Il titolo su Macchianera è perfetto: “C’è del marcio in Marcegaglia“. Ma molto più interessante è l’analisi: “Il nuovo decreto anti-crisi (conosciuto anche come Tremonti-Ter) licenziato dal governo alla fine del mese di giugno 2009 contiene diversi interventi tra cui uno principale di politica fiscale: la detassazione dei redditi investiti dalle imprese in macchinari di tipo industriale“. E che non fosse il non plus ultra – viste anche le evidenti contraddizioni interne – si sapeva.
Eppure, dalla Confindustria, che in precedenza aveva aspramente criticato l’inattività del governo in tempi di crisi, sono arrivate recensioni entusiastiche, come per quegli album di artisti ormai in crisi d’ispirazione ma molto, molto amici dei giornalisti che lavorano alla pagina degli spettacoli. Il motivo ce lo spiegano sempre su Macchianera: “Comprendiamo l’entusiasmo di Emma che deve aver fatto due conti: è evidente che molti dei prodotti che ricevono l’incentivo sono presenti nel core business dell’azienda di famiglia (direttamente o indirettamente tramite semilavorati dell’acciaio). Dai link sottostanti potete confrontare il portafoglio della ditta con la tabella dei beni oggetto del decreto legge e rilevarne l’imbarazzante sovrapposizione: dalle lamiere agli ascensori di cantiere, dalle pompe e compressori ai carrelli elevatori. Ci sono anche le catapulte per portaerei, se necessario“.
Insomma, il decreto “di famiglia” del ministro Tremonti finisce per aiutare proprio il presidente della Confindustria, che però – giova ricordarlo – è l’associazione di tutti gli industriali, non solo di quelli dell’acciaio. E, dopo anni e anni di regno di Montezemolo, nei quali l’accusa strisciante che circolava nei corridoi di viale dell’Astronomia era che “iddu pensa soltanto a iddu” (per parafrasare una famosa frase di Totò Riina nei confronti dell’ex premier, ecco che la storia comincia un pochino a ripetersi. E la cosiddetta “parte sana del paese” (Lucaluca dixit) dovrebbe persino iniziarlo a notare. Se non altro, perché questo è lo stesso identico governo che fino a poco tempo fa attaccava il Centro Studi della Confindustria per le sue previsioni sul Pil, e poi tre mesi dopo incorporava queste previsioni nei suoi documenti ufficiali.
Invece no. Da quando Emma è diventata presidente e Silvio è asceso al trono, l’atteggiamento della Confindustria è piuttosto ondivago nei confronti del governo. Da una parte, si critica per chiedere qualcosa di ben specifico e preciso. Dall’altra, una volta che quella cosa viene ottenuta, si parte con i toni concilianti e si ricomincia a parlare “del bene del paese”. Quando c’era Montezemolo, almeno, gli industriali avevano il pudore di mascherare l’ambizione politica personale del presidente con una critica generalizzata alla politica e alla burocrazia italiana, con tutti quei discorsi sulla Casta e via cianciando che sembravano ricopiati dagli articoli dei giornali. Oggi la Marcegaglia ha cambiato profondamente strategia: come Achille Lauro a Napoli regala la scarpa destra della critica mediatica e poi, quando arriva il provvedimento richiesto, allunga sottobanco la scarpa sinistra del plauso al governo. Si potrebbe dire che usa la controparte un po’ come qualcuno è solito utilizzare le escort: le si paga per un servizio e poi amici come prima e chi si è visto, si è visto. Tra Silvio e gli industriali si pensava fosse amore, invece era un calesse. Tristezza!






















le donne sono sempre più complicate…talvolta anche più pericolose
Chi di escort ferisce…
Anche se la tariffa la paga chi non usufruisce delle “prestazioni”
anche perché le imprese della Mercegaglia devono essere tra le uniche realtà industriali con utili in Italia. Bella iniziativa quella di detassare gli utili in periodi di crisi nera!!! Cess…
Tristissimo. D’altronde, senza offesa, passare da Montezemolo alla Marcegaglia è come andare da Schumacher a Kovalainen
C.
per me è come andare da kovalainen a kovalainen
Intanto la Marcia Marcegaglia ha le proprie industrie in Italia, dove per ampliare un c apannone ci vogliono due anni e buste bonus alle amministrazioni.
Ci sono, al contrario i buoni, paciosi progressisti industriali di sinistra che le aziende le hanno trasferite nei paesi dell’est od in estremo oriente, fornendo, loro di sinistra, un grande aiuto agli operai italiani.
Lascio perdere la dietrologia e le sovrapposizioni, ma un incentivo, assai valido per per poter stare al passo con la tecnologia (e che riverbera i propri effetti benefici sull’occupazione) non può che avere valore erga omnes.
Oppure si sarebbe dovuto dire che il provvedimento è valido ma non per Marcegaglia, con la conseguenza che chi alla fine ci avrebbe rimesso sarebbero stati gli operai della medesima (non credo che la Marcegaglia possa morire di fame in assenza di un provvedimento statale).
Peraltro mi pare piuttosto in gamba se la sua impresa, che opera in un settore abbastanza delicato, resta sul mercato.
Strana, però questa Marcegaglia.
Genio quando critica il Governo, idiota e prezzolata quando lo elogia.
E quando lo elogia, ovviamente c’è sotto qualcosa.
vedetela positivamente: adesso per risolversi i fatti propri si potrà diventare pres del cons E/O pres degli industriali. Una possibilità in più!
Il sole24 parla di un decreto che ha imboccato la giusta strada ma che i provvedimenti devono essere ben altri, l’emma sinceramente non l’ho sentita.
La crisi è ora e la tremonti ter avrà i suoi effetti con il bilancio 2009 quindi nel 2010-11, sinceramente inutile.
Quello di cui hanno bisogno gli industriali sono soldi (in prestito s’intende, con il suo bell’interesse)…….e sempre dal sole24 i prestiti concessi sono ai minimi storici.
Dopo le sue recenti uscite (http://polliceopponibile.blogspot.com/2009/05/anche-costei-vaneggia.html) la mia stima nei confronti dell’individua è mooooooolto diminuita.