Interni

Serial killer per soldi sesso e droga

3 luglio 2009

Un killer che uccide perchè “ha le sue ragioni”. Solo una cosa si può supporre: che la follia omicida abbia travolto il killer per motivi di droga, sesso,  e soldi tramutando il tutto in un semplice gioco di sangue.

La botta arriva decisa, colpisce nel segno. Le tempie iniziano a pulsare, il naso dà il via al primo di una serie di sgocciolamenti. Tiri su, ancora, ancora. Non vuoi lasciarle nemmeno un po’ nelle cavità. Deve entrare subito in circolo. Ne prendi altra. La poggi sul compact disc. Sotto, nel loro appartamento, tuo padre e tua madre guardano la televisione. Pensano che anche tu stia facendo lo stesso. Ti credono lì, mezzo spaesato, ancora a struggerti perché tua moglie è andata via. Ma ormai sono passati due anni. Siamo nel 2001, siamo entrati nel nuovo Millennio, bisogna voltare pagina. Il bancomat sbriciola la polvere, la fa diventare ancora più fina, sembra zucchero a velo. Passi la lingua sulla carta, arrotoli le cinquemila lire e vai. Cazzo se l’hai sentita!Adesso è arrivata dritta nel cervello. Sei in palla. Carico. Pronto. Esci di casa, chiudi la porta dietro di te, scendi le scale, sali in macchina. Metti la prima e la tua Golf nera schizza via sull’asfalto come un razzo. La caccia è aperta.

SAI DOVE ANDARE - Stasera tutto quello che ci vuole è una sana chiavata. Non c’è niente di meglio. Dopo una settimana passata in magazzino a scaricare e caricare pacchi il sabato e la domenica bisogna far festa. Lo trovi più che giusto. Il riposo del guerriero. E agguerrito lo sei davvero. Manila ti deve dare un milione e mezzo, tutta la coca che si è fumata. É bella Manila e il suo mestiere lo sa fare bene. E poi andare con lei non è come con le altre. Lei è di Crema, è italiana. Oramai a battere di italiane sono così poche che vanno conservate con cura. Dovrebbero diventare patrimonio dell’umanità ed essere tutelate dall’Unesco. Manila poi ha solo 31 anni e ancora non porta addosso i segni della strada. È un piacere stare con lei. Ci fumi, ci chiavi, tutto perfetto. Ma ti deve dare un milione e mezzo. E ora quei soldi ti servono. Stai sotto di un bel po’. È più la coca che ti fumi che quella che spacci. Un milione e mezzo sono tanti soldi adesso. Eccola là, al solito posto. Chissà dove starà il marito. Chissà come una ragazza così sia arrivata a sposare un transessuale. Chissà che vita faranno. Ha freddo. Lo vedi da come cammina: tutta rigida, svelta. E da come fuma: un tiro dietro l’altro come a cercare il calore della brace della sigaretta. È normale che abbia freddo, siamo all’undici di marzo, si gela qui a Brescia. Ti avvicini con la macchina. Iniziate a parlare. Sale. Sì, non sono un problema i soldi. Giusto il tempo di ingranare un po’. Sì, come in Borotalco con Verdone: “Ah, Sergio ma te la sposi o no mi’ fija? - Giusto il tempo de ingrana’ co’ sto novo lavoro. – Ah Se’, e so quattr’anni che devi ingrana’ co’ sto novo lavoro!”. Se continua di questo passo il tuo milione e mezzo lo rivedi con il quasi. Fumi. La coca arriva ancora al cervello. Stavolta rilassa le tempie per un attimo, un senso di pace e quiete ti pervade. Manila parla, i soldi te li darà dice, c’è solo da aspettare un attimo. Solo un attimo. Solo un attimo. La frase ti si ferma in testa. E così, in un attimo tiri fuori il tuo coltello a seghetto e la colpisci. Cerca di scappare. Non ha scampo. Il secondo colpo arriva così forte nel costato che la lama le si spezza dentro. Ma sei calmo. Prendi il primo oggetto che trovi, un sasso, e finisci il lavoro. Il cuore batte veloce, sempre più veloce. Non sai se è la coca o l’adrenalina. Prendi il corpo e lo carichi in macchina. Voli via veloce. Intravedi un cavalcavia, uno di quelli dove sopra passano i treni, sperduto nelle campagne e ti sembra perfetto. Lasci Manila lì e dici addio per sempre al tuo milione e mezzo.

I GIORNI PASSANO UGUALI - Dal lunedì al venerdì al lavoro. Il sabato lo stereo a tutto volume, la coca, le tirate, le prostitute. La domenica al bar, a tifare Milan. Sei un ragazzo come tanti. Be’, un ragazzo, oramai sei un uomo adulto con i tuoi 35 anni. Questo lo sai bene. In pochi ti conoscono, sanno quello che fai. “El postin” ti chiamano, perché tuo nonno fu il primo portalettere della zona. Tu preferisci Giordano, ma alla fine è uguale. Alla fine basta che arrivi il sabato. Basta che la testa voli via, lontano. Siamo a luglio e inizia a far caldo anche qui, in Franciacorta. Adesso c’è questa bella serba, Slaviza, che non è niente male. Certo non è Manila, ma il suo mestiere lo sa fare altrettanto bene. Ci sei andato già due volte. Sai che è una tossica. Stasera le farai la proposta: la porterai a casa tua a fumare un po’. I tuoi non ci sono, così nessuno la vedrà. Certo non puoi fare nemmeno troppo tardi, domani la settimana ricomincia. Ti vesti, un tiro di coca e parti. Slaviza la trovi subito. La proposta le piace. Certo che le piace: è il 14 luglio di gente in strada ce n’è pochissima. Salite in casa. Iniziate a fumare in tranquillità. A lei la coca va a genio, così a te. Pure leI ti garba, come direbbero i toscani. Adesso deve darsi da fare, adempiere al suo dovere. Non male, pensi quando è tutto finito. Vai in bagno. Quando torni c’è qualcosa che non quadra. Sul vassoio avevi lasciato soldi e strisce. Ne sei certo. Lei ti sfotte. Ti ha preso per un coglione. L’afferri per il collo, inizi a sbatterle la testa sul pavimento. Vedi che sta sporcando tutto così le metti un sacchetto in testa. La lascia così, esanime sul pavimento. Sono le cinque e devi andare a lavorare. Quando torni, verso mezzogiorno, il corpo non si è spostato di un millimetro. Del resto come avrebbe potuto. Avvolgi Slaviza in un lenzuolo e la carichi in macchina per poi abbandonarla nelle campagne. Un tiro di coca ti ridà le energie perse. Sei esausto.

AGOSTO, E’ UN INFERNO QUI - Già non c’è mai niente da fare, ma ad agosto puoi anche spararti in testa e non se ne accorgerebbe nessuno. È il 26, ancora devono tornare tutti dalle vacanze. Hai voglia di chiavare. Esci alla ricerca di qualcuna. Non prima di aver assolto il rito del tiro di coca. Lei va bene, è stupenda. È brasiliana, si chiama Ediviana Lopez De Cruez ha 32 anni e una storia da film. È sposata con un transessuale italiano. Lei anche è schedata come trans, ma non è vero. Ha una bambina piccola di otto mesi, avuta da un altro, che viene accudita a turno dalle sue colleghe. A te di tutto questo interessa poco o niente. Tu hai solo una proposta da fare: cinquantamila lire per andare con lui e duecentomila lire di cocaina per lei. L’affare è fatto. Poi lei inizia a fare storie. Dice che vuole usare il preservativo. Dice che la coca è troppo poca. Il sangue ti va al cervello. Scende. Torni a casa. Acchitti la botta con la scheda. Prendi un coltello dalla cucina, quello che usi per tagliare il salame. E rifai la strada all’indietro. La trovi ancora lì. Il coltello serve a spaventarla. La inviti a casa tua per fumare. Lei accetta, sale, ma continua con i problemi. Minaccia di prendere la targa della macchina. Della tua Golf. I colpi arrivano decisi, alla nuca, alla schiena, al cuore. Le sfili il cellulare dalla borsa vai via.

Un commento a Serial killer per soldi sesso e droga

  1. RITA

    In un caso come questo penso di essere molto favorevole alla pena di morte, data in modo mooooolto lento……………….
    Mi dispiace e non ditemi che non era in grado di intendere e volere, ma era solo un bas…do che usava le donne come si usano i fazzoletti usa e getta………………..

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