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pubblicato il 9 luglio 2009 alle 12:30 dallo stesso autore - torna alla home

Cronaca della Notte Bianca contro la legge bavaglio e della presentazione del nuovo giornale diretto da Antonio Padellaro, Il Fatto Quotidiano.

3703973498 203fcc0165 b Travaglio, Padellaro & Il fatto: arriva la carica dei buoniArrivo sul posto alle 19:45 e l’esterno dell’Alpheus Multiclub di Roma è già pieno di gente. Il pubblico è eterogeneo, con giovani e giovanissimi (a fine serata sul palco verrà invitata anche una quattordicenne che ha chiesto di poter fare qualcosa), ma anche con persone più in là negli anni. Alcuni degli ospiti che parleranno sul palco, come Peter Gomez, girano tra la folla, conversano e si danno da fare per gli ultimi ritocchi all’organizzazione. Un maxischermo viene montato fuori dalla mura del locale, mentre un altro viene montato nel cortile dello stesso. La gente si accumula sempre di più e a vederlo dall’esterno verrebbe da pensare a un concerto più che alla presentazione di un nuovo quotidiano.

OH, INDRO! – Dopo un’ora circa veniamo fatti entrare e prendiamo posizione nella sala solitamente dedicata alla musica dal vivo, dove è stato montato il palco principale dell’evento. Girando per il locale è possibile notare che in almeno altre due sale sono stati alloggiati dei maxi schermi. Prendiamo posto e ci sediamo per terra. La sala è gremita. La scenografia è molto semplice: sul palco ci sono tre poltrone, dietro le poltrone c’è un telo su cui verranno proiettati i contributi filmati. Mentre prendiamo posto udiamo la voce di Indro Montanelli e, dopo qualche secondo, vediamo apparire le immagini della puntata del Raggio Verde del 2001 in cui Santoro affrontò la cacciata da Il Giornale del decano dei giornalisti italiani, in polemica con Berlusconi. Quando Enzo Biagi irrompe sullo schermo, scrosciano gli applausi. Una ragazza davanti a me, parlando con un’amica, afferma che pianse quando lo rivide in TV dopo gli anni dell’ukase bulgaro. La serie di filmati, di non poca importanza per capire l’impianto della serata e la linea ideologica del nuovo giornale, finisce con Daniele Luttazzi che, durante una memorabile puntata di Decameron, parlò dell’ipocrisia seguita alla morte di Enzo Biagi, riportando le dichiarazioni di quelli che lo avevano censurato.

3703164583 566c80b16d b Travaglio, Padellaro & Il fatto: arriva la carica dei buoniPOLEMICA, POLEMICA, POLEMICA – I primi a salire sul palco sono Antonio Padellaro e Marco Travaglio, i due a cui si deve l’iniziativa della fondazione de Il Fatto Quotidiano. Senza tergiversare troppo Padellaro riporta la polemica avuta con Il Foglio di Giuliano Ferrara che, in uno spossante afflato creativo, ha definito la nuova creatura editoriale ancora in incubazione: “un giornale forcaiolo contro l’utilizzatore finale”. Segue la risposta del neo direttore, che afferma come le parole dell’elefantino lo abbiano motivato spazzando via i dubbi sorti nel portare avanti un progetto rischioso in un periodo di forte crisi per l’editoria tutta. La serata prosegue con un filmato in cui Sabina Guzzanti interpreta Berlusconi con fregi da Cesare e con un immenso fallo che esce dai pantaloni, quindi Travaglio e Gomez intervistano rispettivamente l’avvocato Katia Malavenda e il magistrato Bruno Tinti, autore del libro Toghe Rotte, per permettergli di spiegare i rischi per l’Italia della legge bavaglio. I due usano esempi piuttosto chiari per spiegare che con la nuova legge non solo sarà impossibile pubblicare le intercettazioni, ma anche farle. Travaglio commenta l’intervista con una battuta: “sembra una legge scritta dal colpevole”. Dopo l’intervento di Tinti e della Malavenda, sale sul palco Caterina Guzzanti nei panni di Maria Stella Gelmini, personaggio reso memorabile nella trasmissione “Parla con me” di Serena Dandini. A farle da spalla c’è Travaglio stesso che finge d’intervistare la sprovveduta ministra, a cui i suoi, impegnati in un puttan tour, hanno dato i foglietti con le risposte sbagliate.

CENSURA? – Al momento satirico segue un momento più serio con l’entrata in scena di Paolo Flores D’Arcais e Oliviero Beha, intervistati da Peter Gomez. D’Arcais, parlando di censura, racconta di un fatto non riportato con grande clamore dai giornali, ovvero di una cena tra Gianni Letta e il cardinale generale Bagnasco (sì, ha anche dei titoli militari) in cui pare che il secondo abbia ottenuto dal primo promesse su maggiori fondi alla scuola privata e un’accelerazione della legge contro il testamento biologico, in cambio della linea morbida tenuta dalla chiesa per i comportamenti non proprio da chierichetto di Berlusconi. L’intervento di Beha, invece, ha introdotto il tema della partecipazione come unica possibilità per opporsi al sistema dominante, affermando che c’è bisogno di “nuovi lettori” e di una “nuova opinione pubblica”; con la stampa che dovrebbe censurare il potere, dismettendo la funzione “camerieristica” assunta in questi anni.

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