I porci no, meglio le ali

22/07/2009 - Contra Califano ai tempi di Feisbiuk Enzo pensa che di Franco Califano vorrebbe essere la parte che ha scritto Minuetto. E non quella che è andata a letto con 1500 donne. Tira più un pelo di poesia vera, che mille

     
 

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Contra Califano ai tempi di Feisbiuk

Enzo pensa che di Franco Califano vorrebbe essere la parte che ha scritto Minuetto. E non quella che è andata a letto con 1500 donne. Tira più un pelo di poesia vera, che mille e cinque scalpi di fica di tutti i colori. Enzo pensa di andare avanti, non andare con millecinquecento donne. Che significa dire almeno minimo millecinquecento bugie ( e dunque andare indietro). Metà di quelle a cui le racconti chiudono gli occhi per farsi del bene facendosi del male, l’altra metà le accetta per rifilartene una uguale a te.

TUTTO IL RESTO… - Pensa poi che se davvero Franco se la prende tanto a cuore e piccio quando un bambino ne sa più di lui nelle materie che si studiano a scuola, non c’è bisogno più che spieghi perché ci tiene tanto a farsi chiamar Maestro e certamente non c’era bisogno di tutte quelle donne a compensare. Bastava al limite soltanto la Gelmini per farsi una (di) cultura. Pensa pure che se solo gli avessero dato una scusa colta, come a Goebbels. Poi pensa che se davvero se la prende coi bambini quelli saccenti, non dovrebbe magnificare Sgarbi. Si’nnò a gente non capisce. Pensa che se 1500 donne bastano a diplomare Maestro qualcuno, Siffredi sarebbe un docente universitario. Non parliamo di Travaglio: il salvatore dell’umanità per quante botte ha dato. Enzo pensa che Franco Califano sia uno straordinario poeta ed un uomo straordinariamente patetico. Pensa che se sei arrogante, quando sei giovane è perché sei giovane, quando sei vecchio è perché sei vecchio e quando muori è perché non sei più e potresti essere tutto. Insomma, l’età se ti si vuol scusare vale come scusa per tutti. E’ la scusa che devi vedere se te la danno (non quell’altra cosa), per capire se poi alla fine sei amato. Enzo pensa che Califano Franco sia amato. Ma per quello che scrive e non quello che dice. Pensi che sia poco ? No, Franco, penso che sia tu a pensare che sia poco. E allora ci dai sotto coinvolgendoci nel tuo tanto. Spostati califfo, tu e la tua abbuffata.

PECCATO E PECCATORE – Enzo pensa che si dice la poesia, e che il peccato sia che non stia zitto il suo autore. Il peccatore. Enzo pensa della philo di Franco che a questo mondo si conoscono solo i fregnoni. Del sesso dei dritti e se siano poi mai veramente esistiti non s’è mai capito molto, onestamente. Se ha bisogno di credere in qualcosa a mezzo segni, si guardi intorno. E creda ciecamente solo nelle fregature. Quelle che si prendono. Il cimitero è pieno di gente che ne prenderebbe ancora.Enzo pensa inoltre che sia giusto riconciliarsi con l’amico e col fratello prima di festeggiare con gli amici. Con millecinquecento tacche sui coglioni, non pensa che il Califfo possa riconciliarsi proprio con tutti quelli a cui voleva bene. E se è davvero Franco di cuore come di nome sa già, giù la testa coglione, che non ne valeva la pena.

ZOZZO – Enzo pensa che se nasci a Pagani e vivi a Milano, quanno che fai er più romano somigli troppo a una caricatura. Sei d’imbarazzo a Roma come lo era Merola a Napoli o la tua Inter a Milano. A fra che te serve essere innocente se come sola risulti poi più malandrino. D’un indigeno cresciuto. Enzo pensa che lui non ci cascherebbe. E non reclamerebbe, men che meno il non c’entrare niente. Ma solo perché è distratto, la distrazione aiuta più dell’intelligenza, della sapienza. Enzo pensa che all’ esser l’ultimo maudit, figurarsi esser il primo. In Italia, aò. Enzo pensa che sei ateo, se hai scritto nel momento della verità, cioè il bisogno, per soldi in un libro d’esser ateo. Sei ateo, se hai scritto che volevi un segno per essere sicuro che dietro la fede non ci fosse un uomo solo e milioni come lui ma una sola. Sei ateo e pure un bugiardo se volevi qualcuno tra i preti che t’emozionasse e non fosse una donna e hai scelto un uomo di testa. Il Papa. Forse perché credi che sotto sotto porti la gonna. Enzo pensa che non sei arrivato ultimo nei festival dei zozzi perché non sei uno zozzo. Pensa pure che onesto e zozzo, dovresti un po’ deciderti.

DEBOLEZZA E VENDETTA - Enzo pensa che non esistano le botte di narcisismo. Ma che abbiano un padre: le botte e basta. Pensa poi a tutte quelle donne. Pensa che quando sei fortunato c’è forse una mezza intimità, quando vai a 1500 sei entrato in fabbrica. I pezzi di carne li vedi tutti, le introspezioni le fai tutte, i pezzi finiti e per intero non ne vedi nessuno. E’ che la vita è così: l’anima avendo i suoi tempi si prende così rivincita sulla vitalità. Dare dignità alla debolezza. Dignità alla mancanza di dignità. Questo ha fatto con le ali il porco Califano. Come ferri in un mestiere. Come il carnefice, nessuno che possa conoscere così bene chi ha perso (e vinto) a causa sua. Quelle donnette lì, che tu lo voglia o meno Fra, le hai veramente conosciute. Quelle donnine lì, Califfo mio, proprio tu le hai vendicate.

     
 

6 Commenti

  1. Comicomix scrive:

    Di Franco Califano ho in mente sempre l’immensa “La vacanza del fine settimana”.

    L’eterna amara noia della vita a due. Mitica. Una vera poesia

    Un sorriso come ti pare a te

    C.

  2. ambrogio brambilla scrive:

    Ma è obbligatorio che Enzo debba pensare? Non sarebbe meglio che se ne astenesse?

  3. Lucia scrive:

    “Enzo pensa che se nasci a Pagani e vivi a Milano, quanno che fai er più romano somigli troppo a una caricatura.”

    Di per sè già il dialetto paganese è tutta una caricatura, anzì, è tremendamente mostruoso…con i suoi “t’aggio ditt e t’aggio fatt” :) vero Ricchiù?

    Bel pezzo!

  4. maria teresa scrive:

    “Metà di quelle a cui le racconti chiudono gli occhi per farsi del bene facendosi del male, l’altra metà le accetta per rifilartene una uguale a te.”

    Ricchiù, a me le cose che scrivi mi piacciono troppo.

  5. ricchiuti scrive:

    Porta pazienza, Ambrogio. Poteva capitarti di peggio, che so, Dimitri Buffa.

    Ciao, Emmetigre.
    E ciao a tutti, a Dio piacendo a Settembre.

  6. anto scrive:

    ma chi cazzo è questo Enzo?
    Forse il frustrato di Ricchiuti……!

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