Cultura

Prontuario per ggiovani scrittori in erba – 2

15 luglio 2009

Vuoi veramente fare lo scrittore? E che mestiere è? Ti sembra una cosa seria? Ma se proprio insisti questo articolo ti insegna come fare e soprattutto cosa non fare.

Visto il successo strabordante dell’ultimo post ho deciso di fare un sequel. Non è come Rocky 2 rispetto a Rocky 1 ma più che altro come Clerks 2 rispetto a Clerks 1 (chi ha orecchie per intendere intenda). In altri termini non ho tempo di scrivere l’articolo per domani e per evitare che Alessandro D’Amato mi picchi ho riesumato le B-Sides dell’articolo scorso. La settimana prossima, a grande richiesta, sarà disponibile anche il Live in versione acustica.

Seguono alcuni punti fondamentali per ogni giovane scrittore sotto crack, o nella versione light, in erba.

  • La dedica è ok, ma dovrebbe essere succinta. Se avete duemila persone a cui dedicare il libro è probabile che dobbiate rivedere la vostra morale sessuale.
  • No assoluto ai capitoli finali quali “conclusioni” o “postfazione” in cui illustrate al lettore cosa ha significato per voi scrivere questo libro, la morale della storia e i vostri preziosi insegnamenti di vita. Non rilasciate interviste se nessuno ve le chiede, vi farà sembrare autistici.
  • Il titolo dei libri, salvo rarissime e oculate eccezioni, non dovrebbe contenere punti interrogativi, punti esclamativi, domande retoriche o riflessioni ad alta voce sull’universo. Ultimamente ho corretto libri con titoli quali: “Alpha Centauri. Ma è veramente andata così? Oppure no? Chi può dirlo? Eh? Eh? Staremo a vedere!”. Il titolo deve essere breve e incisivo. Provate a dare una scorsa alla vostra biblioteca, anche solo ai dorsi. Il nome della rosa. Punto. Non: “Chi è il misterioso frate assassino? Sarà il vecchio Jorge? La soluzione all’interno!”
  • Al massimo due frasi distinte possono essere unite da una virgola, non di più. A meno che non vogliate rappresentare lo stato d’animo di un tossicodipendente da anfetamine affetto dalla sindrome di Tourette evitate di scrivere cose come: “Egli entro nel bar, ordinò un cappuccino, si sedette sulla sedia, si alzò, salutò il barista, entrò in macchina, mise in moto, sfrecciò via, ad nauseam”.
  • Ogni tanto mettete un cazzo di punto! Se siete capaci solo di brevi proposizioni contenenti soggetto-predicato-verbo non è che accostarle l’una all’altra vi renderà Proust.
  • Sappiate che i redattori rideranno di voi e spesso terranno banco alle feste citando le vostre oscenità.
  • Non fate dire ai vostri personaggi cose che non direste voi stessi. Verbi come occultare, spengere, lagrime denunciano più di ogni altra cosa la vostra intrinseca quinta elementare (mentale o fattuale).
  • Non fate dire ai vostri personaggi cose che direste voi stessi. Scegliete un registro medio, né troppo alto né troppo basso. Non usate parola come spifferare per fare i giovani, o locuzioni come spacchiamogli la faccia per fare i gangsta. Avete quantarant’anni per gamba e un mutuo da pagare. Act your age!
  • Se utilizzate una frase fatta, o sciatta, non ripetetela tale e quale dopo due pagine. Entrano in testa come canzoncine pop e danno il voltastomaco come i quattro accordi iniziali di Smells Like Teen Spirit. Non c’è nessuna necessità di scrivere: “Le uscirono gli occhi fuori dalle orbite”. Scrivete piuttosto “Ne fu molto sorpresa”.
  • Evitate di inventare parole. Non c’è nessun bisogno di scrivere “Brrr… che freddo” o “Ohhh, incredibile”. Avete mai trovato un “Ahahahah” in un libro di Umberto Eco?
  • C’è numero limitato di “Ehy” che si può scrivere in un romanzo senza urtare la sensibilità di un essere umano.
  • Se vivete vite banali e pensate cose banali credetemi. Scriverete cose banali.
  • La vostra vita non migliorerà significativamente se scriverete un libro.
  • Il 95% dei libri che arrivano nelle case editrici vengono cestinati, banalmente, perché non sono scritti in italiano. Se non siete italiani andate su wikipedia e cercate uno stato che faccia al caso vostro. Magari siete della Tanzania, vai a sapere.
  • Ci sono verbi che richiedono un certo complemento e complementi che richiedono un certo verbo. C’è un numero di cose limitate che si può fare con ogni oggetto e un numero limitato di oggetti che possono avere a che fare con una certa azione.
  • Usate il rasoio di Ochkam con i personaggi. Se introducete dieci personaggi, dovete avere almeno dieci funzioni da far loro svolgere nell’economia del romanzo, dieci psicologie diverse, dieci storie. Dal momento che verosimilmente non le avete limitate il numero di personaggi a due, tre, massimo quattro. Altrimenti sembreranno figurine di cartone, caratterizzate solo da un nome, che di solito è Dick.

40 commenti a Prontuario per ggiovani scrittori in erba – 2

  1. topinamburs

    Io non ti amo e non voglio sposarti, però mi fai veramente ridere. :D

  2. luigi

    io non ti amo e non voglio sposarti e non mi fai veramente ridere, però hai una bella camicia.
    (vediamo se qualcuno continua il gioco)

  3. Konx

    A parte il passaggio sui Nirvana per cui ti ho odiato (ma in maniera amichevole) per il resto complimenti, come al solito :P

    ciao ciao

    Konx.

  4. Lisa72

    Che cavolo… è la seconda volta che sveglio i mostriciattoli dal riposino pomeridiano a forza di ridere ai tuoi articoli… devo cambiare orario di lettura! ;D

    Un saluto, Lisa

    ps: sto pensando di inviarti un libro da recensire… ;DDD

  5. luigi

    konx e lisa: bravi, bravi. Mi avete proprio deluso.

  6. Lisa72

    @Luigi: il mio commento l’ho scritto senza aver fatto il reload dopo aver letto l’articolo e quindi non potevo sapere del gioco… :( Provo a rimediare:

    io non ti amo, non voglio sposarti, non mi fai veramente ridere (non è vero!!!) e non credo tu abbia una bella camicia però la tua pettinatura è veramente unica…. (così va bene?? ;D )

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  8. dinophis

    Clerks 2 non esiste. E ucciderò chi sostiene il contrario.
    Comunque la prima parte mi ha fatto più ridere, questa invece più scrivere.
    E odio vertigoz perchè si può firmare col nick.
    Non è che Nicotri mi vuole sposare?

  9. io non ti amo, non voglio sposarti, non mi fai veramente ridere (non è vero!!!) e non credo tu abbia una bella camicia, la tua pettinatura non è per niente unica, ma la tua ciccia è inconfondibile… ;)

  10. chiara

    mi duole tantissimo dirlo, ma c’è un refuso nel penultimo punto. qualcuno provveda o spacco tutto.
    Lo dico prima che arrivi giamba che poi non ci capisco più niente e scoppia il solito delirio.
    con affetto,
    chiara

  11. gloria

    l’unica cosa che sbagli è il dare per scontato che noi si conosca l’Eco (di)Umberto:)
    (ma quanto sei bravo?)

  12. ...

    io non ti amo e non voglio sposarti e non mi fai veramente ridere e sicuramente non hai una bella camicia, MA mi manchi.

  13. > MA mi manchi.

    parliamone.

    (eh?)

    mi fa piacere che l’articolo vi sia piaciuto. il vostro piacere è il mio piacere. etc. etc.

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  15. Vale

    Divertentissimo! Ma davvero la gente scrive cose simili? Per che casa editrice lavori? Pura curiosità!

  16. vertigoz

    collabora saltuariamente per una casa editrice a pagamento. e ho molti amici che lavorano nell’ambito.

  17. Ludovica

    “Verbi come occultare, spengere, lagrime denunciano più di ogni altra cosa la vostra intrinseca quinta elementare (mentale o fattuale).”

    Io dico/scrivo sempre “spengere”. Ecco.
    E per questo non ti amo, non ti voglio sposare, non mi manchi, non so che camicie indossi.
    Voglio un chupachups consolatorio.

  18. no tu! Lui.

    Io? Credevo che ti fossi ormai dimenticata di me… :D

  19. Pingback: Placida Signora » Blog Archive » Placide Segnalazio’

  20. sofia

    “Non siate autoironici, c’è già abbastanza gente nel mondo che ride di voi.”
    AHAHAHAHAHAHAH SPETTACOLO!

    Aggiungo solo che non credo si possa pensare gran che bene di Umberto Eco, non come scrittore almeno.

  21. sofia

    Fastidiosamente prolisso, totalmente incapace d’esser diretto, privo di qualsivoglia capacità di sintesi. Uno che mi ha sempre dato l’idea di “essersi arrangiato”.
    Insomma, Umberto Eco sta alla letteratura come Rossella Sensi sta alla Roma. Tanto impegno e nessun talento.

  22. vertigoz

    io tutto questo impegno di rossella sensi mica lo vedo ;-)

  23. “No, ai vostri figli, amici e colleghi, il vostro thriller fantapolitico ambientato ad Atlantide non interessa, checché ne dicano sotto tortura”.

    Uhm, ok… ormai c’ero (quasi) arrivato anche da me. Comunque chiarirei che non è ridicolo scrivere di fantascienza in sé, ma che semplicemente nessun editore pubblica più fantascienza.

    Simone

  24. Pingback: diggita.it

  25. Complimenti per i due articoli, tra il serio ed il faceto ho letto con interesse. Ed è difficile catturarmi, purtroppo o per fortuna, sono un’esigente e rendere partecipe tutti i miei sensi nella lettura è bello anche se raro.
    Io scrivo, non per velleità artistiche, ma sai che dopo averti letto un brivido di sana vanità mi ha presa?
    La mia paura è se non decidesse di mollarmi!
    Una buona domenica.
    Firmato
    Una Musa che non ispira ma che cerca ispirazione.
    E cosa sia l’ispirazione, non so.

  26. Sai cos’è l’ispirazione Calliope?
    E’ descrivere l’emozione di un istante, è un fatto emozionale, è l’esplorazione ardimentosa degli abissi dell’anima!

  27. Si Lucia, perfettamente coerente ciò che dici con quel senso di standard che mi pervade, come se cogliere l’attimo fosse la cosa più semplice da attuare per me.
    Non dirmi immodesta, sono umile, ma è meraviglioso il senso di insoddisfazione nel non sapere e nel continuare a cercare.
    L’ispirazione è per me qualcosa di inspiegabile, che tutti abbiamo, in qualsiasi campo della nostra vita, è attuarla che è difficile e non mi riferisco solo ai poeti o agli scrittori.
    L’ispirazione è quasi una sorta di tragitto inconscio che ci conduce verso il nostro destino con l’illusoria supponenza di avere agito con libero arbitrio, che in parte c’è.
    Ad esempio, fare un lavoro con piacere e dedizione, è molto più ispirativo che fare un lavoro per dovere e ciò influenza come in una reazione a catena il nostro esistere, anzi il nostro vivere.

    Scusami Lucia, spero di essermi espressa con chiarezza su quel che l’ispirazione è e non è per me, molto Oltre e molto Altro c’è, di sicuro.

    Grazie per avermi permesso di dialogare con te.

  28. Figurati Calliope, sei stata molto chiara! :)
    Solo un punto, hai scritto:
    “Ad esempio, fare un lavoro con piacere e dedizione, è molto più ispirativo che fare un lavoro per dovere e ciò influenza come in una reazione a catena il nostro esistere, anzi il nostro vivere.”

    Forse confondi la passione, la dedizione nello svolgere un lavoro con l’ispirazione. L’ispirazione è sempre “artistica” “creativa” e “istintiva” che sfocia spesso in una corposa produzione letteraria, poetica, etc,…mentre dedicarsi con passione ad un lavoro può rendere le giornate serene e soddisfatte, ma non c’è nessuna predisposizione naturale!

  29. Buongiorno Lucia.
    Non mi hai dato della matta per la mia affermazione :)
    O sei una persona educata o non ti ho ispirato simile pensiero.
    (Naturalmente è la prima eh!)

    Quindi secondo te l’ispirazione è una predisposizione naturale.
    Secondo me no :) perchè la considero un dono per tutti, è l’uso che se ne fa che è diverso.
    Anima nobile trae giovamento e bene dall’ispirazione e la traduce in Bellezza.
    Come avrai notato l’ispirazione è per me ad ampio spettro d’azione.
    Per me ispirazione ed aspirazione sono sorelle gemelle :)
    Esempio: avevo la conscia aspirazione di non fumare più e solo dopo un film ed una mia esperienza onirica ho ricevuto l’input, l’ispirazione a non farlo più, a concretizzare l’aspirazione.
    Leggere e scrivere l’ho sempre fatto con passione fin da piccola,
    ammiravo ed invidiavo i grandi poeti scrittori ma sbagliavo, l’invidia non porta mai nulla di buono e quindi è rimasta solo l’ammirazione con l’aggiunta dello spirito di emulazione verso anime eccelse in un viaggio dentro me.
    Chissà, forse questa mia delizia nel leggere e nello scrivere (taccuini e blog, altrui e personale) non potrebbe forse essere l’aspirazione in-conscia di qualcos’altro, tipo un libro?
    Devo fare la Miss Marple della situazione e l’indagata sono io :)

    Ciao Lucia e grazie.
    Ti auguro un buon inizio settimana.

    Ps: Spero che vertigoz accetti questi nostri scambi nel suo post.
    In pratica lo stiamo quasi monopolizzando ahhaahahah :)

  30. Vale

    Vertigoz scusa, noto che il link al tuo sito personale non è valido. Come si fa per contattarti? Vorrei proporti un post su un blog…

  31. Taksya

    “Sappiate che i redattori rideranno di voi e spesso terranno banco alle feste citando le vostre oscenità.”

    Lo negherò non appena l’avrò scritto… ma quanto è vero e quanto è liberatorio!

    Ho raggiunto i due articoli sui “giovani in erba” (ma erba di scarsa qualità) grazie ad un blog… sono due giorni che sto ridendo.

    Grazie!

  32. Lies

    Almeno fidanziamoci.

  33. Lies

    Posso? Evitare tassativamente di mettere più di una volta i due punti (:) nella stessa frase.

  34. Silvia

    Ho da ridire su Smells Like Teen Spirit! Non dico che sia una delle canzoni migliori dei Nirvana, ma è comunque bellissima!
    Per quanto riguarda il resto, c’è sempre qualcuno che commette almeno un errore nelle sue storie, ma dubito seriamente che un racconto costellato da imperfezioni sia spedito dall’autore ad un casa editrice! Esistono i siti di fanfiction per questo.
    In ogni caso, ritengo che i tuoi articoli siano utili :)

  35. Azz…devo gia rivedere un pò di cose nel mio scritto che VOGLIO pubblicare…Grazie per i consigli…!
    Ps: I calzinoi nn si indossano!

  36. gianni tirelli

    IL MALE AL POTERE

    I nuovi baroni dell’ultra liberismo al potere, legati a doppio nodo con le alte gerarchie ecclesiastiche, hanno fatto della menzogna, del servilismo, illegalità e populismo, il loro stile di vita.
    Sono i cattolici divorziati e xenofobi; imprenditori senza scrupoli e prelati pedofili.
    Sono gli stessi poi, che demonizzano la morte e sbandierano il diritto alla vita, macabro vessillo teso ad esorcizzare la paura di una esistenza vuota e priva di alcun contenuto che, nella promessa di immortalità, elude ogni più remoto barlume di consapevolezza, di volontà e di verità. Sono quelli che in forma di proseliti promettono la vita eterna fra le braccia del creatore ed esaltano la sofferenza catartica di questa miserabile vita terrena e della sua provvisorietà – sono i ricchi gerarchi del clero pagano e idolatra che, nel sempre più rari interventi rubati all’ozio e ad una vanità femminea, gridano a gran voce “beati gli ultimi, che loro sarà il regno dei cieli”. Sono quelli che esaltano il primato dello spirito, per poi accanirsi su corpi inermi (cavie umane) con le macchine assemblate da satana, e prolungare così all’infinito una tortura lacerante in un esaltato accanimento, sperimentale, degno del più spietato aguzzino nazista. Sono quelli che non accettano la sconfitta di una scienza effimera e miope, che ha anteposto il profitto e il potere, al buon senso, alla carità cristiana e al principio etico. Sono loro le anime infernali di questo secolo, loro, terrorizzate dal più ineludibile atto di giustizia: la morte.

    Gianni Tirelli

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