Visita <a href="http://www.liquida.it/" title="Notizie e opinioni dai blog italiani su Liquida">Liquida</a> e <a href="I widget di Liquida per il tuo blog">Widget</a>
Archivio Chi siamo Contatti Pubblicità
pubblicato il 2 luglio 2009 alle 12:30 dallo stesso autore - torna alla home

Dopo mesi di discussioni – anche all’interno della maggioranza di Governo – quest’oggi il “pacchetto sicurezza” diventerà legge. Basta una breve analisi del disegno di legge n. 733 per rendersi conto del cambiamento culturale che verrà imposto al Paese, con riflessi sociali potenzialmente esplosivi

Primo indizio della gravità delle conseguenze dell’approvazione e dell’importanza che questa rivestiva per il Governo è l’iter parllegge Pacchetto sicurezza: sicuri di essere meno sicuriamentare. Nello specifico, due scelte politiche che hanno caratterizzato l’ultimo passaggio al Senato. In primis l’utilizzo dell’ennesima questione di fiducia, allo scopo di blindare la maggioranza. Non basta: il Senato si è trovato a votare un testo composto da tre soli articoli (e, rispettivamente, 32, 30 e 66 commi). Detto che quello approvato alla Camera constava di 66 articoli, la spiegazione è piuttosto semplice: nella votazione si approvano o bocciano i singoli articoli, anche laddove sia posta questione di fiducia (che è sul provvedimento generale). Ecco dunque che dopo aver “sistemato” la questione generale, si è voluto garantire anche l’intero contenuto.

SICURI DI AVERE RAGIONE – Scorrendo le nuove “Disposizioni in materia di sicurezza pubblica”, un occhio non troppo esperto noterà la ricorrenza di alcuni termini e concetti. La parola “straniero” compare ben 27 volte, il “permesso di soggiorno23 volte. Non serve essere sociologi, né giuristi, né storici per comprendere come la sicurezza pubblica sia ormai a tutti gli effetti (da ultimo quello della legge) considerata come appendice (conseguenza?) della regolamentazione dell’immigrazione. Il leitmotiv di questo Governo, dettato dalla necessità di mantenere salda l’alleanza con la Lega Nord, è che non possiamo permetterci di accogliere tutti; anzi, a citare testualmente il Ministro dell’Interno Maroni, “con clandestino Pacchetto sicurezza: sicuri di essere meno sicuril’immigrazione clandestina bisogna essere cattivi”. Dietro questi slogan c’è una lettura della criminalità che, prosciugata da eventuali ignoranza o incapacità (stiamo parlando di una classe politica che ci governa e non ha difficoltà a chiedere il conforto di esperti, se in difficoltà con le interpretazioni della realtà), sembra riportarci indietro di trent’anni. “Sotto ogni clandestino può nascondersi un criminale, sotto ogni criminale può nascondersi un clandestino”, direbbe oggi Gian Maria Volonté in un immaginario sequel di “Indagine su un cittadino…”. Di questa maggioranza, di questo Governo spaventa la convinzione nelle proprie convinzioni (mi si consenta la ripetizione): l’ansia di presentarsi come il Governo del fare, l’uso smodato della fiducia nell’iter di approvazione delle leggi, le uscite sibilline del Presidente del Consiglio contro il Parlamento non sono che sintomi. La malattia è la sfiducia nel dialogo, nell’analisi dei fenomeni, nei processi decisionali condivisi e concertati con anime diverse del Paese. Sembra di assistere ad una continua corsa contro il tempo, dove il traguardo è solo il prossimo sondaggio. In fondo il Partito Nazional-Socialista di Hitler prese il potere con gli strumenti della democrazia, senza torcere un capello. E in periodo di crisi economica, basta essere capaci di individuare nemici sempre nuovi da dare in pasto al popolo.

SICURI CHE L’ITALIA SARÀ UN POSTO PEGGIORE – Ci travestiamo ora da “nuovi governanti”, e rivoltiamo contro di loro questo modo di fare politica sfruttando la pancia dell’elettorato e della cittadinanza. Alcune norme della nuova legge renderanno questo Paese un posto peggiore per tutti, italiani o stranieri che siano, regolari e irregolari. Ignorando mesi di denunce e proclami di non collaborazione da parte degli interessati, è infatti stato approvato il comma 25, lettera g) dell’articolo 1, che impone al cittadino extracomunitario l’obbligo di esibire il permesso di soggiorno come condizione per ricevere servizi “inerenti all’accesso alle prestazioni sanitarie” e “prestazioni scolastiche obbligatorie”. Pur abolendo dunque formalmente la norma sui cosiddetti medici-spia, si finisce per “liberare” di un obbligo giuridico hospital bed1 Pacchetto sicurezza: sicuri di essere meno sicurisoltanto questi ultimi. Nei fatti, ci chiediamo, cosa cambierà? Anche laddove il medico facesse prevalere il suo dovere di curare il malato, resta la procedura dell’esibizione del permesso di soggiorno a sconsigliare a quest’ultimo di recarsi presso le strutture pubbliche. Assisteremo ad altre morti per paura? Quanto ai presidi, si diceva che la norma fosse incostituzionale (lo denunciava il Presidente della Camera Gianfranco Fini in persona): niente da fare, si lasciano sfumare le polemiche, si promette un passo indietro, e puntualmente si lascia tutto com’era. In materia penale, dopo l’aggravante di clandestinità (in base a cui la condanna sarà aumentata di un terzo qualora il reato sia commesso da un irregolare) – introdotta con la prima legge di conversione del pacchetto sicurezza (la numero 125/2008, che ha introdotto il comma 11-bis dell’articolo 61 del codice penale) –, l’introduzione del reato di clandestinità (punito con un’ammenda da 5mila a 10mila euro) comporterà un ulteriore appesantimento dei ruoli dei tribunali, che saranno probabilmente ingolfati da migliaia di procedimenti inutili, come denunciato dal Consiglio Superiore della Magistratura. Segnaliamo poi la questione delle ronde. Aspettando i provvedimenti di attuazione, il fatto stesso di delegare funzioni di controllo del territorio a privati cittadini appare una grave forma di cessione della sovranità dello Stato, quasi una delega alla giustizia privata (in un certo senso persino preventiva, visto che potranno intervenire istantaneamente…). Convinti che molto se ne parlerà nel prosieguo, cerchiamo di trarre le nostre conclusioni.