Il cancro che si “cura” con il bicarbonato

bicarbo

...e altre bufale complottiste: ci sono criminali che guadagnano soldi con le cure alternative e la loro illustrazione. E, per fortuna, anche medici seri che studiano i fenomeni. E sanno misurare le parole di una scoperta scientifica di grande importanza

Esistono persone geniali, incomprese per decenni che sono destinate, infine, alla gloria; ma si sa, i geni devono essere umiliati e soffrire a lungo prima di essere capiti. E’ un destino triste ma ne vale la pena, visti i vantaggi che l’Umanità potrà trarne.

FACCIAMO UN ESEMPIO – Un esempio. C’è una lunga serie di articoli, commenti, interviste, inchieste, siti internet e blog, nei quali si vuole fare intendere che uno dei più gravi problemi del genere umano si possa risolvere piuttosto facilmente; solo che, ci spiegano, ci sono poteri oscuri che preferiscono lasciare le cose come stanno. Il problema di cui si parla e che le forze del male non vogliono risolvere, non è il traffico, come sosteneva l’avvocato di Jonny Stecchino, bensì il cancro. Ed è una faccenda piuttosto seria.

ALLA FACCIA DEL BICARBONATO – C’è un filone particolare della ricerca contro questo tipo di patologie che ha quasi dell’incredibile. Negli Stati Uniti, ma esistono ricerche anche in Italia, si sta studiando da molti anni il bicarbonato di sodio come coadiuvante alla chemioterapia. Questo non significa ovviamente, che bere un bicchiere di acqua e bicarbonato faccia guarire dalla malattia. Si studia il bicarbonato, come anche, con altrettanta attenzione, migliaia di molecole, ormoni, farmaci nuovi e vecchi, estratti naturali, manipolazioni del DNA e tanto altro.

IL RAGIONAMENTO DEI NOBEL MANCATI – Ma qualche genio della medicina, purtroppo ancora non riconosciuto dalla commissione del Nobel, ha già trasformato gli studi con il bicarbonato in terapia. Come? Con un ragionamento del genere: il cancro è un fungo e si sviluppa in ambiente acido: cosa c’è di meglio del bicarbonato di sodio, che appunto, è un antiacido? Geniale. Come non averci pensato prima? E’ l’uovo di Colombo (Cristoforo Colombo), è la leva di Archimede, è la somma che fa il totale, come insegnava Totò. C’è qualcuno che ci crede? Sì. Per avvolgere in un ambito di autorevolezza taluni ragionamenti, di solito si cerca di richiamare studi seri, libri di autori importanti, relazioni scientifiche accettate. Ci si appropria, citandole a sproposito e solo in parte, di fonti che di per sé hanno un fondamento, una autorevolezza. Si tratta di un metodo vecchio, che a volte funziona. Potrebbe funzionare quando i destinatari dei ragionamenti non hanno possibilità, voglia o capacità di andare a studiare le fonti che vengono richiamate, e quindi si affidano a questi ragionamenti di seconda mano. Non è detto che ci sia necessariamente della malafede in questo tipo di operazioni. A volte, più semplicemente, a proporre simili interpretazioni sono persone che ci credono davvero, apprendisti stregoni che non sanno di esserlo; sprovveduti convinti di essere nel giusto. A volte invece, non pensare alla loro malafede, risulta arduo. Dobbiamo andare avanti per  esempi. Eccone uno: il sito internet LALEVA.org. A questo link   c’è un lungo articolo che esordisce dicendo che è stato finanziato uno studio, presso l’Università dell’Arizona per una ricerca sull’uso del bicarbonato di sodio per la cura del cancro al seno. La notizia è vera, come vedremo. Il testo continua con frasi di questo genere :”Ovviamente ci sono studiosi che hanno capito che il bicarbonato di sodio (baking soda), che è la stessa cosa che può salvare la vita di una persona al pronto soccorso in un attimo, è una delle prime opzioni più sicure ed efficaci per la cura del cancro”.