Santanchè jr è arrivata! Una nuova dinastia per la Milano da bere

17/07/2009 - Daniela Santanchè è raggiante. Ha superato veti e antichi dissapori parlando direttamente con il Capo, e ha ottenuto quel che voleva. Non per sé, questa volta. Ma per la sua famiglia. Il clan Santanchè infatti oggi può contare su una

     
 

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Daniela Santanchè è raggiante. Ha superato veti e antichi dissapori parlando direttamente con il Capo, e ha ottenuto quel che voleva. Non per sé, questa volta. Ma per la sua famiglia. Il clan Santanchè infatti oggi può contare su una nuova giovane leva politica nella neo costituita provincia di Milano: Silvia Garnero.

La Garnero è una giovane 25enne che si presenta su Facebook come fan della Santanchè. Ma non è una semplice fan, come tutti possono esserlo di Bono Vox o della Pajata romana. E’ sua cuginetta. Non si sa ancora molto di lei, se non che ama – come la Santanchè – frequentare locali alla moda e la barca. Insomma, la terza donna di Podestà alla provincia (25% di quota rosa, meno peggio che altrove) sembrerebbe la persona perfetta per dedicarsi all’assessorato alla moda ed eventi, tassello importante per la provincia di Milano. Ma la delega all’expo – fortemente voluta dalla Santanchè stessa – dovrebbe essere il vero trampolino di lancio della giovane politica di casa Millionaire, pardon Mpi. Torinese di nascita, dove ha conseguito una laurea in architettura, si è trasferita da qualche anno a Milano dove ha frequentato un master – guarda caso – di moda. Il suo attuale datore di lavoro dove ricopre la posizione di segretaria del direttore – Quintessentially, un club privato che offre un servizio internazionale di concierge – sottolinea importanti aspetti del suo carattere: ha interesse nell’arte, nel viaggiare, nel buon cibo e nei profumi. Insomma, con degli hobby così, non si capisce come non ci sia stata bagarre per assumerla.

PERCHE’ E’ LI’ – In una incalzante intervista su un giornale ostile (Libero, e la giornalista improvvisata è la stessa Santanchè) la Garnero racconta così di sè: “ho l’onore di avere la tessera numero tre del Movimento per l’Italia (Mpi, fondato da Daniela Santanchè), sono un dirigente e ho la funzione di tesoriere”. Insomma non sono un tecnico, fa dire la navigata politica alla giovane padawan, per sottolineare come l’ostruzionismo della “corrente” AN del Pdl non sia stata in grado di fermare la candidatura. La carica di assessore era stata promessa in un primo momento a una candidata dal curriculum ineccepibile: Maristella Cipriani, architetto ma soprattutto vicina di casa di Silvio Berlusconi a Villa Certosa. Di sicuro di feste e festini ne ha visti organizzare diversi, forse però il prezzo per non parlarne era molto più alto di un semplice assessorato. Podestà – indebolito prima ancora dell’inizio del suo mandato dai veti incrociati, si è confrontato direttamente con Berlusconi, a Roma, per sciogliere i nodi. L’area forzista ha così rinunciato a un assessore (e a sacrificarsi è stato lo stesso Berlusconi), potendo così zittire quella AN, che da giorni tuonava contro la Santanchè e le sue mire, minacciando perfino l’uscita dalla giunta. Era sceso in campo perfino Ignazio La Russa contro la dissidente dello Mpi, lasciando una dichiarazione alle agenzie molto chiara quanto poi disattesa: “In Provincia non ci sarà posto per i parenti”.

LA DIFESA DI LIBERO – Il quotidiano di Vittorio Feltri ha fatto una lunga campagna elettorale a favore della Santanchina. Il suo direttore, pronto a colpire duro chiunque metta alle strette il suo datore di lavoro, ha avuto – anche questa volta – un atteggiamento molto positivo rispetto alla “punta di diamante” (cit) della giunta Podestà. Al quale riserva per la dinastia Santanchè la mirabile storia politica:

Tutto riparte dalla Provincia dove, esattamente dieci anni fa, la Santanchè muoveva i primi passi in politica come consigliere, prima degli eletti, per Alleanza Nazionale.

Galanteria? Vera ammirazione politica? Forse, o molto più semplicemente una straordinaria riconoscenza per chi raccoglie gran parte della pubblicità del suo giornale. Insomma, per un interesse di famiglia, un conflitto di interessi.

PROVINCIAMO MALE – Insomma, Podestà è riuscito a mettere in discussione la sua maggioranza prima ancora dell’inizio del mandato, ha potuto chiudere la lista degli assessori solo con l’intervento diretto di Silvio Berlusconi. Mal di pancia a destra, che male accettano la piccola Santanchè in giunta, malumori dalla Lega che nei rimpasti successivi ha visto perdere la vice presidenza. Inoltre ci sarebbe da domandarsi quale apporto potrà portare una venticinquenne con un master in corso, senza esperienza politica (se non nella militanza privilegiata nel partito di famiglia) in un campo delicatissimo che vedrà l’approvazione o il rigetto di piani da milioni di euro. Un inizio promettente.

     
 

23 Commenti

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