I Presidenti Usa e il primo lancio nel baseball
17/07/2009 - Il suo successore Harry Truman, assente nel 1945 causa fine del conflitto mondiale, oltre che primo – e finora unico – presidente a lanciare una bomba atomica, fu anche il primo lanciatore mancino: per lui, presenze costanti in ogni suo
Il suo successore Harry Truman, assente nel 1945 causa fine del conflitto
mondiale, oltre che primo – e finora unico – presidente a lanciare una bomba atomica, fu anche il primo lanciatore mancino: per lui, presenze costanti in ogni suo anno di presidenza, compresa l’edizione del 1950, quando fu protagonista di due lanci, uno con la mano sinistra, uno con la destra. Il generale Dwight Eisenhower fu fortunato: saltò il suo primo “opening day” per giocare a golf, ma le pessime condizioni atmosferiche costrinsero gli organizzatori a rinviare la gara di baseball, permettendogli così di poter effettuare il “first pitch”. Pare che, per sua stessa ammissione, non essere stato selezionato per la formazione di baseball all’accademia di West Point fu per Ike “una delle più grandi delusioni della vita”. Il notevole lancio – una “split-finger fastball”, per gli addetti ai lavori – mostrato nel 1953 dimostrò all’America che i selezionatori dell’accademia avevano commesso un errore a escluderlo. Seguirono John Fitzgerald Kennedy – autore del primo lancio nel nuovo stadio della squadra di Washington, il D.C. Stadium – e Lyndon B. Johnson, che saltò nel 1966 (se ne ignorano i motivi) e nel 1968 per l’assassinio di Martin Luther King. Il controverso Richard Nixon apparì poche volte in occasione dell’apertura della stagione: nel 1969, all’apertura della American League. L’anno dopo arrivò in ritardo, solo al quinto inning, e fu sostituito da David Eisenhower, nipote del generale, nonché suo genero; l’anno dopo, altra assenza, colmata questa volta da un ex prigioniero di guerra. Nel 1973, Nixon fece ancora un lancio, il primo al di fuori di Washington per un presidente nell’opening day: avvenne infatti ad Anaheim, California, e fu una delle sue ultime apparizioni pubbliche. Già l’anno dopo, causa scandalo Watergate e conseguenti dimissioni, sul campo scese Gerald Ford, forse il miglior atleta ad essere mai passato dalla Casa Bianca.
LE CURVE DI CLINTON - Jimmy Carter, per molti ininfluente tanto in
ufficio quanto sul campo, non fu protagonista di lanci memorabili: di lui si ricorda la passione per il softball, più che per il baseball, e il “first pitch” di gara 1 delle World Series del 1992 tra Atlanta Braves – sua squadra, in quanto georgiano doc – e Toronto Blue Jays. Di maggiore spessore, quasi a confermare in campo sportivo quanto avvenuto in quello politico, il sorridente Ronald Reagan. Il quale, nel 1988, suo ultimo anno in ufficio, non solo lanciò due volte anziché una, ma partecipò anche alla radiocronaca dell’incontro per un inning e mezzo. Fu quindi la volta di George H. W. Bush, o Bush primo, o Bush senior, o Bush 41: da giovane studente, presso la prestigiosa università di Yale, era capitano della squadra di baseball dell’ateneo. Prima base, mancino, giocò anche nelle prime due World Series collegiali – e riuscì persino a conoscere tale Babe Ruth, prima di un incontro. Primo presidente a lanciare in un opening day non sul territorio americano (bensì in Canada, nel 1990), non mancò mai un’occasione. E tornò a mostrare la potenza del suo lancio nel 2003, nel “ceremonial first pitch” tra Pittsburgh Pirates e Cincinnati Reds. Bill Clinton fu invece il primo comandante in capo a eseguire – a Baltimora nel 1993 – il gesto dal monte di lancio: “a giudicare dalla sua presa sulla palla, sembra che, come con le stagiste, anche per il baseball, Clinton amasse le curve”, ha scritto sarcasticamente The Daily Beast.
L’ERA BUSH - George W. Bush, o Bush secondo, o Bush junior, o Bush 43, merita un discorso a parte. In qualità di fanatico di baseball, oltre che di ex proprietario di franchigia (Texas Rangers, di cui fu general manager fino all’elezione a governatore del Texas), il suo legame con il passatempo nazionale era ed è di quelli speciali. Nel suo primo anno da presidente, al Miller Park di Milwaukee, il primo lancio fu affidato a Bud Selig, commissioner della MLB, cui seguì quello di “W”, autore del secondo. Egli fu anche il primo presidente dai tempi di Nixon a lanciare nuovamente, nel
2005, a Washington; nel 2007 arrivò a metà del primo inning, consentendo così anche al suo vice Dick Cheney il suo piccolo momento di gloria sportiva. Ma, per quanto concerne George W., a rimanere impresso nella memoria degli americani non è un ricordo legato a lanci di partite di apertura. “La sua apparizione presidenziale a Gara 3 delle World Series tra Arizona Diamondbacks e New York Yankees, solo sei settimane dopo l’11 settembre aiutò a rassicurare una città – e una nazione – sotto shock”, ha scritto The Daily Beast, “Dite quello che volete su George W. Bush, ma arrivò sul monte di lancio e lanciò uno strike perfetto”.
NO, I CAN’T - Infine, Obama. Si trovava al summit del G20 in Europa, il giorno di apertura della stagione di Major League Baseball, e il vice presidente Joe Biden prese il suo posto. Ha preferito partecipare alla cerimonia pasquale della “Easter Egg Roll”, piuttosto che presenziare all’opening day della formazione di Washington. Due mancanze di rispetto nei confronti del “national pastime” inaccettabili, che lo hanno ovviamente costretto a rimediare. Così, il presidente più cool della storia, è apparso in occasione dell’All-Star Game della MLB, consueto incontro – generalmente poco seguito – tra una selezione dell’American League (sempre vincente, dal 1997 a oggi) e una della National League, svoltosi quest’anno a Saint Louis, Missouri, il 14 luglio. Un lancio (mancino) attesissimo, caratterizzato da una copertura mediatica quasi ossessiva da parte della stampa americana. Le aspettative, tuttavia, sono state un po’ tradite: la performance di Obama – indossante una divisa dei Chicago White Sox, sua squadra – è stata peggiore del previsto, con un “first pitch” che a fatica ha raggiunto il catcher, solo grazie all’aiuto di Albert Pujols. “Ha a malapena raggiunto la base”, si legge su Sports Illustrated. “Era uno strike o era un ball?” ha titolato FOX Sports, come sempre pronti a fare le pulci all’avversario democratico, questa volta anche con un sondaggio ad hoc e ipotesi di complotto (la telecamera, secondo loro, avrebbe inquadrato solo il presidente, ignorando il lancio). A stupire alcuni, ed è il caso di Carol E. Lee di The Politico, è stato, più che la performance o gli applausi del pubblico, un “sorprendente numero di fischi”. O meglio, “boo”, come si dice oltreoceano, fenomeno inspiegabile date le percentuali oceaniche di consenso obamiano. Una prestazione tanto attesa, quanto deludente, che tuttavia ha permesso anche all’attuale presidente di iscriversi all’albo di lanciatori illustri di “first pitch”. Senza nessun secondo significato politico. Anche se, ha scritto provocatoriamente Tim Graham su NewsBusters, “Chiaramente non è stato un lancio come quello di George W. Bush alle World Series di New York del 2001”.













..solo una nota: sarebbero iniziati i Mondiali di Nuoto.. si svolgono a Roma…
ma il nostro Cristiano parla sempre di sport made in USA..
E lo fa da dio, adoro leggerlo!
Visti i due lanci incriminati (Bush 2001 e Obama 2009) e devo dire che W ha un gran braccio..Obama sembrava lì giusto per..
solo una nota: quant’è bello:D
Regan?
beh anche Regan mi piaceva assai quando ero bimbetta. Tra l’altro mio nonno era uguale:D ma con gli occhi nocciola.
Obama però è più bello!
Tutto sto papello per dire che Obama è na pippa ma nun se deve da sapè?