A rischio ricerca e vigilanza dopo l’allontanamento di 200 precari dell’Ispra nel silenzio della Prestigiacomo
Sempre più incerto il futuro dei controlli e della ricerca ambientale pubblica italiana. Il 30 giugno, 200 tra ricercatori e amministrativi dell’Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) sono stati infatti allontanati dal posto di lavoro, alla scadenza dei loro contratti.
L’INIZIO DELLA STORIA - Il licenziamento, che eufemismi a parte si può
definire tale (l’amministrazione dell’Istituto lo definisce “mancata proroga”), è merito della premiata coppia di ministri Prestigiacomo-Brunetta, abilissimi nel fare il gioco delle tre carte, insieme ai dirigenti cui hanno lasciato fare il “lavoro ingrato”. La prima, che aveva già dichiarato le sue intenzioni sul precariato alla Commissione ambiente della Camera, si nasconde dietro la recente stabilizzazione di altri 200 precari dell’Ispra, per giustificare l’allontanamento dei loro colleghi, quasi tutti co.co.co., e quindi di per sé “non stabilizzabili”. Dimentica il dettaglio che queste assunzioni sono state una scelta obbligata da una legge dello Stato, approvata dal Governo Prodi e prontamente cancellata dal centrodestra. Il ministro Renato Brunetta, invece, ancora in un’intervista pubblicata oggi ha dichiarato che “nessun precario è stato licenziato”, ma dovrebbe andare a spiegarlo a persone che dopo molti anni di servizio, spesso più di dieci, si ritrovano disoccupati e senza ammortizzatori sociali, in barba alle promesse del premier.




In Italia le parole controllo ed ambiente mettono quasi paura ad un sacco di gente.
I risultati li vediamo ogni giorno.
Ma nonostante tutto, si persevera.
“Lo smantellamento dei controlli ambientali, nonostante le vaghe promesse della Prestigiacomo, sembra funzionale alla politica di un governo che, rispetto all’Obama-Style (ma anche ai discorsi di Sarkozy e altri leader) è sull’ambiente in totale controtendenza”
Appunto.
C.
Beh, le eco-mafie le abbiamo inventate nel nostro bel Paese…
Se esistesse davvero un organo di vigilanza per la tutela dell’ambiente degno di questa definizione, sarebbe un bel casino per una gran parte di cari “onorevoli”…
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