ESEMPIO – Nel caso “Ricci vs. DeStefano”, alcune promozioni tra i locali pompieri dovevano essere attribuite per “titoli ed esami” e nelle graduatorie risultanti tra i migliori non risultava nessun afro americano;
a quel punto l’Amministrazione ignorava i risultati del “concorso pubblico” e attuava una serie di promozioni “affirmative”. La Corte Suprema a stretta maggioranza (5 contro 4) ha dato ragione ai ricorrenti, affermando che se il test non conteneva nulla di discriminatorio, ignorarne i risultati era nient’altro che una discriminazione su base razziale alla rovescia. Orbene, la Sotomayor se n’è uscita commentando che, anche se il test non aveva contenuti razzisti, il risultato era palesemente “razzista”, quindi l’esame era sbagliato. Tale affermazione, coerente con tutta una vita giocata sul “diritto” di vincere pur senza averne mai avuto le doti, la dice lunga sugli equilibri futuri della Corte, già vacillanti così come sta (il giudice Ruth Bader Ginsburg, che ha votato “in dissent”, ha notato che a New Haven la popolazione nera è il 40% e su 21 ufficiali uno solo è nero). Della serie, altro che superamento del team razziale, siamo alla dittatura affirmative delle minoranze, back to the future, dato che un’altra decisione della Corte ha appena rimosso il controllo federale su tutte le procedure elettorali locali negli Stati del Sud, istituito ai tempi in cui laggiù ai neri era impedito di votare con pretesti vari. Una decisione che metteva una pietra tombale su un’epoca eroica ma fortunatamente chiusa; un’epoca che la nomina nostalgica della Sotomayor rischia di riesumare.
E QUINDI… - Economia, Iran, nomine alla Corte Suprema: decisioni non propriamente vincenti e dagli effetti come minimo controversi da parte di Obama, tanto che Der Spiegeel online version ha recentemente titolato: “L’occupante della casa Banca sarà anche cambiato, ma la quantità di ideologia male ispirata prodotta a Washington rimane costante. La lista degli errori economici di Obama è lunga – e continua a crescere”. Gli italiani progressisti, solitalmente così sensibili alle titolazioni dei giornali stranieri sui casi interni nostri, potrebbero rimanere offesi.




Ciao, carissimo nemico! ^_^
Mi verrebbe da fare come fanno da un po’ di tempo i miei amici di destra nei loro commenti alle giustissime critiche che si abbattono su quello stuolo di buoni a nulla che governano oggi l’Italia:
“Eh, sì, ma anche Prodi ha fatto..Eh già, ma anche la sinistra ha detto…” e via benaltreggiando…
^_^
E infatti, lo faccio (par condicio nell’arrampicarsi sugli specchi…^_^):
Forse gli americani, dopo aver sperimentato gli effetti nefasti del pensiero monetarista, la reaganeconomics e la busheconomics devono pur fare qualche richiamino di keynesianesimo (non parliamo di socialismo, please…che quello è tutt’altra cosa!)…o no?
Un sorriso…provocatorio
C.
Mi piace moltissimo la frase:
Non è bello quando i piani e la realtà divergono in modo così significativo, ma è ancora peggio quando, a fronte di ciò, si cerca di “forgiare” la realtà, piegandola verso il proprio piano: puzza di sovietico.
MI ricorda che qualche mese fa per criticare Obama era stato mostrato in alcuni Blog di stretta oservanza berlusconiana un grafico sull’endemento delle borse, peccatto che se si osserva adesso lo stesso grafico allargandolo si scopre che la discesa era iniziata molto prima dell’elezione di Obama e che poi nei mesi successivi le borse si sono recuperate gran parte delle perdite.
Se non era un tentatvi di piegare la realtà alle proprie idelolgie non so come si possa chiamare…
Detto questo non so se sull’Iran Obama stia sbagliando così grossolanamente, vorrei ricordare che l’atteggiamento di appleasement nei confronti di un nemico ben più pericoloso come l’URSS da parte di Reagan non ha poi portato a risulrtati cosi disastrosi.