PD, le primarie delle divisioni

16/07/2009 - Franceschini, Bersani e i fronti che li sostengono: due accozzaglie “divise su tutto” che giocano con il destino di un partito in crisi Uno dice: mesi e mesi di litigate e polemiche, finalmente al congresso ci chiariremo. Oh, ci voleva.

     
 

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Franceschini, Bersani e i fronti che li sostengono: due accozzaglie “divise su tutto” che giocano con il destino di un partito in crisi

Uno dice: mesi e mesi di litigate e polemiche, finalmente al congresso ci chiariremo. Oh, ci voleva. Ne abbiamo bisogno. Discuteremo, ci divideremo, parleremo di idee e di politica. Il nostro è un partito plurale, grande, sfaccettato, è normale che ci siano sensibilità diverse: il congresso è proprio il momento per confrontarsi e scegliere in modo democratico quale strada intraprendere per i prossimi anni. Lo faremo, lo faremo anche perché questa volta non sono tutti compatti su un solo candidato ma ne abbiamo due, Bersani e Franceschini, più un terzo incomodo di un certo peso come Marino. Insomma, stavolta si parla di politica, ci si divide sui temi. Dite? A guardare i frastagliati schieramenti di Bersani e Franceschini, purtroppo, si direbbe il contrario.

BERSANI E’ CONFUSO - Partiamo dall’armata brancaleone che sostiene Pierluigi Bersani e prendiamo in esame un po’ di argomenti delicati: quelli su cui ci si è ferocemente divisi negli ultimi mesi e sui quali gli iscritti del Pd chiedono chiarezza. Le primarie? Rosy Bindi pensa che le primarie “devono essere utilizzate ad ogni livello per selezionare in modo trasparente la classe dirigente del partito regionale e nazionale”, Massimo D’Alema ha detto che fare le primarie per eleggere il segretario nazionale è “una cosa assurda” e che “a scegliere il proprio segretario devono essere gli iscritti”. La laicità dello Stato? Enrico Letta avrebbe votato sì al decreto “salva Eluana”, Barbara Pollastrini fu l’unica addirittura a non astenersi e votare no al voto sul conflitto di attribuzione del caso Englaro. Le riforme istituzionali? La stessa Bindi chiede una legge “rigorosamente maggioritaria”, D’Alema è un noto sostenitore del modello tedesco, proporzionale. L’età pensionabile? Francesco Boccia è per “alzarla, immediatamente”, la fetta di Cgil che appoggia Bersani invece è pronta a fare le barricate. Stanno tutti con Bersani. E si potrebbe continuare.

FRANCESCHINI STA PEGGIO - Franceschini e i suoi non se la passano meglio. Immigrazione? L’attuale segretario pensa che i respingimenti siano una cosa “disgustosa”, Rutelli pensa che siano “giusti” e si vanta del fatto che li ha inventati il centrosinistra. Diritto del lavoro? Pietro Ichino è per il contratto unico, Paolo Nerozzi – dai giornali definito “l’anti-Ichino” – dice di essere “irremovibile”. E le primarie? Walter Veltroni pensa siano essenziali, Franco Marini in direzione nazionale avrebbe detto di preferire che il segretario venga scelto da un comitato. Lo stesso Marini, poi, pensa che lo statuto del Pd sia “da rifare da cima a fondo”; lo stesso statuto esteso da Salvatore Vassallo, altro franceschiniano, difende con passione. Sulla laicità, impossibile non ricordarsi del discorso che rese celebre Debora Serracchiani e dei suoi affondi sul testamento biologico e sulla sostituzione di Ignazio Marino con Dorina Bianchi. Voilà: oggi Serracchiani è dalla stessa parte di Dorina Bianchi, Paola Binetti e Giuseppe Fioroni, che avrebbero votato sì al decreto salva Eluana. Per non parlare di Cesare Damiano, Luigi Nicolais e Raffaele Bonanni: quando il centrosinistra governava se le davano di santa ragione, oggi sono tutti e tre con Franceschini, così come gli altri di cui sopra.

TUTTI INSIEME APPASSIONATAMENTE – Insomma, niente di nuovo sotto il sole. Chiunque tra Franceschini e Bersani dovesse arrivare alla segreteria del partito, questo non ne uscirebbe affatto con una linea più chiara o più netta di quella avuta finora, né con una maggiore capacità di prendere decisioni ed evitare polemiche interne, meno che mai riguardo le questioni che lo hanno lacerato. Questo perché anche stavolta, come da vent’anni a questa parte, la classe dirigente del centrosinistra non ha scelto da che parte stare in nome delle idee, della politica, dei tanto evocati contenuti, bensì sulla base delle ruggini personali, delle vecchie alleanze, delle ambizioni e delle spartizioni. Stanno con Bersani tutti i nemici giurati di Veltroni, a cominciare dai diversissimi Rosy Bindi ed Enrico Letta, con quest’ultimo che spera di essere il candidato premier ideale nella futura alleanza con l’Udc. Stanno con Franceschini i popolari e i veltroniani – alleati da tempo per reciproca convenienza, con poche cose in comune – più la Serracchiani, Sassoli e Cofferati, in nome della fiducia accordata loro dal segretario in occasione delle elezioni europee. Ogni schieramento ripropone al suo interno uno spettro infinito e sfaccettato di posizioni molto eterogenee, ove non addirittura contradditorie, che inevitabilmente non potranno che generare altri compromessi infiniti e al ribasso, altre corse ai distinguo e tentativi di logorare l’avversario, altri ricorsi a formule astruse come quelle sulla “posizione prevalente”. Sia Franceschini che Bersani si propongono di innovare il partito, di cambiarlo, di rivoltarlo come un calzino. Lo sappiamo: i bei discorsi gli son sempre venuti bene. Dietro le parole, però, sembra ci sia la solita sbobba.

     
 

5 Commenti

  1. Pingback: Francesco Costa » Non ci caschiamo più

  2. Tetsuo scrive:

    Della serie “comunque vada sarà un INSUCCESSO” :D

    Tra i tre non me ne piace uno al 100%, ma sicuramente quello che mi piace meno è Franceschini… Bersani non è malaccio, ma già che è appoggiato da D’Alema mi viene ribrezzo… Marino è buono, ma è limitato nei contenuti e dopo l’uscita sullo stupratore mi è calato parecchio.

    Prevedo altri anni di insuccessi e divisioni interne

  3. ATTILA scrive:

    quando in una organizzazione non esiste l’ uomo forte che con minacce o promesse riesce a coagulare attorno a lui le maggioranze, allora si nomina a capo partito il semi fesso

    questi deve essere fesso almeno quel tanto per non approfittare della posizione per modificare gli equilibri esistenti

    ma, allo stesso tempo non deve essere tanto fesso da illudersi di modificare situazioni precostituite

    nasce il pericolo del partito senza testa….ma quando le teste non sono buone meglio farne a meno

    il problema è che le opposizioni le teste ce le anno,,,,e che capocce

    sarebbe molto bello ed indolore che nè gli uni, nè gli altri avessero capocce di riferimento

  4. grano scrive:

    Finché lo scontro si fa sui nomi in quanto tali (e sulle alleanze tra nomi) indipendentemente dalle linee politiche anziché anzitutto sulle linee politiche non se ne esce. Io sarò un illuso, ma continuo a sperare che entro breve ogni mozione presenti una sua proposta di linea, che sarà di conseguenza quella ufficiale, e che al congresso queste proposte vengano messe a confronto.
    Detto questo, in qualsiasi aggregato di persone l’unanimismo su tutto è utopico e qualche coppia di soggetti che la pensano diversamente su singole questioni si trova sempre. Delle tre mozioni ognuno dovrà scegliere quella in cui si riconosce di più, non quella in cui si riconosce interamente.

  5. rebyjaco scrive:

    Sono anni, oramai, che coloro che dovremmo votare il PD. diciamo queste cose. Bersani—–Franceschini, (avrei preferito di gran lunga Chiamparino), probabilmente due brave persone, l’impressione che ne ho ricavata è quella,,,,,ma quello che hanno dietro, fa schifo. Sempre gli stessi, sempre coloro che hanno “” condotto “” (si dice così per significare DISTRUTTO ?) il partito a questa situazione. Ho ascoltato le dichiarazioni della Finocchiaro in merito a ciò che ha detto Di Pietro al Presidente, Penosa, Qualunquista, Banale, Squallida. Difende i propri privilegi di onorevole. Ma dove sono le istituzioni??? Sono Istituzioni quelle che fanno capo a Politici che si fanno pagare per concedere appalti a ditte che costruiscono con acqua e sabbia? Che Governano Regioni con l’appoggio delle varie mafie? (sarebbe interminabile l’elenco) a proposito: vada a difendere le Istituzioni a Lonate Pozzolo (Pcia. di Varese). E Lei, è probabilmente una delle menopeggio.

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