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Internidi Abramo Rincoln (Abr)
pubblicato il 10 luglio 2009 alle 11:30 dallo stesso autore - torna alla home

Tre semplici, innocenti domandine controcorrente sorte dai coretti del leghistaPrima domanda, per nulla controcorrente: basta pensarle o occorre dirle, certe pirlate, per essere dei pirla? Ci riferiamo alla performance canora dell’On.salvini Salvate il soldato Salvini  Matteo Salvini in quel di Pontida, sorpreso in video a cantarsi un coro strafottente nei riguardi dei napoletani. La risposta a nostro personale avviso piu’ appropriata la da’ Filippo Facci: “Certe cose non si scrivono. Certe cose si pensano e basta. Certe altre neppure si pensano: e se mai dovesse capitare di pensarle, Salvini, si tace persino con se stessi, e se poi si ricopre una carica elettiva, pagata coi soldi del contribuente, si tace anche perché danneggi il tuo partito, gli alleati, il governo oltreché la collettività tutta. È finita l’oktoberfest, Salvini. Esiste una cosetta chiamata principio di responsabilità, presente? E non guardarti attorno, non cercare complicità, lèvati quel risolino dalla faccia: hai fatto una figura da pirla, l’hai capito o no?” Certe cose non si pensano, e quandanche venisse il pensiero si tacciono; si puo’ far diversamente se sei nel tuo privato o se non hai un qualche tipo di responsabilita’, a meno appunto di assumertene le “responsabilita”. E’ la quintessenza del pensare “correttamente”, e sino a qua tutto fila, non c’e’ discussione.

IGNORARE LE FIGURACCE SI PUO’ - Tanto basterebbe a liquidare l’evento: se ne fanno e se ne dicono tante di pirlate, su tutti i versanti, pensiamo ad esempio alle uscite del povero Di Pietro. Figuriamoci pero’, in un Paese dai posizionamenti radicali come l’Italia, un posto dove la politica (cioe’ il blabla staccato dai fatti) viene presa cosi’ sul serio. Il livello di tolleranza e’ sempre collegato ai pre-giudizi del singolo: in questo caso per alcuni lo sguaiato coro da stadio e’ una intollerabile offesa, un atto di palese razzismo, per altri invece e’ solo una innocente goliardata in compagnia. Salvo invertire le parti quando la tocchera’ all’amico, in un trionfo della soggettivita’ dei giudizi tipica dei Tribunali, dove ogni parte spara tutte le cartucce possibili pro domo sua, lasciando a un giudice “terzo” (non ridere prego) l’incombenza galattica di estrarre la verita’ da due menzogne contraposte. Nel caso del Salvini, un fisico (non teorico) da scaricatore di casse all’Ortofrutticolo (quindi okkio a non farlo arrabbiare troppo), la difesa d’ufficio diviene improba: le insuperabili soglie del politically correct si assommano al peccato originale (cioe’ incancellabile) della appartenenza politica alla Lega becera e ignorante. Imperdonabile quindi per definizione: si dimette da deputato ma non basta, secondo i soliti “democratici” indulgenti con immigrati e black blocs, dovrebbe essere espulso dalla Galassia. E poi lo sciagurato rispose (dicono), rincarando la figura da pirla: mi spiace se qualcuno s’e’ offeso, ma mi dimetto dal Parlamento mica per questo, ma perche’ scelgo l’Europa dove pagano meglio, gne’ gne’; apriti cielo. Invece ignorare l’ignorante si puo’, perche’ a rispondergli, se va bene scendi al suo livello e se va male ci si potrebbe accorgere che non ci sono cosi’ tante differenze …

48d1339d79dc0 zoom Salvate il soldato Salvini  SE FANNO LA GARA DEGLI STUPIDI ARRIVI SECONDO – Evidentemente certe cose sono piu’ forti di qualcuno: tra i napoletani insorti contro Salvini annoveriamo Alessandra Mussolini: «Io non chiedo le sue scuse ma il cash:- afferma la focosa deputata – come risarcimento per le ingiuriose parole, Salvini devolva per sei mesi la propria indennità di parlamentare». Dalle mie parti si dice, peggio la toppa dello strappo. Sorge infatti la seconda domandina, un po’ piu’ Controcorrente della prima: va ben che i lumbard sono considerati mediamente meno brillanti diciamo cosi’ dei meridionali, ma perche’ autoimprigiornarsi nel cliche’ e tentare di “monetizzare” pure questa storia, “fregando” il malcapitato? Che e’ arrivata, il gatto e la volpe? Poi uno si stupisce se nascono e si corroborano dei pre-giudizi…. Nella realta’ la vera domanda controcorrente, il domandone dei domandoni dell’Italia cosi’ come ce l’hanno consegnata Garibaldi e Cavour (oltre all’avvenenza della contessa di Castiglione), e’ un’altro ancora. A tal proposito, una nuova luce me l’ha gettata un paio di settimane fa una intervista radiofonica a una mafiosa pentita, sorella di un capo mandamento. La giornalista tra l’altro domandava: “Quanti appalti pubblici controllavate nel vostro mandamento?” Risposta: “Tutti”. Altra domanda: “Che percentuale richiedevate alle aziende cui facevate vincere gli appalti?”. Risposta: “Tre per cento”. Nessuna evasione, tariffa equa. E viceversa. Vi si e’ accesa la lampadina anche a voi adesso? Capite dove sta il problema? Non è la mafia, come non lo e’ la camorra, ndrangheta, sacra corona o quant’altro: il problema vero del Sud e’ la sovrapposizione di due entita’ che vorrebbero controllare lo stesso territorio. Lo Stato vorrebbe prendere il posto alle Organizzazioni di cui sopra, senza possederne conoscenze, radicamento, efficacia ed efficienza. E soprattutto, udite udite, senza possederne la moderazione: tre per cento sull’affare, perdipiu’ rateizzabile (ma in contanti), ma dove si deve firmare per averlo anche noi? Allora e’ tutta propaganda la presunta spietatezza della Cosa Loro! Come scriveva Camilleri, la mafia la si paga affinche’ non vi succeda nulla, mentre una assicurazione, una guardianeria privata o lo Stato, prima di tutto li paghi, poi se casomai succedesse qualcosa, allora forse ottieni (una parte de) il tuo. E questo senza considerare la differenza di “tassi”. E’ il certo contro l’incerto: nessun giocatore razionale o operatore economico avrebbe il minimo dubbio in quale dei due tipi di game ingaggiarsi.

SUD SECEDI! - Ma quale Secesiùn del mio Stivale, dovrebbe essere il Sud a volersi restituire ai suoi legittimi Enti di controllo, espressione della mentalita’ e del territorio (mica i mafiosi sono arrivati da Marte o dagli Usa, casomai il contrario). E’ lo Stato la vera sovrastruttura, il parassita che estorce tasse esose a chi non può sottrarsi, rendendo in cambio servizi oltremodo scarsi. L’Italia e’ veramente un Paese pieno di contraddizioni: chi la soluzione ce l’avrebbe, s’incavola con chi pensa(va) di togliergli le castagne dal fuoco. Ora putropppo non piu’, e’ finita: la Lega e chi ci va dietro – per amore o per forza- e’ ripiegata rispetto ai tempi eroici in un piu’ prosaico, noioso, burocratico e condiviso da tutti (sintomo che non vale niente) “federalismo”. Destinato questo a portare i controlli asfissianti in vigore al Nord anche in altre parti della Penisola, nel nome del “controllo” e dell’armonizzazione. Ne deriva una domandina tutt’altro che oziosa e “razzista”, la definirei anzi autenticamente libertaria: popoli del Centro-Sud ma che aspettate a secedere? Perche’ mai popoli cosi’ saggi e orgogliosi – quello napoletano ma in generale tutti quelli dell’ex Regno delle Due Sicile, maccheddico, tutte le genti a sud dell’Appenninic Divide - vogliono mantenere anche a costo della dignita’ l’unita’ di ‘sta Italia? Per sopportare genti ruvide, ignoranti, ganassa e un po’ crucche? Perche’ non lo dichiarano loro un bel distacco, per carenza di affinita’ elettive, dai polentoni del Nord? Fatelo almeno voi che i centomila fucili li avete sul serio, diononvoglia servisse ….

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