“Nessuna mia parola potrebbe descrivere il dolore”
18/04/2008 - Ratzinger va in Usa e chiede scusa per i preti pedofili. E le vittime degli abusi manifestano contro di lui. L’udienza che gli chiedono viene prima rifiutata e poi concessa. Ma i giornali italiani nemmeno se ne accorgono. Corre l’anno
Ratzinger va in Usa e chiede scusa per i preti pedofili. E le vittime degli abusi manifestano contro di lui. L’udienza che gli chiedono viene prima rifiutata e poi concessa. Ma i giornali italiani nemmeno se ne accorgono.
Corre l’anno 2005 quando Peter Keisler, allora Ministro della Giustizia nel Governo Bush, blocca un procedimento giudiziario contro Joseph Ratzinger, accusato dalla Corte Distrettuale della Contea di Harris in Texas di aver coperto abusi sessuali su minori. Il Vaticano preme su George Bush per chiedere l’immunità come Capo di Stato anche se all’epoca del reato l’odierno Papa era solo cardinale. L’accusa riguarda il fatto che quando Joseph Ratzinger era ancora Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede spedì una lettera ai vescovi del mondo (De delicti gravioribus), datata 18 Maggio del 2001, nella quale si disciplinava la condotta dei chierici nei casi di pedofilia. Nella lettera viene menzionata come istruzione ancora in vigore la Crimen sollicitationis, nella quale è esplicitamente ordinato di coprire e tenere segreti i casi di pedofilia dei chierici e di riferirli direttamente alla Santa Sede bypassando le legislature degli stati dove sono avvenuti i crimini. L’imputazione per Ratzinger era “ostruzione della giustizia”.
UNA STORIA COME TANTE – Della vicenda la BBC fece un video “scandalo”: Sex crimes and Vatican. Nello stesso anno in cui la lettera viene spedita in tutto il mondo (2001) Ratzinger in una intervista su Zenit dice: “Nella Chiesa, anche i preti sono peccatori. Ma io sono personalmente convinto che la costante presenza sulla stampa dei peccati dei preti cattolici, specialmente negli Stati Uniti, è una campagna pianificata, perché la percentuale di questi crimini tra i preti non è più alta che in qualsiasi altra categoria, e forse perfino più bassa.” E poi, denunciando un complotto mediatico ai danni della Chiesa, aggiunge: “Negli Stati Uniti, ci sono continue notizie su questa faccenda, ma meno dell’1% dei preti sono colpevoli
degli atti di questo tipo. La presenza costante di queste notizie non corrisponde all’obiettività dell’informazione o all’obiettività statistica dei fatti. Oltretutto, una persona potrebbe arrivare alla conlusione che è intenzionale, manipolata, che è desiderio di discreditare la Chiesa. E’ una logica e ben fondata conclusione.”
OGNI TANTO SI CAMBIA… – Si vede che Ratzinger ha cambiato idea, perché oggi atterrato negli USA si è sentito in dovere di pronunciare parole di sconforto (non scuse come i giornali hanno riferito!) per lo scandalo dei preti pedofili; tra l’altro, se davvero questi fossero solo l’1% della Chiesa, o addirittura meno, e se davvero ci fosse un complotto ai danni della Chiesa, non si capisce per quale motivo un Papa dovrebbe accennarne in un discorso ufficiale.
“Nessuna mia parola potrebbe descrivere il dolore e il danno arrecati da tali abusi. E’ importante che a quanti hanno sofferto sia riservata un’amorevole attenzione pastorale“.
Amorevole attenzione pastorale: In America le vittime e i loro parenti la chiamerebbero giustizia e denaro per gli abusi. E proprio loro non sembrano per nulla “placate” dalla dichiarazione di Benedetto XVI, come dice il New York Times: “He talks about feeling shame for the scandal but it’s a far cry from the shame that victims have had to live with our entire lives”, dice una delle vittime. Che, all’arrivo di Ratzinger all’aeroporto hanno srotolato uno striscione della lunghezza di otto piedi con le foto di 60 bambini molestati dai preti (15 di essi si sono successivamente suicidati). Peter Isley, uno dei membri del Survivors Network of Those Abused by Priests, ha chiesto di essere ricevuto dal Papa durante la visita, ma è stato rifiutato: avrebbe voluto chiedergli l’impegno a cambiare la legge canonica per rimuovere ogni prete che ha abusato di un bambino in ogni parte del mondo, e a sanzionare ogni vescovo che copre un prete pedofilo. Poi, finalmente, dopo le pressioni della stampa Usa (che evidentemente da quelle parti conta qualcosa), l’udienza è stata concessa. Le agenzie dicono che “il Papa li ha assicurati della sua preghiera per le loro intenzioni, per le loro famiglie e per tutte le vittime di abuso sessuale”. Preghiere e nient’altro.
TRAGICOMICO, COMITRAGICO – Se non fosse tragica, la situazione farebbe ridere: un imputato, che solo grazie all’immunità concessa in via speciale da Bush non viene processato, appena atterrato sul suolo americano viene accolto in pompa magna da quello stesso Stato che l’aveva citato in giudizio, e pronuncia parole di sconforto per le vittime degli abusi. E tutta questa paradossale vicenda non è minimamente riportata dai giornali e dai media italiani e anzi sembra che ormai il Papa avendo espresso dolore per le vittime abbia risolto tutta la vicenda: migliaia di bambini violentati, migliaia di chierici processati ed altri liberi sotto protezione vaticana, diocesi chiuse per fallimento per non far fronte alle spese legali, e tutto si risolve con un “nessuna mia parola potrebbe descrivere il dolore.” Tra l’altro, l’imputazione di “ostruzione della giustizia” era ancora in vigore quando la scarpetta rossa firmata Prada è scesa dall’aereo della Santa Sede ieri.
[Ha collaborato: Stefano Morciano (Aioros)]













va bene, fabristol, forse ho sbagliato l’esempio, ma la cosa sarebbe uguale anche nel caso che un commesso dell’IKEA di Milano fosse *accusato* di aver palpato il culo a una cliente (o anche di averla stuprata, perché no?).
la direttiva dice semplicemente che il direttore del negozio non deve lasciare a casa o licenziare (sospendere a divinis o scomunicare) il dipendente accusato, ma deve informare la sede centrale del fatto prima di prendere iniziative, e possibilmente non dare troppa pubblicità alla cosa con gli altri dipendenti e con i suoi colleghi degli altri negozi in Italia, altrimenti il licenziamento lo rischia lui.
la piena collaborazione con l’autorità giudiziaria è data per scontata, in quanto i commessi dell’IKEA di Milano sono soggetti alle leggi italiane tanto quanto i preti.
e però la magistratura non può deciderne il trasferimento, l’allontanamento dal posto di lavoro o il licenziamento, scavalcando il datore di lavoro. così è più chiaro?
tutta la norma (e non è l’unica) non c’entra assolutamente coll’ingerenza nel diritto civile e penale dei singoli stati, ma semplicemente con le procedure per mezzo delle quali la curia può decidere della sospensione del prete, della sua scomunica o dell’espulsione dall’ordine sacerdotale, tre sanzioni che soltanto il Vaticano può comminare, e sulle cui modalità è l’unica autorità.
curiosamente invece non ho mai sentito levarsi grida di scandalo per analoghi se non peggiori ordinamenti messi in opera da altre organizzazioni, riguardo alla possibile applicazione di misure amministrative nei confronti di dipendenti condannati per reati di vario tipo….
qualche esempio? diversi ministeri italiani, la guardia di finanza, la magistratura, il corpo docente e il personale non docente di scuola e università….
tutte strutture nelle quali la possibilità di scomunicare (licenziare) i dipendenti accusati, indagati o condannati per vari reati è ad assoluta discrezione delle varie direzioni, e soltanto dopo indagini amministrative condotte di solito con gran riserbo. ricordo i casi di diversi ufficiali della GDF reintegrati nel loro grado dopo aver scontato condanne per peculato e concussione, il tutto con gran discrezione e senza particolari proteste dei giornali.
lo stesso è accaduto a magistrati, professori, impiegati comunali, provinciali e statali…
Pingback: Alemanno e il prete “consigliere” che amava troppo i bambini… : Giornalettismo
sgnorri alias hamelin che fine ha fatto poi? Mo je mando un referrer XD
Just…che domande??….Snorri di sicuro è sotto il sol siciliano….a zappà la terra…raccogliere pomodori….arance!!…ovvio no!
ERRATA CORRIGE: quello era Bisqui.
UHAUHAUHAUHA!!
BAROON LITROOON, dove sei????
A distanza di DUE anni dalle TUE frescacce, ORA CHE LA PENTOLA E’ SCOPPIATA, che dici??
EEHH??? Lo vedi il tuo Nazinger ammettere le mostruosità della Chiesa, sììì?? Vedi la stampa cattolica ammettere quello che negavano fino a pochi mesi fa??? Tutto un complotto, nevvero??
E hai letto le gravissime dichiarazioni del Cardinale Hoyos, sììì???
Poveretto. Un altro cattolico che fa rima con alcolico (o marionetta a molla, che è lo stesso).
Intanto in Austria e Germania – dopo gli ultimi vergognosi scandali – state perdendo fedeli a migliaia, col risultato di assottigliare il gettito nelle casse di Nazinger, che è in relazione a quanti fedeli pagano la kirchensteuer, cioè la tassa sulla Chiesa.
Basta cancellarsi dal registro e – oplà – niente più obolo al Papa! Voilà!