Economia

Speculatori più prudenti dei banchieri

10 luglio 2009

Il rialzo di Borsa degli ultimi mesi ha distolto l’attenzione dalle discussioni sulla riforma europea del settore finanziario. Si tratta di proposte demagogiche, che aggraveranno il problema e che puntano a  punire un settore impopolare, ma che si è dimostrato più prudente e sano di quello favorito dai governi

La variegata comunità dei gestori di fondi alternativi, dagli hedge fund a quelli di private equity, non è particolarmente amata e non ha mai fatto nulla per esserlo.  Gli eccessi nel consumo sono stati eclatanti  e le loro pratiche, sicuramente più aggressive di quelle degli attori  tradizionali, li hanno resi i soggetti più impopolari nel panorama finanziario: un ministro tedesco  li definì gentilmente “locuste”; l’ultima enciclica papale  è stata riassunta da Milano Finanza con un titolo che suonava “La scomunica del Papa sugli hedge“.

DAGLI ALL’UNTORE – La pubblicità negativa li ha resi sicuramente invisi al grande pubblico e li ha trasformati nel capro espiatorio perfetto per la crisi finanziaria in atto. Le conseguenze non si sono fatte attendere: a Febbraio, Francia e Germania hanno cercato di proporre regole draconiane per limitarne l’operatività; la riunione dei ministri del le finanze del G8 di giugno si è appoggiato il cosiddetto Lecce framework; l’Unione Europea sta in questo momento discutendo nuovi obblighi per il settore degli hedge fund, che imporrebbero una serie di obblighi di “trasparenza” che suonano decisamente punitive. Il desiderio della classe politica di punire un settore popolato da arroganti megalomani refrattari ad ogni  considerazione d’ordine politico e allo scambio di favori  è più  che comprensibile, soprattutto perché così facendo è facile deflettere l’ira popolare verso un capro espiatorio che distolga l’attenzione dal proprio pesante coinvolgimento. L’argomento, tuttavia, solleva parecchi dubbi : siamo certi che gli operatori preferiti dal governo, le banche commerciali tradizionali, si siano comportati meglio?  Quando si guarda un po’ più da vicino, i colpevoli  sono regolarmente gli istituti più vicini a governi e banche centrali, ossia le istituzioni più regolamentate e sorvegliate. Fannie Mae e Freddie Mac erano garantite “implicitamente” dal Governo, AIG , Lehman, IKB e WestLB erano regolamentate minuziosamente o addirittura partecipate da governi.

Quando senti la parola "pranzo" non dare per scontato che sarai tu quello che mangerà

10 commenti a Speculatori più prudenti dei banchieri

  1. Posso buttare il seguito di quest’articolo allora, era proprio su quello :)

  2. Anzi, mi sa che conviene scriverlo. Mucchetti ha un’ottima penna ed un buon cervello, ma gli piace impiegarli per mischiare abilmente fatti e propaganda collettivista. Metodo Tremonti in salsa anti-tremontiana, insomma.

  3. “Ogni proposta razionale di riforma del settore finanziario dovrebbe quindi partire dall’idea di estendere il tipo di regolamentazione che che ha prodotto il risultato migliore e premiare gli operatori che hanno saputo gestire meglio il rischio, superando la crisi senza ricorrere all’intervento pubblico.”

    Di questo bel pezzo, il frammento che richiamo per me è la perla e il prisma per tutto il resto.

  4. Bellissimo articolo.

    A credere che con la regolamentazione si risolva tutto, bisognerebbe spiegare perché a fallire sono stati Caixas, Landesbanken, GSEs anziché gli hedge funds, nonostante la porcata di bloccare le operazioni scoperte per mesi per aiutare le banche in bancarotta.

  5. Pingback: Ventinove Settembre

  6. Pingback: diggita.it

  7. Pingback: The Mote in God's Eye

  8. Pingback: Le cartolarizzazioni a scrocco : Giornalettismo

  9. Pingback: no al ponte sullo stretto

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>