La veritas suprema e totalizzante: Iota unum
22/07/2009 - LA GUERRA? DIPENDE – La democrazia nella Chiesa? Ma siamo pazzi? È la sua negazione, e anche fuori della Chiesa si tratta pur sempre del sistema che non sempre le maggioranze sono persuase alla veritas. Anzi, da qualche secolo in
LA GUERRA? DIPENDE – La democrazia nella Chiesa? Ma siamo pazzi? È la sua negazione, e anche fuori della Chiesa si tratta pur sempre del sistema che non sempre le maggioranze sono persuase alla veritas. Anzi, da qualche secolo in qua, proprio da quando alle maggioranze hanno voce in capitolo, la veritas è minacciata: si contesta l’autorità apostolica che la indica come “suprema e totalizzante”, si mette in discussione il suo “principio di obbligazione” e
il suo “carattere coattivo”, e ogni cristiano segue la sua coscienza, con obbedienza alla dottrina nient’affatto perfetta. Colpa del Concilio Vaticano II? Romano Amerio cambia i termini della domanda e risponde che la colpa – il peccato – sta nell’aver tolto il primato alla veritas rispetto alla caritas. Il libro di Romano Amerio torna in libreria dopo che la prima edizione del 1985 s’era consumata di mano in mano nelle catacombe dove gli ostili allo “spirito” (o perfino alla “lettera”) del Concilio Vaticano II, e ovviamente ad ogni modernità (ivi compresi tutti i modernismi intraecclesiali del XX secolo), s’erano rifugiati già da un ventennio. Era diventato un testo sacro dei tradizionalisti, come li chiamano, come una delle più autorevoli fonti di critica al Concilio (o almeno al suo fraintendimento). Che fosse di rottura o salvasse la continuità della tradizione, che fosse il solito paradosso delle due cose insieme o una cosa nuova (almeno quanto i tempi che cercava di penetrare), che nella Chiesa provocasse crisi o, come preferisce dire Romano Amerio, delle “variazioni” di forma (e, necessariamente, di sostanza), il Concilio aveva cancellato il primato della veritas e Romano Amerio se ne doleva, affidando il doglio a quella manica di fetenti che, come le lucciole di Arthur Schopenauer, “brillano meglio delle tenebre”. Questa edizione avrà sicuramente un buon successo di vendite, cade in un particolare momento della Chiesa nel quale la stessa enciclica sociale di Benedetto XVI sembra voler riaffermare il primato della veritas sulla caritas. C’è chi vi ha sentito dentro una risonanza con Iota unum: “Senza verità, la carità scivola nel sentimentalismo. L’amore diventa un guscio vuoto, da riempire arbitrariamente. È il fatale rischio dell’amore in una cultura senza verità. Esso è preda delle emozioni e delle opinioni contingenti dei soggetti” (Caritas in veritate, 3). Che è la regola – direbbe l’Agostino di Romano Amerio – “quando qualcuno confida preferenzialmente in se stesso e prende se stesso come capo della propria vita”. Democrazia, autodeterminazione, primato della coscienza individuale… Perciò il mondo va a putane.













ammazza che danni può fare un rapporto problematico con la sessualità.
Cmq sia è curioso vedere come a 2000 anni dalla predicazine del tale gesù ormai su quello che ha detto si può tranquillamente sostenere tutto ed il contrario di tutto.
il trionfo della certezza del “diritto naturale” che ci viene sbattuto in faccia dal papa al riproporsi di qualsiasi questione etica (salvo che si tratti degli affari della vaticano spa ovviamente).
a me pare un libro scritto da Jamba
ora anche jamba è antipapalino, ma non per questo oso supporre che il dott. Malvino e Jamba siano la stessa cosa
credo che ambedue lo negherebbero con tutte le forze, così come negherebbero la loro passione per le gerarchie ecclesiastiche
“Nella mente della Chiesa, la condanna stessa dell’errore è opera di misericordia,” quindi posso andar in giro ad ammazzare tutti gli assassini ?
e quelli che fanno solo del sano sesso come Dio comanda?
che ne so, anche tutti i bambini down, o quelli nati con malformazioni varie? E chi stabilisce cosa è errore e cosa no? Davvero tutto molto pericoloso
Mi piacerebbe sapere (anche se si può immaginare) come Amerio tratta il rapporto Stato-Chiesa; ossia, il Principe deve sottomettere il capo al Papa o può, se legifera in Veritas, fare quel che gli pare – privatamente intendo, magari anche essere omosessuale?
@ Luca Massaro
Amerio trascura la questione.