Daniela Santanchè è raggiante. Ha superato veti e antichi dissapori parlando direttamente con il Capo, e ha ottenuto quel che voleva. Non per sé, questa volta. Ma per la sua famiglia. Il clan Santanchè infatti oggi può contare su una nuova giovane leva politica nella neo costituita provincia di Milano: Silvia Garnero.
La Garnero è una giovane 25enne che si presenta su Facebook come fan della Santanchè. Ma non è una semplice fan, come tutti possono esserlo di Bono Vox o della Pajata romana. E’ sua cuginetta. Non si sa ancora molto di lei, se non che ama – come la Santanchè – frequentare locali alla moda e la barca. Insomma, la terza donna di Podestà alla provincia (25% di quota rosa, meno peggio che altrove) sembrerebbe la persona perfetta per dedicarsi all’assessorato alla moda ed eventi, tassello importante per la provincia di Milano. Ma la delega all’expo – fortemente voluta dalla Santanchè stessa – dovrebbe essere il vero trampolino di lancio della giovane politica di casa Millionaire, pardon Mpi. Torinese di nascita, dove ha conseguito una laurea in architettura, si è trasferita da qualche anno a Milano dove ha frequentato un master – guarda caso – di moda. Il suo attuale datore di lavoro dove ricopre la posizione di segretaria del direttore – Quintessentially, un club privato che offre un servizio internazionale di concierge – sottolinea importanti aspetti del suo carattere: ha interesse nell’arte, nel viaggiare, nel buon cibo e nei profumi. Insomma, con degli hobby così, non si capisce come non ci sia stata bagarre per assumerla.
PERCHE’ E’ LI’ – In una incalzante intervista su un giornale ostile (Libero, e la giornalista improvvisata è la stessa Santanchè) la Garnero racconta così di sè: “ho l’onore di avere la tessera numero tre del Movimento per l’Italia (Mpi, fondato da Daniela Santanchè), sono un dirigente e ho la funzione di tesoriere”. Insomma non sono un tecnico, fa dire la navigata politica alla giovane padawan, per sottolineare come l’ostruzionismo della “corrente” AN del Pdl non sia stata in grado di fermare la candidatura. La carica di assessore era stata promessa in un primo momento a una candidata dal curriculum ineccepibile: Maristella Cipriani, architetto ma soprattutto vicina di casa di Silvio Berlusconi a Villa Certosa. Di sicuro di feste e festini ne ha visti organizzare diversi, forse però il prezzo per non parlarne era molto più alto di un semplice assessorato. Podestà – indebolito prima ancora dell’inizio del suo mandato dai veti incrociati, si è confrontato direttamente con Berlusconi, a Roma, per sciogliere i nodi. L’area forzista ha così rinunciato a un assessore (e a sacrificarsi è stato lo stesso Berlusconi), potendo così zittire quella AN, che da giorni tuonava contro la Santanchè e le sue mire, minacciando perfino l’uscita dalla giunta. Era sceso in campo perfino Ignazio La Russa contro la dissidente dello Mpi, lasciando una dichiarazione alle agenzie molto chiara quanto poi disattesa: “In Provincia non ci sarà posto per i parenti”.
LA DIFESA DI LIBERO – Il quotidiano di Vittorio Feltri ha fatto una lunga campagna elettorale a favore della Santanchina. Il suo direttore, pronto a colpire duro chiunque metta alle strette il suo datore di lavoro, ha avuto – anche questa volta – un atteggiamento molto positivo rispetto alla “punta di diamante” (cit) della giunta Podestà. Al quale riserva per la dinastia Santanchè la mirabile storia politica:


razzisti.
“provinciamo male” è bellissimo come gioco di parole!
Sì, “provinciamo male” è fantastico.
Grande Stef.!
C.
a prima vista io pensavo fosse un errore XD
Il vice-direttore è prevenuto. Non nel senso di eiaculatore precoce, almeno glielo auguro.
Se io fossi Podestà farei come fece Albertini: la giunta la decido io oppure mi dimetto. Così Albertini ha guidato in modo splendido Milano per 8 anni, lo stesso non si può dire della Moratti. I racatti non sono accettabili, da parte di nessuno.
Podestà si è fatto fare la giunta a Roma, da Berlusconi (che neanche si è scomodato a salire a Milano). Era l’unico modo per dire “io non c’entro, è stato il Capo”. Quindi Podestà ha già segnato molto chiaramente una linea di condotta molto precisa. che sembra già lontana dal bene della provincia di Milano…
Ma Podestà non è Albertini, da tutti i punti di vista (la Moratti potrebbe esserlo, ma è strano che non voglia…)
Ma la Santanchè, avendo affermato che Berlusconi le donne le vede sempre solo in posizione orizzontale (sentendosi peraltro in dovere di specificare che però lei a lui non gliela dà), avrà accompagnato il pressing sul premier con un convincente book di foto della cuginetta?
Ho come l’impressione che la Santanchè per un po’ di tempo, non dirà nulla che possa imbarazzare o mettere in difficoltà il suo benefattore…
Ma insomma quando finirà tutto questo schifo??? Quando smetteranno di assumersi fra di loro in famiglia???
L’Italia è un paese di scemi e pecoroni. Se ha lo schifo che ha è perché i suoi cittadini non hanno voluto avere di meglio.
@Johnny
Concordo pienamente. Ognuno ha i rappresentanti che merita.
ma insomma, tutti sempre lì a frignare che è una politica fatta da soli vecchi e appena mettono in giunta (o in lista o dove vi pare)una sgallettata o una velina tutti subito a pensare male.
una volta tanto che si fa largggo ai gggiovani!! poi se i ggggiovani sono gggiovanesse gnocche benvenga!!
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Che storia inconsueta, sopratutto in Italia…largo ai giovani, soprattutto a quelli più “giovani” degli altri.
>> la terza donna di Podestà alla provincia (25% di quota rosa, meno peggio che altrove)
ok, ma ‘quota rosa’ di per sé non vuol dire niente… se le quote rosa sono queste, e scelte cosí…
comunque ora la santanchina delve rifarsi almeno il 45% della superficie corporea, per stare al passo.
Ma non vi accorgete che vi state dando la zappa sui piedi? l’intero centrosinistra italiano è governato da figli, dei figli, dei figli, di politici di lungo corso e funzionari di partito, con le poltrone parlamentari comprese nella successione ereditaria.
Qualsiasi informazione che puoi avere sull’argomento, puoi mandarla a giornalettismo, visto che saremo ben lieti di pubblicare. Perchè quel che si denuncia qui è uno svilimento del ruolo della politica dda parte della classe dirigente italiana.
Giornalettismo non ha zappe, nè falci. Santanchina o – se mai ci fosse – una D’Alemetta non facciamo differenze. Forse leggendo il sito nella sua complessità potresti indovinarlo da te.
Podestà è un dipendente di Berlusconi. (se lo chiedete a Lui confermerà (col cavolo) ). La Santanchè, è quell’amica del cuore di Veronica che affermò che Veronica, aveva un “” uomo “” o “compagno” o “amante”, insomma, ha pagato per far crescere la cugina.(visto che la farfalla Berlusconi non la voleva). Che altro si può dire, Feltri è come un “apologista di silvio il psicopatico ” (tutto minuscolo come lui.)Silvio è, a spiegarlo è il dott. Hugo Marietàn Psichiatra, secondo il quale, la Psicopatia non è una malattia ma una “personalità particolare”, dicevamo: Silvio è il “classico” politico Psicopatico con manie egocentriche e nell’insieme, rappresenta il politico Psicopatico perfetto per uno studio approfondito sulla Psicopatia nella politica. Il resto viene da solo.
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