Non se ne può davvero più. Dopo il ciarpame senza pudore delle accuse rivolte al Presidente del consiglio su minorenni ed escort ora si attacca la Petruni, grande professionista del Tg1, pur di far del male a Berlusconi

E’ ora di dire basta. Dopo le infamanti domande di Repubblica, tanto infamanti che non si riesce neppure a rispondere, ecco il vergognoso articolo del sito Dagospia sulla più grande giornalista italiana, Susanna Petruni. Colpita dopo aver subito l’ingiustizia della mancata nomina a direttore del Tg1, nonostante i suoi straordinari meriti professionali. Lei, che da anni segue con passione e dedizione le eroiche gesta del più grande politico italiano di tutti i tempi, che l’ha giustamente definita “la mia giornalista preferita”, trombata (pardon..) dal suo collega – indubbiamente a sua volta di grandissimo livello – Augusto Minzolini.
Ma in questa strana estate berluscoitaliana, purtroppo piove sul bagnato. La povera Susanna, mentre era pronta a ripiegare, seppur a malincuore, sulla direzione di Rai 2, è stata vigliaccamente attaccata per un gioiello a forma di farfalla che avrebbe indossato durante la conduzione del telegiornale più obiettivo e autorevole dell’universo, allietandoci le serate – come solo il Tg1 sa fare – con le fondamentali informazioni di come si passano le vacanze in Liguria, quanto sono utili le pedicure e della bontà delle ricette di Nonna Camilla da Molfetta.
Un gioiello casualmente identico a quelli che Berlusconi sarebbe solito regalare alle sue preferite, quando lo allietano con perizia, passione e gaiezza in quelle allegre festicciole a Palazzo Grazioli e Villa Certosa. La povera giornalista ha scritto una piccata replica all’infame sito internet, dicendo che sporgerà querela, e che le foto prontamente pubblicate (che stranamente nessuno ha pensato di sequestrare, forse l’avvocato Ghedini è in vacanza) sono solo uno squallido fotomontaggio.
Anche se il quotidiano La Repubblica dice di aver scovato degli spezzoni di Tg1 in cui la bella Susanna fa mostra di questo splendido gioiello farfallino, e quindi quale che sia la verità, diciamolo subito: noi di Giornalettismo stiamo con Susanna. Colpita in modo volgare nella sua dignità non tanto di donna, ma di giornalista, con quella “allusione a compiacenze” che, come ha detto lei stessa “ledono ed offendono in maniera del tutto gratuita la mia persona prima che la mia professionalità”.
Hai ragione, Susanna. E’ ora di finirla con questa volgari insinuazioni. “Ho quasi cinquant’anni e lavoro da quando ne ho venti; non credo, francamente, di aver raggiunto i miei obiettivi per motivi diversi da quelli legati alla mie reali capacità.” Brava Susanna! Le tue reali capacità professionali sono indiscusse ed indiscutibili. Lo dimostrano i tanti premi e riconoscimenti ottenuti in tanti anni di onorata carriera. Chi si è dimenticato il tuo trionfo al premio “leccapiedi d’argento”, vinto per aver tagliato la scena di Silvio Berlusconi, presidente del consiglio, che faceva le corna al vertice di Caceres dell’Unione europea e che fece il giro del mondo?
E come non ricordare il memorabile servizio di Susanna del 2 luglio 2003, quando Berlusconi davanti all’europarlamento di Strasburgo all’avvio del semestre italiano di Presidenza dell’Unione Europea, diede del kapò al tedesco Shultz (presidente del gruppo socialista) e dei turisti della democrazia a tutti i parlamentari europei, particolari che la bella e brava Susanna si dimenticò di mostrare e raccontare? Servizio che le valse le lodi pubbliche del [[Financial Times]], che scrisse che “neppure il tg sovietico ai tempi di Breznev sarebbe riuscito a fare meglio?”
Per non parlare dello straordinario servizio di Susanna mandato in onda in occasione del discorso di Berlusconi all’Onu nel settembre 2003, nel quale la bella, brava e professionalmente impeccabile inviata del Tg1 sostituì le immagini di una platea semideserta ed annoiata con quella di una sala plaudente in standing ovation, trascurando il piccolo particolare che la scena si riferiva al discorso – avvenuto 2 ore prima di quello del nostro premier – di George W. Bush. Come non ricordare che Susanna si aggiudicò con questo capolavoro di professionalità il premio [[Emilio Fede]] 2003?
E come non ricordare l’ultima performance in ordine di tempo, ma non meno importante: la consacrazione della brava e bella Susanna, che l’ha lanciata nell’olimpo del giornalismo mondiale: il trionfale annuncio del record di ascolti del Tg1 in occasione delle diretta sulle morti causate dal terremoto in Abruzzo. La minuziosa descrizione dei cadaveri straziati, delle lacrime dei parenti, delle dichiarazioni contrite di Berlusconi. E ad ogni morto in più l’audience saliva, e la nostra Susanna (assieme a tutti i suoi colleghi del Tg1) godeva.
Ora, con questa invenzione della farfalla, tutto rischia di venire vanificato in un attimo. Povera Susanna! In fondo, che male c’è? Il gioiello potrebbe non essere mai esistito. Una calunnia. E anche se esistesse, potrebbe essere stato regalato da chiunque, o acquistato ad una bancarella qualunque. Una calunnia. E se anche fosse stato regalato dal premier in persona, che male c’è? In questo paese illiberale un povero Presidente del Consiglio non può neppure regalare un gioiello alla sua “giornalista preferita?”
Per colpa di queste calunnie, potrebbero essere inutili i tanti anni di onorata carriera, i tanti servizi impeccabili, le virtù di cronista attenta solo ai fatti, che svolge con deontologia e coscienza il suo lavoro: informare e far conoscere la verità ai telespettatori del [[Tg1]]. Povera Susanna, donna che tiene alto il prestigio del Tg1, quello dell’Italia (e quello del suo presidente del Consiglio). Una donna di indubbio talento, una giornalista senza macchia e senza paura. Ma stai tranquilla, Susanna. Noi di Giornalettismo siamo tutti con te. E poi, nell’Italia berlusconiana, il talento viene sempre premiato. Chiedi a [[Mara Carfagna]] e a [[Maria Vittoria Brambilla]], se non ci credi.
Buon tutto!






















in ot, un po’ maliziosa. tempo fa ho letto un articoletto nel quale si parlava delle tendenze della moda dei gioielli e si diceva che andavano di moda le farfalle, gli orecchini a farfalla. Come testimonial ideale si citava la Carfagna con i suoi. Ora, credo di averlo letto su una rivista cartacea sfoliata velocemente da qualche parte, anche perché non son riuscita a trovare un link, quando, visti i gioielli di una delle raga di Bari, me ne sono ricordata, ma son sicura di ricordare bene.
La farfallina di Susanna Petruni…
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La farfallina di Susanna Petruni…
E’ ora di farla finita. Non se ne può davvero più. Dopo il ciarpame senza pudore delle accuse rivolte al Presidente del consiglio su minorenni ed escort ora si attacca la grande professionista del Tg1 pur di far del male a Silvio Berlusconi…
ops…”sfogliata”. Comunque, tornando all’articolo: effettivamente, quel gioiello “potrebbe essere stato acquistato in una bancarella qualunque”. Invito i milanesi a fermarsi ad una di quelle che espongono vicino ai navigli. C’è scritto “tutto a due euro”. Ci son delle spillette e degli orecchini molto molto simili. Silvio ha già fatto tendenza
@gloria:
Infatti…
La Frafalla di per sè non è ninete, non prova nulla e non significa nulla.
Come sempre, si parla d’altro per non andare al “cuore” del problema…e cioé:
Quali sono i “meriti professionali” e le “reali capacità” dimostrate in questi anni dalla Susanna…Oltre, naturalmente, ad essere la “giornalista preferita” di Silvio nazionale?
OT: Bisogna proprio che faccia un giretto a Milano, dove manco dall’ultima volta che ci siamo visti…
Magari dopo l’estate…
C.
Si potrebbe anche parlare della spilletta di Giovanna Botteri, dell’anello di Maria Cuffaro, del bijoux di Nadia Zicoschi, del profumo di Mariolina Sattanino, del diadema di Paola Sensini, del mazzo di rose di Neliana Tersigni, del bouquet di gladioli di Rosanna Cancellieri, del diamantino di Bianca Berlinguer, dello Swarovsky di Monica Maggioni, del finto interessamento del sultano del Brunei per Maria Concetta Mattei, fatto girare da lei a mezzo stampa anni fa, tramite Klaus Davi.
E la nuova inviata Lucia Goraci una seratina con Antonio Di Bella no!? Per qual pudore? E Maria Rosaria De Medici con Mannoni una cenetta è troppo, dopo linea notte? Par condicio gente. O contragolpe da subire a breve.
Chi guarda troppo nel cassetto degli altri, si ritrova l’armadio pieno di scheletri a casa sua. E’ questione di tempo. Ci potrebbero essere delle scosse.
eccellenza federico umberto, è un piacere averla qui!
Prima degli episodi da te ricordati, e farfalline a parte, mi colpì, ad una conferenza stampa del premier, la generosità sfacciata dei sorrisi (quasi d’intesa, si direbbe)con cui questa donna si rivolgeva a Berlusconi, porgendogli, sistematicamente, le domande scherzose che puntualmente lo fanno gongolare, e cui risponde sfoderando il più seduttivo (dal suo punto di vista) dei sorrisi. Mi chiedo, forse romanticamente, se è mai possibile che, dove non arrivi la professionalità di un giornalista, possa almeno arrivare il senso della propria dignità personale.
Non ricordo l’incartamento riguardo Roberta Serdoz.
Dovrò controllare.
Piacere mio!
@Ufficio Affari riservati:
Prima di tutto, affrontiamo un gioiello (o un profumo) alla volta…^_^
E a parte questo, come certo avrai letto, della farfallina non si parla affatto. Ma dei grandi meriti professionali della “nostra”.
Ah, il piacere è (anche) mio…
@Cordapazza:
A parte le farfalline, il tema è quello del servilismo come “metro” del “merito”. Vezzo certo non solo Berlusconiano, ma da egli portato al parossismo. Il TG1 è semplicemente inguardabile, e la nostra ne è una dei profeti. Infatti, gli ascolti crollano.
Un sorriso sfarfallante
C.
Sei malizioso. Mai pensato che la farfallina nel significato, andasse oltre se stessa. Sul serio. Mi riferivo alla bipolarità sociopolitica del concetto di dono.
Comicomix, apprezzo sempre i tuoi articoli che spesso non condivido, ma che stimolano un sano, civile e costruttivo dibattito.
Questo, tuttavia, è di profilo un po’ bassino, non tanto perchè si stigmatizza la carriera di una giornalista non dovuta a meriti, potrà anche essere vero, ma perchè questo fatto viene sottolineato come unico e legato al Berlusconismo.
Però spiegami nella RAI quali sono i giornalisti che hanno fatto carriera senza leccare, quale TG s delle reti RAI e MEDIASET sia accettabile.
Su RAI 3 non tagliano, non danno versdioni di parte estrema?
Stigmatizziamo la giornalista, ma ammettiamo che anche nella pura sinistra accadono le medesime cose e che fare carriera senza merito è una piaga dell’Italia del dopoguerra, quando se non sbaglio il Berlusca non contava nulla.
Se anche della carriera non meritocratica si deve dare colpa al Berlusca, facciamo pure, ma non comprendo come molti altri giornalisti, che non conoscono la lingua italiana ed hanno una cultura a metà tra le elementari e le medie possano apparire festosamente in televisione.
@Uffico affari riservati:
Malizioso, io? Ma nooooo
@Matteo:
Grazie per la stima.
In realtà volevo dire un’altra cosa: che – a dispetto di quanto in molti pensavano (un po’ non ci crederai, ma lo pensavo anch’io) – in un paese dove il merito non è mai esistito il “Berlusconismo” (che non mi piace e non mi piacerà mai) avrebbe portato un po’ di sana meritocrazia. Essendo Berlusconi un imprenditore, ed avendo lavorato per anni in una grande impresa, speravo che almeno un po’ da questo punto di vista le cose sarebbero cambiate.
Invece, è PEGGIO della lottizzazione Catto-comunisto-socialista di un tempo. Che certo non nego, anzi che mi faceva schifo. Ora come allora. All’epoca però essere servi sciocchi serviva a far carriera, ma nel disprezzo generale. Ora, invece, è diventato motivo di vanto (vedi la piccata risposta della Petruni al sito Dagospia sui suoi “meriti professionali”. Vista la sua carriera, un po’ di low profile, più che da Comicomix, sarebbe stato meglio. Per lei.
Ah, la stima, anche se non di rado non condivido le tue idee, è reciproca.
C.
Comicomix
Non condividere le idee nel reciproco rispetto delle medesime ritengo sia il miglior modo per crescere e migliorare.
Aggiungo solo una cosa.
A me pare che gli italiani si piazzino sempre dove c’è una tavola imbandita, poco importa chi l’abbia imbandita.
Se da un lato è disdicevole, dall’altro ci ha consentito di sopravvivere.
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