Dl Anticrisi, due favori (a banche ed Eni) sulla fiducia

24 luglio 2009

Oggi sui giornali italiani non si parla d’altro: la decisione del governo di porre la questione fiducia sul decreto anticrisi e sul maxiemendamento. L’opposizione è come al solito indignata per i metodi dell’esecutivo, che in questo modo toglierebbe spazio alla discussione e al civile confronto democratico e bla bla bla. Mentre il presidente della Camera, Gianfranco ‘no pasaran’ Fini è davvero nero: “. E’ necessario ‘avviare una riflessione di carattere generale sulla prassi di conversione dei decreti legge e sulla successiva apposizione della questione di fiducia’. Il binomio maxiemendamento-fiducia accentua le difficoltà dei rapporti tra governo e Parlamento, non consentendo il pieno dispiegarsi delle prerogative parlamentari. L’aver introdotto ulteriori modifiche non va contro i regolamenti parlamentari ma non può non essere “fonte di imbarazzo” sul piano dei rapporti tra governo e opposizione“.

Tutti indignati per una questione di metodo, insomma. Tanto indignati da non aver proferito parola su due questioni di merito. La prima: la presidenza della Camera - in una parola, l’indignatissimo Fini - ha stralciato la parte relativa all’energia elettrica. E meno male, perché così scompare anche quell’antipatico emendamento del Pd – approvato contro il parere del governo – che consente all’Autorità dell’energia elettrica di avere accesso ai contratti di approvvigionamento per verificare i costi dichiarati da Eni. Era infatti previsto per le aziende “di approvvigionarsi di gas direttamente sul mercato, acquistandone fino a cinque milioni di metri cubi a prezzi che saranno fissati dal Governo su proposta dall’Autorità di settore. L’Authority si baserà sui prezzi medi europei e, novità dell’ultim’ora introdotta nonostante il parere del Governo che era contrario, i costi di approvvigionamento dell’Eni“. Insomma, Alessandro Ortis, il presidente dell’Autorità dell’Energia che nella sua ultima relazione era tornato a chiedere la separazione di Snam dal colosso degli idrocarburi – guadagnandosi l’incavolatissima replica del ministro Scajola: “Non danneggi le aziende” – avrebbe potuto addirittura verificare che Paolo Scaroni non facesse lievitare i prezzi del gas artificialmente per lucrare sulla rendita di posizione, mentre le imprese avrebbero potuto accedere a un mercato libero e concorrenziale: sinceramente, troppo per l’Italia. Per fortuna ci ha pensato l’onorevole presidente della Camera Fini, intanto che si lamentava perché il governo poneva la questione di fiducia, a fermare questo scempio.

La seconda questione di merito è il parziale taglio della cosiddetta “stretta sulle banche” approvata in Commissione, a partire dalla cancellazione delle novità sul massimo scoperto e sulle modifiche unilaterali dei contratti bancari per l’adeguamento dei tassi. In questo modo il governo ripristinerebbe il testo originario, andando incontro alle richieste dell’Abi, l’Associazione bancaria italiana. E francamente, anche qui sembra il minimo: se fai un favore all’Eni, le banche a quel punto cosa sono? Le figlie della serva? E infatti Milano Finanza titola oggi “Cancellato l’ammazza banche“, esultando giustamente per quanto accaduto. Tutto nella norma, per carità. Quello che stupisce è che nessun parlamentare dell’opposizione (o quasi), abbia proferito parola su queste due simpatiche questioni di merito. Ma bisogna capirli: erano tutti impegnati a criticare il governo su quelle di metodo. E’ uno scandalo, signora mia.

(vignetta di Mauro Biani)

6 commenti a Dl Anticrisi, due favori (a banche ed Eni) sulla fiducia

  1. maria teresa

    “Tra cani se abbajeno ma nun se mordono”.

    Così si dice dalle parti mie, e non mi sembra di poter essere smentita dai fatti, purtroppo.

    “Alessandro Ortis…avrebbe potuto addirittura verificare che Paolo Scaroni non facesse lievitare i prezzi del gas artificialmente per lucrare sulla rendita di posizione, mentre le imprese avrebbero potuto accedere a un mercato libero e concorrenziale: sinceramente, troppo per l’Italia.”

    Incredibile che una cosa così semplice sia così complicata da mettere in pratica.

  2. La pagina del giorno del vice direttore si occupa solitamente di cronaca (politica, mediatica), e quasi sempre italiana. Questa volta cerca di scimmiottare esimi giornalisti che si occupani di previsioni e di scenari, e di comprensioni profonde della realtà. Ma dico io, se pure Giacobbo si occupa di vampiri ma non tenta di spiegare dove sia scomparsa l’opposizione in Italia, ci sarà pure un motivo, no?

  3. lelith

    non pretenderete certo che l’opposizione per fare gli interessi dei comuni mortali vada contro banche ed eni vero? già ora il piddì andrà al governo forse tra 10 anni, se si mette pure ad inimicarsi la gente che conta ci andrà il giorno del mai.

    siamo sempre lì non sono i cittadini che decidono chi va al governo ma i “poteri forti” che controllando più o meno indirettamente i media e le risorse economiche (fatalmente necessarie alla politica) spostano il consenso verso chi fa i loro interessi.
    In questa ottica l’elettore medio inconsapevole non è titolare di autonomi interessi ma semplice massa di manovra da mettere a disposizione del politico più disposto a fare mungere la mucca del paese.

  4. rebyjaco

    Sono anni che persone “Prudenti” suggeriscono (e suggerivano) di non trattare con Berlusconi, di non scendere a patti con Berlusconi, che tutto ciò che diceva e prometteva Berlusconi si sarebbe ritorto contro i cretini che pensavano di “fregarlo”, NIENTE. Cominciando dall’intrallazzatore DALEMA, finendo con Veltroni, è come se i ” PRUDENTI ” predicassero al vento, e così è stato.(ora se ne vedono i risultati). Forse più che trattare, sono stati ricattati per i LORO comportamenti poco consoni con l’ONESTA’, non lo sò e non lo saprò mai, però che i “” Conti non tornano “” è evidente, tutte le leggi approvate con il compiacimento della sinistra e quelle che DOVEVANO AVER FATTO E NON HANNO FATTO, hanno reso la posizione di questo Politico Psicopatico, inespugnabile. Lacrime di coccodrillo? direi piuttosto: Lacrime Di Coccodrilli Ricchi!

  5. walter stucco

    quindi alla fine è colpa dell’opposizione quando ha cento parlamentari in meno
    e colpa del governo quando l’attuale opposizione governa.

    che questi al governo sono ladri e mafiosi, non conta, vero?

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