzione Arancione”, e altri elementi di una serie di insurrezioni pensate per destabilizzare gli stati nazionali prescelti e creare un “anello attorno alla Russia” con cui arrivare al confronto armato tanto desiderato da Londra. Una delle operazioni più importanti di Soros fu il rovesciamento del presidente georgiano Eduard Shevardnadze e la sua sostituzione con Mikheil Saakashvili, educato nell’ambito del progetto “Open Society Institute” da lui animato da alla Columbia University.
Proprio per mandare a casa Shevardnadze, dal 1994 al 2004, con i tanti progetti e sottoprogetti di Soros furono spesi più di 40 milioni di dollari.
Nei primi mesi del 2003, Soros cominciò a pieno regime le azioni con cui attivare le “truppe” che avrebbero dovuto iniziare la conquista “democratica” della Georgia. Nel novembre successivo, il quotidiano canadese Globe and Mail fornì una descrizione molto precisa della cosa:
“Tbilisi – È in febbraio che il finanziere miliardario George Soros ha posato la prima pietra del progetto di rovesciamento del presidente georgiano Eduard Shevardnadze.”
“In quel mese, con i soldi provenienti dal suo Open Society Institute un attivista di Tbilisi, il trentunenne Giga Bokeria, fu spedito in Serbia per incontrare i membri del movimento Otpor [resistenza] e imparare da essi come condurre dimostrazioni di piazza simili a quelle che avevano rovesciato il dittatore Slobodan Milosevic. Nell’estate, poi, la fondazione del Sig. Soros rimborsò il viaggio di ritorno in Georgia ad alcuni attivisti di Otpor, i quali istruirono per tre giorni consecutivi oltre un migliaio di studenti su come allestire una rivoluzione pacifica.”
“Lo scorso fine settimana, il Liberty Institute, fondato con l’aiuto del Sig. Bokeria, è stato lo strumento con cui organizzare le proteste di piazza che hanno forzato il Sig. Shevardnadze a rassegnare le proprie dimissioni. Il Sig. Bokeria ha detto di aver imparato a Belgrado… come usare le tattiche di pressione popolare che si sono dimostrate così persuasive a Tbilisi, dopo le dubbie elezioni parlamentari di questo mese.”
La Georgia non è stata l’unica nazione colpita dalle truppe giacobine della rivoluzione “colorata” addestrate da Soros. Il copione è stato ripetuto anche in Ucraina e in altre nazioni un tempo appartenenti al blocco sovietico.
Come attestò il giornalista Mark Almond il 14 novembre 2007, Saakashvili giunse al potere nel 2004 grazie ai tanti milioni di dollari forniti a lui e ad ogni suo uomo (lungo tutta la scala gerarchica) dal miliardario Soros e dall’allora vice segretario generale dell’ONU Mark Malloch Brown (oggi Lord Malloch Brown, segretario generale del Foreign Office britannico). Almond scrisse che, durante le elezioni del 2007, i poliziotti del governo Saakashvili, ben pagati con 1000 dollari al mese (una bella cifra in Georgia), agirono come una milizia in grado di dare man forte alle intimidazioni contro le opposizioni.
Il golpista dell’Impero
Lord Malloch Brown non è soltanto quel collaboratore di Soros che aiutò a rimpinguare le casse degli apparati di ‘guerra allo stato nazionale’ con i soldi delle Nazioni Unite: egli è anche socio in affari con Soros.
Nell’aprile 2007, Malloch Brown fu eletto vicepresidente del Quantum Fund, la finanziaria da cui provengono i tanti miliardi dello speculatore Soros. Una settimana dopo era nominato direttore generale del Foreign Office. Il Financial Times riportava che “Sir Mark [ora Lord Malloch Brown] sarà anche vicepresidente del filantropico miliardario Open Society Institute, che promuove la democrazia e i diritti umani, particolarmente in Europa orientale e nell’ex Unione Sovietica”.
Il quotidiano inglese aggiungeva, il primo maggio dello stesso anno, che “con una lettera agli azionisti dei vari hedge fundsdel Quantum Fund, il Sig. Soros diceva che Sir Mark avrebbe espresso consigli su un ventaglio di questioni a lui e ai suoi due figli, che quotidianamente gestiscono la società. Con i suoi tanti contatti internazionali, Malloch Brown aiuterà a creare occasioni in giro per il mondo per l’amministrazione del fondo di Soros…”
Lord Malloch Brown è nel business dei “cambiamenti di regime” da una vita. Nato in Rhodesia da una famiglia di proprietari terrieri dell’Impero, un certo istinto coloniale gli scorre nelle vene. Nel 1986 abbandonò la carriera di giornalista all’Economist per entrare nella sezione internazionale di un aggressivo studio di consulenza politica americano, Sawyer & Miller, per cui svolse attività di consulenza in favore di Corazon Aquino, allora leader dell’opposizione filippina. Egli si vanta di aver partecipato in maniera decisiva al rovesciamento del presidente Marcos.
Nel 1990 Malloch Brown rappresentò il romanziere fascista peruviano Mario Vargas Llosa, che si candidò alle elezioni presidenziali proponendo la legalizzazione della droga e sacrifici per le classi popolari. Naturalmente perse. Lo studio Sawyer & Miller ha anche promosso campagne a favore del Dalai Lama.
Malloch Brown e Soros tramano in combutta contro gli stati nazionali almeno dal 1993, quando il primo aderì a un gruppo organizzato dal finanziere anglo-ungherese, che aveva il compito di stilare suggerimenti su come spendere un fondo di 50 milioni di dollari per “ricostruire” la Bosnia, dopo che questa era stata distrutta dalla guerra orchestrata dai britannici.
Durante il suo mandato come vicesegretario dell’ONU, egli e Soros sembravano inseparabili, come Gianni e Pinotto. Nel 2002 tennero assieme una conferenza stampa a Monterrey, nel Messico, per annunciare piani su come usare i fondi dell’ONU, integrandoli con fondi procurati da Soros, per controllare l’economia e la politica dei paesi del terzo mondo. Soros non agiva come filantropo, ma in veste di presidente del Soros Management Fund, un noto fondo speculativo.
Oggi non esisterebbe il governo Saakashvili senza Soros e Malloch Brown. Nel gennaio 2004, alla riunione del World Economic Forum a Davos, Soros, Malloch Brown e Saakashvili comparvero assieme ad una conferenza stampa per annunciare un fondo di 1,5 milioni di dollari, due terzi dei quali provenienti dall’Open Society Institute e un terzo dal Programma di Sviluppo dell’ONU. I fondi erano destinati ad un “programma di riforma della governance” in Georgia, il cui progetto principale erano bustarelle organizzate: un “Fondo di supplemento salariale”.
Il rapporto dell’UNDP – allora diretto da Malloch – confessava che quei finanziamenti avevano spinto “il presidente russo Vladimir Putin [...] a rimproverare il Sig. Saakashvili di essere sul libro paga del Sig. Soros”. Nel 2006, i supplementi salariali superavano il milione di dollari al mese, secondo il rapporto UNDP.
Questi fondi sono andati ad un vasto contingente di agenti di Soros che sono il governo della Georgia: il capo del Consiglio per la Sicurezza Nazionale Alexander Lomaia; il vice ministro degli Esteri Giga Bokeria (uno dei primi ad essere addestrato dagli squadristi serbi di Otpor); il presidente della Commissione per l’Integrazione Europea del parlamento georgiano, David Darchiashvili; e tanti a seguire.
Ora Lord Malloch Brown è il segretario generale del Foreign Office. Si sarà preoccupato di dimettersi dal Quantum Fund e dall’Open Society Institute? Lo diciamo a coloro che ancora si indignano per i conflitti d’interesse, senza guardare più in alto.
@ imbecillyfirst e @ LEONARDO senza IHC
Londra inizia la terza guerra mondiale
12 agosto 2008 (MoviSol) – Non si era ancora asciugato l’inchiostro sull’ultimo numero della nostra newsletter, intitolata “Echi del 1914″, che le forze armate georgiane attaccavano quelle russe in Ossezia meridionale, scatenando una guerra nel Caucaso. “Questa non è una semplice provocazione per far arrabbiare i russi”, ha dichiarato Lyndon LaRouche l’8 agosto. “Questo è parte della strategia per smembrare la Russia. Essenzialmente, questa è la terza guerra mondiale”. Le impronte digitali di Londra non potrebbero essere più evidenti, in una Georgia completamente controllata da George Soros. “E’ equivalente ad un attacco all’Iran”, ha aggiunto LaRouche; “esattamente la stessa operazione. E dovremmo chiamarla così: Londra spinge verso la terza guerra mondiale”. Chi conosce la storia e sa come gli inglesi crearono le basi per due guerre mondiali, sa riconoscere l’avvio della terza.
Non sarebbe la prima volta nella storia che l’oligarchia finanziaria internazionale tenta di tenere sotto controllo una crisi finanziaria ed economica mondiale alimentando le fiamme della guerra. E chiunque si prepara per la guerra deve prima creare un’immagine del nemico in modo da mettere in riga la popolazione. Le due immagini create dai media sono la Russia e la Cina, seguite dai vari “stati canaglia” come l’Iran, lo Zimbabwe, il Sudan ecc.
Il 9 agosto Helga Zepp-LaRouche, presidente del Movimento Solidarietà in Germania, ha scritto: “Con le fondamenta dell’attuale sistema finanziario mondiale che si sgretolano giorno dopo giorno, lo scoppio della guerra nel Caucaso [...] è un assaggio di ciò che potrebbe facilmente diventare una guerra generale. Anche se nessuno può dire esattamente quanto tempo abbiamo a disposizione per affrontare le cause sottostanti alla minaccia di guerra – e cioè la crisi del sistema finanziario mondiale – le operazioni militari nel Caucaso indicano chiaramente che siamo agli sgoccioli”.
Helga Zepp-LaRouche ricorda che la destabilizzazione nel Caucaso è stata innescata lo scorso febbraio, quando l’Unione Europea, la Gran Bretagna, la Francia e altre nazioni hanno appoggiato la dichiarazione d’indipendenza unilaterale del Kosovo. “Era già perfettamente chiaro che ciò avrebbe dato il via libera ad ogni movimento separatista e ogni minoranza concepibile nel mondo. Come nelle guerre dei Balcani che condussero alla prima guerra mondiale, e come nella guerra dei Balcani del 1991, questa regione etnicamente complicata serve come scacchiera per le destabilizzazioni geopolitiche britanniche, con l’obiettivo finale di coinvolgere le grandi potenze nel conflitto e/o impedire la cooperazione economica sul continente eurasiatico. Non è sicuramente un caso che dal 12 dicembre 2007 il capo dell’unità di pianificazione dell’UE per il Kosovo è nientemeno che Roy Reeve, un esperto sulla Russia che in precedenza ha lavorato in Irlanda del Nord, Ucraina, Armenia e Georgia, cioè precisamente i paesi che hanno problemi di nazionalità e di minoranze etniche”.
I leader europei agiscono come marionette dei britannici, sbracciandosi per la “democrazia” in Cina o in Russia, mentre con la ratifica del Trattato di Lisbona hanno depennato le basi democratiche delle proprie istituzioni di governo. E purtuttavia, una via d’uscita è ancora possibile.
“Se vogliamo approfittare dello spiraglio ancora aperto”, scrive Helga Zepp-LaRouche, “dobbiamo imbarcarci verso una rotta radicalmente diversa”. Un impulso promettente viene proprio dal ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov, in un articolo che riflette la posizione del Presidente Medvedev e del Primo ministro Putin (vedi qui). “Le nazioni occidentali hanno essenzialmente due opzioni: o seguono la linea britannica, trattando la Russia, la Cina e l’India come nemici – il che significa, ad esempio, usare la Georgia per operazioni anti-russe, promuovere tendenze separatiste in Cina, scatenare le locuste (hedge funds) in India e cose simili. In questo caso, andremo sicuramente verso la grande catastrofe. Oppure, esse possono accogliere la proposta formulata da LaRouche ormai da tempo, quella di impostare un nuovo ordine economico e finanziario mondiale nella tradizione di Roosevelt, del suo New Deal e della sua Bretton Woods. In questa configurazione, gli Stati Uniti, la Russia, la Cina e l’India devono collaborare in un nocciolo duro, al quale si aggregheranno le altre nazioni sovrane. In essenza, questo è anche il succo dell’articolo di Lavrov”.
Per le nazioni europee, ciò significa che esse devono districarsi dal governo tecnocratico sovrannazionale di Maastricht-Lisbona, controllato dai britannici, e ristabilire un sistema di cooperazione tra le nazioni sovrane.
Topinamburs seria (secondo commento lungo) e Leonardo: personalmente reputo irrilevante quello che dicono gli intellettuali. Cioè, i russi hanno grandi matematici, romanzieri, musicisti. E’ questa civiltà politica? No. La civiltà politica russa non è mai andata oltre il terrore, l’imperialismo, la cleptocrazia. Il mio giudizio è tranchant, troppo, indubbiamnete, ma volevo sottolineare questo aspetto. Non serve a nulla fare sinfonie bellissime se poi l’unica attività politica concepibile è la repressione. Da questo punto di vista sono incivili, altrimenti del resto non avrebbero mai avuto la Rivoluzione d’Ottobre.
Si potrebbe dire la stessa cosa dei tedeschi, del resto. Grandi romanzieri, filosofi, musicisti. Ma se non arrivavano i marines nel 1945 avrebbero ancora un sistema politico di merda. La confusione tra civiltà in genere e livello di civiltà politica spiega perchè la gente si sorprese che i civili tedeschi del Weimar’s Geist avesero aperto dei lager. Credo che a citare scrittori russi per dimostrare che sono civili si faccia la stessa confusione.
Quello che rende la vita tollerabile è la civiltà politica, il resto sono generi di consumo per intellettuali.
(Questo è l’apoteosi del tranchant)
A tutti i true believers di Movisol
Se riuscite a sviluppare un po’ di sintesi, sono sicuro che mi divertirò a leggervi. Ma sopra le tre righe di commento copiancollato non ne vale la pena.
Non riesco a capire come è possibile che ci sia un intero movimento di troll che non sanno fare altro che un copia e incolla di articoli altrui.
Provate a sviluppare un po’ di self-esteem invece di fare massa.
PS Confermo che Topinamburs è esperta di cose sanguinarie e macabre, almeno musicalmente. Topinamburs: lo vedi che non sono il solo che non conosce il topinambur?
per chi non la pensa come imbecillyfirst e leo zero IHC:
L’ultimo video del LaRouche PAC denuncia la diseducazione di Harvard
25 agosto 2008 (MoviSol) – LPAC Productions, gruppo formato da giovani esperti del LaRouche Youth Movement (LYM) e da collaboratori di vecchia data di Lyndon LaRouche, impegnati nel programma educativo fondato sulla riscoperta dei fondamenti della scienza moderna, attraverso lo studio delle opere di Giovanni Keplero, Carl Friedrich Gauss e Bernhard Riemann, ha appena prodotto un video dirompente contro l’Università di Harvard. In esso sono fornite alcune risposte al perché, durante le crisi come quella che sta ora paralizzando l’umanità, certi parlamentari, come Nancy Pelosi, Barney Frank, Al Gore, Barack Obama, ecc. continuino ad agire in modo irrazionale, senza far nulla per fermare la disintegrazione del sistema finanziario e monetario mondiale, e condannando a morte - di conseguenza – milioni di individui. Il film, quindi, pone un interrogativo: queste persone sono squilibrate o semplicemente male istruite?
L’Università di Harvard è considerata la vetta più alta del sistema universitario americano. Essa, nei fatti, è stata talmente corrotta da indurre i suoi studenti a schierarsi col sistema britannico del libero mercato, e così – volenti o non volenti – portare avanti l’opera di un’oligarchia imperiale. Smontare il mito di Harvard diventa, pertanto, un compito cruciale, cui il LYM si è dedicato con entusiasmo, nella sua missione volta a ristabilire la tradizione intellettuale americana di Benjamin Franklin e dei suoi successori.
Il video presenta una dimostrazione, grafica e sonora, della potenza del curriculum di studi dei giovani del LYM, un curriculum inteso a risvegliare il vero potenziale creativo di chiunque studi allo stesso modo. Ovviamente, esso rappresenta una minaccia all’ordine prestabilito dei soliti sistemi di selezione (l’adeguamento al gruppo dei pari delle riviste scientifiche e il baronato dei professori universitari) che dominano l’istruzione a livello mondiale. Lo si capisce dal fatto che, molto presto, i “sacerdoti babilonesi” della scienza hanno compiuto un tentativo di plagio, finendo per corrompere il lavoro del LYM, lanciando un sito dedicato falsamente alla scoperta di Keplero (vedi il precedente articolo su keplerdiscovery.com). Nel film The Harvard Yard [il cortile di Harvard], lo spettatore viene accompagnato attraverso una serie di esempi di come quel sito sia falso e fallace, e quindi armato di strumenti per far propri i motivi che spingono Lyndon LaRouche e il suo movimento internazionale a mantenere l’impegno di ristabilire una base epistemologicamente valida per il progresso della civiltà.
Il film è visibile alla pagina http://www.larouchepac.com/harvard-yard.
Vi garantiamo che sta già suscitando un intenso dibattito nelle fila del Partito Democratico, al pari dei filmati precedenti prodotti da LPAC.
“Vi garantiamo che sta già suscitando un intenso dibattito nelle fila del Partito Democratico”
Infatti, a Denver non hanno parlato d’altro.
per chi non la pensa come imbecillyfirst e leo niente IHC:
Prevale la sconsideratezza transatlantica nelle banche centrali
27 agosto 2008 (MoviSol) - All’incontro annuale dei banchieri centrali tenutosi a Jackson Hole nel Wyoming il 22 agosto, il capo della Federal Reserve Ben Bernanke ha affermato che la “crescita globale decrescente” “riporterà stabilità nei prezzi” attraverso la creazione di “un aumento del ristagno nell’utilizzo delle risorse”. Per questo motivo non vede la necessità di aumentare i tassi di interesse per contenere l’inflazione. Bernanke ha anche chiesto che il Congresso conferisca più poteri al Dipartimento del Tesoro consentendogli di salvare anche le non-banche, nel contesto di una politica generale di salvataggi di tutte le posizioni speculative agli istituti che sono “troppo grossi per fallire”. Bernanke ha cercato di camuffare questo approccio sconsiderato come delle “misure che permettano alle banche e ad altri istituti finanziari di affrontare il deleverage in una maniera più ordinata”. Una decisione di non andare in questa direzione - sempre secondo Bernanke - rappresentata da ulteriori “misure di regolamentazione” porterebbe a “rischi eccessivi e un rischio sistemico ancora maggiore in futuro”.
Un analogo approccio di insanità mentale è stato adottato dalla Banca Centrale Europea, come si vede dalla politica di salvataggio della bolla immobiliare spagnola. La BCE sta prestando circa 50 miliardi di Euro al mese alle banche spagnole - circa l’11% dei suoi prestiti a breve nella zona dell’Euro. Preoccupazioni in merito a questa politica sono state espresse dal governatore della Banca centrale olandese Nout Wellink intervistato dal quotidiano finanziario olandese Het Financieele Dagblad il 21 agosto. Wellink ha ammonito: “vediamo banche che cominciano a dipendere dalle banche centrali”, e che “operazioni di questo genere hanno un limite. Esiste un punto in cui stai prendendo il controllo dei mercati”. Alcune banche spagnole stanno emettendo titoli sostenuti da ipoteche con il solo scopo di presentarli come garanzie per i prestiti del BCE, secondo il Daily Telegraph, che ha così confermato le analisi pubblicate dall’EIR negli ultimi mesi.
Il 21 agosto Lyndon LaRouche ha criticato la politica del capo della BCE Jean-Claude Trichet, proponendo di cambiargli il nome in “Cliché”: “Il problema è che l’Euro sta crollando ancora più velocemente del dollaro, e Cliché sta cercando di salvarlo con un pozzo senza fondo”.
Per quanto riguarda la Spagna, la natura drammatica della situazione si evince dal fatto che il governo si è riunito in una seduta di emergenza - la prima di questo tipo dai tempi della dittatura di Franco - per concordare un “Piano di azione” da 20 miliardi di Euro. Il piano comprende tagli alle imposte, 6 miliardi in crediti per le piccole e medie imprese, 4 miliardi per l’edilizia sociale, e ulteriori fondi d’assistenza per i detentori di mutui. Questo pacchetto da solo dovrebbe bastare per gettare dalla finestra il “Patto di stabilità” e i suoi limiti drastici sulle spese statali. E la stampa spagnola ha già indicato che le banche iberiche hanno bisogno di altri 62 miliardi di Euro per rispettare le scadenze di fine anno.
Un altro aspetto della crisi europea si vede in Germania, dove il 20 agosto il governo ha deciso di fare vendere alla famosa Kreditanstalt fuer Wiederaufbau la sua partecipazione di maggioranza nell’IKB - sull’orlo del default dal giugno 2007 - al famoso fondo “locusta” Lone Star del Texas, al prezzo forfetario di non più di 150 milioni di Euro.
Il Daily Telegraph riporta la drammatica previsione del noto euroscettico dell’AIG Bernhard Connolly sul potenziale implosione dell’Unione monetaria europea (UME) senza un massiccio salvataggio pubblico in Germania, al livello delle cifre fornite per le riparazioni dopo la prima guerra mondiale: “Lo scoppio della bolla creditizia dell’UME sembra imminente, e svelerà squilibri molto pericolosi nei conti pubblici della zona Euro. La praticabilità a medio termine della stessa zona Euro nella sua forma attuale deve essere messa in dubbio”.
Marco.
Apprezzo la tua sincerità, quando dici che non hai letto l’articolo, ma allora vedi di capire che un “commento”, in italiano, implica un’opinione su un qualcos’altro, il mio articolo. Quindi, dizionario in mano, senza aver letto l’oggetto del tuo commento avresti dovuto capire da solo che non avresti dovuto commentare.
“La frase sopra prova quanto sei ipocrita nel sostenere che il tuo articolo analizza solo i fatti.”
Il cardiologo sa che l’infarto è un male. Non per questo non è uno scienziato. Sul piano logico tu hai problemi a distinguere fatti e valori: i miei argomenti valgono o non valgono indipendemtente da quanto io apprezzi la vodka.
NOn ho letto il resto del tuo commento. Non ne valeva la pena, credo.
il mio commento voleva solo distinguere il popolo russo dalla sua oligarchia, cosa che il tuo pezzo a volte sembra sovrapporre.
quelli di movisol, lasciamoli stare, prima parlano di fine del mondo perché finisce la moneta, poi di fine del mondo per la guerra, poi di invasione del capitalismo (sì, ma il PIL mondiale è per metà di orgine statale e la quota cresce), poi fanno un calderone e sparano pappardelle lunghe e incrociate, mettono insieme una serie di fatti in tempi e luoghi diversi ma non legano logicamente, vecchia tecnica; in questo modo di può dire anche che le cicogne portano i bambini. Testimoni di Geova.
Marco,
il bello è che imbecillyfirst quando pensa di sputare su di te, sputa in realtà in aria e lo sputo gli torna in faccia!
Quando, infatti, con la sua spocchia da pistolero scalcinato a stelle e striscie, ti “elarginsce” un po’ della sua rinomata sapienza, informandoti che prima di avere il diritto di commentare bisogna conoscere l’oggetto dell’eventuale commento, egli non fa altro che dimostrare il suo fariseismo perchè crede di poter liquidare i temi trattati da Movisol con delle risibili battute, e con questa scusa omette di entrare nel merito degli argomenti trattati dal movimento di La Rouche.
idem, più o meno, per leo booh IHC
A parte le acute osservazioni similborgheziane tipo “i russi sono tutti ubriaconi”, “i tedeschi mangiano solo crauti”, “i negri puzzano” e “i romani non hanno voglia di fare un cazzo”, l’articolo è interessante anche se un po’ scontato.
Non sottovaluterei per esempio l’industria militare russa che continua a produrre (e a rifornire) un bel po’ di paesi e inoltre siamo in un momento storico in cui il peso delle materie prime in molti processi produttivi sta superando il fattore tecnologico (dove i russi sono ancor aspesso indietro). Tutta sta debolezza insomma non la vedo anche perchè mi sfugge ultimamente il magnifico ed esaltante progresso tecnologico USA.
Anche in campo militare le cose migliori ultimamente sono targate UE (vedi Eurofighter) e piuttosto che stare in un Bradley meglio un Breda Dardo tutta la vita, specie in certi scenari e terreni.
per il resto siamo in uno scenario che si sta avvicinando sempre più non a quello della guerra fredda, ma a quello della prima guerra mondiale. Grandi potenze che avevan tutti un bel po’ di problemi.
“i romani non hanno voglia di fare un cazzo”. E’ vero. Ma i bolognesi ci battono.
Io sono toscano, ma non ritengo di potermi tirar fuori da quella definizione
L’obiezione di SocietàPerAzioni mi pare buona, che risponderà Pietro?
@ imbecillyfirst
anzichè tentare di volerci disgustare facendoci vedere come la tua perversione mentale vede e manipola l’immagine della faccia di Putin,
facci vedere la tua faccia di tolla, così vediamo verso chi dobbiamo rimettere…
Mi sbaglio o questo si chiama par conditio, cervellone?
SAPETE SOLO INSULTARVI E DIRE PAROLACCE ?
@Greg
““i romani non hanno voglia di fare un cazzo”. E’ vero. Ma i bolognesi ci battono.”
E ci chiami scemi?
Ok, ok, niente più parolacce!
@Pietro Primo Libertyno
Anche l’immagine di guerra prodotta è falsa:
http://www.effedieffe.com/content/view/4142/183/
Te la do io l’america!
Difatti imbecillyfirst non merita nessuna risposta. E’ solo uno dei tanti che non sa neppure dove realmente esiste. Pensa che omettendo di entrare nel merito delle questioni queste perdano di efficacia. E’ solo un tifoso clonato. Un servo sciocco per farsi notare dal padrone.. Uno che si ubriaca senza bere.
Un saluto
Marco
Marco, tu sei quell’Orioney che credeva che gli esseri umani fossero guidati e pilotati dagli alieni in un grande complotto megagalattico, vero?
Per imbecillyfirst,
…… dimenticavo: solo tu potevi credere che avrei commentato le stupidaggini che scrivi senza leggerti…..
“Marco, tu sei quell’Orioney che credeva che gli esseri umani fossero guidati e pilotati dagli alieni in un grande complotto megagalattico, vero?”
Marco non è ancora al corrente dell’esistenza di galassie, è nel programma della quinta elementare, troppo presto.
Per SPA:
‘A parte le acute osservazioni similborgheziane tipo “i russi sono tutti ubriaconi”’
Ho il dono della sintesi.
“Tutta sta debolezza insomma non la vedo anche perchè mi sfugge ultimamente il magnifico ed esaltante progresso tecnologico USA”
Che io sappia, l’industria aeronautica russa è in estinzione, la corruzione galoppa, la demografia è un problema grave. La Russia non tornerà mai una potenza globale, può però giocare un ruolo regionale importante, come nel Caucaso e in Europa Orientale. Gli USA pure stanno sulla via del declino, questa non è una novità, lo dico da anni: se non la piantano con le politiche keynesiane si estingueranno.