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Giornalettismo estatedi Carlo Cipiciani (Comicomix)
pubblicato il 29 luglio 2009 alle 10:30 dallo stesso autore - torna alla home

Berlusconi, improvvisamente accortosi dell’esistenza del Sud, sta per varare un piano straordinario, forse un ministro ad hoc, persino la rinascita della cassa del mezzogiorno. Siamo all’abracadabra come vera e propria strategia di governo. Il Sud è tornato di moda come avevamo previsto commentando l’esito del voto europeo. Ed ecco che come per magia,  spunta un piano da 18 miliardi di euro. I soliti soldi, quelli per combattere la crisi, quelli per ricostruire l’Abruzzo, per finanziare l’abolizione dell’Ici, per gli ammortizzatori sociali, e chissà per che altro.

Il gioco delle tre carte sulle risorse per il sud è iniziato da tempo. La dotazione iniziale del Fondo Aree sottoutilizzate (Fas), quello che lo Stato destina alle politiche di sviluppo regionale, erano  63,3 miliardi di euro,  stanziati dal Governo Prodi. Il governo Berlusconi con una prima riprogrammazione operata dal Cipe ha tagliato la dotazione di 10,8 miliardi di euro, di cui 10,4 a “danno” delle regioni del Sud. Successivamente il governo ha tagliato ancora le risorse del Fas a 45 miliardi di euro: 18 per le amministrazioni centrali e 27 per le Regioni, più i residui 7,3 miliardi al Fondo Infrastrutture Strategiche (Fis), di competenza esclusiva della Presidenza del Consiglio, scatenando anche le ire di Scajola. Per effetto di questi tagli e delle successive riassegnazioni, al Sud sono stati sottratti 12-13 miliardi di euro, più i fondi nazionali, che orginariamente concentrati per il Sud sono stati spalmati senza distinzione territoriale.

Con buona pace del Federalismo imminente, questo giochino ha spostato il baricentro della titolarità e gestione delle risorse verso il governo nazionale che ora gestisce il 48% delle risorse disponibili a fronte del 32% iniziale. Proseguendo questo grande inganno, negli ultimi mesi il governo ulteriori provvedimenti la cui copertura continua a gravare sulle risorse del Fas 2007–2013, il “pignattino dell’acquasanta”. In pratica, facendo i conti, secondo il documento unitario delle Regioni italiane, il Fas nazionale non ha praticamente più disponibilità. Come si pensa quindi di varare quel piano straordinario per il sud di cui parla in queste ore il Presidente del Consiglio? Si possono fare molte ipotesi, nel paese dell’abracadabra. Ma le più probabili sono una “distrazione” di fondi dai Fas regionali (scatenando le ire di tutte le regioni italiane, che già hanno bloccato tutti i confronti istituzionali) oppure la “riallocazione” dei fondi già “tagliati” al Sud. Comunque sia, sarà un altro “Facite ammuina” in piena regola.

Invece, assisteremo all’ennesimo valzer di dichiarazioni, in cui tutti metteranno una bandierina sul Sud, prima delle meritate (?) ferie d’agosto. Alla fine forse faranno un Ministro per il Mezzogiorno, e vedremo risorgere la Cassa del mezzogiorno dei bei tempi di Gava e Cirino Pomicino. Che lo faccia un governo con dentro la Lega fa ridere, e non solo i polli. La misura è talmente colma che, dopo che per mesi su Giornalettismo ne abbiamo parlato nel silenzio generale dei “media” e della politica,  finalmente del Sud e dello scippo del Fas hanno cominciato ad occuparsi anche Nens, associazione vicina a Bersani, e alcuni quotidiani nazionali. E’ già qualcosa, anziché occuparsi di escort e veline. Ma finché resta questo governo purtroppo continuerà questo stillicidio di nulla riempito di dichiarazioni roboanti. Quanto può aspettare ancora l’Italia?

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