Le cattolicissime Spagna e Brasile si scambiavano il risultato regolando i conti con gli infedeli e le illusioni
Quando i lupi si accoppiano, restano attaccati per mezz’ora. Così succede che se succede qualcosa, sei bloccato. E così funziona. E così è stato tra Furie Rosse e mezzi di comunicazione, qui nel Sud Afrika. Specie se la Spagna sconta una campagna stampa e propaganda che neanche i bei belgi all’epoca delle trincee in Ardenne e i cattivi crucchi che mozzavano le mani. E poi è qui, a giocarsi a rubamazzo i resti, pari a trecentomila euro di differenza. Resti bloccato e impiccato alle parole. Specie se la gentile squadra di casa, una che l’anno prossimo sarà considerata una gran signora perché non profitterà biecamente del fattore campo per meritarsi qualcosa oltre la qualificazione, che so un podio o anche un rigore se non fosse per il buon nome di quel santo di Mandela, non vuol morire.
E allora è una gara a minimizzare. Era distratta. Ecco cosa succede a prendere sottogamba. Giocavano già in infradito. Mentre già son passati dal peana al conto in tasca. Terzi, i vincitori.
Esperito il rituale orrendo e inutile e goffo della finalina, ci si collegava a Brasile-States. Per il titolo sudista, il primato confederato. Arbitrava uno svedese arrivato di corsa e trafelato dalla Svezia esattamente come tre quarti della stampa italiana, scesa venerdì dalle splendide trasferte premio nella mignottocrazia di Goteborg e insieme ai bamboccioni dell’ander dal carro del vincitore. Tutti di corsa a guadagnarsi il pane congelato nel rumore del Sud Afrika. Usa col 4-4-2 in linea, on line, come il Brasile. Quest’ultimo aggiungeva di suo un mezzo rombo ravvicinato a centrocampo. Con il picchiatore Melo vertice basso e pensante, Kakà con la febbre battitore libero di quello alto. La gara precedente era terminata 3 a zero per i verdeoro, ma dopo la Spagna c’era più di qualcuno (Tombolini negli studi Rai) pronto a scommetterci sul ripetersi di Ungheria-Germania del ’54, ungheresi a valanga quando non contava e crucchi a tagliare davvero le mani già sulla coppa. Prima pensata di quel genio di Melo: raga, pressing così compensiamo il ritmo basso. Al sesto, da angolo di Robinho, Kakà anticipava tutti di testa sul primo palo. Bello, senz’anima. Senza costrutto. Difesa bassa amerikana ? No, effetto ottico del pressing brasiliano ma sarebbe poco durato. Gli States cominciavano la loro solita esercitazione militare, mostrando muscoli, compattezza e disciplina. Il Brasile era senza seconda punta in quanto Robinho a sinistra non si accentrava mai, morso com’era dalla voglia di toccare il pallone. E dunque al cross da destra di Maicon, il signor Cosigno non chiudeva mai la diagonale. 9° e mezzo, Spector il francobollatore di Robigno, appunto rimasto mentalmente sgombro per tentare l’attacco, crossava basso da metà campo. Gesto inutile nobilitato da una girata di prima ed angolatissima che teneva basso il pallone e il portiere. Imparabile. Il colpo quasi di stinco del signor Dempsey la palla non la tirava, l’accompagnava. Usa 1- Brasile 0.




“Donovan, questo furetto bocciato nella Bundesliga”
Il sito della FIFA lo da tesserato al Bayern Monaco: anch’io ero fermo ai LA Galaxy… mumble mumble…
Ricchiù, ma tu c’hai mai giocato a pallone?
No, eh? Si capisce subito.
Da bambino. Poi sono cresciuto.
Ricchiù, da bambini si gioca con la palla, il calcio è una cosa da adulti.
Quella è la vita.
No Ricchiù, questo è il giornalismo, ovvero l’arte di scrivere su cose che non si conoscono facendo finta di essere un esperto. Pensa che c’è gente che viene pure pagata per farlo.
Fare finta di essere un esperto ? Dove, in quale punto del pezzo ?
“questo è il giornalismo, ovvero l’arte di scrivere su cose che non si conoscono facendo finta di essere un esperto. Pensa che c’è gente che viene pure pagata per farlo.”
sacrosanta verità
Non c’è necessità di dichiararlo, è la funzione svolta che attribuisce la carica.
Nel momento preciso in cui qualcuno comincia a scrivere per gli altri su un argomento, egli diventa agli occhi del pubblico un esperto di quell’argomento.
Solo pochi saranno in grado chi comprendere che non ne capisce molto, perché i più ne sanno anche meno. I più abili possono diventare grandi esperti e veri e propri monumenti del giornalismo nazionale.
Brambilla, continui ad eludere il punto.
Visto che hai delle critiche, circostanziale. Magari potrei ribattere se sapessi cosa non ti convince, hai visto mai.
Brambi lascia sta Ricchiuti..
E’ robba mia..
Me ce posso diverti solo io..
Quello che me stimola de Ricchiuti è il napoletanino furbo convinto de pote pija pe culo tutti che trasuda da ogni sua parola..
Mica l’ha capito ancora che i napoletano so’ i più scemi de tutti e che ce se pijano gusto tutti..
Ricchiu come cazzo hai fatto a sali’ sull’impalcatira pe contesta Berlusocni ieri?
T’hanno tirato su co la gru?
Ricchiu ma che te piji prima de scrive sti posts?
Deve esse qualcosa che provoca la dissociazione del pensiero logico..
Quello che me stimola de Ricchiuti è l’atteggiamento da intellettuale della Magna Grecia furbo convinto de pote pija pe culo tutti che trasuda da ogni sua parola..
Mica l’ha capito ancora che quelli come lui so’ i più scemi de tutti e che ce se pijano gusto tutti..