La via lusitana alla lotta alla droga

30/06/2009 - Il Portogallo e la legge sulla decriminalizzazione degli stupefacenti alla prova dei fatti. Se i numeri non mentono, i risultati sembrano dimostrare che la strada scelta dal Parlamento di Lisbona sia quella giusta. DATI IMPRESSIONANTI - In cinque anni, dal

     
 

di

Il Portogallo e la legge sulla decriminalizzazione degli stupefacenti alla prova dei fatti. Se i numeri non mentono, i risultati sembrano dimostrare che la strada scelta dal Parlamento di Lisbona sia quella giusta.

DATI IMPRESSIONANTI - In cinque anni, dal 2001 al 2006, l’uso di droghe considerate illegali è passato dal 14.1% al 10.6%. L’uso di eroina nella fascia tra 16 e 18 anni si è ridotto dal 2.5% all’1.8%. Infezioni con HIV trasmesse tramite siringhe sono diminuite del 17%. Le morti collegate all’abuso di droghe si sono più che dimezzate. Il numero di persone in trattamento con metadone e buprenorfina hanno raggiunto le 14.877 unità da 6.040 che furono nel 2001. Milioni di euro risparmiati in controlli, compiti di polizia, tribunali, prigioni ecc. E tutto questo in un paese con il più alto numero di utilizzatori di droghe pesanti in Europa. State pensando all’Olanda vero? No vi sbagliate. Trattasi del Portogallo. Nell’Aprile di quest’anno è stato presentato un documento redatto dal Cato Institute, un think-tank libertario, che snocciola tutti questi dati, per dimostrare come la legge sulla decriminalizzazione delle droghe approvata dal Parlamento portoghese nel Luglio del 2001 abbia effettivamente funzionato nel diminuire morti, disagi e abusi di droghe.

IN COSA CONSISTE – Per prima cosa bisogna stare attenti ai termini. Trattasi di decriminalizzazione, non di legalizzazione. Cosa significa? Significa che è ancora illegale in Portogallo detenere droghe illecite ma chiunque venga trovato in loro possesso non viene arrestato ma portato di fronte alla “Commissione di dissuasione”. La commissione è un corpo specificatamente nato con la legge del 2001 ed è composta da tre esperti, due medici e uno legale. La commissione ha il potere di decidere come aiutare il possessore di droghe illecite. Se viene riconosciuto come tossicodipendente viene portato in un centro di recupero, o più semplicemente se utilizzatore occasioanel viene multato a seconda del quantitativo di sostanze stupefacenti. In pratica possesso e uso di droga non sono più considerati come crimini ma vengono puniti con sanzioni amministrative. Il sistema funziona perché non ci sono i classici spauracchi del law and order. Niente divise di polizia, niente tribunale o carcere. I tossicodipendenti si fidano dei medici ed entrano più volentieri nei centri di riabilitazione. Si confidano con gli esperti, accettano di cambiare tipo di sostanza, fanno tutto alla luce del sole.

UN RISPARMIO DI 26 MILIONI DI EURO L’ANNO – Fino al 2000 il Portogallo spendeva 100 milioni di euro l’anno per combattere l’abuso di droga. Di questi più del 26% veniva usato per compiti di polizia, processi e carceri. E questo in una popolazione di circa 10 milioni di persone. Immaginate quanti soldi vengono usati in Italia o nel resto della UE, o infine negli Stati Uniti dove il governo federale finanzia e aiuta la polizia messicana al di là del confine. I soldi risparmiati sono stati utilizzati dal governo portoghese in prevenzione, trattamento, riabilitazione e ricerca. Un calo quindi di utilizzatori di droghe pesanti, morti e infetti da HIV senza alcuna spesa ma anzi con dei risparmi notevoli nella spesa pubblica.

CHE STRADA SEGUONO GLI ALTRI PAESI - Curiosamente in questi mesi negli USA, con l’elezione di Obama, si sta parlando di nuovo di decriminalizzazione di sostanze leggere o addirittura in California di legalizzazione della cannabis, ma questo soprattutto per far fronte ad un deficit nelle casse dello stato. Nel Regno Unito invece c’è stata una inaspettata criminalizzazione delle sostanze leggere, come la cannabis, passata da classe C a classe B, aumentando così gli anni di prigione da due a 5 per chi è in suo possesso. Allo stesso tempo è partita una campagna di sensibilizzazione contro l’abuso della marijuana. E a pochi giorni dal dietro-front dell’ufficio ad hoc dell’ONU, Unodc forse la strada percorsa dal Portogallo è quella migliore da seguire. Ad uscire da queste statistiche positive è però l’uso di cannabis, la quale è aumentata in modo vistoso tra i portoghesi. Al diminuire dell’uso di cocaina, eroina e LSD è aumentato quello di cannabis. È ancora presto però per dire se sia un effetto secondario della legge del 2001 o semplicemente faccia parte di un trend culturale.

     
 

24 Commenti

  1. z3ruel scrive:

    Sempre meglio di un dito nell’occhio. Ma a me la storia della “commissione” che ha poteri decisionali, non importa che non siano giudici, anzi il fatto che dei medici possano costringere la gente fa paura, mi lascia un po’ lì. Che sia un inizio. Sperem…

  2. Fabristol scrive:

    Non credo che le persone siano costrette. Credo che però sia un sistema di premi, del tipo, se vai nel centro di recupero la tua multa è la metà. Se riesci ad uscire dal tunnel della droga ti ridiamo la possibilità di tornare in quel quartiere. Roba di qeusto genere.

  3. Z scrive:

    “Credo che però sia un sistema di premi, del tipo, se vai nel centro di recupero la tua multa è la metà.”

    Ma che bel premio. Quasi meglio di vincere un calcio nei coglioni alla lotteria.

    Credo sia difficile determinare l’aumento o la diminuzione dell’uso di sostanze stupefacenti in un contesto del genere, in quanto, oltre a dipendere anche da fattori che non sono puramente giuridico/amministrativi, resta comunque una realtà legata al mercato nero di cui è difficile stabilire con precisione l’entità del sommerso.
    Dati molto più significativi a riguardo sono quelli che vengono dall’Olanda, che da sempre pratica politiche antiproibizioniste e di riduzione del danno. Nonostante molte sostanze considerate illegali in quasi tutti gli altri paesi siano liberamente accessibili in Olanda, i Paesi Bassi non vivono una situazione d’emergenza per quanto riguarda le tossicodipendenze.

    Ciò che invece è immediatamente riscontrabile in casi come quello portoghese, è sicuramente il risparmio di fondi pubblici dispersi nella guerra contro i mulini a vento e la riduzione di mortalità da overdose dovuto ad un approccio meno repressivo e più orientato alla riduzione del danno.

    Il Portogallo era uno dei paesi europei più arretrati in termini di legislazione sulle sostanze stupefacenti. Ha solo fatto qualche passo verso l’omologazione col resto del continente, ma non è l’Olanda.

  4. Z scrive:

    “mi è difficile accettare di curare l’ uomo da una cosa che fa male dandogliene dippiù”

    Se ti riferisci al lavoro parcellizzato di questo sistema di produzione sociale sono d’accordo.

    Se invece ti riferisci, ad esempio, agli oppiacei credo dovresti informarti meglio, perché mi sembri molto vittima dei soliti luoghi comuni figli della disinformazione sistemica.

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

Ultime Notizie