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Veline, avvocati, blog e rettifiche: c’è chi vuole querelare tutto il web!

24 luglio 2009

La storia di Silvio B. e delle belle ragazze candidate ha riempito per settimane giornali e blog. Ora le signorine passano al contrattacco con uno stuolo di studi legali che minacciano la rete, chiedendo la rettifica per “lesa onorabilità”. Dimostrando scarsa dimestichezza con le  leggi in materia. A meno che non ci pensi Alfano

E dopo il terremoto, la catastrofe sanitaria. A seguito di grandi eventi naturali disastrosi, quel che preoccupa le agenzie umanitarie, è di evitare il diffondersi di malattie. Da Katrina allo Tsunami all’Aquila stessa, le devastazioni naturali hanno spinto ratti e altre specie animali opportunistiche a cercare cibo per le strade, tra le tende, uscendo dai luoghi dai quali usualmente aspettavano che l’uomo le nutrisse. Allo stesso modo il terremoto mediatico (ma non giudiziario) che ha coinvolto il Presidente del Consiglio sulle feste e festini nelle sue magioni, ha lanciato nel panico gli animali che si nutrivano della sua generosità. Le presunte note, riconosciute nelle foto finora pubblicate sulle feste di [[Villa Certosa]] sono passate al contro attacco, armando i loro avvocati.

C’E’ POSTA PER TE – Diversi studi legali hanno iniziato a inondare giornali, riviste, e blog di minacciose richieste di rettifica. L’apripista è stato l’avvocato di Angela Sozio (rossa concorrente della terza edizione del Grande Fratello) che se l’è presa anche con i giornali stranieri. L’avvocato Ruggiero si avvale – a differenza di altri – della stessa arma dei giornalisti, mettendo a conoscenza delle sue querele l’agenzia di stampa Adnkronos. Tra l’altro il connubio Sozio-Ruggero aveva già prodotto il mese scorso un’inusuale tentativo di imbavagliare il social network Facebook, reo – secondo la strana coppia – di averla diffamata nel tentativo di sostenere una sua candidatura per le scorse elezioni europee.

[…]Una lista di circa 20 ragazze, più o meno conosciute. C’erano Angela Sozio (la rossa del Grande Fratello), Barbara Matera (annunciatrice di Rai uno) ed Eleonora Gaggioli che, attrice della fiction “Elisa di Rivombrosa”. C’era anche Camilla Ferranti, nota alle cronache soprattutto per aver interpretato una parte in “Incantesimo”. E ancora: Albertina Carraro, Elisa Alloro, Giovanna Del Giudice, Rachele Restivo, Silvia Travaini, Assunta Petrone, Letizia Cioffi, Cristina Ravot, Albertina Carraro, Adriana Verdirosi, Ginevra Crescenzi. […]

23 commenti a Veline, avvocati, blog e rettifiche: c’è chi vuole querelare tutto il web!

  1. due miei amichetti hanno ricevuto le simpatiche letteracce degli avvocati :-D

  2. maria teresa

    Ma quante storie, quanto sono schizzignose, ‘ste signorine, tutta la notorietà che gli è caduta addosso non la mettono in conto?

  3. lelith

    tra l’altro se non ho capito male i bloggers si sono limitati a riportare fatti provenienti da altre fonti (espresso e repubblica) quindi trovo curioso che le richieste di rettifica siano giunte a loro invece che alle fonti che hanno dato diffusione alle notizie.
    Probabilmente è più facile spaventare e spremere soldi a qualche privato cittadino con la passione del blog piuttosto che ad un gruppo editoriale armato di una schiera di avvocati.

  4. luigi

    io consiglierei di non rettificare un bel niente e lasciare un enorme LINK alla fonte della notizia. Quando dovesse essere rimossa la notizia principale, allora avrebbe un senso la rettifica. Che poi non è rettifica, insisto, ma solo eliminazione di una citazione di notizia presa altrove. La rettifica è un’altra cosa: deve esserci una notizia originale, o almeno un commento nuovo.
    credo nessun giudice condannerebbe mai nessuno di questi blogger.

  5. Pingback: diggita.it

  6. ambrogio brambilla

    Diffamatori e calunniatori devono essere perseguiti: sono le peggiori merdacce che infestano il mondo.

  7. solo che questi non hanno né diffamato né calunniato: infatti non è stata chiamata in causa quella tipologia di reati, ambry ;-)

  8. ambrogio brambilla

    Quella di ritenersi irresponsabili perché si è “solo” riportato cose scritte da altri è una grande cazzata.
    Non solo si dimostra di non avere un cervello che pensa in proprio, ma pure di ignorare la legislazione vigente, che chiunque scriva per un pubblico indistinto dovrebbe cercare di conoscere.
    Ricordatevi che l’ignoranza non può essere addotta come scusa.

  9. guarda che ti sbagli, e sei tu che non conosci la legge. La calunnia è il reato di chi accusa qualcun altro di un reato di fronte all’autorità giudiziaria sapendolo innocente. La diffamazione avrebbe anche un senso, ma se leggi di cosa si parla capisci che la rettifica è stata richiesta in base alla 47/48. Che nella fattispecie non c’entra una sega con quello che dici tu.

    E ricordati che l’ignoranza non può essere addotta come scusa.

  10. In effetti quello che traspare analizzando il carteggio e gli articoli è soltanto un vano tentativo da azzeccagarbugli del quartierino di sfruttare l’ignorantia legis e un titolo da avvocato per ottenere cose che non hanno nessun tipo di humus legale.

    In questo senso il commento di Lelith è azzeccatissimo e riassume perfettamente la situazione. Questi esperti della legge confidano nella confusione generata artatamente: prima i presunti decreti ammazzablog, poi il balletto della presenza o meno nel decreto Alfano di qualcosa sull’argomento, senza contare l’incapacità di conoscere – approfonditamente – quando e se e cosa sia stata approvata dal parlamento…

  11. aramis

    E’ questa la cosa fastidiosa della legge sulla privacy, con i miei clienti e fornitori devo scambiare una valanga di cartaccia, per la legge sulla privacy. Poi arriva un coglione di giornalista o di blogger che ti addita come un pervertito o una puttana, e non solo non va in galera ma può cavarsela con una rettifica. La frusta in piazza potrebbe essere un’umiliazione sufficente a lavare l’onta, appena arrivano gli ayatollah…..

  12. Chiedere rettifiche ad un blog è come metterle in una bottiglia e gettarle a mare sperando che qualcuno le legga. Non avranno mai soddisfazione. E’ obiettivamenbte impossibile ottenerla, anche se il blogger aderisce ad una richiesta (nei confronti della quale, finché non passa il ddl, non ha nessun obbligo di adempiere: non è un giornale, discutibile semmai se a tenerlo è un giornalista). Resta la strada della querela per diffamazione, ma qui gli interrogativi si moltiplicano a dismisura. Sull’argomento rischio di scrivere un post intero (già scritto: http://www.plurale.net/?p=997) anziché fare un commento. E mi fermo qui.

  13. giusto, Aramis: non appena becchiamo quel coglione di giornalista di Libero che per primo ha scritto quei nomi, gli facciamo un culo così. E pure il direttore, ‘st’ommemmerd’

  14. @ plurale:

    “Chiedere rettifiche ad un blog è come metterle in una bottiglia e gettarle a mare sperando che qualcuno le legga. Non avranno mai soddisfazione”

    veramente nell’articolo sono segnalate delle rettifiche effettuate.

    “Resta la strada della querela per diffamazione, ma qui gli interrogativi si moltiplicano a dismisura. ”

    Già, soprattutto perché nell’articolo invece si sottolinea che queste richieste sono state fatte in base alla legge 47/48.

  15. aramis

    Mica solo il coglione di Libero, ma tutti gli altri che li hanno ripresi, non è una scusante usare il cervello degli altri, se poi uno c’ha fatto sopra le sue teorie, risponde anche per quelle. Sennò che cazzo di democrazia è quella in cui uno ti può insultare impunemente.

  16. aramis, non vi era alcun insulto all’interno dei testi di cui parliamo. Le persone venivano soltanto “nominate” in lunghi elenchi. Libero non è stato querelato (anche perché gli avvocati sapevano che avrebbero perso la causa), ai blogger sono state mandate lettere intimidatorie senza alcun fondamento giuridico (perché la legge non c’entra una cippa). Spero che adesso il contenuto dell’articolo sia più chiaro

  17. ambrogio brambilla

    La legge la conosco benissimo. Parlavo in generale, del comportamento scorretto di blogger e di chiunque altro comunica in pubblico. Potevo pure aggiungere l’ingiuria, ma le cose non sarebbero cambiate.

  18. luigi

    continuo a non seguirvi.
    se io in un blog inserisco un LINK, sto RIMANDANDO ALTROVE.
    se altrove c’è quell’articolo diffamatorio, prendetevela con l’altrove. Nel momento in cui sparisse l’articolo, sparirebbe di fatto anche il mio link.
    è talmente elementare che non capisco cosa ci sia da questionare.

    diverso è se nel mio blog copio un articolo di mio pugno. In quel caso posso pure capire che mi si chieda di cancellarlo. E’ come dire che se un giornalista dà una notizia falsa chiunque la riprenda, anche solo parlando al bar, è complice. Ma che state a di’?!?!?!?
    c’è la responsabilità personale in Italia, e non si può pretendere dalla gente che controlli le notizie date da TESTATE EDITORIALI. Ci pensasse l’ordine dei giornalisti e poi la magistratura, a punire i professionisti che sbagliano.
    se un medico sbaglia l’intervento mica denuncio l’infermiere che stava lì di fianco.

  19. ambrogio brambilla

    Qua non si parla di link che rimandano altrove. Il 90% dei blog non sono, come dovrebbero essere, degli spazi nel quale si scrivono opinioni, fatti e sensazioni personali, ma delle piccole rassegne stampa personalizzate, nelle quali persone evidentemente incapaci di esprimere opinioni proprie colleziona quelle degli altri, ritenendole più o meno aderenti alle proprie convinzioni.

  20. …ma se le velinescort candidate…

    vogliono fare causa…per la loro mancata candidatura…che se la piglino con chi, le aveva illuse alla candidatura…in cambio di personali favori.

    se è bastato inserire il loro nome….sui giornali anche del loro protettore….per farne nascere un dietrofront….non so quale sia il favore fatto al capo….ma loro una bella inchiappettata se la sono presa….facciano causa al milantatore del credito….non onorato…o sono così oche che si faranno spillare soldi, da qualche spregiudicato avvocato arrivista…e furbone di notorietà.

  21. rebyjaco

    Se un Presidente del Cosiglio (solamente Italiano deve essere) può trasformarsi nel Simbolo dei Trasgressori (al mio Paese lo chimerebbero Dei Maiali) senza che questo sia ne reato ne Disdicevole, allora anche le Puttane hanno il diritto di non essere portate in “piazza” per i LORO comportamenti, ed è LORO diritto adire alle vie legali per “calunnia” nei confronti di chi si fa meraviglia della LORO forma di guadagnarsi la vita e rende pubblica la loro identità. Perchè, gia che ci siete, non vi dirigete con gli stessi termini che usate per la “signorina D’Addario” ad alcuni Ministri? Gli Stati Uniti hanno eletto Obama ( Che meraviglia ) E NOI che abbiamo eletto questo fenomeno non meritiamo un premio?

  22. aleksandar

    Chi di zoccola ferisce di zoccola perirà: estote parati!

  23. La ringrazio per Blog intiresny

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