Fazio, Saviano e la retorica del “meno peggio”

17/05/2012 - di

Fazio, Saviano e la retorica del “meno peggio”

La premiata ditta Fazio-Saviano è il riflesso allo specchio di quella società inebetita che compra buste di insalata già pronta perché non ha più tempo nemmeno per lavarla e tagliarla.

Si nutre di opinioni (meglio se) preconfenzionate e sceglie il social network come teatro della digestione per andare poi a letto con la coscienza sistematicamente pulita: anche oggi i problemi oltre il pianerottolo hanno avuto i loro quindici minuti di celebrità. Si può provare solo tenerezza di fronte all’uomo dalle mille pause imbarazzanti che diluisce favole tristi in serate da dedicare allo sdegno civico. L’applauso alla vedova ci fa sentire soddisfatti ma non è tanto diverso dalla spettacolarizzazione del dolore firmato De Filippi.

Ci fa stare bene aggiungere un programma al piatto magro dell’informazione, dove una notizia per sembrare più interessante deve indossare giacca e cravatta o parlare per motti da ripetere con gli amici mentre si grida “Italia 1” alla camera di un iPhone. Quando smettiamo di documentarci e scegliamo un programma ridicolo perché “loro le cose le dicono” siamo complici di un sistema inadeguato e non lamentiamoci, allora, se alle urne votiamo “il meno peggio”. Tra rassegnazione e rivoluzione c’è di mezzo l’evoluzione.

LEGGI LO SPECIALE SU FAZIO E SAVIANO

11 Commenti

  1. primaditutto scrive:

    ma di cosa parli…..vai a scrivere di bambole

    • Tyler scrive:

      ah perchè ora non era il solito polpettone per i coioni finti alternativi? C’era pure Favino, sei contento? :D

    • Tyler scrive:

      ti manca un punto interrogativo se era una domanda. Meglio che non scrivi te.
      Daje che c’era pure Favino in trasmissione, c’era tutta la moda finto alternativa de oggi. Così siete contenti.

  2. alessandro boggiano scrive:

    Analisi scontata, riduttiva e banale quanto la presunta banalità che si vorrebbe mettere all’indice.
    Che bravi i fini intenditori che scrivono di questo evento dagli ascolti record ma si sono dimenticati di vomitare per le nauseabonde puntate di Porta a Porta, con ospiti finti, discussioni finte e sostegno incondizionato al regime di turno.
    Questo programma non sarà stato un capolavoro, ma gli indici di ascolto dimostrano che c’è spazio e gran desiderio di trasmissioni che non si chiamino ‘Amici’, ‘L’Isola dei famosi’ o altre scempiaggini simili.

    • Tyler scrive:

      pure San Remo ha il record degli ascolti ma c’è solo merda musicalmente. O le partite di calcio ha tanti ascolti. E tutto il resto di populistico.

    • osso scrive:

      e allora guardiamo tutti insieme appassionatamente la tv. che gioia.

      io trovo l’analisi perfetta, dal momento che nonostante la forma sia diversa, il risultato sul piano culturale non cambia. quello che è stato “elencato”, citato e raccontato (con picchi emozionali da lacrimuccia, e poi?) è qualcosa che chi ha amore per l’informazione conosce già e ha già sentito e risentito in programmi di approfondimento di spessore diverso e con occhio davvero critico.

      ci serviva davvero quello che è andato in tv in questi giorni? forse no.

    • roots scrive:

      la merda è un’ottimo pasto, miliardi di mosche lo dimostrano

  3. Alessandra Cristofari scrive:

    Il discorso riguarda il piatto dell’informazione tv che considera il pubblico ebete e per diffondere la notizia tenta di farlo commuovere: in questo senso non è molto diverso da programmi come “C’è posta per te”. Questa modalità attira davvero l’attenzione del pubblico? Occorre investire nell’intrattenimento per piangere davanti la tv o piuttosto nell’approfondimento? Le lacrime stimolano interesse dopo la storia? Sarebbe interessante capire quante persone oggi si siano informate in merito agli argomenti proposti. E soprattutto serve lo stimolo di un prodotto televisivo? E la televisione riuscirà ad abbattere la ricezione passiva dell’utente o questo programma resterà nuovamente un link da pubblicare sul web per gli indignati dei 15 minuti?

    • Dombrechi scrive:

      che i due ti stiano sulle balle l’abbiamo capito, ma paragonare il programma a “c’è posta per te” è semplicemente ridicolo. Esiste un’empatia studiata per far solo piangere e un’altra per far riflettere, nel caso di Saviano e Fazio direi che predomina la seconda. E se far riflettere il pubblico ti sembra inutile… continuiamo così: mai accendere il cervello e mai guardare in faccia la realtà. Anche se emigri in Antartide nessuno nel tuo caso parlerà mai di fuga di cervelli. A proposito, perchè non emigri per davvero?

  4. Fabrizio Tinazzo scrive:

    La giornalista mi ha letto nel pensiero anche io ho scritto twitts con il suo stesso tono e pragonando la trasmissione ad una della De Filippi, la risposta democratica contro il dissenso? 15 defollowers e una minaccia del tipo “attenzione alla posizione giusridica”. Ma quanta bella democrazia!!!

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