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Culturadi Stefano Morciano (Aioros)
pubblicato il 9 luglio 2009 alle 14:30 dallo stesso autore - torna alla home

Lo scoop del Giornale nel 2009: se ascolti certe canzoni rock al rovescio puoi sentire i messaggi satanici. Specie nelle canzoni dei comunisti.

verdenathumb Il buon giornalismo al contrarioCi sono momenti, nella vita di un lettore di giornali, in cui tutte le forze dell’universo sembrano cospirare segretamente per far convergere tutti i tuoi peggiori incubi e condensarli in un unico articolo Frankenstein che tuttavia non puoi fare a meno di leggere. E’ così, nel pieno di una notte buia e tempestosa, che mi piace immaginare che il Centro Culturale San Giorgio, i Verdena e Santa Maria del Cammino si siano incontrati in un pezzo di Stefano Lorenzetto sul Giornale intitolato “Svela i messaggi di Satana dentro le canzoni rock”, un mostro giornalistico che merita una disamina approfondita.

L’INIZIO - “Messaggi subliminali, cioè nascosti”. Sorvoliamo sull’imprecisione – un messaggio subliminale non è nascosto, anzi – e proseguiamo. “Paolo Baroni ne ha scovato un altro, l’ennesimo, pochi giorni fa. Si trova nell’album Requiem dei Verdena”. Ma ovviamente ai lettori del Giornale bisogna spiegare chi siano, questi Verdena: “dei Verdena, gruppo alternative rock italiano di Albino (Bergamo), composto dai fratelli Alberto e Luca Ferrari e da Roberta Sammarelli, che Wikipedia mostra sul palco alla festa nazionale dell’Unità del 2007”. Bastava dire comunisti. Ma Lorenzetto approfondisce: “Il titolo del brano, Sotto prescrizione del dott.Huxley, già dice molto: Aldous Huxley nel 1932 teorizzò l’abolizione della famiglia, la riproduzione umana da ovuli conservati artificialmente e fecondati in vitro, la nascita autonoma di 96 gemelli da un solo uovo e la suddivisione degli uomini in due caste, da ottenersi agendo sul processo di ossigenazione del cervello durante lo sviluppo dell’embrione: una superiore, formata da individui dotati fisicamente e intellettualmente, e una inferiore, formata da schiavi adibiti ai lavori più ingrati”. Ora, è totalmente ridicolo doverlo ricordare, ma Aldous Huxley non era, come sembra suggerire Lorenzetto, una specie di scienziato pazzo che voleva l’abolizione della famiglia, la fecondazione in vitro e la schiavitù su scala mondiale (tutte cose ugualmente gravi), ma uno scrittore. Uno scrittore famoso che ha scritto una famosa distopia. Tocca dirlo, perché altrimenti potrebbe passare l’idea che Orwell nel 1949 ha teorizzato il totalitarismo, il controllo della storia, la psicopolizia e i reality show, e che J.K.Rowling nel 2000 ha teorizzato la persecuzione dei babbani.

ff82 Il buon giornalismo al contrarioLA SCOPERTA - “Nel finale Baroni ha còlto un sommesso e indistinto brusio, una nenia incomprensibile, «come un canto aspirato, per cui ho fatto quello che faccio di solito in questi casi: l’ho passato all’equalizzatore, l’ho rallentato e l’ho ascoltato alla rovescia»”. Non avete anche voi i brividi? Cosa avrà trovato? Quale inquietante mantra demoniaco avranno celato gli alt-rocker comunisti nel loro brano perverso? “Solo a quel punto ha udito distintamente le parole di Santa Maria del Cammino, un canto popolare mariano a lui ben noto, come a milioni di fedeli del resto: «Vieni o Madre, in mezzo a noi / vieni Maria quaggiù / cammineremo insieme a te / verso la libertà»”. Santa Maria del Cammino al contrario. Genio chi ha avuto l’idea, e naturalmente genio anche Baroni, che ha scoperto questa cosa “pochi giorni fa”, quando ad esempio questo video risale all’inizio del 2007, e quando diverse recensioni dell’album avevano già riportato il giochetto.

LA FREDDEZZA - “Baroni è un perito agrario di 50 anni, sposato, padre di cinque figli e già nonno, che in passato è stato portiere d’albergo e oggi si guadagna da vivere con le traduzioni dal francese e dall’inglese. Abita a Ferrara. Nel 1990 ha fondato il Centro culturale San Giorgio”. Ovvero uno dei più grandi zimbelli della storia del web italiano. “Non ha nulla del sanfedista, non appare ossessionato dalla materia delle sue ricerche, anzi dimostra la freddezza del ricercatore lasciando che Nerina, una gattina nera di due mesi raccolta per strada, gli saltelli sulle gambe durante l’intervista, a dispetto della bolla papale con cui Gregorio IX nel 1233 additava il micio di questo colore come creatura di Lucifero”. Oh, cielo, e io che pensavo si trattasse di uno psicopatico solo perché passa la vita ascoltando i Verdena al contrario – anche se probabilmente è meglio che ascoltarli normalmente – e invece questo è un algido scienziato in grado di entrare serenamente in contatto con animali bollati come luciferini ottocento anni fa. Baroni, mi assuma, mi piace il rock alternativo e passo volentieri sotto le scale.

silenceofthelambsver2 Il buon giornalismo al contrarioIL DIAVOLO NEI DETTAGLI - Seguono alcuni grandi classici del genere: Stairway to Heaven, le Camel, la Coca Cola, i cartoni Disney. I bambini. «Ho rintracciato questo pansessualismo persino nel sussidiario di mia figlia, Verde bosco, edito dalla De Agostini Scuola. A pagina 70 c’è una filastrocca di Giovanni Giudici con due streghe che volano sulla loro scopa. Una delle fattucchiere è disegnata dentro un’area a forma di pene con tanto di scroto». Sentite odore di stronzata? Verificate voi stessi. Ma il capolavoro arriva adesso: «Prenda la locandina di un film famoso, Il silenzio degli innocenti, cinque premi Oscar. Raffigura una farfalla posata sulla bocca di Jodie Foster, un lepidottero chiamato “testa di morto”. L’ingrandimento non lascia dubbi: il teschio sul dorso della farfalla è una fotografia intitolata In voluptate mors che l’eccentrico pittore spagnolo Salvador Dalí, amante delle illusioni ottiche, fece scattare nel 1951 a Philippe Halsman. Sono sette donne nude che da lontano sembrano un cranio umano». Ma come, in un’opera così pura, così innocente? Io immagino Baroni che inizia a guardare il Silenzio degli Innocenti in VHS, poi all’improvviso nota qualcosa di strano sulla copertina, osserva da vicino, si accorge che il piccolo teschio ha qualcosa che non va, prende la lente di ingrandimento, esclama “buon dio, ma questo non è un teschio, è In voluptate mors di Halsman e Dalì. E queste donne sono nude!”, e nel dire ciò si perde la battuta “Sento l’odore della tua fica”.

L’ANGOLO DEL TITOLISTA - E a proposito. Vorrei lasciare un messaggio al titolista che all’articolo sull’intervista (insulsa) di Brunetta ha messo come sottotitolo «Nel sesso ero imbranato, ora ho raggiunto ritmo ed eleganza». Ecco, titolista, spero che nella tua mente resti per sempre impressa quella stessa orribile immagine che per colpa tua mi ha tolto l’appetito.

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