Visita <a href="http://www.liquida.it/" title="Notizie e opinioni dai blog italiani su Liquida">Liquida</a> e <a href="I widget di Liquida per il tuo blog">Widget</a>
Internidi Simone Tagliaferri (Karat45)
pubblicato il 22 luglio 2009 alle 10:30 dallo stesso autore - torna alla home

Ecco perché l’attitudine berlusconiana all’utilizzazione finale è uno scandalo. E il gossip non c’entra.

Forse non si è capito bene dove sia il problema “morale” nel comportamento del premier e nel suo utilizzo finale di prostitute d’alto borgo nei palazzi del potere (perché, se non lo si fosse capito, Palazzo Grazioli e Villa La Certosa sono i veri centri del potere dell’attuale governo, visto che il parlamento non conta più nulla e si limita a berlusconi corna Silvio, le escort e le questioni da camera da lettoratificare tutto quello che gli arriva), ricattabilità e prestigio internazionale a parte (ormai sottozero, rassegniamoci). Per capirlo evitiamo di considerare il passato remoto e concentriamoci sul recente passato, ovvero sul caso Englaro e sulla legge contro la prostituzione che doveva essere discussa proprio questi giorni e che è stata rimandata a Settembre per non mettere in difficoltà il premier.

CHIESA AL BALCONE – Partiamo dalla morte di Eluana. A poche ore dalla morte, dopo anni di silenzio, Berlusconi si fa avanti e tenta un colpo di mano per impedire che vengano staccate le macchine alla ragazza. L’agire determinato del premier è accompagnato da una serie di dichiarazioni che tentano di connotare la nuova legge in senso etico, con il plauso del Vaticano di contorno. Indimenticabili le dichiarazioni contro il Presidente della Repubblica Napolitano e la sua responsabilità nella morte della ragazza nel caso non avesse firmato il decreto d’urgenza. Indimenticabile la tesi secondo cui Eluana era in grado di fare figli e quindi doveva sopravvivere e indimenticabili gli attacchi del suo entourage a chiunque si opponesse a una legge bacata fatta in fretta e furia. Come dimenticare poi le parole di Gasparri, colpito da insolazione sulla via di Damasco: “Quando si farà la storia di questa vicenda, peseranno le firme messe e non messe “? Ovviamente furono inutili gli appelli di Beppino Englaro alle massime autorità dello stato per andare a vedere la figlia e furono inutili anche le considerazioni di quelli che vedevano solo ipocrisia in questa frenesia etica dell’ultima ora poiché per anni gli stessi che urlavano verso il cielo invocando il giudizio divino si erano disinteressati completamente alla famiglia Englaro e al triste destino di Eluana.

TREMINO GLI UTILIZZATORI FINALI – Ma camminiamo un po’ e arriviamo alla famigerata legge firmata Carfagna, Alfano, Maroni. È del Settembre 2008 l’approvazione del disegno di legge contro la prostituzione, seguito dalla famigerata dichiarazione “provo orrore per chi vende il proprio corpo” fatta dall’ex valletta che in passato ha mostrato più volte le sue grazie in pubblico vendendo il proprio corpo agli occhi dei telespettatori e dei clienti del suo calendario, in cui, a dirla tutta, era difficile riuscire a trovare dei vestiti. Tra le varie norme del provvedimento spiccava quella con cui vengono puniti i clienti delle prostitute con multe da 200 a 3000 euro e con un periodo di reclusione di massimo quindici giorni. Senza voler tornare sulla demenzialità della legge in sé, è bene ricordare che ad essa seguirono azioni concrete da parte di sindaci, come Alemanno, che per un paio di settimane alzarono il tiro e si diedero alla caccia alla prostitute con clienti annessi, spinti da un raro furore clericale dovuto soprattutto alla volontà di sfruttare il momentum creato dal dibattito in corso nato intorno alla legge stessa (poi che le prostitute siano ancora tutte in strada e che tale ‘furore’ non sia servito a niente, i telegiornali non lo dicono… ma è meglio non cambiare discorso). Berlusconi ovviamente non è stato estraneo al provvedimento che, trovato il consenso del telelettore, gli ha fatto da trampolino per qualche spot. Era il tredici febbraio dell’anno corrente quando un Berlusconi al massimo dei consensi declamò la canzone contra-prostituzione insieme alla Carfagna stessa, illustrando il fenomeno come preoccupante e definendo giuste le pene per i clienti.

THE STORY SO FAR – Ma il rapporto Berlusconi/prostituzione merita una nota aggiuntiva che ci riporta al 2002, precisamente al 17 Gennaio. Fu in quel giorno che Silvio, da poco rieletto per la seconda volta, accolse l’appello di Don Oreste Benzi, morto nel 2007, a punire i clienti delle prostitute. Il sacerdote dichiarò che raccontandogli il fenomeno lo portò “fino al pianto”. La promessa fu immediata: dopo i primi 100 provvedimenti del governo, sarebbe stata la volta della prostituzione. E così fu, visto che prima del Natale dello stesso anno il consiglio dei ministri approvò una legge fotocopia (nelle pene) di quella della Carfagna ma allora attribuita a Stefania Prestigiacomo, attualmente ministro dell’ambiente. Il 3 patrizia d addario festa berlusconi 003 Silvio, le escort e le questioni da camera da lettoprovvedimento trovò allora l’opposizione della Lega e dello stesso Don Oreste Benzi, che lo definì “un atto vergognoso e infame”, aprendo di fatto la strada all’accantonamento.

ANCORA – A questo punto conviene fare una lista veloce di altre importanti iniziative che hanno fatto innalzare alla destra berlusconiana la bandiera dell’etica cattolica, sia che si trovassero al governo, sia che si trovassero all’opposizione:

- Legge contro la fecondazione assistita

- Opposizione ai DICO e ai PACS

- Organizzazione e partecipazione al Family Day

- Opposizione alla rimozione dei crocifissi dalle aule scolastiche

- Difesa della cultura cattolica europea

Non vanno poi dimenticate tutte quelle prese di posizione e piccole ‘accortezze’ avute dalla destra nel corso degli anni e ispirate ai valori cattolici, come la discriminazione del Gay Pride, l’accesa polemica sul caso Welby, la censura di un quadro del Tiepolo in cui si vedevano dei seni nudi, le invettive contro la presenza di Luxuria in parlamento e le dichiarazioni discriminatorie nei suoi confronti fatte da gente come Elisabetta Gardini (non la voleva nel bagno delle donne), la difesa del Vaticano quando venne mandato in onda da Santoro il documentario sui preti pedofili americani, la guerra di civiltà contro gli islamici accusati di trattare le donne come oggetti e, dulcis in fundo, la visione tremontiana che l’economia mondiale può uscire dalla crisi soltanto seguendo la Bibbia.

24 commentistampa - fallo leggere