Interni

Una settimana da popolo italiano

3 luglio 2009

Stufa della solita minestra, la civiltà tricolore decide di attuare un golpe civile prendendo il potere a Rai Uno. Ecco in anteprima la cronaca dei tragici eventi

LUNEDì - A Saxa Rubra è il caos. Centinaia di migliaia di cittadini inermi si sono riversati nelle strade, stufi di doversi sorbire ogni giorno un tg inguardabile. L’idea è quella di occupare le sedi Rai per protestare contro l’uso distorto tipico dell’informazione italica: la rivoluzione italiana va a compimento alle ore 13 del lunedì, quando tutti gli uffici sono desolatamente vuoti causa fila alla mensa. Il popolo italiano prende ufficialmente possesso di Rai Uno con un comunicato stampa la cui lettura è lasciata alle signorine Buonasera riunite, minacciate da un uomo che brandisce un Devoto Oli. La prima azione del popolo è un cambio totale di palinsesto che verrà però esplicato nelle prossime ore. Promette il “comitato centrale informativo italico” che da oggi, a Rai Uno, tutto sarà diverso. Intanto alla Rai è sconcerto: adesso che rete diamo al Governo, che se ne è vista sottratta una con l’inganno?

MARTEDì - I primi effetti della conduzione di rete si vedono subito: il tg1 dell’ora di pranzo viene ridotto a 5 minuti per raddoppiare la durata di Verdetto Finale, versione sottomarca di Forum (il quale risulta anch’esso la versione sottomarca di un programma serio). Altra novità: da oggi il giudice potrà applicare come sanzione ai perdenti causa una lapidazione gentilmente offerta dalle massaie del comitato, alle quali proprio non va giù che i soliti mariti fedifraghi la passino liscia ogni volta a causa del voto popolare, notoriamente bonario. Dopo le accuse di femminismo degli uomini del comitato, però, si decide che a emettere il verdetto saranno sempre e solo donne in bikini di massimo 25 anni. L’accordo è raggiunto. Nessuna soluzione all’orizzonte per il problema di distorsione duopolistica che si è venuto a creare nella Rete: si pensa di costruire una sorta di Rai Uno e mezzo da dare al Governo per placare la sua ira, ma la risposta della controparte è un secco no.

MERCOLEDì - Dopo aver cambiato gran parte del palinsesto adeguandolo ai gusti veri del popolo (niente più spazi informativi, sostituiti da più comodi caroselli pubblicitari come quelli della bella tv di una volta – ma con molta più topa - e cartoni animati a iosa – sennò i figli chi li tiene?) il comitato patriottico mette mano al punto nevralgico del cancro rai: l’informazione. La calata è drammatica: tutti i giornalisti Rai vengono cacciati ignomignosamente dalla rete e sostituiti da personaggi scelti mediante votazione popolare. I risultati sono i seguenti: al posto dei conduttori del Tg, troppo impassati e seriosi, il popolo ha eletto la nazionale italiana. D’ora in avanti saranno i calciatori a scrivere le notizie e leggerle davanti alle telecamere. In tal modo si avranno due piccioni con una fava: calcio in tv e gnocca a iosa in quanto calciatori chiamano veline, è notorio. Al posto di Bruno Vespa, a dirigere Porta a Porta verrà chiamato Luca Giurato, unico sopravvissuto alla notte dei coltelli popolare perché “è tanto caruccio!“. Niente più repliche di Don Matteo e Commissario Rex, di cui verrà prodotta una serie italiana doc con un protagonista furetto (e prete) che non solo risolve i gialli in meno tempo ma ha anche una fotografia decente. E la commissaria che lo accompagna è topa. I vertici Rai sono nel panico ma dal Governo arriva un segnale di apertura: non vi preoccupate, è solo questione di tempo. Il significato della frase è oscuro.

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