Cronaca della Notte Bianca contro la legge bavaglio e della presentazione del nuovo giornale diretto da Antonio Padellaro, Il Fatto Quotidiano.
Arrivo sul posto alle 19:45 e l’esterno dell’Alpheus Multiclub di Roma è già pieno di gente. Il pubblico è eterogeneo, con giovani e giovanissimi (a fine serata sul palco verrà invitata anche una quattordicenne che ha chiesto di poter fare qualcosa), ma anche con persone più in là negli anni. Alcuni degli ospiti che parleranno sul palco, come Peter Gomez, girano tra la folla, conversano e si danno da fare per gli ultimi ritocchi all’organizzazione. Un maxischermo viene montato fuori dalla mura del locale, mentre un altro viene montato nel cortile dello stesso. La gente si accumula sempre di più e a vederlo dall’esterno verrebbe da pensare a un concerto più che alla presentazione di un nuovo quotidiano.
OH, INDRO! – Dopo un’ora circa veniamo fatti entrare e prendiamo posizione nella sala solitamente dedicata alla musica dal vivo, dove è stato montato il palco principale dell’evento. Girando per il locale è possibile notare che in almeno altre due sale sono stati alloggiati dei maxi schermi. Prendiamo posto e ci sediamo per terra. La sala è gremita. La scenografia è molto semplice: sul palco ci sono tre poltrone, dietro le poltrone c’è un telo su cui verranno proiettati i contributi filmati. Mentre prendiamo posto udiamo la voce di Indro Montanelli e, dopo qualche secondo, vediamo apparire le immagini della puntata del Raggio Verde del 2001 in cui Santoro affrontò la cacciata da Il Giornale del decano dei giornalisti italiani, in polemica con Berlusconi. Quando Enzo Biagi irrompe sullo schermo, scrosciano gli applausi. Una ragazza davanti a me, parlando con un’amica, afferma che pianse quando lo rivide in TV dopo gli anni dell’ukase bulgaro. La serie di filmati, di non poca importanza per capire l’impianto della serata e la linea ideologica del nuovo giornale, finisce con Daniele Luttazzi che, durante una memorabile puntata di Decameron, parlò dell’ipocrisia seguita alla morte di Enzo Biagi, riportando le dichiarazioni di quelli che lo avevano censurato.
POLEMICA, POLEMICA, POLEMICA – I primi a salire sul palco sono Antonio Padellaro e Marco Travaglio, i due a cui si deve l’iniziativa della fondazione de Il Fatto Quotidiano. Senza tergiversare troppo Padellaro riporta la polemica avuta con Il Foglio di Giuliano Ferrara che, in uno spossante afflato creativo, ha definito la nuova creatura editoriale ancora in incubazione: “un giornale forcaiolo contro l’utilizzatore finale”. Segue la risposta del neo direttore, che afferma come le parole dell’elefantino lo abbiano motivato spazzando via i dubbi sorti nel portare avanti un progetto rischioso in un periodo di forte crisi per l’editoria tutta. La serata prosegue con un filmato in cui Sabina Guzzanti interpreta Berlusconi con fregi da Cesare e con un immenso fallo che esce dai pantaloni, quindi Travaglio e Gomez intervistano rispettivamente l’avvocato Katia Malavenda e il magistrato Bruno Tinti, autore del libro Toghe Rotte, per permettergli di spiegare i rischi per l’Italia della legge bavaglio. I due usano esempi piuttosto chiari per spiegare che con la nuova legge non solo sarà impossibile pubblicare le intercettazioni, ma anche farle. Travaglio commenta l’intervista con una battuta: “sembra una legge scritta dal colpevole”. Dopo l’intervento di Tinti e della Malavenda, sale sul palco Caterina Guzzanti nei panni di Maria Stella Gelmini, personaggio reso memorabile nella trasmissione “Parla con me” di Serena Dandini. A farle da spalla c’è Travaglio stesso che finge d’intervistare la sprovveduta ministra, a cui i suoi, impegnati in un puttan tour, hanno dato i foglietti con le risposte sbagliate.
CENSURA? – Al momento satirico segue un momento più serio con l’entrata in scena di Paolo Flores D’Arcais e Oliviero Beha, intervistati da Peter Gomez. D’Arcais, parlando di censura, racconta di un fatto non riportato con grande clamore dai giornali, ovvero di una cena tra Gianni Letta e il cardinale generale Bagnasco (sì, ha anche dei titoli militari) in cui pare che il secondo abbia ottenuto dal primo promesse su maggiori fondi alla scuola privata e un’accelerazione della legge contro il testamento biologico, in cambio della linea morbida tenuta dalla chiesa per i comportamenti non proprio da chierichetto di Berlusconi. L’intervento di Beha, invece, ha introdotto il tema della partecipazione come unica possibilità per opporsi al sistema dominante, affermando che c’è bisogno di “nuovi lettori” e di una “nuova opinione pubblica”; con la stampa che dovrebbe censurare il potere, dismettendo la funzione “camerieristica” assunta in questi anni.
























c’ero anch’io (e ci facevo pure). Come prima cosa, mi preme di sottolineare che sembrava più incentrata sulla campagna abbonamenti de Il Fatto che su Alfano. Come seconda, che il “mercato” a cui si rivolge il venditore sembra davvero ottimo.
Detto questo, ritengo che sia un’impresa da pochissimi riuscire a far sottoscrivere tutti quegli abbonamenti, e di sicuro la presenza di alcuni giornalisti farà del giornale un prodotto di qualità, qualsiasi cosa si pensi nel merito. Complimenti a Travaglio & Padellaro.
bell’articolo!
a proposito, ho una domanda per chiunque potesse/volesse rispondermi: ma che tipo è Padellaro? è uno dei pochi giornalisti che proprio non riesco a contestualizzare e a leggere oltre le parole che dice.
Di sicuro al progetto Travaglio e gli altri soci fondatori ci credono parecchio, non foss’altro per le cifre del capitale sociale interamente versato all’atto della costituzione (e quindi non fermandosi al 25% di legge) e delle norme statutarie a loro vantaggio.
@ rado
sai, parlo da persona informata dei fatti
. Avere il coraggio di lasciare il padrone per mettersi in proprio, e riuscirci, è roba da only the brave. Non sono un travaglino entusiasta, ma certe cose è impossibile non vederle
Gregory;
guarda che il mio era un commento favorevole a chi ha messo su tutta la baracca. Intendevo dire: ci credono così tanto che ci hanno versato subito 450.000 eurozzi e si sono salvaguardati con delle norme statutarie ad hoc.
Mica noccioline.
Scusatemi se non sono stato chiaro, ma, ripeto, era una mia constatazione positiva.
Dopo il momento satirico, si passa ad un momento serio.
Pare cha ad una cena tizio abbia ottenuto da caio…. .
La serietà trova forti fondamenti sul “pare”.
Evviva la serietà.
“Dopo il momento satirico, si passa ad un momento serio.
Pare cha ad una cena tizio abbia ottenuto da caio…. .
La serietà trova forti fondamenti sul “pare”.
Evviva la serietà.”
Be ti capisco… hai letto Travaglio nel titolo e l’inprinting ha fatto il resto.
Bastava leggere l’articolo per capire che si parlava della fondazione di un nuovo giornale e non nello specifico delle idee di Travaglio.
L’ultima volta che sono stato all’Alpheus è stato per vedere il concerto dei Buastelle.
E’ un fatto singolare che per presentare la nuova testata si sia scelta questa popolarissima dicoteca romana, anzichè il solito centro congressi impersonale e anonimo; è indicativo del target di lettori al quale si rivolge.
Auguri al nuovo giornale.
“L’ultima volta che sono stato all’Alpheus è stato per vedere il concerto dei Buastelle [...] è indicativo del target di lettori al quale si rivolge.”
Lettori con gusti musicali raccapriccianti.
E’ vero, sarebbe bastato leggere l’articolo per attribuire la frase a Flores d’Arcais.
Ti ringrazio per il paragone con l’anatroccolo, ma il mio imprinting non dista dal Tuo: basta che uno mostri idee differenti e l’imprinting fa il resto.
Se la frase fosse stata attribuita a Travaglio non l’avrei ritenuta degna di commento, vista la sua modestissima provenienza.
Non ho commentato la nascita di un nuovo giornale, che di per sè e per chi rispetta le idee altrui non può che essere una lieta novella, ho commentato come l’aspetto serio del dibattito si basasse su di un “pare”.
[...] Link articolo originale: Travaglio, Padellaro & Il fatto: arriva la carica dei “buoni … [...]
Mi sarebbe piaciuto esserci. Se non altro per tirare i pomodori a quell’ignobile incozzata della borromeo.
Per il resto, per giudicare aspetto i primi numeri. Non è che travaglio e co. sono le bocche della verità.
Son curiosa di vedere, piuttosto, quanti punti di vista ci saranno nel giornale.
Se saranno tanti e tutti diversi sarà un gran quotidiano. Se invece ce ne sarà uno solo, sarà come tutti gli altri.
(di sicuro se ci scrive la borromeo non lo comprerò MAI)
@matteo
“Ti ringrazio per il paragone con l’anatroccolo, ma il mio imprinting non dista dal Tuo: basta che uno mostri idee differenti e l’imprinting fa il resto.”
Ma perchè vuoi fare polemica per forza?
Hai ammesso di non aver letto l’articolo e di esserti fermato al titolo ed a poche battute… da qui la mia considerazione (che tu trovi giusta) sull’imprinting… ora tu devi fare il fico e dire “come me siete voi”, ma io non sono come te.
Quando troverai un mio commento in cui parto a testa bassa senza neanche leggere allora se ne discute… per ora bastava fermarti alla considerazione iniziale… non hai letto l’articolo, che mica è un’offesa.
Poi dei tuoi giudizi su Travaglio se ne può discutere e non credere che per gente di sinistra sia un oracolo, anzi per me dice cose giuste e cazzate enormi… non è un mio idolo, ma neanche mi fa schifo… lo valuto a seconda di cosa dice.
Deve essere stata una serata interessante, in effetti; memorabile l’imitazione della Caterina Guzzanti…
Auguri al nuovo giornale
http://www.radioradicale.it/scheda/283216/la-notte-bianca-contro-la-legge-bavaglio-e-presentazione-del-nuovo-giornale-il-fatto-quotidiano#int2366563
Ahahahah “quanti punti di vista”. Immaginavo che la mistica del contraddittorio avesse fatto tanti danni, ma non COSI’ tanti.
Tetsuo
Forse mi sono spiegato male.
Io non ho ammesso di non aver letto l’articolo, sei Tu che non hai letto nè l’articolo nè il mio commento.
Io non ho parlato mai di Travaglio. Te lo sei inventato.
Infatti, ironicamente (ma l’ironia è meglio lasciarla da parte) Ti ho fatto notare che l’affermazione da me commentata non era di Travaglio, ma di Flores d’Arcais.
Quindi, prima di diere cosa fanno gli altri, comincia a leggere.
Io di Travaglio non ho mai parlato, quindi perchè continui a parlare di Travaglio?
Il Tuo richiamo all’imprinting non l’ho ritenuto giusto ed ho utilizzato (accidenti a me) una frase ironica evidenziando come l’imprinting sia Tuo che Ti avventi su chi non la pensa come Te senza neppur aver letto quello che ha scritto.
Ergo, prima di ulteriori commenti leggi articolo e commenti.
La polemica la fai Tu. Io ho commentato una parte del’articolo che mi ha fatto sorridere e basta.
Adesso discutiamo, perchè sei partito a testa bassa senza aver letto nulla.
“Adesso discutiamo, perchè sei partito a testa bassa senza aver letto nulla.”
Vabbe ci rinuncio… hai ragione… per la caramella premio passare alla cassa.
P.s. Ma tu sei il matteo avvocato od il matteo fan del PDL?
se sei il secondo, vale il discorso dell’imprinting, visto che commenti a senso unico e spesso neanche commenti sul tema, ma parti per luoghi comuni della serie comunisti, sinisti e via dicendo… se sei l’avvocato chiedo venia, almeno l’avvocato discute seriamente
Bella compagnia: fatece ride!!!
tetsuo
Io sono l’avvocato e non sono fan di forza italia e per la verità di nessun partito.
qui non si tratta della verita’ … quella non ce l’ha nessuno, a prescindere da quello che dicono …
qui si tratta di avere (spero !) un’altra voce che ti dice altre cose, e che ti permette di iniziare a conoscere quello che poi vorresti approfondire …
nelle mie “pendolate” sui treni, spesso trovo diversi giornali, che poi leggendoli si rivelano diversi solo nel titolo …
sono solo le stesse frittate girate dall’una o dall’altra parte …
ecchepalle !!