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Rassegna stampadi Alessandro D'Amato (Gregorj)
pubblicato il 20 luglio 2009 alle 09:30 dallo stesso autore - torna alla home

C’è da augurarsi che Ferruccio Fazio venga rapidamente nominato ministro della Salute, così potrà smettere di agitarsi e di elaborare contingency plan di agevole attuazione, come la chiusura delle scuole, per far vedere quanto è sul pezzo“. L’ironia di Phastidio sull’ultima, clamorosa, drammatica emergenza democratica è fin troppo leggera. Soprattutto perché Fazio merita di peggio, visto che la sua nomina a responsabile del dicastero della Sanità ci priva della possibilità di vedere in quel ruolo Michela Vittoria Brambilla, la quale dovrà rassegnarsi a giocare con Italia.it fino alla fine della legislatura, per poi essere definitivamente giubilata (ma si sa, mettersi contro Dell’Utri non è igienico).

 Febbre suina, il governo è contro le multinazionali!!1!Ed ecco che quindi l’ipotesi di slittamento nella riapertura delle scuole, annunciata dal ministro della Salute in pectore con l’hobby dell’immersione e della fotografia, finisce nelle agenzie di stampa dopo una dichiarazione a SkyTg24 e viene seppellita di smentite (da quella autorevole della Gelmini agli sfottò della maggioranza di governo) poche ore dopo, con tanto di classica conferenza stampa riparatrice nella quale Fazio dice di non aver detto quello che ha detto. Più pronto di così a fare il ministro del governo Berlusconi è difficile. Rimane che l’emergenza H1N1, che a Londra blocca gli aerei in partenza, in Italia sembra più che altro adatta per le faide tra bande all’interno del governo Berlusconi. O almeno si ha proprio questa impressione leggendo l’articolo pubblicato sulla Stampa a firma Amedeo La Mattina. Comincia Roberto Calderoli, il che è tutto dire: “Rispetto ad un problema serioquale è la salute e il rischio di una possibile pandemia, il presidente Berlusconi non può consentire che da parte dell’esecutivo ci siano messaggi così discordanti. Un problema di salute non può diventare lo strumento per campagne mediatiche o peggio ancora…”.

A che si riferisce Calderoli? A precisare ci pensa Maurizio Gasparri: “Ricordate le avventate campagne allarmiste per l’emergenza aviaria, che sparì dopo l’inutile ma ingente spesa per vaccini. Mi piacerebbe sapere che fine abbiano fatto. Non vorrei che ora si facesse il bis e mi auguro che le autorità internazionali e nazionali diano i giusti avvertimenti senza alimentare psicosi“. Insomma, così ad occhio si potrebbe persino sostenere l’ipotesi che a Fazio stiano dando del “venduto alle multinazionali” quando ancora non è diventato ministro della Sanità. Il che non rappresenta una festa d’accoglienza nel vero senso della parola. Anche se qualche sospetto potrebbe anche venire, quando si leggono dichiarazioni del genere: “Entro uno o due anni dovremo progressivamente vaccinare tutta la popolazione italiana, per evitare che il virus A/H1N1 diventi un problema nazionale. La decisione non è dovuta dalla gravità delle manifestazioni cliniche del virus, ma all’estrema facilità di trasmissione. Ma il Governo italiano non si vuol fare trovare impreparato e per questo motivo stiamo facendo dei Piani di vaccinazione, d’intesa con la comunità europea, per cercare di limitare il numero di pazienti che probabilmente avremo in autunno. Non è un problema immediato ma va gestito nel tempo“. Una delle ipotesi in esame è quella di estendere la vaccinazione contro il virus A/H1N1 della nuova influenza anche ai bambini e ragazzi in eta’ scolare tra gli 8 ed i 17 anni. ”A questo proposito – ha precisato Fazio – bisognera’ pero’ vedere se i nuovi vaccini saranno dichiarati sicuri per questa fascia di eta’. In ogni caso – ha aggiunto – si tratterebbe di una misura da decidere con l’Europa”.

Ma tutta questa storia delle multinazionali comunque è totalmente infondata: Fazio infatti è uomo d’onore, e per questo, già parlando con il tono del ministro in pectore, soltanto un mese fa ha illustrato il suo primo provvedimento allo studio per rendere la sanità più efficiente in Italia: “Stiamo preparando un disegno di legge, o forse un decreto, per depenalizzare gli errori clinici”, ha annunciato a Milano durante l’Assemblea annuale di Assobiomedica. Gli errori medici – ha ricordato Fazio – In Italia sono perseguibili penalmente oltre che a amministrativamente, al contrario di molti altri Paesi europei. Il rischio clinico è penale solo da noi e in Polonia. Dovremo allinearci agli altri Stati europei“, conclude il sottosegretario, poi puntualizzando che “si tratta di un’ipotesi” e che al momento “non sono precisabili né i dettagli, né i tempi“. Come per le scuole, insomma.

(vignetta di Bucchi)

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