Il Re di Napoli e ‘a munnezza

21/04/2008 - Berlusconi affronterà da subito l’emergenza rifiuti. Intanto, De Gennaro rifiuta un nuovo mandato: la Contini pronta a prendere il suo posto. E spunta l’ipotesi di una nuova megadiscarica in Campania. Il luogo? Ancora top secret. Mentre la camorra continua a

     
 

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Berlusconi affronterà da subito l’emergenza rifiuti. Intanto, De Gennaro rifiuta un nuovo mandato: la Contini pronta a prendere il suo posto. E spunta l’ipotesi di una nuova megadiscarica in Campania. Il luogo? Ancora top secret. Mentre la camorra continua a pagare 150 euro a chi manifesta contro le discariche.

Sarà tutto concentrato nel cuore di Napoli. Consiglio dei Ministri a Palazzo Reale, la sua residenza nella suite dell’ hotel Vesuvio, un po’ di uffici in Piazza del Plebiscito. Tre giorni su sette in città fino a che non avrà la certezza di aver avviato alla soluzione l’emergenza rifiuti.

LO SCENARIOIl 10 Maggio scadrà il mandato di Gianni de Gennaro. Meno di un mese per liquidare la struttura del commissariato straordinario e per ritrasferire i poteri a Regione ed Enti locali. De Gennaro va viaQuesto perché si è accertato che tra Commissariato e Consorzi è solo uno spreco di denaro pubblico utile ad incrementare prebende e che si deve al più presto uscire dalla straordinarietà per non alimentare ulteriormente gli sprechi che aggiungono al danno anche la beffa. Era nei piani almeno fino al 15 Aprile, quando c’è stato un incontro da De Gennaro e Berlusconi, probabilmente per sondare la disponibilità ad un rinnovo del mandato che l’ ex capo della Polizia però, ha rifiutato. E quindi sarà Barbara Contini neo eletta in Campania nelle file del Pdl ed ex governatrice di Nassiriya a prenderne il posto (avrà pensato “chi meglio di una che è stata in Iraq per gestire futuri scenari di guerriglia urbana?”). Intanto, l’emergenza non mostra più le impennate dei mesi scorsi e tutto sembra rientrato nella normalità, almeno in città. In provincia restano da smaltire ancora un po’ di tonnellate, ma possiamo affermare che la mission impossible di De Gennaro è pressoché centrata.

O’ POLIZIOTTO E ‘A MUNNEZZA – A lui il 14 gennaio fu chiesto di liberare le strade da diecimila tonnellate di rifiuti e di dare attuazione al decreto governativo che stabiliva la riapertura delle discariche. Non che non abbia ricevuto la sua buona dose di proteste giornaliere. Anche perché delle quattro discariche che erano state segnalate sul decreto, nessuna è risultata più idonea ad accogliere altri rifiuti. La protesta della popolazione è stata ascoltata, e si è deciso subito di partire ad avviare i rilievi tecnici e di messa in sicurezza per l’apertura di tre nuovi siti: Savignano Irpino (Av), S.Arcangelo Trimonte (Bn) e Terzino (Na); ma quest’ultimo costituisce un grosso problema poiché si trova all’ interno del Parco del Vesuvio in area protetta. Attualmente, l’unica discarica utilizzabile – ma in deroga provvisoria – è quella di Macchia Soprana a Serre (Sa); esaurita la disponibilità di alcune regioni ad accogliere i rifiuti, ci salva solo l’ accordo famoso con i Länder tedeschi che hanno accettato, a costi esorbitanti, di farci esportare sui treni un totale di 200.000 tonnellate di pattume indifferenziato (si parla di un prezzo che supera di 50 euro a tonnellata quello stabilito da Ecolog ).

EcoballeCOSA CAMBIERÀ CON IL PIANO BERLUSCONI – Stop ai trasferimenti all’ estero. Troppo costosi. Avanti con il piano De Gennaro e quindi apertura per fine giugno delle due discariche pronte, ma non sufficienti a raccogliere anche i rifiuti del napoletano. E spunta l’ipotesi di una mega discarica in località segretissima. Un buco da quattro milioni di tonnellate. Un bel buco. Poi, velocizzare il completamento dell’ inceneritore di Acerra (che è all’80%), e subito le gare d’appalto per la gestione in project financing, compresi gli impianti, ancora sulla carta, di Salerno e Santa Maria La Fossa che però dovrà bruciare essenzialmente i 7 milioni di ecoballe in giacenza a Taverna del Re, che di eco hanno ben poco e sulle quali è scoppiato lo scandalo dei documenti firmati e non letti, per il quale Bassolino è stato rinviato a giudizio. E poi un quarto impianto tra Irpinia e Sannio, forse un degassificatore.

L’ AMBIENTALISMO DI SINISTRAInsomma, tre inceneritori, un degassificatore, ecoballe non indifferenziate da bruciare e grosse discariche, potrebbero essere la nemesi per l’ambientalismo del NO che è sempre stato in prima linea sulle barricate. Inutile sottolineare che c’è una sinistra extraparlamentare che, liberitutti, tenterà di ricostruire il rapporto di fiducia con la gente, interrotto dal voto politico, proprio a partire dalle piazze. E quindi come farà Berlusconi a convincere i cittadini, che fino a ieri hanno preso a sassate i poliziotti, che dovranno ospitare i nuovi impianti e le nuove discariche? Tra l’ altro tutti gli elettori delle zone toccate dall’ emergenza sono stati determinanti per la vittoria del Pdl, chi nell’ astensionismo (che tocca punte dell’ 82%), chi votando in blocco per Berlusconi ( Contrada Pisani a Pianura è stata la Caporetto di Veltroni ).

LA CAMORRANe ha parlato anche Report. Durante le proteste per la riapertura della discarica di Pianura, esponenti politici locali, cavalcarono le proteste dei cittadini chiamando a raccolta il tifo organizzato riconducibile agli ambienti della destra. Gente che mise a ferro e fuoco un intero quartiere. Le infiltrazioni di elementi esterni non sono una cosa improbabile in questi casi. Vale a maggior ragione con la criminalità organizzata Scontri serre camorrache strumentalizza le proteste pagando 150 euro al giorno per manifestare e si infiltra tra i cittadini perché si sa che le discariche legali e controllate non sono fonte di guadagno. Come reagiranno ? Cosa dovremo pensare se non dovessero esserci più proteste sul territorio? Il tam tam del voto utile nel carcere di Poggioreale è un fatto su cui sta indagando la Magistratura. Voto utile per chi amministrerà la Giustizia e si dovrà occupare anche dell’eventuale revisione del 41-bis?

Vedremo. Saranno necessari tre anni per attuare questo piano. Troppi ? Forse, ma a Napoli si sta così bene. Si può sempre pensare di comprare qualche bella villa come quella di Diana De Feo a Posillipo. La moglie di Emilio Fede e neoeletta in Campania tra le fila del Pdl. Sono lontani i brutti ricordi del G7 del ’97. Ora i napoletani si fidano ciecamente di Silvio.

     
 

42 Commenti

  1. Nunveregghepiù scrive:

    La situazione è davvero desolante e appare soprattutto molto molto complessa (l’analisi di Makia è particolarmente ricca di dettagli e dimostra grande documentazione).
    La cosa più scoraggiante è che nel piano di Berlusconi qui descritto si parla di discariche, inceneritori e altro ma non si parla di raccolta differenziata. Evidentemente i verdi sono spariti ed è ormai impopolare riproporre le argomentazioni degli ambientalisti del no, ma senza una serie politica di riciclaggio queste iniziative straordinarie non faranno altro che rimandare l’emergenza. Come è la situazione della raccolta differenziata a Napoli e in periferia? la si sta facendo? in quali percentuali? sta dando dei risultati significativi? Si sta pensando come renderla più efficiente? Questi sono interrogativi che il nuovo governo, se vuole veramente risolvere il problema non può trascurare. L’ambientalismo del no ha avuto dalle urne la peggiore delle lezioni immaginabili. Ma non si può buttare il bambino con l’acqua sporca.
    Nel caso in cui il governo non dovesse combattere il problema affrontandolo all’origine allora si potrebbe tranquillamente parlare di incapacità politica e sì anche di probabile collusione con la camorra senza aver paura di una tanto pesante accusa.

  2. Tess scrive:

    Il nuovo piano regionale sui rifiuti prevede una raccolta differenziata almeno al venti percento.
    Stiamo parlando di percentuali risibili confrontate con quelle del Nord, ma da qualcosa si dovrà pur partire altrimenti cadiamo nel benaltrismo che proprio non ci serve. Ovviamente ci sono comuni virtuosi e ricicloni nel salernitano per esempio che sfiorano l’ 80%.
    Chiaro che bisogna fare le isole ecologiche, educare i cittadini, multarli o premiarli, e rendere efficienti gli impianti di cdr.
    Poi si potrebbe fare tutto un discorso a monte sulla necessità di determinati imballaggi e sulla disponibilità dei prodotti sfusi, ma qui stiamo già nell’ ambito di un ambientalismo serio.
    Il problema è che se vogliamo ora e subito l’ ambientalismo serio non avremo nemmeno quello a pane e puparuoli.
    Io direi che se già avessimo la raccolta al 20% potremmo pure pensare di festeggiare

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