Dopo mesi di discussioni – anche all’interno della maggioranza di Governo – quest’oggi il “pacchetto sicurezza” diventerà legge. Basta una breve analisi del disegno di legge n. 733 per rendersi conto del cambiamento culturale che verrà imposto al Paese, con riflessi sociali potenzialmente esplosivi
Primo indizio della gravità delle conseguenze dell’approvazione e dell’importanza che questa rivestiva per il Governo è l’iter parl
amentare. Nello specifico, due scelte politiche che hanno caratterizzato l’ultimo passaggio al Senato. In primis l’utilizzo dell’ennesima questione di fiducia, allo scopo di blindare la maggioranza. Non basta: il Senato si è trovato a votare un testo composto da tre soli articoli (e, rispettivamente, 32, 30 e 66 commi). Detto che quello approvato alla Camera constava di 66 articoli, la spiegazione è piuttosto semplice: nella votazione si approvano o bocciano i singoli articoli, anche laddove sia posta questione di fiducia (che è sul provvedimento generale). Ecco dunque che dopo aver “sistemato” la questione generale, si è voluto garantire anche l’intero contenuto.
SICURI DI AVERE RAGIONE – Scorrendo le nuove “Disposizioni in materia di sicurezza pubblica”, un occhio non troppo esperto noterà la ricorrenza di alcuni termini e concetti. La parola “straniero” compare ben 27 volte, il “permesso di soggiorno” 23 volte. Non serve essere sociologi, né giuristi, né storici per comprendere come la sicurezza pubblica sia ormai a tutti gli effetti (da ultimo quello della legge) considerata come appendice (conseguenza?) della regolamentazione dell’immigrazione. Il leitmotiv di questo Governo, dettato dalla necessità di mantenere salda l’alleanza con la Lega Nord, è che non possiamo permetterci di accogliere tutti; anzi, a citare testualmente il Ministro dell’Interno Maroni, “con
l’immigrazione clandestina bisogna essere cattivi”. Dietro questi slogan c’è una lettura della criminalità che, prosciugata da eventuali ignoranza o incapacità (stiamo parlando di una classe politica che ci governa e non ha difficoltà a chiedere il conforto di esperti, se in difficoltà con le interpretazioni della realtà), sembra riportarci indietro di trent’anni. “Sotto ogni clandestino può nascondersi un criminale, sotto ogni criminale può nascondersi un clandestino”, direbbe oggi Gian Maria Volonté in un immaginario sequel di “Indagine su un cittadino…”. Di questa maggioranza, di questo Governo spaventa la convinzione nelle proprie convinzioni (mi si consenta la ripetizione): l’ansia di presentarsi come il Governo del fare, l’uso smodato della fiducia nell’iter di approvazione delle leggi, le uscite sibilline del Presidente del Consiglio contro il Parlamento non sono che sintomi. La malattia è la sfiducia nel dialogo, nell’analisi dei fenomeni, nei processi decisionali condivisi e concertati con anime diverse del Paese. Sembra di assistere ad una continua corsa contro il tempo, dove il traguardo è solo il prossimo sondaggio. In fondo il Partito Nazional-Socialista di Hitler prese il potere con gli strumenti della democrazia, senza torcere un capello. E in periodo di crisi economica, basta essere capaci di individuare nemici sempre nuovi da dare in pasto al popolo.
SICURI CHE L’ITALIA SARÀ UN POSTO PEGGIORE – Ci travestiamo ora da “nuovi governanti”, e rivoltiamo contro di loro questo modo di fare politica sfruttando la pancia dell’elettorato e della cittadinanza. Alcune norme della nuova legge renderanno questo Paese un posto peggiore per tutti, italiani o stranieri che siano, regolari e irregolari. Ignorando mesi di denunce e proclami di non collaborazione da parte degli interessati, è infatti stato approvato il comma 25, lettera g) dell’articolo 1, che impone al cittadino extracomunitario l’obbligo di esibire il permesso di soggiorno come condizione per ricevere servizi “inerenti all’accesso alle prestazioni sanitarie” e “prestazioni scolastiche obbligatorie”. Pur abolendo dunque formalmente la norma sui cosiddetti medici-spia, si finisce per “liberare” di un obbligo giuridico
soltanto questi ultimi. Nei fatti, ci chiediamo, cosa cambierà? Anche laddove il medico facesse prevalere il suo dovere di curare il malato, resta la procedura dell’esibizione del permesso di soggiorno a sconsigliare a quest’ultimo di recarsi presso le strutture pubbliche. Assisteremo ad altre morti per paura? Quanto ai presidi, si diceva che la norma fosse incostituzionale (lo denunciava il Presidente della Camera Gianfranco Fini in persona): niente da fare, si lasciano sfumare le polemiche, si promette un passo indietro, e puntualmente si lascia tutto com’era. In materia penale, dopo l’aggravante di clandestinità (in base a cui la condanna sarà aumentata di un terzo qualora il reato sia commesso da un irregolare) – introdotta con la prima legge di conversione del pacchetto sicurezza (la numero 125/2008, che ha introdotto il comma 11-bis dell’articolo 61 del codice penale) –, l’introduzione del reato di clandestinità (punito con un’ammenda da 5mila a 10mila euro) comporterà un ulteriore appesantimento dei ruoli dei tribunali, che saranno probabilmente ingolfati da migliaia di procedimenti inutili, come denunciato dal Consiglio Superiore della Magistratura. Segnaliamo poi la questione delle ronde. Aspettando i provvedimenti di attuazione, il fatto stesso di delegare funzioni di controllo del territorio a privati cittadini appare una grave forma di cessione della sovranità dello Stato, quasi una delega alla giustizia privata (in un certo senso persino preventiva, visto che potranno intervenire istantaneamente…). Convinti che molto se ne parlerà nel prosieguo, cerchiamo di trarre le nostre conclusioni.









“”Scorrendo le nuove “Disposizioni in materia di sicurezza pubblica”, un occhio non troppo esperto noterà la ricorrenza di alcuni termini e concetti. La parola “straniero” compare ben 27 volte, il “permesso di soggiorno” 23…che tristezza
Si affronta la paura che la complessità di un fenomeno così complesso com’è l’immigrazione, che si porta dietro la ancestrale paura del nuovo, del “diverso” che è innata nell’essere umano, con la semplificazione.
Confondendo l’ansia del “fare” per dare risposte che effettivamente servono (l’atteggiamento speculare di altri, che il fenomeno migratorio non crei criticità da governare è altrettanto sbagliata) con una serie di provvedimenti-manifesto, provvediemnti -slogan, che anzichè risolvere i problemi esistenti ne creano anche degli altri.
C.
Mi sembra una legge abbastanza idiota, e la cosa non mi stupisce. Però rimango convinto che quei pochi immigrati che abbiamo diano un contributo così pesante alla criminalità rispetto al loro numero che ritengo che un fondamento quantitativo nelle fobie su cui il governo soffia ci sia. Che il 6% della popolazione commetta ad esempio oltre il 30% degli stupri è preoccupante. Che poi il governo orchestri campagne di allarme sociale sulla criminalità nonostante i numeri dicano che stia in calo è un altro discorso. Esiste un problema reale di criminalità concentrata tra immigrati, secondo me, e qualcosa si potrebbe comunque pensare di fare.
il concetto di sicurezza è un concetto estremamente relativo: sicurezza di chi e da cosa?
Dando una rapida scorsa alle iniziative dei vari governi berlusconi si intravede il concetto di sicurezza immaginato da questa classe dirigente: sicurezza del ceto politico-economico dalle conseguenze della commissioni di svariate tipologie di illeciti. Si va dalla commissione di reati quali la corruzione (ormai di fatto depenalizzata a seguito della riforma cirielli che ha dimezzato la prescrizione) ai reati ambientali, dalla violazione di norme sulla sicurezza sul posto di lavoro all’evasione fiscale, dalla limitazione delle intercettazioni al lodo alfano e così via.
Per la “gente” della strada restano i tagli dei finanziamenti all’apparato giudiziario e alle forze di polizia.
Però poi ti danno le ronde (che oggi sono disarmate ma vedrete che prima o poi qualche armina gliela concederanno) e ti dicono chi sono i cattivi da addirare all’indice.
E gli italiani sono felici, ma si sa siamo un popolo che si accontenta di poco (ultimamente poi proprio di molto poco).
Provo un forte, disgustoso, incontenibile senso di nausea.
“Che il 6% della popolazione commetta ad esempio oltre il 30% degli stupri è preoccupante”
Boh, io ho letto spesso che le violenze carnali si consumano per quote di oltre l’80% tra le mura domestiche. Le due cifre si concilierebbero considerando che una quota d’immigrati sia coniugata ed eserciti la violenza verosimilmente su una propria connazionale, nella maggioranza dei casi. Ma anche quest’ipotesi statistica va presa con le molle. E’ infatti lecito pensare che la percentuale di violenze domestiche occulte (non denunciate da parte di chi le subisce) sia enormemente superiore rispetto a quelle subite per strada da parte di un aggressore sconosciuto, tanto più se straniero.
Comunque stiano le cose credo che questo non sia il punto.
Le società occidentali sono destinate a perdere la loro identità etnica e razziale. L’unica alternativa a questa ipotesi è lo sterminio nazista, che non voglio nemmeno prendere in considerazione.
Le società progressive si predispongono all’integrazione ed alla multietnicità. Quelle regressive, come la nostra, si predispongono alla xenofobia ed alla guerriglia urbana.
Solo l’integrazione può disinnescare il pericolo di uno scontro violento tra diverse culture in una società multietnica. E non mi sembra che si vada in questa direzione.
L’emarginazione, l’infelicità,la segregazione e lo sfruttamento sono i vivai della violenza microcriminale, della violenza fine a se stessa.
La cosa triste è che il fronte che per primo sosterrà l’impatto di questa violenza che monta sarà proprio quella massa di sfigati precari, mutuati, morti di fame, sfruttati senza futuro che, oggi, vota perlopiù a destra. La famosa guerra tra poveri, tanto cara a questo regime senza idee e senza visioni.
Di certo quelli come berlusconi o come i maggiorenti della Lega, che vanno per strada con la scorta armata al seguito, non avranno nulla da temere. Ma le mogli e le figlie dei muratori e degli operai che li votano sì.
Badate bene, siamo di fronte ad una nuova strategia della tensione. L’anatema anticomunista berlusconiano si fa sempre più ridicolo, giorno dopo giorno. C’è bisogno di nuovi nemici per sorreggere il vuoto pneumatico ideale che sorregge questa classe dirigente.
E questo nemico sarà più palpabile e concreto quanto più sarà violento.
La violenza degli extracomunitari non è ciò che questa maggioranza vuole combattere, ma l’obiettivo che si prefigge.
solo una precisazione sull’articolo: volevo sottolineare soprattutto come da questo provvedimento traggono vantaggio i soliti potentati economici, e come IL PARTITO DEL POPOLO DEL NORD (la Lega) si guardi bene nei fatti dal combattere LA PRIMA CAUSA DELL’IMMIGRAZIONE CLANDESTINA: il lavoro nero.
finché ci sarà lavoro irregolare e pomodori da raccogliere in puglia, ci saranno immigrati clandestini.
inutile prenderci per il culo con la solfa sui crimini.
il vero punto nodale è questo: il lavoro nero – E QUINDI L’IMMIGRAZIONE CLANDESTINA – convengono economicamente a qualcuno, e quel qualcuno di fatto continua a impedire scelte politiche coraggiose quanto necessarie.
non servirebbe neanche il decreto flussi, se ci fossero controlli sui datori di lavoro e i contratti.
tutto qui.
Straquoto Luigi: lavoro nero… Come tutte le leggi restrittive sono un mercato nero per le varie mafie…
Propaganda (paracula)
[...] 5) http://www.giornalettismo.com/archives/30694/pacchetto-sicurezza-sicuri-di-essere-meno-sicuri/ [...]
abuso di maggioranza
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L’approvazione della legge sulla sicurezza avvenuta ieri in via definitiva al Senato con voto di fiducia chiesto dal Governo pone problemi assai seri per la tenuta dello stesso sistema democratico e per la libertà e civiltà del nostro Paese. Il Senato e prima la Camera hanno approvato una legge che violenta principi fondamentali della Costituzione per volontà di una maggioranza che, per fare pesare ancora di più il proprio potere di maggioranza che non deve rendere conto a nessuno, ricorre al voto di fiducia chiesto da un Governo guidato da un gruppo di ministri che si presentano in divisa al Parlamento ed alle TeleCamere con tanto di cravatta e fazzoletto verde. Questo manipolo oramai abbastanza numeroso di legislatori e governanti in divisa ha fortemente voluto ed imposto l’istituzione di ronde con l’evidente scopo di farne una sorta di ampliamento nazionale della guardia padana e la milizia privata del Partito di Governo. Una milizia per ora disarmata ma non è detto che non lo sia in un futuro più o meno vicino. Questo obiettivo è palesato dal fatto che saranno le associazioni a fare le ronde e non singoli cittadini iscritti in un albo aperto a tutti.
La devastazione del diritto fatta dalla legge approvata ieri è tanta e tale da porre il problema di una riconsiderazione dei poteri del Parlamento rispetto la Costituzione. Può una maggioranza semplice stravolgere principi che riguardano la tutela della dignità e della libertà delle persone garantiti dalla Carta Costituzionale e da norme internazionali alle quali abbiamo aderito? A questa domanda si deve rispondere
sottraendo tutte le proposte di legge che investono i principi contenuti nella prima parte della Costituzione alla legiferazione ordinaria e stabilendo per esse la necessità di una maggioranza qualificata (due terzi) per la loro eventuale modifica.
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Tutti le persone di origine straniera che stanno in Italia magari da moltissimo tempo vengono consegnate
dalla normativa approvata ieri ai loro datori di lavoro che diventeranno arbitri assoluti della loro permanenza. Basterà la minaccia di non rinnovare il contratto per piegare alle voglie più insane del padronato italiano i lavoratori stranieri dal momento che nessuna garanzia viene loro concessa per il rispetto dei loro diritti sindacali. Il permesso di soggiorno a punti è il sadico strumento di controllo e di schiavizzazione degi immigrati.
Colpisce inoltre l’enormità degli aggravamenti del regime di detenzione previsto dal 41 bis. Aumenta a dismisura il potere del Governo su quello della legge dal momento che si può aumentare il carcere duro ed inasprirlo su richiesta del Ministro degli Interni a quello della Giustizia.
Questa norma sembra fatta apposta per affermare un potere diretto del Governo sui mafiosi carcerati che sorpassa quello del giudice di sorveglianza e del sistema giudiziario in genere. Dal momento che sono assai scettico sulla reale volontà del centro destra di combattere la mafia, (ricordate il Ministro Lunardi che invitò a convivere con la Mafia e Berlusconi che definisce eroe il suo mafioso “stalliere”), penso che il carcere durissimo a disposizione del Governo possa diventare un pericoloso ed inquietante strumento di contrattazione e di aggiustamento con la criminalità mafiosa.
L’adesione dei giuristi democratici e della sinistra a suo tempo data al 41 bis sia pure condizionata dalla durata limitata e da procedure di garanzia credo sia stato un grave errore dal momento che le prigioni non
possono diventare le segrete del governo come nei regimi totalitari e come lo furono nel nostro passato.
La pena carceraria non deve prevedere vari gradi e vari livelli di sofferenza inflitta. Deve essere eguale per tutti e distinta soltanto dalla durata di espiazione dettata dalla sentenza.
Il Presidente della Repubblica, custode supremo della Costituzione, dovrebbe bocciare la legge approvata ieri per il degrado che introduce nel Diritto italiano. Spero che lo faccia ma ne dubito dal momento che, se avesse voluto, avrebbe potuto sconsigliarne la presentazione alle aule parlamentari. Dopo che Napolitano avrà messo il suo sigillo alla legge, l’Italia sarà molto più fascista di quanto non lo sia già oggi con una legge razziale che punisce sulla base dell’etnia e un carcere che sarà manovrato dal Governo come nello Stato Pontificio e nella Repubblica Serenissima che chiudeva ai Piombi chi era sospettato o inviso al Potere dei Dogi.
pietro ancona
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