“Tutto quello che vogliamo è avere una famiglia a prenderci cura dei nostri figli. E’ molto sconvolgente: chiediamo aiuto ai servizi sociali che non ci danno una mano”, denuncia una donna alla 25esima settimana di gravidanza. Si tratta di Theresa Winter, una donna di 36 anni, di Luton, nei pressi di Londra, per la 14esima volta in attesa di un bambino. Intorno alla sua storia si è aperto un caso: Theresa e suo marito Housden Toney, disoccupato, entrambi privi di una fonte di reddito certa e soddisfacente, non si sono mai dimostrati un modello come genitori. Alcuni loro figli con gravi problemi di salute (uno morto a 18 mesi affetto dalla sindrome di Pheo, che impedisce al cervello di svilupparsi correttamente, ed altri tre nati con disabilità) sono stati sottratti ai Winters e presi in cura prima di aver compiuto due anni a causa della negligenza dei genitori. Uno dei bambini, 14enne, colpito da paralisi cerebrale, è tuttora in affidamento. Racconta la sorella di Theresa: “Ogni volta che ho chiesto il motivo per cui lei continua a portare avanti la gravidanza quando sa che il bambino dovrà essere adottato, lei mi dice che vuole che sia il governo a dover pagare per loro”. Lo fa per dispetto, insomma. Lo stato la punisce per la sua negligenza, lei risponde col far lievitare ancor di più i costi di quella negligenza. Sarebbero stati spesi, infatti, milioni di sterline di denaro pubblico solo per porre rimedio ai danni dei Winters. “Mi ha detto di essere intenzionata ad interrompere la gravidanza il giorno in cui cesseranno di toglierle i figli. Sarebbe dovuta essere sterilizzata molto tempo fa”, fa sapere la sorella. Sterilizzazione. Una parola che fa rabbrividire.
Che fare in questo caso? La questione fa e farà discutere. Ci si chiede se sia il caso di poter impedire ad una madre, seppur irresponsabile e incapace di dare sostentamento e cure adeguate ai propri figli, di procreare. I contrari non esitano a sottolineare che la soluzione sarebbe in linea con una proposta nazista. Coloro che mantengono le porte aperte a questo tipo di soluzione parlano, invece, del diritto dei figli ad avere una esistenza dignitosa, cosa che la società dovrebbe garantire a tutti. “Dobbiamo incoraggiarli a vivere la vita in pienezza e a godere di tutti i vantaggi di cui beneficiamo noi altri”, dicono. “Come società, abbiamo già accettato l’aborto, sperimentato su embrioni umani e siamo alla vigilia della legalizzazione del suicidio: in tutti questi casi ci sbarazziamo della vita. Perché inorridire adesso di fronte alla limitazione dei diritti di una donna ad avere un figlio?”. Ci si spinge pure oltre proponendo un testo di legge ad hoc: escono fuori stime secondo le quali i bambini nati nelle stesse circostanze dei Winters costerebbero quattro volte di più di quanto costa oggi ai genitori ricchi educare i figli in costose scuole private. “Se dobbiamo pagare per questi bambini, dal momento del loro concepimento e attraverso tutta la loro vita, per via delle cure sanitarie, delle condanne per piccola criminalità, dei problemi di droga e alcol, dell’assistenza, perché mai non dovremmo chiederci se vogliamo un disegno di legge per vicende del genere?”. I costi economici e sociali dell’affidamento a strutture pubbliche di un bambino e le condizioni di vita di una famiglia possono essere parametri validi e sufficienti per determinare la possibilità o meno di una donna ad avere figli? Il dibattito è aperto.








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non entro nel merito del caso particolare, ché non ho voglia di documentarmi come si deve.
faccio solo notare che gli stati, quando una famiglia ha difficoltà, sa scegliere tra due sole alternative: guardare da un’altra parte oppure prelevare i figli con la forza e metterli in strutture brutte e costose, spendendo vieppiù miliardi in modi inutili.
per qualche motivo che mi sfugge lo stato ritiene moralissimo dare un pozzo di soldi alle peggio strutture perché si occupino di un bambino, ma ritiene infame darne cento volte meno alla famiglia.
è quel tipo di etica statale il cui scopo è fare del male a quanta più gente possibile.
Facciamo come re Salomone: assolutamente nessuna sterilizzazione, ma bensì i figli le verranno sottratti non appena nati e, se accertata la sua volontà di causare danni allo stato, lei dopo ogni gravidanza verrà sanzionata penalmente (carcere?). Lo stato paghi per i nuovi nati tutte le spese: sarebbe ipocrita pensare che non DEBBA o POSSA farlo visto che quasi sempre gli stati spendono in cacciabombardieri et similia ben più soldi di quanti non siano necessarii a garantire una vita dignitosa non a uno ma a centinaia di bambini.
Il mio intervento sottintende una regola importante che credo ogni stato civile dovrebbe avere: evitare per quanto possibile di agire a priori PRIMA del comportamento sbagliato dell’individuo, ma essere veloce e inflessibile nel punire il comportamento DOPO che si sia verificato.
Dopotutto una persona alla quale è lasciata la possibilità di sbagliare non è detto che lo faccia.
Giorgian mi ha fatto pensare ad una cosa: se davvero l’oggetto del contendere tra lo stato e questa signora fossero i soldi insufficienti che il primo (non) garantisce alla seconda allora si potrebbe cercare una mediazione: più sussidii, ma a patto che la signora garantisca a TUTTI i suoi figli una vita dignitosa (e qui dovrebbe vigilare chi di dovere, ovvio).
Ciò non toglie che trovo repellente usare delle vite (i bambini) per ricattare/”punire” lo stato: la signora da questo punto di vista non sarebbe altro che una bestia per me.
…Partendo dal presupposto che….madre e genitori… si diventa sapendo allevare i figli…non solo partorendoli…..lo stato in questi casi ha…. il dovere di azione per la tutela dei minori…. quando l’irresponsabilità dei genitori è accertata….
ma lo stato ha anche il dovere di non subire ricatti….e di non far subire ricatti all’insieme della società….da chi è irresponsabile….costringendo se in sana salute…i genitori al lavoro…per contribuire al mantenimento dei loro.. irresponsabili figli, che non sono colpevoli…dell’irresponsabilità genitoriale.
Genitori di questo genere….dovrebbero essere obbligati a determinati doveri di civiltà…mettere al mondo figli come conigli..solo per capriccio…non avendo altro da fare che…i parassiti nella/della società….LA LIBERTÀ’ è anche educazione alla responsabilità delle proprie azioni….ed è un dovere dello stato garantirla ha tutti.
Questa non è una madre incapace, è una madre criminale, invece di sterilizzarla dovrebbero sbattere in galera lei e il marito e farceli marcire a vita.
Esempio dei danni che crea un certo tipo d’intervento assistenziale: le migliori intenzioni creano i peggiori risultati, sino a distorcere in maniera perversa persino la maternità e la famiglia.
Trovo l’articolo interessante ma la storia, invece, alquanto squallida!
il dispetto lo fanno a loro stessi!
Premetto che nessuna madre è perfetta e che genitori “impeccabili” non esistono, anzi, sarebbe un modello forse davvero difficile con cui confrontarsi, ma le coppie come i sig. Winters rappresentano l’eccezione che conferma la regola: l’amore incondizionato verso i figli, che in questo caso non sussiste…perchè un figlio viene al mondo per amore, è questo ciò che conta, e non per ripicca…a chi poi? allo Stato?
“Una madre incapace ha diritto ad essere madre”? No…
A donnacce di questo stampo dovrebbero tagliare le tube di Falloppio…
che sono io
a mio avviso bisogna stabilire se il proletariato debba o meno essere espropriato della sua ultima ricchezza (o fonte di ulteriore povertà) : la prole
e siccome i proletari sono tali perchà incapaci, la risposta è sì
suggerirei di affidare il frutto della loro stoltezza ad una cooperativa in cui siano rappresentate per democrazia tutte le parti sociali, ultime, ma non ultime, le rappresentanti delle categorie froci e lesbiche e affini cui affidare il pargolo a turno per concedere a questo tutte le alternative della realtà del mercato
e mò vado a prendere un altro po’ di sole
QUELLO CHE MI FA RABBIA E CHE NESSUNO PENSA VERAMENTE a questi poveri bambini che non hanno chiesto di venire al mondo, genitori cosi vanno richiusi separatamente e con la chiave di cioccolata
Quando mettere al mondo qualcuno diventa una forma di ripicca contro lo stato, senza preoccuparsi di quello che poi sarà fatto di loro (istituto, adottati, casa famiglia, peggio…) allora è meglio risolvere il problema alla radice e sterilizzare entrambi.
Un conto è far nascere un bambino che sai avrà dei problemi, ma per il quale cercherai di fare il possibile (si può non essere d’accordo, ma è un altro discorso), un altro farlo perché qualcuno non vuole mantenerti a vita e allora gli vuoi rompere i maroni mettendo in gioco un altro “problema” che sovraccaricherà ulteriormente il sistema.
Sterilizzazione e lavori forzati… così poi sono stanchi e non ci provano neppure.
SONO DUE IDIOTI INCAPACI E PERICOLOSI!!
STERILIZZARLI SUBITO E’ L’UNICA SOLUZIONE PER EVITARE IL PROTRARSI DI SIMILI ABERRANTI DELITTI!!!!!
“aberrante delitto” non mi sembra la definizione esatta di “mettere al mondo un figlio”, anche se è evidente che non sia l’amore paterno e materno a muoverli
permettere allo stato di sterilizzarli è “l’aberrante delitto”
poi io proporrei di procedere con chi ha un leggero ritardo mentale, chi è povero, e chi non ha 4/4 di sangue ariano