Chi paga per il terremoto in Emilia?

21/05/2012 - Tre giorni prima del sisma il Governo ha riformato la Protezione Civile razionalizzano l'impegno economico dello Stato e spingendo per la creazione di un'assicurazione che tuteli gli immobili privati. Ma è decisivo? Le case a rischio sismico sono sei milioni

Chi paga per il terremoto in Emilia?

Il terremoto in Emilia-Romagna ha colto di sorpresa tutta Italia. Non solo per il luogo del sisma assolutamente inusuale, non solo per la concomitanza con l’attentato di Brindisi ma soprattutto per una sinistra coincidenza legislativa che ha lasciato a dir poco basiti.

IL RIORDINO - Lo scorso 17 maggio è stato dato il via al Decreto Legge 59/2012, dedicato al riordino della Protezione Civile, ormai fiaccata dagli ultimi scandali finanziari che hanno interessato la gestione Bertolaso. Nelle ultime ore si sono inseguite migliaia di osservazioni, opinioni, giudizi nei confronti di questa norma, tacciando la “casta” di voler tutelare sé stessa tagliando ogni risorsa ed ogni appoggio alla “gente comune”.

DANNI PER MILIONI - Andiamo con ordine e ricapitoliamo gli avvenimenti delle ultime ore. Il ministro per i beni culturali Lorenzo Ornaghi, a margine di una visita al Castello Sforzesco di Milano ha definito i danni subìti dai monumenti storici nelle zone maggiormente colpite dal sisma, quindi nelle province di Modena, Ferrara e Mantova “davvero ingenti”. Secondo il Ministro “una quantificazione in euro è prematura, ma siamo nell’ordine di diverse decine di milioni di euro, anche se sarà necessaria una riunione per stilare la lista completa dei beni artistici lesi”.

PERCHE’ DEVONO ASSICURARSI? - Questo significa che stiamo parlando di cifre grosse, importanti, che non possono essere sostenute da chiunque senza un opportuno paracadute. La Gazzetta di Mantova, quotidiano di una delle zone colpite dal sisma dà molto spazio all’ipotesi “assicurazione”, lasciando la parola a Leopoldo Freyrie, presidente del Consiglio nazionale degli architetti, per il quale “larga parte degli italiani vive in zone a rischio sismico ma pochissimi sanno se la loro casa è davvero sicura o no: perché dovrebbero mettere mano al portafogli e sottoscrivere una costosa polizza assicurativa?”.

 

8 Commenti

  1. cybertty scrive:

    Il problema è che a sentirli parlare, questi signori della “casta”, sono le persone più brave del mondo… ma chi ci crede più?!?! Si è appena saputo che erano stati informati dell’imminenza di nuove calamità naturali e sono corsi ai ripari sperando di fregare il popolo in anticipo. E poi, da dove salta fuori questa polizza miracolosa da 130 €? Io non ho potuto assicurare la mia AUTO contro atti vandalici perché troppo oneroso, e adesso si scopre che per assicurare una CASA contro calamità naturali, bastano 130€???? Beato chi ci crede! Io ormai le conosco, le promesse e le “rassicurazioni” dei nostri politici: altro che “buon padre di famiglia”, questi hanno ridotto lo Stato ad un “patrigno pedofilo”!!!!!! Ma chi vogliono prendere in giro????

    • triastra*** scrive:

      ” …erano stai informati dell’imminenza di nuove calamità naturali…”?
      E da chi? Chi ha questo potere?

      • cybertty scrive:

        Si tratta di alcuni studiosi italiani che alla luce di recenti scoperte nell’ambito di un progetto statunitense, sono riusciti a mettere a punto un metodo di interpretazione di alcuni tipi di anomalie che preludono a movimenti tellurici importanti; praticamente avevano allertato le autorità sul rischio a medio termine (entro settembre), proprio per la zona in cui è successo; la notizia l’ho appresa oggi

  2. GKR scrive:

    CHE LO PAGHINO I POLITICI CON I LORO STIPENDI miliardari….SENZA TOCCARE NOI CITTADINI !!!!

  3. beorc scrive:

    Beh, quindi tutto a posto, non ci resta che ringraziare

  4. giuseppe scrive:

    perche i soldi li vogliono e basta

    io parlo come ditta che a l’ aquila no o preso un centesimo dove sono finiti i soldi dati in beneficenza raccolti con i conti correnti ?????

  5. Gianna scrive:

    Giuseppe, ho letto che il milione che era stato raccolto per l’alluvione delle Cinque Terre, non lo avevano mai ricevuto. Si sono rivolti a Telecom, la quale ha risposto che aveva provveduto da tempo a consegnarlo al ministero del Tesoro. Da lì, pare scomparso. Se mi dici che la stessa cosa è successa per l’Aquila, forse gli sciacalli stanno proprio là, non belle case devastate.

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

Ultime Notizie