Non tutti i quotidiani italiani si sono abbandonati al pettegolezzo e al bacchettonismo: pochi eroi si sono distinti per la loro integrità e professionalità.
Sono state settimane difficili per i nostri reporter. In politica interna, la recente escalation della vicenda escort ha costretto i principali quotidiani filoberlusconiani al superlavoro, allo scopo di contrastare – più o meno efficacemente – la deplorevole deriva gossippara di Repubblica e Corriere. Ognuno, ovviamente, con il suo stile. Luigi Santambrogio, su Libero, l’ha messa sul piano del “Siamo tutti Berlusconi”, coniando felici neologismi come “moraloni” e proponendo interessanti dati statistici: dice, “secondo il Dipartimento per le Pari opportunità della Presidenza del Consiglio, in Italia sono 9 milionii clienti delle prostitute e allora facciamo due conti: in Italia siamo 56 milioni, togli donne, bambini, anziani, giovani appena fidanzati e sposati, quanti restano? Dodici, quindici milioni? Ecco, nove di questi va a prostitute o ci è andato almeno una volta”. Fin qui plausibile. “Ma ci sono anche quelli per i quali il sesso è addirittura una dipendenza […]. Una ricerca […] calcola un 6 per cento di sesso dipendenti su tutta la popolazione italiana”. E quindi tira le somme: “9 milioni di italiani hanno il vizietto delle lucciole, 6 milioni non ne possono fare a meno e ne vanno a caccia come tossici in crisi di astinenza. Il totale fa già 15 milioni”. Ovvero l’intera popolazione maschile adulta calcolata in precedenza. Come è stato possibile? Volete ottenere anche voi risultati del tutto assurdi a casa vostra, senza spese e senza tessera dell’Ordine? E’ facile. I segreti sono due: confondere “6 per cento” con “6 milioni” e sommare le cardinalità di due insiemi non disgiunti.
VICEDIRETTORI - Sul Giornale, invece, si è declinato il “così fan tutti” tirando fuori vecchie vicende riguardanti esponenti dell’opposizione. Al Tg1, Minzolini ha combinato quello che ha combinato. Ma la vera sorpresa è arrivata dal Riformista, dove il vicedirettore Ubaldo Casotto, stupito e indignato dalla grettezza dei suoi colleghi, ha espresso tutto il suo risentimento in una meravigliosa “Lettera aperta sul nuovo moralismo”. Alcuni passaggi chiave: “Ho una figlia in età di liceo e dal prossimo anno potrà fornirsi liberamente di preservativi a scuola (non credo che sulle confezioni ci saranno scritte tipo quelle che campeggiano sui nostri pacchetti di sigarette: “Il sesso in età precoce nuoce all’equilibrio psichico”) e vivere “gioiosamente” e “liberamente” le sue “avventure” (avventure che potranno indifferentemente essere con un uomo, una donna, più uomini, più donne, un mix tra i due generi e… perché no?, anche con il concorso di qualche animale, come teorizzato da illustre pensatore tempo addietro)”. E’ sempre bello vedere un padre che ripone tanta fiducia nella sua figlioletta. “Ho un figlio di undici anni, non credo sappia che alle sue compagne di classe verrà consigliato il vaccino contro il papillomavirus, responsabile di alcuni tumori dell’utero e che si trasmette attraverso i rapporti sessuali. Non lo sa ma presto glielo spiegherete voi, o provvederà un insegnante di educazione sessuale”, rovinandogli così tutta la sorpresa. Gran finale: “Finalmente trovate uno che (pare) attua tutto quello che ci avete predicato e che a me non piace; lo fa ostentando gioia, allegria, sfrontatezza e senza limiti… E voi che fate? Citate con faccia triste le preoccupazioni di qualche tonaca vescovile (le stesse che irridete negli altri 364 giorni dell’anno) e lo impiccate alla corda del vostro moralismo. Ma andate a farvi fottere!”. Ah, se anche il nostro vicedirettore fosse così coraggioso.
IL FOTOMONTAGGIO SIMBOLO - Per quanto riguarda gli esteri, invece, la cretinata più grossa l’ha fatta il Corriere, che il 28 giugno ha pubblicato la foto di una donna iraniana, ferma di fronte a una vettura con a bordo il presidente Ahmadinejad, sola, con il dito medio alzato. Com’era abbastanza prevedibile, si trattava di un fotomontaggio: il dito medio non c’era (e la foto era pure vecchiotta). Ciò nonostante, l’articolo si presenta tuttora così: “Una donna contro Ahmadinejad: la foto simbolo della protesta in Iran”. Sottotitolo, “Lo scatto ritoccato, scovato su YouTube, racconta la protesta a Teheran. E ricorda piazza Tienanmen”. Incipit: “E’ un fotomontaggio ma ha tutti i requisiti per essere un’immagine simbolo dell’Iran di oggi”. Tranne forse uno: non essere un fotomontaggio.
GRANDI NOTIZIE - Ma passiamo alle cose serie. “Game, set, grunt: a Wimbledon si combatte la battaglia del rantolo”, uno splendido titolo per l’ennesimo capitolo di una saga di cui non frega niente a nessuno, nel quale scopriamo ad esempio che la Sharapova raggiunge i 103 decibel e che Federer veste molto anni ‘80. “E’ morta a 113 anni Nonna Lucia – La persona più vecchia d’Europa”, occhiello “Una vita all’insegna della normalità e della regolarità, non esistono sue fotografie o immagini registrate”. Quindi la notizia sarebbe che non c’è nulla da mostrare su una persona estremamente anziana morta serenamente di vecchiaia dopo una vita completamente normale. “I vip lo «fanno strano» (e a volte rischioso)”: tutto quello che non avreste mai voluto sapere sul sesso ma vogliamo dirvelo lo stesso. “Tutti nudi al lavoro per un giorno”. Un articolo di 3000 battute. Tremila.
ELMAR’S CORNER - Ma questa settimana merita una citazione a parte il nostro mitico Elmar Burchia. L’amico Elmar, infaticabile cacciatore di cagate sul web, questa settimana ci ha proposto ben tre perle: “Doppio salto mortale all’indietro”, meraviglioso fin dal titolo, ci fa sapere che l’australiano Cam Sinclair ha completato un doppio backflip con la sua moto da cross freestyle nel prestigioso Red Bull X-FIghters World Tour 2009. La seconda, “Il nudo sbarca anche su Twitter”, ci spiega che tra le star va di moda twittare “foto senza veli”: ne elenca ben sei. Infine, “Usa, 50enne si spoglia ad alta quota”, degna conclusione della trilogia, dal fulminante attacco: “Che gli altri compagni di viaggio lo abbiano trovato sexy?”. Sì Elmar, dev’essere andata così.
L’ANGOLO DEL TITOLISTA - Per il resto, titoli da ricordare. India: non li paga e 2 poliziotti buttano giù dal treno in corsa donna incinta: morta. Questo ha tanti errori che non so da dove iniziare (la sintassi folle, i due punti usati due volte di seguito, l’orribile “morta” alla fine). Mourinho verso il divorzio. Dalla moglie. Aah, dalla moglie, leggendo “divorzio” avevamo tutti pensato alla squadra di calcio che allena. Clooney ingaggia una medium per parlare con il maiale morto. Eh?























Ma che classe e linguaggio impeccabile ha il vicedirettore del “Il Riformista”…i miei complimenti!
Guarda Stefano che quel Sant’ambrogio lì non l’ha mica fatto apposta…è che proprio non sa fare neppure 2 + 2. Gli fanno dei gli esami e se necessario pure dei corsi speciali, che ti credi?
Ah, quella del fotomontaggio “simbolo” è, appunto un simbolo. Di come siamo ridotti.
“E’ sempre bello vedere un padre che ripone tanta fiducia nella sua figlioletta”
Allontanandosi dal contesto…quando ci passerete, riparliamone, insieme.
Giornalisti contro il gossip…
Non tutti i quotidiani italiani si sono abbandonati al pettegolezzo e al bacchettonismo: pochi eroi si sono distinti per la loro integrità e professionalità….
Ma che specializzazione bisogna fare per diventare titolista del corriere??
ma non si sa cosa ha detto lo spirito del maiale a clooney?
A me sembra che tu passi le giornate a criticare colleghi e quelli che cercano di fare del giornalismo. Ricordati che questo che citi nella tua rubrica è prevalentemente giornalismo della rete, ben differente da quello della carta stampata, quiandi ci stanno anche le “cagate” ogni tanto, le più lette non a caso dagli utenti. E poi che male c’è? Vai farti un giro sui “seriosi” giornali esteri, non è che i nostri giornalisti se le inventano le notizie, ma il più delle volte le recuperano appunto dai portali di news esteri, dove le critiche denigratorie (come le tue) non sono affatto freuqenti. La gente, ovvero gli utenti, leggono valutano e come per la tv c’è il telecomando qui c’è il mouse: se non ti piace vai su un’altra pagina, un altro sito d’informazione. E se proprio non riesci a smettere di criticare, prova a mandare un curriculum a repubblica.it, corriere.it, stampa.it, sole24ore.it. ansa.it e prova a fare di meglio!
con stima,
iacopo villa
perugia
Iacopo, è vero che di solito (stavolta di meno, tra l’altro) prendo di mira il “giornalismo della rete”, ma, a parte il fatto che la maggior parte degli articoli che cito escono anche nell’edizione cartacea, non vedo perché Repubblica.it o Corriere.it dovrebbero avere standard più bassi delle rispettive versioni in edicola. Il fatto che le cagate siano le più lette dagli utenti non ha nulla a che fare con la qualità e soprattutto non mi interessa minimamente. Il fatto che le pubblichino anche i giornali esteri, tantomeno. Quando mi lamento esplicitamente dei giornali “nostrani”, di solito, non mi riferisco all’annoso problema degli articoli sul twitter di Lenny Kravitz o sulla dieta orgasmica, ma a questioni secondarie tipo il razzismo (più o meno) involontario, l’autocensura, la frequente mancanza di professionalità.
“Se non ti piace vai su un’altra pagina”. Giusto, ma avrei potuto rispondere allo stesso modo al tuo commento. Potrò dare un giudizio su cosa non mi è piaciuto, no?
Ubaldo CASOTTO???
No, dai, ditemi che non è vero.
Comunque questa non si critica, è senz’altro la migliore rubrica di Giornalettismo, come ho detto tante volte anche a Vertigoz.
Non prendere troppo in giro Casotto che sennò quando si cerca su Google e trova questa pagina si offende con Greg e probabilmente ci manda a farci fottere.
P.S. Vertigoz sei un dilettante.