“ Io non farò mai niente per impedire ad Almirante di parlare”
“Io non farò mai niente per impedire ad Almirante di parlare; ho bisogno che parli, perché non c’è nulla nella mia storia che mi tiene vicino a lui, ma non c’è nulla della mia storia che mi deve impedire di far parlare chiunque. Questa, compagni, è la democrazia”. Questo invece è Melega. Un padre poi pentito degli anni in cui uccidere un fascista non è più reato. Perché bisogna proteggersi. Il Mis sta all’8 e 2 e Almirante gioca sporco, gioca pulito. Miete consensi, c’è il golpe, ci sarà. E allora va fermato il fascismo a ogni costo e in ogni dove. Dagli autogrill ai licei. Non bisogna farli mangiare, non si può lasciarli andare. Non s’è inventata la democrazia per i fascisti. Non sono, non siamo così scemi. Prevenire, schedare, è meglio che farli parlare, è meglio che curare.
E questo ragazzo che sta andando a scuola nell’inverno del ’75, non un
inverno qualsiasi ma quello a Milano, è Sergio, un figlio di quegli anni di cui parla Melega. Porta i capelli lunghi. Perché s’è un po’ rotto degli schemi. Se stai a destra devi essere ricco, stronzo, decerebrato, col capello corto e la spranga. Se stai a sinistra puoi invece permetterti tutto nel consenso generale. Lui, Sergio, se ne frega. E i capelli li lascia andare al vento. Che problema c’è. Chi l’ha detto poi. Che si debba sopportare tutto ad esempio. Sergio ha diciannove anni e non sopporta più quasi niente. L’unico me ne frego lo dice al barbiere. Per tutto quanto il resto, ragiona e se la prende su. Non sopporta che la democrazia preveda esclusi. Il conformismo. Il non poter parlare senza autorizzazione. Le ronde democratiche. L’antifascismo peggio del fascismo. L’antifascismo, un fascismo uguale e decoroso. A scuola sua, il Molinari, lui stava tanto bene. Amato. Vezzeggiato. Un eroe, quando passava i compiti e per salvare gli altri il suo veniva sequestrato. Poi è cambiato tutto perché Sergio ha cominciato ad esserci. A porsi domande. Ad esprimere un pensiero. Come coi capelli: Sergio se ne frega dei tanti barbieri.
Sergio quella mattina ha compito in classe. Non sa la traccia ma sarà la solita, è un istituto tecnico, cosa volete sia il tema d’italiano. Traccia a piacere, che il prof va a fumare fuori. Ragazzi, parlate a ruota libera. Del tempo. Della primavera. Fascista ? Se lo è, Sergio è il peggior prototipo di fascio in circolazione. E’ il fascista nuovo. La Destra nazionale. L’almirantiano. Il fascio in doppiopetto. Che parla di elezioni, di democrazia, consensi. Che fa politica e non le risse. Che espone piano i suoi concetti e non urlando i suoi livori. Sergio sta a destra come molti ragazzi di quegli anni. Perché non si può fare e perché non si può fare ? Sergio è il peggiore. Non è tarchiato, non è un violento, non è ricco, va a scuola con un modesto motorino, non ha padre e madre reduci e nostalgici, a casa sua manco una foto della Buonanima, non è cresciuto con i treni in orario ed Evola non sa manco dove stia di casa. Parla di Repubblica presidenziale e non di eia eia alalà. E’ un mite, non ha conti in sospeso, è uno sporco fascista ma nessuno ha mai pianto a causa sua. E’ un ragazzo che legge il Giornale, che trova interessante Montanelli e non il Mein Kampf. Che vota e fa votare. Che se ne sta in silenzio soltanto perché aspetta il proprio turno per parlare. Se a tutto questo aggiungi i capelli lunghi, Sergio è una provocazione che cammina, un sovversivo, un fascio e un criminale. Tutto intorno a lui è diverso. Lui sta andando a scuola, che ha tema d’italiano. E’ freddo, è inverno. Si aspetta molto Sergio da quel freddo, che lo preveda dalla democrazia e lo nasconda dalla tolleranza, che lo protegga nel buon senso, nella quiete dopo il fuoco, nella riflessione dopo l’incendio, si aspetta molto da persone e cose Sergio. Che ci volete fare, è giovane. Può aspettare. Che sian coerenti coi loro nomi. Se è democrazia, democrazia sia. Se vogliono pace ed uomini nuovi, uomini veri, liberi, vivi, per dio vivi, sul serio vivi la smetteranno di fargli la guerra. E di volerlo morto.




“Io non farò mai niente per impedire ad Almirante di parlare; ho bisogno che parli, perché non c’è nulla nella mia storia che mi tiene vicino a lui, ma non c’è nulla della mia storia che mi deve impedire di far parlare chiunque. Questa, compagni, è la democrazia”.
Peccato che gruppi come Avanguardia Operaria, Lotta Continua, Autonomia Operaia ed altri pseudocomunisti da combattimento, non sapessero minimamente il significato della parola democrazia!
Gli anni di piombo sono stata una delle pagine più brutte dell’italia, quasi al livello del ventennio fascista… si uccideva a destra e sinistra solo per le proprie opinioni… solo perchè eri un compagno od un camerata potevi morire… brutta storia e brutto passato abbiamo.
Destra, sinistra, anni di piombo, anni di stolida omologazione. No, solo anni assolutamente noiosi ,inutili e ridicolmente tragici. Essi sono l’ennesima dimostrazione del centenario vizio italico: l’esser sempre rimasti all’età dei Comuni, del campanile; l’esemplificazione profonda di un popolo senza l’humus dell’identità nazionale ancor oggi perdurante e dippiù svilito nell’aberrazione sinistroprodiana dell’Europa senza etnie, tradizioni, diversità, dell’Europa identità economica.
“Gli anni di piombo sono stata una delle pagine più brutte dell’italia, quasi al livello del ventennio fascista… si uccideva a destra e sinistra solo per le proprie opinioni… solo perchè eri un compagno od un camerata potevi morire… brutta storia e brutto passato abbiamo.”
Bisognerebbe però ricordare che gli anni di piombo furono anche il frutto di un disegno ben preciso da parte dello stesso Stato nel senso della radicalizzazione del conflitto sociale, meglio noto come strategia della tensione. Questo disegno era volto ad evitare di ritrovarsi con un partito comunista vincitore alle elezioni e quindi di fronte all’imbarazzo di una democrazia che non può accettare il risultato della consultazione popolare (come ad esempio nel 1990 in Algeria).
Allora se non si capisce che in un paese “democratico” il PCI non sarebbe stato autorizzato mai ed in nessun caso a governare il Paese, non si capisce nemmeno perché Sergio Ramelli sia morto per aver espresso un’opinione.
Al clima di tensione degli anni ’70 s’è giunti dopo trent’anni di stragi di stato e di manifestazioni represse nel sangue da forze dell’ordine che sparavano ad altezza d’uomo per uccidere e dove a morire o ad essere incolpati erano sempre i comunisti/anarchici.
Vorrei ricordare che, a tutt’oggi, per questi fatti di sangue non sono ancora stati individuati i mandanti e non è mai stata fatta giustizia.
E’ alla luce anche di queste verità che vanno lette la militarizzazione di parte della sinistra extraparlamentare e le relative conseguenze.
Mi stupisce che qualcuno s’accorga di un’emergenza democratica in Italia solo a partire dal caso dell’assassinio di Sergio Ramelli (1975) quando da trent’anni l’Italia viveva in un regime a “democrazia limitata”, costruito sui morti ammazzati, gli apparati occulti, le ingerenze statunitensi, i malori attivi, Gladio e la P2.
Non è che uno studente di medicina si sveglia la mattina ed esce con la chiave inglese per andare a spaccare teste. Perché questo succeda c’è bisogno di un clima di tensione anomalo. Questo clima di tensione è stato voluto e perseguito dagli stessi rappresentanti della “democrazia”, per poter poi gridare allo scandalo quando questo clima dava inevitabilmente i propri frutti.
Con questo non voglio affatto giustificare la barbarie dell’omicidio di Sergio Ramelli.
Ma dipingere questo fatto di sangue come il risultato della sola furia ideologica ed antidemocratica di personaggi che, oggi, sono medici e ricercatori, non equivale a raccontare tutta la storia, bensì a metterne in risalto solo la parte meno interessante e significativa.
Non era possibile scrivere di meglio:tuttalpiù le stesse cose.Mi permetto di aggiungere che,essendo l’Italia una provincia di uno sterminato impero,come accadeva per quelle romane,all’epoca (non so oggi)veniva governata da un proconsole criptico che ha sempre allungato la longa manus,spessissimo per accendere micce.
Non sapete una mazza e state sempre a parlà, anzi a scrivere.
Ma nemmeno le volete imparà le cose, che il modo ci sarebbe.
Quello che è peggio è che, se foste vissuti in quegli anni, sareste stati dalla parte dei massacratori di Ramelli, ignoti tra i milioni di ignoti “rivoluzionari” al servizio del conformismo comunista, dispersi, senza identità, nella marea rossa che ha distrutto l’Italia.
@ Z
bell’analisi, condivido.
Quanto vi odio. Vi spaccherei la testa a uno a uno ancora oggi.
Qualunque siano le nobili scuse e i carri armati in vista, un fatto è certo.
La campagna per buttare fuori il Mis era una campagna politica non contro lo stato stragista ma contro un partito politico che prendeva sempre voti presto diventata una caccia all’uomo in condizioni di superiorità numerica e consenso culturale.
Qualunque sia la nobile scusante, qualunque fossero le violenze ambo le parti, qualunque rossi e neri tutti uguali, nessuno potrà non riconoscere che un caso Sergio Ramelli, un ragazzino ucciso per un tema, nel quale diceva assassini alle Br, tra gli applausi del consiglio comunale di Milano dopo un processo popolare fattogli da professori e compagni di classe, un caso del genere a sinistra non si sarebbe mai potuto verificare.
Spiace per i picchiati dai fasci degli anni ’70 ma alla fine è questa la verità.
Perché la proporzione numerica e il consenso generale ha fatto si che le violenze di sinistra fossero quelle del più forte sul più debole.
Perchè a Walter Rossi morto gli han dedicato una piazza.
Perchè a Ramelli morto han fatto un applauso.
Spiace ragazzi ma è andata così.
Siete passati dalla parte del torto e quel ragazzo coi tubicini è vittima del vostro essere potere. Voi che pensavate di essere oppressi da Andreotti avete oppresso a vostra volta e non c’è retorica che possa esulare dal dato oggettivo.
Morti da ambo le parti ma nessun caso Ramelli, non nella dinamica dell’agguato ma nella possibilità anche solo teorica di poter scontare una espulsione violenta, impunita e gradita dal proprio consesso sociale, avrebbe mai potuto verificarsi a sinistra.
Farsene una ragione. Quando si ha la possibilità di sfogarsi coi più deboli e ti dicono anche bravo, si uccide perchè siamo animali.
Non per colpa di Andreotti o per evitare il golpe.
Bravo Enzo, queste sono le vere opportune considerazioni!
è bello sentire parlare una persona onesta !
era tanta e tale la pressione contro le destre che molti di noi decisero di impugnare il manganello per riequilibrare una disparità di forze che rendeva il fascista un eroe solitario e perseguitato
poi vennero gli accoltellamenti a destra e a sinistra
e quando non si fermarono si passò al piombo delle mitragliette
e ci fu la resa generale
@ onore a ricchiuti
…ma non a te perché ciò che ha sostenuto Enzo nei commenti non ha come diretta conseguenza ciò che sostieni tu. Trovo sbagliato prendere i singoli casi e vederli fuori dal contesto complessivo. E’ vero: i morti sono morti da entrambe le parti, rossi o neri che siano, così come è condannabile la politica del “se uccidi un fascio non è reato!” Ricordo però la strage di Piazza Fontana, l’uccisione barbara di Pinelli rimasta impunita nonostante si siano scoperti i nomi dei veri colpevoli. Lui fu vittima innocente di quella strage, insieme alla gente che in quella piazza trovò la morte. Ahhhhhhhhhhh, però poi gli hanno fatto un monumento… certo. Peccato che ancora oggi si ricolleghi la strage agli anarchici. Il vero protagonista di quegli anni, ha ragione Z è la stretegia della tensione senza la quale ogni episodio, considerato isolatamente, porta solo ad altri inutili fanatismi.
@ z
“Bisognerebbe però ricordare che gli anni di piombo furono anche il frutto di un disegno ben preciso da parte dello stesso Stato nel senso della radicalizzazione del conflitto sociale, meglio noto come strategia della tensione. Questo disegno era volto ad evitare di ritrovarsi con un partito comunista vincitore alle elezioni e quindi di fronte all’imbarazzo di una democrazia che non può accettare il risultato della consultazione popolare (come ad esempio nel 1990 in Algeria).
Allora se non si capisce che in un paese “democratico” il PCI non sarebbe stato autorizzato mai ed in nessun caso a governare il Paese, non si capisce nemmeno perché Sergio Ramelli sia morto per aver espresso un’opinione.
Al clima di tensione degli anni ‘70 s’è giunti dopo trent’anni di stragi di stato e di manifestazioni represse nel sangue da forze dell’ordine che sparavano ad altezza d’uomo per uccidere e dove a morire o ad essere incolpati erano sempre i comunisti/anarchici.
Vorrei ricordare che, a tutt’oggi, per questi fatti di sangue non sono ancora stati individuati i mandanti e non è mai stata fatta giustizia.
E’ alla luce anche di queste verità che vanno lette la militarizzazione di parte della sinistra extraparlamentare e le relative conseguenze.”
Ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah
Ecco la lezioncina imparata a memoria dal pollo d’allevamento di turno. Eccola qua, la sinistra che si picca, nell’anno di grazia 2009, di essere “democratica” e non è nemmeno al livello della più vecchiotta e arteriosclerotica socialdemocrazia europea. Ecco qua come si tocca con mano che Berlusconi, l’incredibile anomalia Berlusconi, è solo l’ultima versione del mostro creato dal sonno della ragione, dalla paranoia di massa della sinistra. Vi svelate da soli. E’ dalle elezioni del ’48 che la sinistra è alla ricerca dei “mandanti” …ah ah ah… a no, non ci posso credere… devo ridere o piangere? Ridere, ridere, va’, ch’è meglio…
Si credono intelligenti, e sono la più incredibile massa di fessi irreggimentati che popoli l’orbe terraqueo da quando è caduto il muro di Berlino… atroce!!!…
Ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah a ah ah ah ah
parli senza sapere, senza capire, ma per ipotesi ed personali interpretazioni
nessuno allora aveva ragion, troppi i misteri che nessuno realmente forse scoprirà mai
e nessuno è condannabile per qualcosa che non è chiara
esisteva però da allora l’ onore, concetto spero non solo di destra e l’ onore imponeva di intervenire a favore dei pochi contro le masse
ora lo farei a favore dei froci o dei comunisti
ricchiuti è uomo d’ onore perchè non teme di essere male interpretato dai male-pensanti
io sono uno stronzo qualsiasi cui non interessa conoscere le tue opinioni nei miei confronti
“Ecco la lezioncina imparata a memoria dal pollo d’allevamento di turno.”
Per fortuna che c’è Zamax che ci spiega come gira il mondo… su su vai a leggere l’ultimo libro di pansa in autostrada…
Io ho condannato questi pseudocomunisti da combattimento, ma questo non vuol dire che Z non abbia una parte di ragione… Gladio e la Strategia della tensione non sono campati in aria e neanche molto democratici… anzi per te sono democratici, visto che consideri democrazia un mondo dove quelli di sinistra sono appesi per il collo o fracassati di botte.
Per fortuna che zamax c’è….
Ricchiuti hai scritto un bell’articolo, ma pecchi di eccesso quando fai un tuttuno di BR e sinistra… è vero che MSI ed Almirante erano invisi alla gente di sinistra, ma allo stesso modo il PCI era inviso a servizi deviati con l’appoggio degli americani… forse non hanno ammazzato un Ramelli, ma hanno fatto saltare per aria una stazione ferroviaria per incolpare i comunisti…
Cercare di spiegare cosa succedesse in quegli anni, senza essere fisicamente li è impossibile… noi possiamo solo condannare l’accaduto… tu e zamax invece volete condannare la sinistra moderna per quanto fatto da quegli assassini.
io ho solo una domanda per quelli che sostengono la supremazia della violenza extraparlamentare di sinistra e la caccia all’uomo:
cosa ci faceva Mario Merlino, all’epoca ideologo di riferimento dell’estrema destra, nei movimenti anarchici? e come mai lo stesso Mario Merlino compariva a libro paga dei servizi segreti? e come mai in tutte le compagini, dalle Br a AutOp, c’erano agenti dei servizi segreti? siete sicuri che fosse tutto così spontaneo? e se così fosse, come vi spiegate che per almeno 10 anni apparati dello Stato abbiano depistato le indagini su Piazza Fontana e stazione di Bologna (entrambe realizzate dall’eversione di destra)?
@ mortimer
infatti non ho espresso opinione alcuna nei tuoi confronti ed è logico che esprima le mie opinioni, come fanno tutti d’altra parte. I misteri sono tanti, tantissimi è vero, quanti i dubbi di dubbioso (ma poi quanto è vero che Mario Moretti era al soldo dei servizi segreti?!!!), tuttavia su Piazza Fontana di certo c’è che non sono stati gli anarchici, che Pinelli è stato ucciso e spacciato per suicida, che moglie e figlie nel giro di poche ore hanno lasciato un uomo sano e si sono ritrovate un cadavere in casa senza mai poter neppure invocare la giustizia, che gli esecutori materiali di quella strage sono stati individuati ma mai condannati. Poi non parlo del ruolo di Calabresi che fino al giorno prima si dichiarava amico di Pinelli, tant’è che Pinelli in Questura ci era arrivato con il suo motorino dal bar dove era solito passare alcune ore dopo il lavoro. Non ne parlo perché questo è tutto un mistero, anche se la mia idea ce l’ho. Cito fatti, non insulto nessuno e discuto civilmente. Punto.
Quella degli infiltrati è un’altra scusante.
Era un clima culturale. Altrimenti dovremmo pensare che anche il Consiglio comunale di Milano fosse infiltrato mentre applaudiva la morte di un ragazzo di diciannove anni per nulla.
Tetsuo, di sinistra moderna non ho parlato e non me ne importa nulla.
ma io non riesco a capire come ricchiuti possa così tranquillamente trarre conclusioni su un intero contesto sociale, partendo da casi isolati.
rigirando i suoi stessi argomenti, si potrebbe dire che questo revisionismo oggi può sostenerlo proprio perché il contesto sociale e politico lo applaude nel momento in cui sopraffa’ (naturalmente in punta di penna, mica con le spranghe) un intero mondo (visto che all’epoca rappresentava il 30% degli elettori) che oggi è IN NETTA MINORANZA.
sembra quasi la vendetta della minoranza di ieri, oggi fattasi maggioranza, sulla maggioranza di ieri, oggi fattasi minoranza.
scusate il paradosso ma penso sia necessario per capire la storia dell’italia contemporanea.
“ma io non riesco a capire come ricchiuti possa così tranquillamente trarre conclusioni su un intero contesto sociale, partendo da casi isolati.”
neanch’io riesco a capire come tu possa trarre conclusioni su un intero contesto sociale, partendo dal caso isolato di Merlino, volendo.
Siete solo delle capre cionche, esattamente come quelli che vi hanno preceduto. Non c’è speranza alcuna che riusciate a capire che i vostri capi vi prendono per il culo e basta. La differenza è che adesso siete pochi, altrimenti vi comportereste esattamente come quelli.
Se dopo le prendete almeno cercate di non piangere.
no gregory, io parlo di un complesso contesto politico in cui le istituzioni decisero di strumentalizzare dei ragazzini (perché si trattava di ragazzini) e fomentarli a fare la guerra. Merlino è un caso, ma ce ne sono decine agli atti di processi storici sulle BR e sui casi Moro, stazione di Bologna, Piazza Fontana.
La cosa che mi fa riflettere è che Almirante è quello che decise di fare irruzione all’Università La Sapienza per scongiurare che studenti dei collettivi di sinistra e studenti dei collettivi di destra si mettessero d’accordo per fare – QUELLA SI’ – la resistenza al potere costituito. E’ documentato. Ci sono le riprese. Occupazioni che fino a quel momento andavano avanti INSIEME, lettere e giurisprudenza, con un accordo sulle idee. Tutto spezzato da un intervento esterno, DI PARTITO.
E’ per questo che non riesco proprio a vedere Almirante come brava persona, come “fascista democratico”. Almirante era perfettamente integrato nel sistema politico che tutti qui dentro schifiamo, e Ramelli era solo un bambino in buona fede. Per questo prendere il suo martirio come esempio della demonizzazione di quella parte politica è sbagliato: perché lui era profondamente diverso dai CAPI DEL PARTITO. Quelli erano intellettualmente corrotti, lui no.
spero di essermi fatto capire, ma ho sempre la sensazione che in queste discussioni si rimanga tutti della stessa opinione. Io Ramelli non l’ho mai denigrato, e come lui i Mantakas e i ragazzi di Acca Larenzia. Mi piacerebbe che i Walter Rossi o Valerio Verbano non passassero per privilegiati e coccolati da una classe politica che invece li schifava tanto quanto i primi, e di cui erano ugualmente vittime. Mentre questo articolo confonde vittime e carnefici, secondo me.
” Merlino è un caso, ma ce ne sono decine agli atti di processi storici sulle BR e sui casi Moro, stazione di Bologna, Piazza Fontana.”
Guarda, non è vero. Visto che ce ne sono decine, puoi farmi almeno undici nomi e cognomi, storicamente parlando?
Poi, ti faccio apprezzare l’evidente contraddizione; questo è un racconto della storia di Ramelli, giusto? ecco: questo sei tu due righe prima: “Ramelli era solo un bambino in buona fede”; e questo sei sempre tu, due righe dopo: “questo articolo confonde vittime e carnefici, secondo me.”
Ancora: questo sei tu: “E’ per questo che non riesco proprio a vedere Almirante come brava persona”, e questo è ciò che dice il testo: “Il Mis sta all’8 e 2 e Almirante gioca sporco, gioca pulito. Miete consensi, c’è il golpe, ci sarà. ”
Guarda, ce ne vuole di fantasia per sostenere la tua posizione.
Tu Zamax non devi ridere,ti devi soltanto vergognare per lo squallore ( nel senso etimologico del termine )delle idee che ti frullano per la testa,che è lo stesso di quelle bande che al soldo dei Servizi di note potenze straniere hanno seminato l’Italia di stragi efferate durante gli anni tristi in cui la grande ventata di antiautoritarismo prodotta dalla generazione di quei tempi è caduta sotto i colpi terribili della guerra fredda;bande di quel tipo proprio oggi sono state trasformare dal vostro parlamento in organizzazioni legali,embrioni di che cosa sarà il tempo a far vedere.Il copricapo di una volta e qualche buon minuto dietro la lavagna andrebbero assegnati anche al signor Ricchiuti,il quale dà la stura alla vecchia,vecchissima teoria degli opposti estremismi,ponendosi così tra i troppo ingenui o i troppo furbi che,utilizzando tale categoria,all’epoca coprivano la realtà di quella poderosa potenza di fuoco che faceva saltare in aria banche,treni,stazioni etc.,utilizzando non soltanto in Italia,ma anche in tante altre parti del mondo,la tecnica del fare attribuendo responsabilità ai propri avversari politici(Due piccioni con una fava),tecnica con la quale ribadivano e consolidavano la propria egemonia planetaria.Intelligenti pauca.Dimenticavo di ricordare che nessun tribunale ha mai trovato prove di tutto ciò e quindi,come si diceva nei giorni scorsi per la questione di Ustica,bisogna attenersi alle verità giudiziarie
Sentite, qui c’è poco da filosofeggiare sulla Gladio e il Patto Atlantico.
I rossi nelle scuole erano 20 a 1 ? Si.
Il caso Ramelli, morto per un tema dopo processo con tanto di applausi di stampa democratica e consiglieri comunali, si sarebbe potuto verificare a sinistra ? Mai.
Quindi. Questa non è una storia di una aggressione di cinque contro uno, o di morti fatti da una parte e dall’altra sparando all’impazzata. E’ una storia miserabile proprio nella possibilità di uno studente di fare un tema e di morire nell’approvazione democratica. Una possibilità di morire così che esisteva solo per un ragazzo di destra.
No Enzo, non c’è da filosofeggiare, c’è invece da considerare come si è arrivati ad un clima in cui le idee (giuste, ingiuste, reali od utopiche che fossero) potessero valere più di una vita umana. E’ questa l’aberrazione. I rossi nelle scuole erano 20 a 1 come i neri nelle forze armate erano 20 a 1, però non puoi considerare un settore di un contesto molto più ampio e addossarne la colpa ad un’intera parte politica (ho detto parte non partito, eh). Certo che è una barbarie uccidere uno studente in questo modo, ma sostenere che “Una possibilità di morire così che esisteva solo per un ragazzo di destra” mi pare davvero eccessivo, perché ti potrei citare un’infinità di studenti di sinistra la cui vita è stata spezzata semplicemente mentre manifestavano, giovani che non sono neppure finiti nelle cronache della vergogna. Rivaluterei l’analisi di Z sul clima che ha portato agli anni di piombo, della violenza pura, della guerra civile italiana dopo una resistenza strozzata, analizzerei meglio gli anni delle stragi perché con tutto questo c’entrano eccome, farei rientrare anche la riflessione sul come si possa morire in una Questura in presenza di coloro che dovrebbero garantire la nostra incolumità, dopo aver consegnato la quattordicesima, dopo aver parlato con la propria madre ed averla rassicurata, senza aver salutato la propria moglie e le proprie figlie perché domani si sarebbe tornati a casa, senza nessuna colpa se non quella di essere anarchico senza farne mistero. Tutto è riconducibile alla Notte della Repubblica di cui siamo, nostro malgrado, figli.
Mi correggo, era la tredicesima non la quattordicesima.
Gregory:
1) Marco Pisetta
2) Silvano Girotto
3) Francesco Marra
4) un interessante articolo di Giovanni Bianconi: http://www.micciacorta.it/news_up/83.pdf
5) un interessante articolo sul sito dell’ANSA:
http://www.ansa.it/opencms/export/site/notizie/rubriche/daassociare/visualizza_new.html_20756848.html di cui sottolineo questo passaggio:
(parole di MINO PECORELLI, che penso ne sapesse qualcosa più di noi due messi assieme su quegli anni) “I rapitori di Aldo Moro non hanno nulla a che spartire con le Brigate rosse comunemente note. Curcio e compagni non hanno nulla a che fare con il grande fatto politico-tecnicistico del sequestro Moro…..Curcio e Franceschini in questa fase debbono fornire a quelli che ritengono occasionali alleati una credibile copertura agli occhi delle masse italiane. In cambio otterranno trattamenti di favore. Quando la pacificazione nazionale sarà un fatto compiuto e una grande amnistia verrà a tutto lavare e tutto obliare”
questo con solo 10 minuti a disposizione per fare la ricerca con google (non puoi pretendere che io sappia tutti i nomi a memoria
)
“ramelli era un bambino in buona fede” significa che è palesemente una vittima.
secondo me erano vittime anche quelli che lo hanno ucciso, vittime di quelli che nel consiglio comunale applaudivano e di tutti gli altri che filosofeggiavano o addirittura gli spiegavano come costruire bombe e come maneggiare chiavi inglesi e pistole. Gente da ricercare in ambienti ben più alti.
quella frase di ricchiuti sul Mis e Almirante non è così limpida come la vuoi far passare, secondo me. Ribadisco che il problema per me è che si fa passare un partito come oggetto di una specie di pulizia etnica. Non è così. Non sono mai stati picchiati o uccisi membri del partito, guarda caso i morti stanno tutti tra i militanti “di strada”, per giunta per lo più quelli più a destra di Almirante…non credo ci voglia neanche una grande conoscenza della storia della destra italiana per saperlo, almirante stava a acca larenzia come il pc ai movimenti studenteschi: li utilizzavano come manovalanza, ma alla prima cazzata prendevano le distanze. Li fomentavano e nel frattempo facevano la faccia schifata.
la mia posizione per fortuna non è solo mia. Sono in parecchi ad aver puntato il dito sulle istituzioni, a partire dai partiti, per passare attraverso i servizi segreti e la polizia. C’era un interesse preciso a mantenere il clima di guerra civile. C’era un interesse preciso a tenere il PCI lontano dal potere. Sbaglia Ricchiuti a colpevolizzare LA SINISTRA. Bisognerebbe essere più precisi. Non basta essere 20 a 1 per pensare di picchiare quell’uno: ci vuole un motivo. E il motivo glielo davano “quelli più grandi”. E sta di fatto che su 20, al massimo 2 effettivamente passavano ai fatti. Mi sembra antistorico dire che gli altri giustificavano: se così fosse, ci sarebbero state 3 rivoluzioni in italia tra il 1968 e il 1980, e invece proprio quel popolo di sinistra ha rifiutato la violenza. Ed era pronto persino a votare per la coalizione PCI / Dc (altrimenti non sarebbe stato organizzato il rapimento Moro).
girotto, frate mitra, ok andato. E siamo a uno.
L’articolo di Bianconi è appunto un articolo. Dice le solite cose, ovvero che Franceschini e molti altri sono convinti che le Br, dopo che finirono in galera loro, erano diventati una succursale del Sid. Ok, Moretti andava dai frati ed era fascio da giovane ad Ascoli. Dopodiché? Leggi Vladimiro Satta, i “misteri” del caso Moro, insieme ai libri di Flamigni. Poi mi saprai dire.
La cosa di Pecorelli manco te la commento. Quello era disposto a dirsi convinto di tutto e del contrario di tutto; c’è un libro della Kaos che si chiama Osservatorio OP, interessante come archivio. Nell’arco di due mesi sostiene due cose diverse e totalmente divergenti. Pecorelli fonte attendibile? Maddai.
Pisetta, non è mai stato dimostrato che fosse un infiltrato
http://it.wikipedia.org/wiki/Marco_Pisetta
Marra non so chi sia. Avevi detto decine e decine e decine. Qui c’è solo Frate Mitra, di sicuro. Vogliamo discuterne?
—-
““ramelli era un bambino in buona fede” significa che è palesemente una vittima. secondo me erano vittime anche quelli che lo hanno ucciso”.
Adesso sono tutte vittime. Vabene. Ti ricordo che sopra però avevi scritto diversamente: “scambi le vittime con i carnefici”. E’ oggettivamente diverso (questo sì, altro che Franceschini…) da quello che dicevi prima.
“quella frase di ricchiuti sul Mis e Almirante non è così limpida come la vuoi far passare, secondo me. ”
Certo, la frase è ambigua: serve a spiegare la posizione ambigua del Msi.
“. Sono in parecchi ad aver puntato il dito sulle istituzioni, a partire dai partiti, per passare attraverso i servizi segreti e la polizia. ”
Vero. Federico Umberto D’Amato queste cose le faceva; Dalla Chiesa disse che in ogni gruppetto universitario extraparlamentare c’era un suo carabiniere infiltrato. Di qui, a dimostrare più di questo, è onestamente difficile. Dal punto di vista storico e giudiziario.
@ Nuvola Rossa
“Resistenza strozzata”? C’è qualcuno che ha strozzato la resistenza? Quella resistenza che doveva portarci invece alla “vera” democrazia, quella compiuta compiutissima di cui millenaristi rossi ancor oggi strombazzano? Faccio sommessamente notare che il mito della “resistenza tradita” era un pilastro della filosofia dei brigatisti. Son cose durissime a morire, in che paese viviamo… Prima della strage di Piazza Fontana (la “prima”) del 1969 l’Italia aveva sperimentato un quarto di secolo di libera democrazia, libere elezioni, crescita economica e profondissimi cambiamenti nei costumi che oggi si fanno fatica persino ad immaginare. Cos’era? Un regime? Un paese a sovranità limitata, solo perché c’era la guerra fredda, che c’era perché una parte del mondo era una caeerma rossa?
Signori miei, non c’è niente di strano in quello che accadde negli anni ’70 in Italia. E’ proprio quando in un paese la libertà in generale e libertà individuali in particolare si fanno strada che diventa difficile tenere la nazione in carreggiata, perché un paese non temprato deve confrontarsi con i demagoghi, perché quando si allentano le reni gli affamati di potere – s’intende, nel nome della democrazia e della giustizia – intravedono la possibilità di realizzare i loro sogni malsani. La storia delle BR o del terrorismo è anche una storia miserabile di capi e capetti, non solo di ingenui sognatori.
Il grande Tocquevile scrisse:
“Non è sempre nel momento in cui le cose stanno diventando da cattive a pessime che scoppiano le rivoluzioni. Al contrario, più spesso accade che quando un popolo che si è rassegnato a un dominio oppressivo per un lungo periodo senza protestare d’un tratto scopre che il governo sta allentando la pressione, solleva le armi contro di esso”
Questa è da sempre la fisiologia della rivoluzione. L’Italia era un democrazia nuova, quello fu il suo momento critico, il momento della crisi di crescita spesso fatale nel passato. La sinistra, nel suo complesso, era di gran lunga il maggior agente della pulsione extrademocratica, nonostante la retorica. L’Italia resisté – le ombre di quella “guerra civile” che coinvolse migliaia di giovani ci furono in quegli anni anche in Germania e in Francia – ma quella pulsione a sinistra non si è ancora del tutto estinta.
gregory, sui singoli nomi e su Pecorelli non ti posso rispondere. Noi non c’eravamo in quegli anni, non abbiamo conosciuto le situazioni e possiamo solo scegliere chi considerare fonte attendibile. Io penso semplicemente che il fatto che così tanta gente parlasse di infiltrati (e il fatto che lo facesse Dalla Chiesa) sia indicativo: in sostanza, non possiamo dire “sicuramente c’erano”, ma neanche “sicuramente NON c’erano”, per cui mi tengo i dubbi.
su “vittime e carnefici” invece mi sono reso conto di essere stato frainteso: mi riferivo al carnefice almirante e alla vittima ramelli. Per me i capi di partito sono colpevoli di aver mandato al macero dei ragazzini, su questo non ho dubbi. Ho dubbi sulle singole persone, perché alcuni erano più scaltri e pienamente consapevoli. Non ramelli che aveva 18 anni e pensava che l’MSI fosse composto di brava gente. Ma neanche chi lo ha ammazzato, che non erano veri brigatisti ma dei coglioni che sono diventati assassini pensando che avrebbero fatto male senza uccidere (l’idea stessa a me fa venire i brividi, pensare di prendere una chiave inglese e darla in testa senza fare poi tanto male…). Il fatto è che qualcuno CE LI HA MANDATI ad ammazzarlo, fomentandoli per un sacco di tempo, CREANDO QUEL CLIMA. Sta di fatto che non erano rappresentativi della MAGGIORANZA, e qui insisto, senza dubbio alcuno: il 99% della gente di sinistra era pacificissima.
Come disse anche un ex brigatista: “ci avete fatto leggere Brecht come fosse la Bibbia, ci avete detto che non era reato spaccare le vetrine e rubare il pane, poi vi siete schifati del risultato”. La penso esattamente così. Chi educa alla guerra deve pagare più di chi la fa, se stiamo parlando di educazione impartita a ragazzini di 16-20 anni, malleabili al massimo. Per anni si è creata l’EPOPEA della ribellione armata, delle armi, si è santificato Vallanzasca e si è indicato il crimine come una scelta politica onorevole. Questo è stato IL MALE ASSOLUTO: e ho molti dubbi che siano stati gli stessi ragazzi a organizzare tutto.
Zamax, c’era un paese a sovranità limitata perché ci sono i documenti che dimostrano che gli Stati Uniti avevano pronti i piani per prendere il controllo dello Stato con l’esercito, nel caso il PCI avesse vinto le elezioni.
Così come c’era un PCI che dopo l’attentato a Togliatti bloccò una rivoluzione che era pronta, PER SENSO DELLE ISTITUZIONI e contravvenendo alle pressioni russe. Devi ringraziare anche loro se non siamo diventati un paese comunista privo di libertà.
E invece ancora demonizzi tutta una parte politica…
@ Luigi
E quindi stai dicendo che una rivoluzione era già bella e pronta! Solo loro, i comunisti, ci avevano pensato! E quindi dobbiamo ringraziare il capo dei banditi – Togliatti – se poi rinunciò al colpo! Ah ah ah ah ah ah ah E poi accusavano di golpe un giorno no e un giorno sì gli avversari politici! Facce di tolla! Sentite ragazzi: con me la sindrome di Stoccolma non funziona. I poliziotti sono i poliziotti e i ladri sono i ladri. Punto.
E poi l’ineffabile PCI, garante delle istituzioni! Caro mio, il doppio gioco del PCI negli anni ’70 fu questo, e te lo spiego per benino, con una formula semplice: dire alla gioventù, sì avete ragione, i democristiani, il governo sono servi degli USA, sono dei golpisti, sono dei fascisti, perciò avete ragione, non c’è democrazia, l’Italia è un regime… però non dovete fare la lotta armata, dovete usare i metodi democratici. I metodi democratici, e perché? Perché usare i “metodi democratici” se il paese era veramente quello descritto dalla propaganda rossa? Questo si chiama, caro mio, in parole semplici, tirare il sasso e nascondere la mano. Poi quando il paese fosse stato stremato a puntino, naturalmente, il PCI si proponeva di raccoglierene democraticamente le spoglie.
E il PCI quando mai avrebbe potuto vincere le elezioni? Riusci a essere il partito di maggioranza relativa solo nel 1984, se ricordo bene, col 34-35% mi sembra, e solo sulla scia dell’emozione per la morte di Berlinguer. In ogni caso era isolato. Il pantapartito era sempre agevolmente sopra il 50% dei voti. E se i socialisti non stavano coi comunisti questo vorrà pur dire qualcosa sulla natura del PCI, a differenza di TUTTI gli altri partiti socialdemocratici europei-occidentali, o no? Insomma. le cose più semplicie e lampanti non le volete vedere.
“gregory, sui singoli nomi e su Pecorelli non ti posso rispondere. Noi non c’eravamo in quegli anni, non abbiamo conosciuto le situazioni e possiamo solo scegliere chi considerare fonte attendibile. Io penso semplicemente che il fatto che così tanta gente parlasse di infiltrati (e il fatto che lo facesse Dalla Chiesa) sia indicativo: in sostanza, non possiamo dire “sicuramente c’erano”, ma neanche “sicuramente NON c’erano”, per cui mi tengo i dubbi”
luigi, non per essere brusco, ma qui non stiamo parlando del fatto che ci fossero infiltrati nei gruppi rossi e neri. Quello è pacifico (vuoi un nome vero, invece di uno dei tuoi? Marco Cherubini a San Lorenzo, nelle cellule rosse di zona). Lo sanno tutti. Qui stiamo discutendo del fatto che questi qua – gli infiltrati – invece di fare il loro mestiere (gli spioni) mettessero delle bombe, rapissero politici e li uccidessero. E’ questo che bisogna storicamente dimostrare. O meglio, è questo che, bisogna ammettere, NON E’ STATO DIMOSTRATO. Vuoi avere dei dubbi? Abbili, è giusto. Ma da qui a costruirci una teoria generale della società italiana negli anni ’70, ce ne passa. Fidati. Non è cattiveria: è che non c’è una prova certa che sia una.
@ luigi sicurissimo stavolta
grazie, su questo la penso allo stesso modo e sulla vera, libera democrazia della giovine Italia avrei qualche dubbio considerato che vivo in una terra che fino all’anno scorso ospitava ben 4 basi Nato all’interno delle quali non si sa neppure cosa si usa e si sperimenta. Zamax, prima c’era la guerra fredda e ora che non c’è più che ce ne facciamo dei presidi militari statunitensi? Ah, sì, per preservare la democrazia!
La storia delle Br non è più vergognosa di 40 anni di DC che ha ammorbato il Paese ed appoggiato le peggiori dittature, compreso il golpe argentino in cui persero la vita parecchi immigrati italiani e per il quale l’on. Andreotti ha dichiarato (intervista Rai per Rai Storia) di non conoscere affatto le nefandezze. La strage di piazza Fontana che tu citi en passant è il culmine della democrazia deviata, tutto il resto è guerra civile. Quanto ai costumi, com’è bella l’Italia del dopoguerra!!! Un progresso che oggi paghiamo a caro prezzo, carissimo. E come diceva Gaber: “la libertà non è uno spazio libero”!!!
“La storia delle Br non è più vergognosa di 40 anni di DC che ha ammorbato il Paese ed appoggiato le peggiori dittature, compreso il golpe argentino in cui persero la vita parecchi immigrati italiani e per il quale l’on. Andreotti ha dichiarato (intervista Rai per Rai Storia) di non conoscere affatto le nefandezze. La strage di piazza Fontana che tu citi en passant è il culmine della democrazia deviata, tutto il resto è guerra civile.”
Ragazzi, questa è (ancora e in parte) la sinistra italiana del 2009! Un lavaggio del cervello generazionale da non credere! Prove viventi di antropologia comunista! E poi si sorprendono se vince Berlusconi!
La tua ironia è sterile quanto il tuo modo di discutere. Qui vedo persone che espongono le loro idee e citano fatti, tutti non citi fatti e sfotti. Il tuo modo di confrontarti non ti classifica né a destra né a sinistra, bensì in quella terza parte politica che ti fregi di difendere: l’Italia dei MAVALA’.
In effetti ieri mi stupivo che ci fossero solo tre commenti a questo articolo. Ora ce ne sono talmente tanti che a rispondere a tutti in tutte le loro parti vien fuori un brodo di gallina.
Ho avuto l’unico merito cronologico di aver innescato una discussione che s’è andata via via radicalizzando, restituendo un flebile riflesso di ciò che poteva essere la contrapposizione di parte di quei tempi. E qua non voglio certo interpretare il ruolo del “buonista”: la radicalità del contrasto è spesso sintomo di vitalità sociale.
Ma non sempre.
E questo è l’unico aspetto sul quale concordo con Ricchiuti, l’autore dell’articolo.
Un articolo che per il resto reputo alquanto vile.
Perché? Perché Ricchiuti si rifiuta di inquadrare questa vicenda nel suo contesto storico. Ricchiuti vuole rubare la scena a Tarantino con trent’anni d’anticipo e fare di questa storia una pulp fiction all’italiana. Studenti di medicina comunisti con la bava alla bocca che ammazzano un povero fascistello innocente, così, dal nulla, tanto per far passare in un’orgia di sangue quel noioso lasso di tempo che separa l’alba dal tramonto.
Ma forse, per capire veramente quegli anni, Pasolini sarebbe più indicato di Tarantino.
Non importa, Ricchiuti ha fame di barbarie, di vittime innocenti, di reality storici, di comunisti improbabili che ammazzano fascisti altrettanto improbabili.
Ebbene, non ci resta altro che accontentarlo.
Ramelli fu senz’ombra di dubbio, non vittima della rivoluzione, ma vittima della liturgia della rivoluzione, ovvero della sua negazione. E Ramelli non era nemmeno fascista. Non me ne frega un fico secco se fosse o meno coinvolto nel fronte della gioventù. Quel ragazzo non era fascista, era semplicemente uno che non stava alle regole, un anticonformista. Che fascista è un fascista con i capelli lunghi? Che fascista è un fascista che rinnega la violenza e passa i compiti in classe? Che fascista è un fascista di 19 anni che non ha mai sprangato nessuno, che non ha nessun potere, che esprime tutta la sua violenza potenziale in un tema libero esprimendo liberamente il proprio giudizio sulle BR?
E’ la tua stessa teoria, no? Perché un morto fascista sia commemorabile occore, in fin dei conti, che non fosse veramente fascista.
Ed è qui che sta la viltà di fondo del tuo costrutto e la sua debolezza.
Se volessi scrivere un articolo sulle vittime anarchiche della teoria capitalista, scriverei di Pinelli, non di Aldrovandi.
Tu, invece, tra i tanti che, come Pansa, Ferrara, Liguori….la lista è lunga (e pure la lingua) sono usi salire sul carro dei vincitori, non parli dei fascisti veri, morti ammazzati per mano dei comunisti armati (veri), le BR…
Parli di Ramelli.
Uno che ai tempi del fascismo sarebbe stato un antifascista e che ai tempi delle derive di regime ebbe la sventura d’essere lo pseudofascista sbagliato nel posto sbagliato al momento sbagliato.
Morto per mano di Avanguardia Operaia…che con gli operai non aveva un cazzo a che fare.
Perché?
Perché il tuo pensiero è vile.
Credo che se fossi vissuto in quegli anni e avessi avuto lo stesso coraggio di Ramelli, sarei stato fascista anch’io. Che tu ci creda o no, provo molta più sintonia con l’anticonformismo di Ramelli che con la cieca liturgia dell’antifascismo che portò al suo assassinio e al rogo di Primavalle.
E sono certo che lo stesso Ramelli, se fosse vivo al mio posto sarebbe qua a vomitare bile su queste tue fanfarate che cercano di tirare il suo cadavere per la giacchetta, facendone il martire di ciò che lui mai fu…il martire fascista.
Così come non furono comunisti i due disperati che gli sprangarono la testa.
E bada che non lo dico per difendere la mia parrocchia, dato che stento a definirmi persino anarchico senza riscontrare in questa definizione un limite…una contraddizione.
Ma anche il più bieco comunista non può non contemplare nel suo orizzonte, da qualche parte, la libertà, se non altro come risultato “ideologico” dell’eguaglianza sociale.
L’atomizzazione dell’idea pulp che tu ci proponi, invece, non porta ad un omicidio politico…porta ad un fermo-immagine…
un fermo-immagine paradossale in cui il supposto fascista è in realtà il vero comunista, mentre l’ala militare del pensiero egalitario rappresenta la più becera espressione della violenza fascista.
In questo artificio, scientemente vile, sta tutto il senso di questo articolo.
Se vuoi parlare di comunismo e di fascismo parla di Marx e di Mussolini…
Se vuoi parlare degli anni di piombo, parti dalla strategia della tensione.
Se vuoi invece abusare del cadavere di Sergio Ramelli, sappi che molti tra quelli che furono coinvolti nel suo assassinio, hanno avuto la decenza di pentirsene, riscoprendo, forse, il significato del messaggio originale, oltre la liturgia degli slogan.
Da buon giornalista interroga loro, piuttosto di mettere parole in bocca a chi, son convinto,
te le avrebbe risputate in faccia.
“Vuoi avere dei dubbi? Abbili, è giusto. Ma da qui a costruirci una teoria generale della società italiana negli anni ‘70, ce ne passa. Fidati. Non è cattiveria: è che non c’è una prova certa che sia una.”
Senti, Gregor, proprio perché vivi su Marte, credo tu sia più intelligente della media degli umani, e anche più intelligente della media delle tue uscite (in particolar modo quando si tratta di…oooohhhh….uuuuuuuuhhh…aaaaaaahhhh…socialismo).
Davvero dobbiamo star qua a scannarci in punta di fioretto sulle verità giudiziarie?
Non credo…
Tu sei uno che si ferma alle verità giudiziarie?
Dimmi…sei un cronista giudiziario?
Paolo Brosio?
Non credo…
Certo, è importante conoscere le vicende…gli atti…i documenti…
ma credo sia più importante avere la volontà di riconoscere la verità palese che ci si fa incontro attraverso, se fosse, la negazione di quelle vicende…di quegli atti…di quei documenti…
Ma scusa…a che servirebbe altrimenti un giornalista?
Non basterebbe la velina dell’ufficio stampa?
Penso che bastino due domande, per rendere evidente quali siano stati i rapporti di forza in questo paese:
1. Chi ha vinto?
2. Chi ha pagato?
Per quanto riguarda la risposta alla prima domanda credo che le troie la conoscano meglio degli stessi giornalisti.
Per quanto riguarda la seconda…c’è un dato di fatto, Gregor, che nemmeno la differente gravità di Marte riuscirà a cambiare:
le BR sono state sgominate e pressoché tutti i fatti di sangue riconducibili a questa organizzazione eversiva hanno trovato un riscontro giudiziario.
Sull’altro fronte…nessuno dei misteri di Stato riguardanti stragi ed esecuzioni “sospette” è mai stato chiarito fino in fondo, non è mai stata fatta giustizia fino in fondo, in nessun caso.
Penso sia superfluo e triviale fare la conta di chi ha fatto più vittime tra “i comunisti” e “lo Stato”, vista la disparità delle forze in campo.
Ora…dimmi…da giornalista…tu che non vedi perché non vuoi vedere…e da democratico…tu che voti perché in fondo non ci credi, ma credi che sia meglio così….
cosa racconti alle vittime…non dico di Piazza della Loggia, ma alle vittime dell’Italicus, di Bologna, di Piazza Fontana, della Piana degli Albanesi?
Che è tutto da provare?
Spero tu abbia un buon megafono, perché da Marte si sente poco…
“Senti, Gregor, proprio perché vivi su Marte, credo tu sia più intelligente della media degli umani, e anche più intelligente della media delle tue uscite (in particolar modo quando si tratta di…oooohhhh….uuuuuuuuhhh…aaaaaaahhhh…socialismo).”
sai, almeno so di che parlo.
“Davvero dobbiamo star qua a scannarci in punta di fioretto sulle verità giudiziarie? Tu sei uno che si ferma alle verità giudiziarie?”
No. Io sono uno che ricorda a tutti che nonostante la vasta pubblicistica sulla strategia della tensione, che in effetti questa esistesse nella forma di Grande Gomblotto, e che fosse responsabile di tutto quello accaduto in Italia, non è mai stato provato né dal punto di vista giudiziario né dal punto di vista storico.
“le BR sono state sgominate e pressoché tutti i fatti di sangue riconducibili a questa organizzazione eversiva hanno trovato un riscontro giudiziario.”
Non è vero. Leggi gli atti dell’ultimo processo Moro.
“Sull’altro fronte…nessuno dei misteri di Stato riguardanti stragi ed esecuzioni “sospette” è mai stato chiarito fino in fondo, non è mai stata fatta giustizia fino in fondo, in nessun caso.”
Bravo. Vedo che hai capito. E quindi, portare una tesi precostituita come verità assoluta è una stupidaggine.
“cosa racconti alle vittime…non dico di Piazza della Loggia, ma alle vittime dell’Italicus, di Bologna, di Piazza Fontana, della Piana degli Albanesi?
Che è tutto da provare?”
Esatto. Se gli voglio dire la verità, gli devo dire proprio questo. Tu puoi dirgli qualcosa di diverso? Sai con certezza chi è stato? Anche sulla strage di Bologna e sulla colpevolezza di Fioravanti, esistono ancora dei punti oscuri. Anche se difenderò quella sentenza fino alla fine.
Bah. Avrei fatto di Ramelli una vittima fascista ?
Trasecolo.
Io ho fatto un fermo immagine. Un ragazzo che viene processato, espulso e ammazzato nel plauso collettivo solo per aver scritto un tema.
Nuvolarossa, scusa se insisto. Qui non si sta parlando di una vittima dei tanti pestaggi, sia di destra che di sinistra.
Qui si sta parlando della genesi di una morte “giusta”.
Nessun ragazzo di sinistra avrebbe potuto scrivendo un tema essere processato dalla maggioranza dei propri compagni di classe,additato dalla propria professoressa di lettere come sporco fascio sul quale continuare la campagna antifascista nel corso del paese, nessun ragazzo di sinistra avrebbe potuto essere sprangato insieme al padre in piena scuola da due ali di corteo con i professori a pensare che fosse giusto, nessuno di questi sarebbe morto tra gli applausi del consiglio comunale della città di Milano. Se fosse successo, ci sarebbero state interrogazioni parlamentari, editoriali sdegnati, proteste di massa, inchieste, grida alla barbarie, altro che applausi.
Questo è un dato di fatto, non si può continuare a fare benaltrismo, dalla P2 a Berluskoni.
Ed è questo il dato miserando di tutta la vicenda, perchè la vicenda Ramelli è la storia delle miserie umane prima ancora che politiche di una consistente fetta di persone che pensavano di migliorarla l’umanità, si, migliorare gli uomini facendo i lupi.
E non lo dico solo io. Lo disse Sciascia quando si vergognò, lo disse da un certo punto in poi Scalfari, lo disse il Pci certo per motivi politici di fottere la sua sinistra ma lo disse, alla fine lo ammise anche Pertini che fece terminare questo clima andando a piangere di persona Di Nella. Non a caso l’ultimo ammazzato.
Preciso un’altra cosa.
Qui in questa rubrica l’oggetto sociale è nel titolo. Storie miserabili. Quella di Ramelli per me lo è, è una storia non solo miserevole ma una vergogna. A me non interessano le scuse degli assassini perché li reputo degli imbecilli, non per aver fatto il morto o aver messo sulla carrozzina un altro dopo Ramelli, ma perchè il semplice fatto di usare le chiavi inglesi per colpire senza beccarsi l’ergastolo una volta presi ne fa dei furbetti e la presunzione in quanto studenti di medicina di saper dove colpire per scalarsi di pena e far carriera nel movimento milanese con il massimo risultato e il minimo danno ne fa dei furbetti idioti.
A me interesserebbe il tormento sino all’impazzimento dei prof di Ramelli, e di tutti gli adulti che hanno dato la benedizione. Perchè come disse il padre di Ramelli la colpa è stata dei padri.
Sono loro i veri assassini.
Se c’è una persona nella quale mi riconosco in tutta questa vicenda, è quel prete partigiano che si vergogna e va al funerale vietato di Ramelli urlando col fazzoletto da partigiano, vergogna, vergogna, non ho liberato l’Italia per questo, non ho liberato l’Italia per questo.
Vergogna.
Enzo, se questa è una storia miserabile non politicizzarla. Ciò che cerco di affermare è che dal punto di vista umano, facendo una zoomata sul caso personale Ramelli certo che ne viene fuori la vergogna di Sciascia, del prete e tua, certo, ma allora ti ricordo che di queste storie miserabili, scolastiche, comunali la cronaca non è piena abbastanza. Ma ciò che non è politicamente corretto, ciò che non è ammissibile da parte di chiunque voglia giudicare la storia alla luce della storia stessa è isolare un singolo episodio e giudicarlo alla luce dell’etica attuale. Era ciò che facevano i Romani con i Fenici quando parlavano dei sacrifici umani, è un meccanismo di giudizio della storia ipocrita, perché nessuno fatto vive di vita proprio, un fatto ha sempre un contesto da cui tu, mi dispiace ricordartelo e ricordartelo ancora, non puoi prescindere. A meno che non voglia fare giornalismo gossiparo, dove null’altro conta all’infuori della chiacchiera.
Bah, non ho capito dove sia la politicizzazione. Se una storia del genere è stata possibile, la si deve a un clima realmente esistito.
Se questo significa politicizzare, allora faremo come avrebbe voluto la mamma di Ramelli. Diremo che ci ha uccisi un fulmine a primavera.
La politicizzazione sta nel fatto che questo episodio, come tu stesso affermi, è parte di un’epoca caratterizzata da un clima particolare. Se la storia di Ramelli fosse accaduta oggi non avresti fatto i discorsi sugli studenti di destra o di sinistra. Allora, ripeto, devi decidere o la storia di Ramelli è una storia miserabile e quindi mi togli tutte le riflessioni sul contesto politico (perché questo è politicizzare, mica altro) o accetti che le tue considerazioni sul contesto politico sono affatto parziali perché riferite a questo solo fatto e non già focalizzate nel quadro generale. Vogliamo parlare di Paolo Rossi morto nel 1966 a causa di un fulmine a primavera?!!!
Paolo Rossi muore nel corso di una aggressione. Non muore dopo aver subito un vero e proprio processo di persecuzione durato mesi alla luce del sole con il beneplacito delle istituzioni.
Questa è una storia miserabile figlia di un clima che l’ha resa tale, clima che non è solo violenza ma tolleranza, auspicio e benedizione della violenza. Quindi è miserabile proprio perché politica e contestualizzata, altro che.
Oggi non sarebbe possibile non significa che non sia successo.
E’ successo e poteva succedere in questo modo, per colpa di un tema, solo ai Ramelli. Solo a un Ramelli poteva capitare di scontare con la vita l’affermazione “Le Br sono assassini”.
Paolo Rossi muore cadendo da un parapetto, la dinamica non chiara e nessuno ha pagato.
Quanto alla storia di Sergio ciò che ti contesto è che tu non l’hai contestualizzata. Sono anni non di sola violenza, ma anche di grandi eventi europei ed extraeuropei mal recepiti o peggio soffocati, di narcisismo, di marxismo alla Bignami, di eccessi, di nero e bianco, di grandi ideali, di miserie umane. Negli anni ’70 per molti, moltissimi le Br erano assassini.
“Paolo Rossi muore nel corso di una aggressione. Non muore dopo aver subito un vero e proprio processo di persecuzione durato mesi alla luce del sole con il beneplacito delle istituzioni.”
Vabbè, guarda Ricchio, ne prendiamo atto…
Che vuoi? Fai parte dei vincitori, a voi spetta il compito di scrivere la storia al di là della verità.
Alla luce del sole e con il beneplacito delle istituzioni definirei le stragi eversive riconducibili al sottobosco neofascista.
No?
M’intriga molto di più il commento di gregorj.
Il suo dilemma è questo: essere un ottimo giornalista o un pessimo bugiardo?
Io personalmente lo ritengo un pessimo bugiardo.
“non è mai stato provato né dal punto di vista giudiziario né dal punto di vista storico.”
Mah…lo storico non s’accontenta delle verità giudiziarie, figlie dei rapporti di forza sistemici…l’indagine dello storico va oltre e mette in relazione questioni e tendenze di lungo termine.
La prima domanda dello storico non è “ho le prove?”, la prima domanda dello storico è “chi ha beneficiato di che cosa?”
“Esatto. Se gli voglio dire la verità, gli devo dire proprio questo. Tu puoi dirgli qualcosa di diverso? Sai con certezza chi è stato? Anche sulla strage di Bologna e sulla colpevolezza di Fioravanti, esistono ancora dei punti oscuri. Anche se difenderò quella sentenza fino alla fine.”
Gregor, le BR rivendicavano gli attentati e i loro attentati erano mirati, non sono mai state stragiste. Perché non avevano motivo d’esserlo.
Io non posso sapere con certezza chi è stato.
So che il bandito Giordano, che sapeva, è morto per mano del cognato Pisciotta.
So che il cognato Pisciotta è morto in carcere per un caffè avvelenato, mentre minacciava di parlare.
So che chiunque sapesse qualcosa o volesse parlare è morto.
So che è per questo che non so.
So che sul luogo del misfatto vennero rinvenuti bossoli di cartucce in dotazione all’esercito americano.
Questi elementi possono non essere sufficienti per determinare una responsabilità giuridica, ma sono essenziali per un’analisi storica.
E non oso immaginare cosa saremmo se la storia si fermasse di fronte alle verità degli apparati di potere.
Giuliano, sry, non Giordano
The response level to local and national disasters is great but it’s a real shame that so many citizens take advantage of the sad situations.
I mean everytime there is an earthquake, a flood, an oil spill – there’s always a group of heartless people who rip off tax payers.
This is in response to reading that 4 of Oprah Winfreys “angels” got busted ripping off the system. Shame on them!
http://www.cbsnews.com/blogs/2009/08/19/crimesider/entry5251471.shtml
Mode shoes be biased to be expensive, but yours doesn’t play a joke on to be that way. As yearn as you’re willing to buck a not many traditions (who says you be enduring to follow them, anyway?), you’ll steadily protect a package dispatch with
these substitute shopping ideas.
Skip the latest fishion style
My objections to the latest fishion cut shoes are as much in the air the class ones as cost. Straight if you don’t appropriation my saw views on the consequence of conflict/blood diamonds, it’s a as a matter of actual fact that you determination shield thousands of dollars nearby not buying a latest fishion style. for archetype, Look for everyone into Christian Louboutin Delic Draw Shoes or Christian Louboutin Iniquitous plain leather 100 Pigalle pumps. They’re less costly and objective as splendid as the latest ones.
Peach on approximately destined for a budget-friendly shoes
The ideal shoes arn’t perfect unless you look and feel devoted in it. How enormous would you get if it’s character to the ground your budget? Sure, it’s yoursignal shoes, but your finances won’t desist from you a liberated pass to overspend. Settle your rhythm to look around, and be open to old [url=http://www.uchristianlouboutin.com]Christian Louboutin[/url] shoes, floor samples, and renting. There is a pre-eminent shoes at any price range. Sooner or later, you’ll find one that you can fondness and afford. (Added to, a stock of clothing malfunction won’t smart as much with your budget shoes!)
Water down ignore on the shoes
You can dish completely hundreds of dollars because your shoes, but they’ll restful be overshadowed by your locks, makeup, and dress. Unless you drink the readies to wish, you may want to reconsider spending a fortune honourable on the footwear. A shoddy mate of Christian Louboutin strappy sandals would press sparse contradistinction on your important day, but the money saved would unquestionably nick your pocketbook blow easier.
Obtain the shoes in a online aggregate
Most online stores desire provide a enormous disscount instead of the[url=http://www.uchristianlouboutin.com] Christian Louboutin Shoes[/url] than entity shops, shipping shipping is unbroken free. such us http://www.uChristianLouboutin.com, they acquire a all of Christian
Louboutin and [url=http://www.lcfshop.com]ugg boots[/url] on jumble sale, all are freed shipping now.
Request your friends to mitigate
In the progress of planning your shopping, you’ll chance that you forgather a quantity of choice, from the shoes cut and shoes cut to shoes mateerial. Don’t be craven tinquire your friends and relatives in return help if they fool the skills to mitigate you to choice. If you’re irresolute to have your friends manipulate on your marrying period, you can stilly move to them pro recommendations. Their connections may even prosper you a discount.
Preserve the shipping for later
Firm, it would be winsome to gull into the sunset with Honest Purchaseunruffled painted on your car’s tag end window, but are you getting the most adroitly deal into your shipping? Although it’s very likely easier to schedule shipping once upon a time if your hard cash directly follows you, you sway spinster into public notice on opportunities to shield because the timing isn’t right. Be bare to delaying your shipping days until you can past advancement of discounts, coupons, and other deals.