di Teresa Scherillo (makia)
postato alle 08:22 del 21 aprile 2008 in Interni Torna alla home

Berlusconi affronterà da subito l’emergenza rifiuti. Intanto, De Gennaro rifiuta un nuovo mandato: la Contini pronta a prendere il suo posto. E spunta l’ipotesi di una nuova megadiscarica in Campania. Il luogo? Ancora top secret. Mentre la camorra continua a pagare 150 euro a chi manifesta contro le discariche.

Sarà tutto concentrato nel cuore di Napoli. Consiglio dei Ministri a Palazzo Reale, la sua residenza nella suite dell’ hotel Vesuvio, un po’ di uffici in Piazza del Plebiscito. Tre giorni su sette in città fino a che non avrà la certezza di aver avviato alla soluzione l’emergenza rifiuti.

LO SCENARIOIl 10 Maggio scadrà il mandato di Gianni de Gennaro. Meno di un mese per liquidare la struttura del commissariato straordinario e per ritrasferire i poteri a Regione ed Enti locali. De Gennaro va viaQuesto perché si è accertato che tra Commissariato e Consorzi è solo uno spreco di denaro pubblico utile ad incrementare prebende e che si deve al più presto uscire dalla straordinarietà per non alimentare ulteriormente gli sprechi che aggiungono al danno anche la beffa. Era nei piani almeno fino al 15 Aprile, quando c’è stato un incontro da De Gennaro e Berlusconi, probabilmente per sondare la disponibilità ad un rinnovo del mandato che l’ ex capo della Polizia però, ha rifiutato. E quindi sarà Barbara Contini neo eletta in Campania nelle file del Pdl ed ex governatrice di Nassiriya a prenderne il posto (avrà pensato “chi meglio di una che è stata in Iraq per gestire futuri scenari di guerriglia urbana?”). Intanto, l’emergenza non mostra più le impennate dei mesi scorsi e tutto sembra rientrato nella normalità, almeno in città. In provincia restano da smaltire ancora un po’ di tonnellate, ma possiamo affermare che la mission impossible di De Gennaro è pressoché centrata.

O’ POLIZIOTTO E ‘A MUNNEZZA – A lui il 14 gennaio fu chiesto di liberare le strade da diecimila tonnellate di rifiuti e di dare attuazione al decreto governativo che stabiliva la riapertura delle discariche. Non che non abbia ricevuto la sua buona dose di proteste giornaliere. Anche perché delle quattro discariche che erano state segnalate sul decreto, nessuna è risultata più idonea ad accogliere altri rifiuti. La protesta della popolazione è stata ascoltata, e si è deciso subito di partire ad avviare i rilievi tecnici e di messa in sicurezza per l’apertura di tre nuovi siti: Savignano Irpino (Av), S.Arcangelo Trimonte (Bn) e Terzino (Na); ma quest’ultimo costituisce un grosso problema poiché si trova all’ interno del Parco del Vesuvio in area protetta. Attualmente, l’unica discarica utilizzabile – ma in deroga provvisoria – è quella di Macchia Soprana a Serre (Sa); esaurita la disponibilità di alcune regioni ad accogliere i rifiuti, ci salva solo l’ accordo famoso con i Länder tedeschi che hanno accettato, a costi esorbitanti, di farci esportare sui treni un totale di 200.000 tonnellate di pattume indifferenziato (si parla di un prezzo che supera di 50 euro a tonnellata quello stabilito da Ecolog ).

EcoballeCOSA CAMBIERÀ CON IL PIANO BERLUSCONI – Stop ai trasferimenti all’ estero. Troppo costosi. Avanti con il piano De Gennaro e quindi apertura per fine giugno delle due discariche pronte, ma non sufficienti a raccogliere anche i rifiuti del napoletano. E spunta l’ipotesi di una mega discarica in località segretissima. Un buco da quattro milioni di tonnellate. Un bel buco. Poi, velocizzare il completamento dell’ inceneritore di Acerra (che è all’80%), e subito le gare d’appalto per la gestione in project financing, compresi gli impianti, ancora sulla carta, di Salerno e Santa Maria La Fossa che però dovrà bruciare essenzialmente i 7 milioni di ecoballe in giacenza a Taverna del Re, che di eco hanno ben poco e sulle quali è scoppiato lo scandalo dei documenti firmati e non letti, per il quale Bassolino è stato rinviato a giudizio. E poi un quarto impianto tra Irpinia e Sannio, forse un degassificatore.

L’ AMBIENTALISMO DI SINISTRAInsomma, tre inceneritori, un degassificatore, ecoballe non indifferenziate da bruciare e grosse discariche, potrebbero essere la nemesi per l’ambientalismo del NO che è sempre stato in prima linea sulle barricate. Inutile sottolineare che c’è una sinistra extraparlamentare che, liberitutti, tenterà di ricostruire il rapporto di fiducia con la gente, interrotto dal voto politico, proprio a partire dalle piazze. E quindi come farà Berlusconi a convincere i cittadini, che fino a ieri hanno preso a sassate i poliziotti, che dovranno ospitare i nuovi impianti e le nuove discariche? Tra l’ altro tutti gli elettori delle zone toccate dall’ emergenza sono stati determinanti per la vittoria del Pdl, chi nell’ astensionismo (che tocca punte dell’ 82%), chi votando in blocco per Berlusconi ( Contrada Pisani a Pianura è stata la Caporetto di Veltroni ).

LA CAMORRANe ha parlato anche Report. Durante le proteste per la riapertura della discarica di Pianura, esponenti politici locali, cavalcarono le proteste dei cittadini chiamando a raccolta il tifo organizzato riconducibile agli ambienti della destra. Gente che mise a ferro e fuoco un intero quartiere. Le infiltrazioni di elementi esterni non sono una cosa improbabile in questi casi. Vale a maggior ragione con la criminalità organizzata Scontri serre camorrache strumentalizza le proteste pagando 150 euro al giorno per manifestare e si infiltra tra i cittadini perché si sa che le discariche legali e controllate non sono fonte di guadagno. Come reagiranno ? Cosa dovremo pensare se non dovessero esserci più proteste sul territorio? Il tam tam del voto utile nel carcere di Poggioreale è un fatto su cui sta indagando la Magistratura. Voto utile per chi amministrerà la Giustizia e si dovrà occupare anche dell’eventuale revisione del 41-bis?

Vedremo. Saranno necessari tre anni per attuare questo piano. Troppi ? Forse, ma a Napoli si sta così bene. Si può sempre pensare di comprare qualche bella villa come quella di Diana De Feo a Posillipo. La moglie di Emilio Fede e neoeletta in Campania tra le fila del Pdl. Sono lontani i brutti ricordi del G7 del ‘97. Ora i napoletani si fidano ciecamente di Silvio.

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