Si dice in giro che ci siano dei cittadini americani che vanno fuori in giardino tutti ignudi. Tutti oramai sanno chi sono, loro, i sex offender. E devono essere davvero convinti che costituiscano un pericolo quei cittadini statunitensi cui si deve il successo di una tanto originale quanto inutile applicazione per l’ iphone: The (pom) sex offender locator. (). Pom sta per “peace of mind”, ma-sinceri sinceri- la cosa potrebbe sortire esattamente l’effetto contrario. Uno stato di allerta costante sembra essere garantito in chi ne fa uso. I produttori, la Vision e la ThinAir Wireless, non sono di questo avviso nel
pubblicizzare il prodotto, ma è immediatamente comprensibile che facciano leva sulla paura diffusa: “Quei mostri sanno dove sei tu, dove è la tua famiglia. Ora finamente è venuto il tuo turno. Con questa applicazione potrai scoprire dove si nascondono e decidere se lasciare giocare i tuoi bambini nei loro paraggi”. Suppergiù l’offender locator viene raccontato in questi termini. Funziona così però: per trovare quiete, tenersi e tenere i propri pargoli al riparo dalle perversioni altrui, l’utente inserisce il proprio indirizzo nell’apposita casella. Localizzatosi, una mappa virtuale offerta da Windows – che ricorda la più classica Google Earth – segnala tutti i sex predator nella zona nella quale si trova. Le loro abitazioni per l’esattezza. È anche possibile leggere di ciascuno una scheda dettagliata corredate di foto. In barba alla privacy: nome, cognome, crimine commesso, e altro.
A questo punto, se si rende conto di essere accerchiato, al povero utente non resta che fare i bagagli e con tutta la famiglia andare a cercare una nuova dimora, favorendo tra l’altro – che bravo -la ripresa del mercato immobiliare. Trovatane una, fortunatamente senza abbandonare gli States, gli tocca pure starci sempre dentro, licenziarsi, cercarsi un telelavoro, chiamare insegnanti privati per i figli, fare la spesa online, andare in vacanza nel proprio giardino senza piscina. Altrimenti deve correre il rischio: camminare con l’iphone sempre in mano, sguardo fisso sullo schermo, fino a fermarsi quando, scoprendosi d’un tratto nuovamente accerchiato dai sexual offenders, può solo sperare nell’arrivo fortuito di qualche mezzo di trasporto, possibilmente dall’alto, a portarlo via. E magari gli capita anche l’elicottero di un tizio che conosciamo bene. Il noto sito di tecnologia TechCrunch ci fa sapere che il 25 luglio questo gingillo di applicazione per la mobilità era nella top venti di quelle più scaricate dai cittadini americani, al costo di 0.90 dollari. Una sciocchezza alla portata-è proprio il caso di dirlo- di tutti.
La mappa di quei 500,000 individui che vivono in America il cui domicilio (o residenza) è stato schedato e reso pubblico poiché, stolti, si sono macchiati tanto di semplici offese alla decenza ed al buon costume quanto di reati sessuali gravi. Non è ovviamente completo ed andrebbe costantemente aggiornato, ma almeno qui è gratis. E poi chi ha l’iPhone non dovrebbe avere troppi problemi nemmeno nel connettersi a Facebook-ad esempio- dove pure è disponibile. Per poterla utilizzare occorre però accettare dei precisi termini di condizione. Ovvero occore dichiararsi consapevoli che si sta, oltretutto, rischiando l’illegalità, perché, oltreché non sempre a norma di legge è il vendere i dati personali, in alcuni stati non lo è nemmeno il semplice consultarli. Si avvisa: la mappa non garantisce un bel niente, dal momento che è incompleta e che, anzi (come leggiamo sul sito) sta tentando di esplorare le possibilità del web 2.0 per arricchirsi con le segnalazioni degli utenti. Illude semmai, ad esempio che questi tizi, anche quelli schedati, pure quelli pericolosi davvero, se ne stiano sempre in casa.
E in Italia? In Italia abbiamo le zanzare. L’applicazione per iphone, che si promette di tenerle lontane, Zanza scaccia zanzare, superata solo da quella che che offre combinazioni di numeri da giocare al lotto, è al secondo posto nella top twenty, in questo momento. Pare riesca a farle indietreggiare facendo emettere al telefono una frequenza tale da spaventare quelle femmine e incinta, “che sono quelle che pungono”, e la compri a meno di un euro. Un qualsiasi repellente costa di più unge e/o puzza, ovvio che scali le classifiche. E se il successo di un software può stabilirsi anche sulla base della frequenza delle sue versioni craccate possiamo dire che siamo sulla buona strada.



Stati di allerta costante, com’è che ultimamente in tanti abbiamo la senzazione che così ci vogliono?
P.S.: ma qualcuno ha provato l’applicazione antizanzara? Sono stanca di piastrine, spray, citronella ed ammoniaca.
io sicuramente no cara La bi. Prima dovrei provare l’iphone:D
Quindi, se ho capito bene, l’iphone ha tra le sue funzioni un software che allontanerebbe le zanzare???
ne ho sentite di cavolate…ma come questa!
quante cose escogitano, per di più false, i produttori per promuovere e pubblicizzare di più un prodotto!
eh sì, però son curiosa. Magari funziona
Soprattutto se caccia le zanzare tigre, io ho delle reazioni cutanee orribili quando mi pungono.
fanno bene.