Incubo di una conferenza di mezza estate: resistere è inutile
07/08/2009 - Stamane è uscito, come tutti i giorni, dal rigeneratore che i Borg gli donarono anni fa, quando fu “premier astro…nauta” e passeggiò per gli spazi siderali, incontrando questa specie cibernetica il cui motto è: “la resistenza è inutile”. Difatti, i
Stamane è uscito, come tutti i giorni, dal rigeneratore che i Borg gli donarono anni fa, quando fu “premier astro…nauta” e passeggiò per gli spazi siderali, incontrando questa specie cibernetica il cui motto è: “la resistenza è inutile”. Difatti, i Borg non resistettero oltre alle sue insistenze e, pur di non farsi assimilare, gli regalarono un apparecchio ringiovanente. Stamane è uscito dalla miracolosa cura più gagliardo che mai, ricoperto da uno strato di polvere di stelle, il fard, i capelli soprendentemente ricresciuti, ha indossato la maschera delle giornate migliori, si è misurato il pisello, ullalà, cresciuto del 68,2%, si è fatto lucidare gli zebedei di escort e si è presentato alla stampa, per tessere le lodi di Silvio, l’unto del Signore, l’unto di sé stesso.
Ed ecco che ti piazzano lì, con disinvoltura, sugli schermi di SkyTG24 l’intera conferenza stampa del premier bionico, da sorseggiare tra una fetta di melone che non vuole saperne di incontrarsi con la forchetta e una sottile striscia di speck, diafana e trasparente per la crisi incombente. Il pranzo è leggero quindi non si corre alcun rischio di congestioni, ma un sobbalzo incontrollato, un pezzo di melone schizza via all’attacco del sermone silviesco, quando LUI enuncia con tono enfatico i passaggi principali dell’auto-agiografia, stesa notte tempo come la Bibbia del Diavolo. Allora è vero che, quelle create artatamente dall’opposizione, sono tutte calunnie!! Come può un essere umano, fatto di carne ed ossa, partecipare a tante campagne elettorali, viaggiare continuativamente da un capo all’altro della stretta penisola e ricavare un briciolo di tempo per copularsi un’avvenente fanciulla tra un comizio e l’altro? Oppure tenere un comizio tra una copula e l’altra, questo è il lato sfuggente della faccenda. E qui rientrano in gioco i Borg, le loro tecniche di erezione, le iniezioni pelviche; ma allora di chi caspita sarà mai quel pene trapiantato? Stendiamo un velo pietoso, sul pene.
Ma veniamo al nocciolo della conferenza, al tanto atteso momento del “fatti non pugnette”. Napoli e la monnezza questo è il leit-motiv, l’attacco della messa cantata, ma qualcosa di nuovo, mai? Quindi gli interventi per contrastare la crisi, gli ammortizzatori sociali per tutti, la via del benessere per la società italiana. La eco di un “…acci tua” è parso a quel momenti di udire, proveniente da alcune migliaia di cassa-integrati che attendono da tempo la liquidazione delle spettanze; “…ossa morì mazzato” si poteva intendere dalla gru della INNSE, “ma vaff…” dagli uffici di collocamento, dalle schiere dei diversamente occupati, da quelli proprio non occupati, dalle famiglie che poco fiduciosamente e poco ottimisticamente non respirano nemmeno per non consumare energie preziose, con l’intento di giungere ancora vivi alla fine del mese. A queste famiglie il premier tiene a precisare che potranno allargare i cordoni della borsa e iniziare a spendere i soldi che i loro figli, tra un ventennio forse, risparmieranno sull’energia prodotta dalle centrali italiane, quelle che i “brutti, sporchi e cattivi” ambientalisti hanno fatto chiudere 40 anni fa (? qualche segnale di cedimento affiora). Già quei denari che faranno aumentare vertiginosamente il debito pubblico, i lavori affidati a ditte immacolate, come la Impregilo (toh, chi si rivede) i costi che lieviteranno tra una mazzetta e l’altra. Un nucleare già obsoleto, insicuro, pagato alla Francia una fortuna, un favore a San Nicolaus Sarkozy di Gallia senza precedenti.
“Macchisenefrega” dice il popolo, “tanto io non ci sarò più, so ca… di mi fijo”, sono i commenti beeeeeelanti. “Viva San Silvio, viva San Silvio” è l’eco da stadio delle torme di tele-aspettatori conciati come ultras, con le bandiere festanti agitate nel vento dell’arena. “Bettino è grande e Silvio è il suo profeta” è l’urlo che si leva da una finestra aperta. “Daje de tacco, daje de Tromba” gridano a squarciagola i più nostalgici dei postriboli. Le donne berlusconiane si strappano le vesti quando odono le imprese in politica estera, il ruolo da mediatore essenziale che Mister 68,2% ha indossato, calzato come un condom. “Ma come ha fatto” viene da chiedere, “C’ho offerto una escort che non poteva riffiutare” pare di intendere, detto con una voce roca, alla Marlon Brando, mentre si passa il dorso della dita su una guancia e assume un’aria angelica.
Infine si offre in pasto alle domande dei giornalisti, non molti a dire il vero, ma pronti, agguerriti, cattivi mentre fanno la punta alle matita logore, consunte da mesi di pippe mentali, di sesso scritto e cantato, sacrificato sull’ara del disimpegno, della stronzata stesa a discapito dei problemi reali del paese, di quelli urgenti e cogenti, dell’economia, solidarietà e pace sociale, sicurezza ambientale minacciata da quel 35% di cubatura in più del piano casa, del nucleare, delle fonti di energia rinnovabili. Hagios Silvio assume lo sguardo più feroce quando si tratta dei media, minaccia di mandare Luca Brasi al TG3. Ecchecazzo, ha ragione! Nella sua collezione delle figurine televisive gli manca proprio RaiTre e nessuno la vuole scambiare, e non ne vuole proprio sapere di provare con TivùSat, la piattaforma satellitare partita il 3 luglio, miracolosa nel trasmettere senza decoder, che non è ancora in commercio. In un paese pluralista come il nostro non si può attaccare il governo, fraintendere tutto, persino Barbara: c’è o non c’è la libera informazione? No. V’è o non v‘è la pluralità mediatica? No. E allora che minchia volete! Italianiiiiiiiiiiii, arrangiatevi!













Io non vorrei dì, ma se i Borg fanno ‘st’effetto, allora…
(non è che gli hanno rifilato un sarcofago taroccato?)
Si sono vendicati dei tarocchi che gli ha tirato lui. Gli deve aver costruito Borg 2 e piazzato un pacco televisivo: BorghSet, ma lui fa anche l’annunciatrice
L’inutilità vera è scrivere scemenze come questa, ma ci vorrebbe un cervello funzionante per capirlo.
Lo dico anche io, grazie per averlo ricordato…Pippa!