Obama sotto il tiro dei media per delle dichiarazioni sugli “operai frustrati che si sfogano con le armi” riportate dall’Huffington Post. La Clinton all’attacco. Ma i negative ads non sembrano scalfire Barak. E il ticket con la moglie dell’ex presidente sembra sfumare di ora in ora.
Da quando a gennaio si è aperto il circo delle primarie democratiche americane, a Barack Obama sono stati mossi i rilievi più disparati. Troppo inesperto, troppo rockstar, troppo bugiardo, troppo vago, troppo musulmano (sic), troppo poco patriottico, troppo giovane, troppo liberal, troppo nero e chi più ne ha più ne metta. L’ultima critica è arrivata qualche giorno fa, in seguito ad alcune dichiarazioni del senatore dell’Illinois carpite da una giornalista particolare durante una cena di finanziamento. 
PUTTANA LA MAESTRA - Mayhill Fowler ha sessantuno anni e fino a pochi anni fa faceva la maestra. È nata e cresciuta nel Tennessee e quando era bambina sua madre a tavola ripeteva come un mantra: “no politics at the table”. Poi la mamma è passata a miglior vita e il suo “innate love of politics rises again”, portandola a scrivere per l’Huffington Post, popolarissimo e populistissimo blog americano. Mayhill Fowler è una grande fan di Barack Obama: lo ha seguito in diversi appuntamenti elettorali e ha già donato al senatore nero la massima cifra consentita dalla legge, duemilatrecento dollari. Lo scorso 6 aprile, Mayhill Fowler si intrufola a una cena di finanziamento a favore di Obama a San Francisco, portando con sé il suo registratore. Durante la cena, registra questa frase del senatore dell’Illinois a proposito degli operai e dei disoccupati: “And it’s not surprising then they get bitter, they cling to guns or religion or antipathy to people who aren’t like them or anti-immigrant sentiment or anti-trade sentiment as a way to explain their frustrations” che tradotto, in breve, significa: è chiaro che siano risentiti, e quindi per sfogare la loro frustrazione si aggrappino alle armi, alla religione, all’antipatia verso chi non è come loro, ai sentimenti anti-immigrati o anti-mercato. Boom. 
SINE NOBILITATE – A Hillary non è parso vero: “Elitario”, “lontano dal comune sentire popolare”, “condiscendente”, “in grado di dividere la nazione”, “completamente fuori sintonia coi lavoratori”, “snob” e via dicendo. Considerato che la provenienza di queste accuse è la bocca di una milionaria newyorkese, capirete che per Obama non è stato poi così complicato scartare di lato e rilanciare. “Le persone sono risentite perché Washington si è dimenticata di loro: qualche volta la speranza e la rabbia vanno mano nella mano”. Come avevamo fatto a non pensarci prima? A completare il salvataggio e chiudere il caso arriva l’endorsement di Bruce Springsteen, idolo dei blue collar e cantore delle gesta degli operai della classe media nei piccoli sobborghi dell’America. Siccome gli idioti non mancano mai, a Mayhill Fowler è andata peggio: i fan di Obama le hanno riempito di proteste la casella email e qualcuno l’ha addirittura minacciata di morte.
LA STRADA DALLA PENNSYLVANIA STATION - Il punto è che la partita del 22 aprile in Pennsylvania è più importante che mai. Hillary ha un solo risultato a disposizione, se vuole continuare a stare in gioco il più a lungo possibile (la nomination, ormai, è distante anni luce): stravincere. Una vittoria di misura o peggio ancora, una sconfitta, spianerebbero la strada a Obama verso le primarie del 6 maggio in North Carolina, dove il senatore dell’Illinois è accreditato di almeno quindici punti di vantaggio. Un uno-due come questo non lascerebbe scampo alla candidatura di Hillary, che ha deciso di giocarsi tutte le cartucce rimaste attaccando Obama su ogni fronte e facendo largo uso dei negative ads che le avevano portato bene in Texas (ricordate il telefono che squilla alle tre di notte?). A giudicare dall’asprezza dei colpi che si stanno scambiando i due candidati, l’ipotesi di un ticket Obama-Clinton da contrapporre a McCain alle presidenziali di novembre sembra oggi più lontana che mai.


























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La blogger mette in crisi il candidato…
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[...] Clinton, com’era nelle previsioni soprattutto dopo l’uscita infelice di Obama sui lavoratori frustrati, stravince in Pennsylvania con 10 punti di distacco. Pezzo molto interessante (e cattivissimo) [...]