Tra i grandi quotidiani, l’organo ufficiale di Scalfari è l’unico che si rifiuta di accettare una realtà diversa da quella per la quale si è sempre battuto. E continua a far danni tra chi, invece, avrebbe tutto l’interesse a prenderne atto.
La sera di qualche giorno fa, guardando la televisione, m’imbattei sul canale Rai Storia del digitale terrestre in una vecchia intervista dei primi anni ’80 fatta da Minoli a Berlinguer. Il santino democratico mi parve ancor più mediocre e antropologicamente comunista del solito mentre recitava, accompagnandolo con la barriera impenetrabile di due occhi spenti,
qualche verso della triste litania della democrazia incompiuta e della questione morale. Dopodiché, con un salto di un quarto di secolo, sbucava fuori dal video un Alfredo Reichlin quasi commosso che con tanto di occhioni e calde parole sgorgate dal povero cuoricino suo rosso perorava l’attualità e il valore profetico delle parole di Berlinguer. “Sembrano parole dei nostri giorni, e invece sono passati quasi trent’anni. Lui aveva capito tutto.” Questo disse, più o meno.
COME ERAVAMO – Ah sì, somaro? Ah sì? E come mai? Non c’era mica il Berlusca allora. C’era stata e c’era ancora la brutta razza democristiana, per natura infingarda e faccendiera. Essa costituiva già un “regime”, pur se sberciato dalle pallottole brigatiste e dalle prime vittime della questione morale, come il poi riabilitato presidente della repubblica Leone, il primo trofeo della caccia grossa avviata dal partito di Repubblica. Ma Craxi non era ancora l’uomo nero e il capo della Banda Bassotti, tutt’al più in quegli anni nel suo cammino verso la depravazione aveva raggiunto solo il grado “decisionista”, ossia di fascista in pectore nel vocabolario untuoso delle gazzette democratiche, anche se non mi ricordo se nei giornali lo avessero già equipaggiato di ben lucidati stivaloni. L’eterno Andreotti non era ancora Belzebù, né il referente della mafia, anzi di lì a qualche tempo e per qualche anno – ma questo adesso l’hanno sbianchettato dalla loro vulgata, nessuno se lo ricorda e nessuno lo vuole ricordare – specie nella veste di ministro degli esteri dei governi Craxi, giocando abilmente e miserabilmente di sponda col PCI, fu il chouchou del gregge benpensante di sinistra; era l’unico a salvarsi dei barbari al governo lo zietto Giulio.
CONTINUITA’ – Osservando Alfredo Reichlin ho capito che a sinistra per rimettersi al passo con la verità storica e il più elementare buon senso devono fare una bella e semplice rivoluzione copernicana nella loro testa. Io suggerirei loro di prendersela l’un l’altro con le due mani ruotandola con ferma delicatezza di 180 gradi: finalmente cadranno loro le scaglie dagli occhi; e anche per loro, come per il resto del genere umano, uno più uno farà due. Reichlin infatti con plastica evidenza mostrava di non aver capito assolutamente una mazza: la continuità da lui ravvisata nell’Italia di ieri e quella d’oggi non era affatto quel male oscuro variamente nomato che a detta dei sacerdoti dell’emergenza democratica ci perseguita dal dopoguerra; la continuità e la vera anomalia è quella forma di paranoia di massa da cui è affetta la sinistra italiana e che mutatis mutandis – a destra e in casa propria – la costringe a parlare lo stesso linguaggio di sempre. Con la morte di Berlinguer il partito di Repubblica rimase il vero padrone della sinistra italiana e ne dettò la linea. Se il politico sardo e Scalfari presero in mano la bandiera della questione morale come succedaneo giacobino alla perdita di credibilità del mito del civismo democratico connaturato alla sinistra italiana e imposto all’opinione pubblica dalla propaganda del PCI, ciò costituì una via di fuga necessaria alla crisi del comunismo mondiale. Vi fu quindi anche una rivalità sotterranea fra i due personaggi che esplose con fragore quando Scalfari scrisse sarcastico sulla prima pagina di Repubblica che Berlinguer non era “la Madonna”.
LA VIE EN ROUGE – Come ho già scritto questa strategia ha una sola via d’uscita vittoriosa: la rivoluzione. Sul giacobinismo quasi un secolo fa Augustin Cochin scriveva: “Quella che così si palesa è l’immagine esteriore di una setta vigorosa e armata quanto basta per intimorire il nemico e imporsi alla curiosità dei
passanti. Perché dietro mura così grandi, ci si attende di trovare una grande città, o una bella cattedrale. Difficile immaginare, in genere, fanatismo senza fede, disciplina senza lealismo, scomunica senza comunione, anatemi senza convinzioni potenti e vive, proprio come non si può immaginare un corpo senz’anima.” Ed infatti il trentennio scalfariano ha condotto la sinistra al vuoto di questi giorni; ha prodotto dei replicanti sgraziati in Di Pietro e in Grillo; ha azzerato una tradizione cacciando nell’angolo del veterocomunismo una parte non trascurabile dell’elettorato di sinistra allergico a camaleontici nichilismi; costringe sia i nostalgici del “partito” della fazione dalemiana sia i giovani-vecchi nuovisti patrocinatori della tabula rasa a dar prova di legittimità democratica nell’ubbidire ad un vecchissimo decalogo oggi antiberlusconiano. E nell’assenza di un messaggio politico costruttivo riduce progressivamente la base del consenso.
QUEL CHE RESTA – Oggi le grida di Repubblica somigliano sempre più a quelle dei girotondini che a quelle di una setta potente. L’ultima “
spallata” di questa guerra di trincea trentennale ha trovato risposte insolitamente schiette da parte delle vittime predestinate. Non è nervosismo, come ha scritto un illustre commentatore politico della penisola. E’ la fine delle paure, che consente perfino al mite Biondi di prendere il toro per le corna e replicare oggi l’attacco frontale di qualche giorno fa; che consente a Minzolini di sopravvivere con disinvoltura alla sua disinvoltura; che consente al Giornale di sparare vagonate di contromerda dall’altra parte del fronte; che spinge i grandi giornali del nord ad attenersi ad una linea di prudenza in merito alle eventuali conseguenze politiche delle donnesche imprese del premier, nella quale il bene della stabilità politica fa premio su qualsiasi altra considerazione; che rende agevole al popolo cattolico, nonostante il dibattito interno, sfuggire alla seduzione di forme moralistiche dello Spirito del Mondo. Oggi, tra i grandi giornali, Repubblica è sola, a torto o a ragione e con l’esemplare asprezza dei toni usati da Scalfari o Boeri, nel non dare un parere favorevole sulla manovrina varata dal governo Berlusconi. Nel frattempo la forza delle cose fa sì che a sinistra faccia capolino la candidatura alla segreteria del PD di Chiamparino, esiziale in caso di successo per la consorteria di Repubblica, una delle poche voci autenticamente socialdemocratiche della sinistra, uno che parla di laicità e di sicurezza, che non si vergogna del suo passato comunista ma che è alieno dall’antiberlusconismo. E a ben vedere l’unico successo conseguito da Repubblica è il riverbero grottesco della sua campagna estiva nei coccodrilli sul nostro duce apparsi in questi giorni sui sempre autorevoli giornali stranieri.























Ottimo articolo! In effetti la questione delle allegre donnine è una fesseria. La questione Mills invece è un po’ più seria: corrompere un testimone è un reato grave.
Ma è colpa della sinistra e delle toghe rosse che scoprono i suoi reati. Se non avessero scoperto le società off-shore di Silvio, lui non avrebbe avuto bisogno di pagare Mills.
In effetti, è tutta colpa di Berlinguer e Scalfari. Povero Silvio!
L’isolamento di Repubblica…
Tra i grandi quotidiani, l’organo ufficiale di Scalfari è l’unico che si rifiuta di accettare una realtà diversa da quella per la quale si è sempre battuto. E continua a far danni tra chi, invece, avrebbe tutto l’interesse a prenderne atto….
[...] leave a comment » La sera di qualche giorno fa, guardando la televisione, m’imbattei sul canale Rai Storia del digitale terrestre in una vecchia intervista dei primi anni ’80 fatta da Minoli a Berlinguer. Il santino democratico mi parve ancor più mediocre e antropologicamente comunista del solito mentre recitava, accompagnandolo con la barriera impenetrabile di due occhi spenti, qualche verso della triste litania della democrazia incompiuta e della questione morale. Dopodiché, con un salto di un quarto di secolo, sbucava fuori dal video un Alfredo Reichlin quasi commosso che con tanto di occhioni e calde parole sgorgate dal povero cuoricino suo rosso perorava l’attualità e il valore profetico delle parole di Berlinguer. “Sembrano parole dei nostri giorni, e invece sono passati quasi trent’anni. Lui aveva capito tutto.” Questo disse, più o meno… [continua a leggere su Giornalettismo.com] [...]
Zamax come molti sostenitori di Berlusconi dà un importanza assurda ai mezzi di comunicazione, alla fine un quotidiano come Repubblica ha solo il fine di vendere più copie possibile ed eventualmente permettere così a chi vi scrive di esprimere liberamente nei limiti del codice civile e penale le proprie opinioni, pensare che sia un pericolo per la democrazia è paranoia pura, è un fatto inconfutabile che Repubblica non abbia nessun influenza sui risultati elettorali, alle persone normali importa molto di più l’azione del governo e questa è abbondantemente criticata in quanto inconcludente e pasticciata da moltissimi osservatori tuttaltro che di sinistra, come IBL, Chicago Blog e News From Amerika.
Quotidiani come Repubblica e anche peggio ce ne sono in tutto il mondo, ma babbei che li considerino un pericolo per la democrazia li vedo solo in Italia, ad un fedele sostenitore della dastra come Zamax dovrebbe far piacere il fatto che la sinistra possa essere danneggiata nei suoi tentativi di raccogliere maggior consenso elettorale da quotidiani come Repubblica, quindi penso che ciò che aizza la sua furia sia il terrore che nelllo squallore descritto da Repubblica ci sia un fondo di verità, il che farebbe vacillare il suo Credo…
Faccio un esperimento, non me ne voglia Pietro.
Pietro come molti sostenitori di Franceschini dà un importanza assurda ai mezzi di comunicazione, alla fine una televisione come Retequattro ha solo il fine di vendere più pubblicita’ ed eventualmente permettere così a chi vi appare di esprimere liberamente nei limiti del codice civile e penale le proprie opinioni, pensare che sia un pericolo per la democrazia è paranoia pura, è un fatto inconfutabile che Retequattro non abbia nessun influenza sui risultati elettorali,
—————————
alle persone normali importa molto di più l’azione del governo e questa è abbondantemente criticata in quanto inconcludente e pasticciata da moltissimi osservatori tuttaltro che di sinistra, come IBL, Chicago Blog e News From Amerika.
(qua non sapevo cosa metterci…)
——————————-
Televisioni come Retequattro e anche peggio ce ne sono in tutto il mondo, ma babbei che li considerino un pericolo per la democrazia li vedo solo in Italia, ad un fedele sostenitore della sinistra come Pietro dovrebbe far piacere il fatto che la Destra possa essere danneggiata nei suoi tentativi di raccogliere maggior consenso elettorale da televisioni come Retequattro, quindi penso che ciò che aizza la sua furia sia il terrore che nelllo squallore descritto da Retequattro ci sia un fondo di verità, il che farebbe vacillare il suo Credo…
Mi pare che torni abbastanza, esperimento riuscito.
@ Gateo
Continua l’esperimento mettendo via via TG5, Studio Aperto, TG1 (Minzolini), TG2.
Poi mettici un po’ di titoli di giornali editi dalla famiglia del premier.
Poi mettici giornali che non hanno particolare interesse ad inimicarselo, perché per esempio sono di Confindustria, Fiat, Telecom Italia ecc. (tanto è vero che la quota pubblicitaria su Mediaset è aumentata a discapito di quella Rai).
Ma visto che il suo gradimento sfiora il 75% che problema c’è?
Quello rimasto isolato è l’ing CDB, ma ci vuole tanto a capirlo? c’è proprio bisogno che ve lo dica qualcuno?
esperimento fallito per un riflesso pavloviano tipico del militante di partito: chiunque non lecca i piedi al capo è un nemico.
Semplicemente non sono un elettore di sinistra ( negli ultimi 10 anni sono una scheda bianca ), non sono neanche un sostenitore della sinistra, l’unico partito che abbia mai votato è stato il PRI.
Penso anch’io che non esista un singolo individuo così imbecille da votare il Silvio grazie alle prediche di Fede, il tg4 mi sembra un bollettino parrocchiale dei seguaci della chiesa Berlusconiana, ma vedo molte persone a destra ingenuamente convinte dell’utilità di mettere incapaci di destra al posto di incapaci di sinistra alla Rai piuttosto che venderla.
L’esperimeno precedente mi sembra un sintomo di quello che penso da un po di anni che non c’è molta differenza tra babbei di sinistra e babbei di destra.
Nello squallore che descrive Fede c’è un fondo di verità così in quello che scrive Repubblica ma per questo sono contento che esistano, è il bello dei mezzi di comunicazione, se dicono cose vere sono utili come per accrescere le proprie conoscenze, se chi li usa è un cretino sono utili in senso darwiniano, dai un megafono a un cretino e molta più gente si accorgerà che lo è.
ahahah ma dai, dove lo avete recuperato questo? è uno scartato alle selezioni per diventare la badante di giuliano ferrara?
HAHAHAHAHHAHAHHAHAHA
cioè adesso mi si viene a dire che chi da le notizie di quello che accade in Italia
è il vero colpevole, invece di ch,i con i suoi comportamenti, e i suoi reati (corruzione
baby, ti dice nulla??) quelle notizie le ha generate?
HAHAHAHHAHAHAHA
c’avesse un decimo delle palle di Berlinguer il Berlusca e dicesse chiaro e tondo che
)
Putin è un ex dirigente del KGB, comunista fino all’osso, quindi da evitare, invece
di farci affari tutti i giorni
ma va cagher!! (è una citazione…)
p.s.: Repubblica non è affatto sola.E anche ammettendo che sia vero, non vedo dove
sia il problema.Bisogna per forza muoversi in massa nella vita?Non si può andare
contro corrente?O da soli?
ribadisco: cacasotto!
Se Berlusconi era una persona con gli attributi, coerentemente con le idee che professava avrebbe abolito l’articolo 18, abbassato le tasse e cancellato le pensioni di anzianità, in 15 ani più che parlare a vanvera senza combinare niente di buono non ha fatto!
IL commento migliore per questo post ( e buona parte di altri post simili di Zamaz )forse è in questo video MERAVIGLIOSO.
Un fuori onda tra il giornalista Straniero veementemente ma giustamente inca**ato ad un neo Presidente di provincia Ventola che fa una figuraccia di cui nella sua insipienza credo nemmeno si accorge.
http://ladytux.blogspot.com/2009/06/pacs-in-irlanda-e-fuorionda-italiano.html
” io sono divorziato, ESIGO una legge sulla coppie di fatto perchè non mi voglio sposare piu, tu Berlusconi e i tuoi mi rompete i ” co****ni di non fare questa legge perchè siete i difensori della famiglia di stò CA**O! Andate a puttane tutti i giorni,e togliete un diritto a me, perchè siete i difensori della famiglia, ma fatemi il piacere!”
All together, now, la OLA!:))
( da notare la nullità delle risposte del nuovo presidente di provincia della Bat, cui devono sfuggire le funzioni di controllo di controllo dei media nei paesi occidentali che risponde con ” se no non è giusto, perchè altrimenti chi sta sotto i riflettori si trova al ” centro dell’attenzione “. AL che il mio nuovo eroe Straniero risponde :” non gliel’ha ordinato il medico”
GRANDE!!)
Scusate se lo posto qui, ma secondo me merita.
“Repubblica è sola, a torto o a ragione e con l’esemplare asprezza dei toni usati da Scalfari o Boeri, nel non dare un parere favorevole sulla manovrina varata dal governo Berlusconi. ”
Eh no, caVo mio. C’è anche Giornalettismo!!!
Questo articolo è una versione più affilata ed elaborata della “contromerda” linkata. Gira che ti rigira, le millemila battute si possono riassumere nella consueta tesi maestra del berlusconismo: non bisogna occuparsi del Presidente del Consiglio quando questo fa di nome Silvio ed è un imprenditore brianzolo.
Il perché non è dato sapere.
Il perché di questo pezzo, nemmeno.
L’ing. CDB è già emigrato in Svizzera. Probabile che lo seguiranno presto pure Scalfari e Mauro.
A voi non lo so se vi faranno entrare.
L’ing CDB è ancora proprietario di una delle maggiori industrie di ricambi automobilistici d’ europa con più di 6000 dipendenti e mi risulta sia rimasta in Italia.
Senza contare la società di investimenti Management&Capitali nel cui azionariato ci sono alcune importanti famiglie imprenditoriali, tra cui i Manuli di Bergamo, i Ferrero, i Radici e i Giubergia di Torino, i Seragnoli di Bologna, i Marzotto di Valdagno, gli Angelini e i Silori di Roma, i Baggi Sisini, i Branca, i Rossetti e i Burani di Milano.
Mi sembra che il sig Ambrogio Brambilla abbia una visione provicialotta e disinformata del mondo, secondo me CDB per quanto abbia fatto le sue porcate e mi stia tuttaltro che simpatico se ultimamente si è messo a riposo ha solo fatto quello che qualsiasi persona normale farebbe, a una certa età si è vecchi e se poi si hanno anche problemi di salute è meglio lasciare libero il campo.
La gerontocrazia italiana in cui un politico non mola neanche dopo un ischemia cerebrale che lo ha conciato come un vegetale per alcuni mesi mi sembra ridicola.
Ho capito: son troppo profondo. Per capire le cose profonde bisogna essre sereni, non essere intelligenti. Secondo me non fate abbastanza sforzi, sennò tutto tornerebbe a meraviglia.
La Repubblica, a differenza di qualsiasi altro giornale italiano, che può essere più o meno di parte, al limite del servilismo, non è un quotidiano di parte ma è “la parte” che detta la linea, e una linea del tutto sbagliata che non porta a nulla. La sua è una storia di “richiami all’ordine” verso il popolo rosso per confermarlo nei dogmi della vulgata prima comunista e poi democratica. Trovare le magagne dall’altra parte è un esercizio troppo facile, perché sempre ci saranno. Ma le magagne sono magagne, non crimini. E’ un castello di carte che sta venendo giù giorno per giorno. Un giorno, a sinistra, riabiliteranno pure Craxi: e allora cosa direte, che i vecchi marpioni vi hanno turlupinato?
” Un giorno, a sinistra, riabiliteranno pure Craxi: e allora cosa direte, che i vecchi marpioni vi hanno turlupinato?”
Zamaz, dov’eri negli ultimi, diciamo nell’ultima decina anni? Riabilitare Craxi? MA va? Ma che ideona ORIGINALE. Oh, non l’aveva mai detto nessuno, a sinistra.
P.S. Non sei profondo. Solo, secondo me ti manca il senso del ridicolo.
Abitare in Svizzera non significa mettersi a riposo, ma mettersi al sicuro.
@Zamax “ma le magagne sono magagne, non crimini.” Puoi farmi qualche esempio concreto?
ma zamax, oltre ad avere la discreta abilità di saper premere i pulsanti di una tastiera e poi mandarne il più o meno sensato risultato alla mail della redazione, quali altre notevoli qualità possiede per aver avuto la possibilità di pubblicare un pezzo su giornalettismo?
a riabilitare i craxi gli andreotti e i mangano ci ha già pensato chi governa
tranquillo zamax
berlusca e i suoi stanno sempre avanti
quando vedremo volare mister B verso hammamet, sarà tutto più chiaro
anche per uno come te!
non ti affannare!
Vedo che zamax non ha minimamente capito che la mia critica era proprio sulla sostanza del suo intervento, sul fatto che credere che un quotidiano detti la linea e la massa di pecoroni la segue è una dimostrazione di una presunzione di superorità ridicola, zamax dice gli elettori di destra son intelligenti e valutano i fatti mentre gli elettori di sinistra sono pecoroni che fanno quello che gli dice la loro guida nella forma delle prediche di repubblica.
Proprio questo discorso è assurdo, Zamax non può accettare che purtroppo Repubblica segua gli umori, anche i peggiori, del proprio target, con il semplice fine di vendere più copie e guadagnare più soldi.
Ed essendo il quotidiano più venduto d’Italia evidentemente funziona benissimo.
Capisco che i quotidiani che penso preferiti da Zamax nel migliore dei casi ( Il Giornale ) vendono un quarto, mentre gli altri ( Il Foglio, Libero e La Padania ) vendono poche migliaia di copie e vivono al 100% di finanziamenti pubblici, e la cosa gli causa una certa orticaria…..
Brambilla dovrebbe spiegare in che modo abitare in Svizzera mette al sicuro da qualcosa, partendo dal fatto che di solito le persone rimangono in Italia e mandano i soldi in Svizzera, perchè fare il contrario, tipo vivere a St Moritz e mantenere tutte le proprietà in Italia lui pensa metta al sicuro da qulacosa?
Considerando che un trattato di estradizione esiste tra Italia e Svizzera fin dal 1925!
Oggi non Zamax, ma Davide Giacalone nel suo sito, neanche mi avesse letto nel cervello, scrive questo:
“Fino ad ottobre, data del congresso Pd, la sinistra sarà occupata a dividersi, recriminare sul passato recente e barcamenarsi fra correnti e candidati. Nelle dichiarazioni pubbliche, intanto, diranno: il nostro è un congresso vero, preparato da una lunga e travagliata discussione politica, gli altri, quelli che i congressi o non li fanno o li scambiano per celebrazioni, prendano esempio. Se fosse vero, avrebbero ragione, ma il guaio grosso è che neanche loro parlano di politica.
La sinistra italiana, oggi, è il combinato di quel che avanza del mondo comunista e di quel che resta della sinistra democristiana, cui si somma un fritto misto di naufraghi vari. Ciò che si sforza di raggiungere è un equilibrio interno che le consenta di coalizzare il massimo possibile di forze, quindi il massimo raggiungibile di voti, in modo da battere il proprio unico punto di riferimento, il proprio ideologo per negazione: Berlusconi. Questa è la missione, i cui fondamenti “nobili” sono il fossile della già ripugnante, prepolitica ed antistorica “diversità” berlingueriana, mescolata alla pretesa di detenere un qualche diritto di rappresentanza sull’elettorato di centro. Fine, per il resto non c’è lo straccio di un’idea.
La colpa di ciò non è solo dei dirigenti attuali, ma è l’eredità di un’insufficienza storica. La sinistra italiana ha, nel suo dna, il massimalismo e l’ideologia, che oggi adatta a moralismo e luogocomunismo. Così, periodicamente, si trova a scegliere: o porta i propri parlamentari a sostegno di governi commissariali, che chiamano “tecnici”, come accadde con Ciampi e Dini, oppure li usa per governare in proprio, creando i disastri autodemolitori di Prodi, D’Alema ed Amato. La discussione congressuale, così com’è impostata, è destinata a riprodurre il passato.
Quello che alla sinistra italiana manca, quel che la condanna, è la componente, anzi no, la guida di intelligenze laiche, democratiche (quindi anticomuniste), occidentali e pragmatiche (quindi riformiste). Se a quell’anima si consentisse d’esistere, la sinistra metterebbe in mora la maggioranza reclamando modernità e giustizia sociale, chiedendo riforme del sistema istituzionale, della giustizia, della scuola, del mercato del lavoro e delle pensioni. Oggi fa il contrario, guadagnandosi il destino che merita.”
Voilà, l’ha detto lui, mica io.
@ Pietro
La Repubblica non segue gli umori della sinistra; ne coltiva i peggiori, e riesce ad imporli con la forza della minoranza organizzata e militante. Tanto forte, appunto, da creare dei replicanti ancor più duri e puri.
E a Zamax ovviamente non considera l’ovvia possibilità che le divisioni nella sinistra siano nella base, che “un equilibrio interno che le consenta di coalizzare il massimo possibile di forze” è semplicemente quello che ha fatto Berlusconi e che ha fatto anche Prodi con sufficiente successo le 2 volte che ha battuto Berlusconi.
Il risultato però è sempre in entrambi i casi un governo che dovendo accontentare contemporaneamente liberisti e protezionisti, nazionalisti e persone che si puliscono il didietro con il tricolore ( lo cantano ancora oggi ), dipendenti pubblici e piccoli imprenditori, finisce per navigare a vista senza combinare niente.
Non ho capito poi il riferimento ai crimini che ha fatto Zamax, se parla delle accuse nei confronti di Berlusconi in alcuni casi , come il lodo Mondadori esistono bonifici bancari ( le cui copie erano state pubblicate dal Corriere della Sera ) che provano in maniera inequivocabile che il giudice che aveva deciso in Favore di Berlusconi aveva anche incassato un bel mucchio di soldi direttamente dallo stesso.
E posso solo augurare a chiunque non trovi preoccupante una simle situazione di trovare un giudice del genere in un processo, e di trovarsi dalla parte soccombente…..
La forza dei media nel guidare le persone è pura mitologia marxista sessantottina, è un disprezzo per l’intelligenza delle persone veramente penoso.
“Voilà, l’ha detto lui, mica io.”
esticazzi…?
” Proprio questo discorso è assurdo, Zamax non può accettare che purtroppo Repubblica segua gli umori, anche i peggiori, del proprio target, con il semplice fine di vendere più copie e guadagnare più soldi.”
Ma non c’è solo questo. C’è anche il fatto che è accaduto che Repubblica NON abbia affatto seguito o assecondato i presunti umori dei suoi elettori. Ai tempi della Bicamerale Repubblica seguiva piuttosto i desiderata dei vertici dei DS, tutti presi ad elevare Berlusconi al rango di Padre Costituente. Per cui, indietro tutta, compagni, articoli contro i giudici e ” concilianti” verso Berlusconi. Tra l’altro, Zamaz ricorda anche solo un tantino come finì quel tentativo di trattare Berlusconi come un politico ” normale ” ( come continua achiedere ora, come se vivesse sulle nuvole e i fatti passati non siano avvenuti?) IL grande statista buttà tutto all’aria, anche DOPO che gli era satata fatta anche più di una concessione in materia di Giustizia, tema tra l’altro fatto rientrare a forza nell’agenda della Bicamerale e su richiesta del grande statista. Ma tant’è , certa vulgata è che a sinistra si ” odi” Berlusconi , nonostante più di un’apertura di credito che gli è stata fatta e che lui ha rifiutato, troppo sicuro dei suoi voti e di poter fare come ca**o crede, tanto nessuno gli chiede il conto tra i suoi.
“Zamax, oltre ad avere la discreta abilità di saper premere i pulsanti di una tastiera e poi mandarne il più o meno sensato risultato alla mail della redazione, quali altre notevoli qualità possiede per aver avuto la possibilità di pubblicare un pezzo su giornalettismo?”
Non credo sia richiesto altro, oltre questa “discreta abilità”. Questa è una delle migliori rubriche del giornale, sia per qualità di scrittura che per capacità di generare quando possibile un mini dibattito, e Zamax una delle penne migliori del bigoncio.
Ripeto.
Non credo sia richiesto altro.
La Repubblica fondamentalmente non è un “media”, è un gruppo di pressione eminentemente politico che, ripeto, ha dettato la linea della sinistra nell’ultimo quarto di secolo. Cercate di guardare le cose da lontano e nel loro complesso, non state lì a perdervi nei dettagli.
Quando parlo di “magagne” ci metto dentro anche cose di rilevanza penale, ma rimangono cose nell’alveo del malcostume politico che per quanto possano essere gravi sono nella fisiologia delle democrazie. E’ di tutta evidenza invece che la sinistra le ha sempre interpretate e propagandate come la prova di un’intrinseca antidemocraticità dell’avversario politico di turno, fino ad arrivare ad accuse all’ingrosso di fascismo e mafiosità. Che succede allora? Succede che una parte dell’Italia ha paura e – a ragione – vota turandosi il naso. Succede così che il malaffare continua perché l’istinto di autoconservazione degli italiani – a ragione – individua altre priorità.
La Repubblica vuole continuare su questa strada e non fa altro che bloccare la sviluppo democratico e civile del paese. Lo sviluppo democratico e civile, proprio quello.
“Quando parlo di “magagne” ci metto dentro anche cose di rilevanza penale, ma rimangono cose nell’alveo del malcostume politico che per quanto possano essere gravi sono nella fisiologia delle democrazie.”
Scusami Zamax se vado un po’ fuori tema ma, allora, dovresti fare un post per spiegarmi la fisiologia della democrazia della quale parli, perché destra o sinistra che governi o che critichi, io non trovo democratico che ai piani alti si consenta a molti di fare cose per le quali ai piani bassi si rischia molto
Uh Uh, guardate cosa scrive Panebianco oggi sul Corriere.
http://www.corriere.it/editoriali/09_giugno_30/panebianco_ventennio_rimozioni_sinistra_0afb0046-6537-11de-853b-00144f02aabc.shtml
Ve l’ho detto, è un castello di carte che sta venendo giù, perché il comunismo in Italia non è ancora crollato del tutto. E adesso persino i cuor di leone del Corriere cominciano a scalciare il corpo moribondo della sinistra: sono cose che dico da tre anni nel mio blog. Non mi dispiace di averle scritte prima.
“Neppure per capire i guai della sinistra italiana, del Partito democratico, bastano le risposte generali. Anche qui bisogna tener conto delle specificità. La principale delle quali è che la sinistra italiana paga il conto, oltre che delle difficoltà che l’accomunano ai partiti socialisti europei, anche di un ventennio di rimozioni e trasformismi. La verità è che se Berlusconi non fosse esistito, se non fosse entrato in politica nel 1994, la sinistra italiana se lo sarebbe dovuto inventare. Da quindici anni Berlusconi, con la sua presenza, aiuta la sinistra a non fare i conti con se stessa, con il vuoto in cui è precipitata dopo il crollo del muro di Berlino.
In tutto questo tempo, Berlusconi è servito alla sinistra italiana per non guardarsi allo specchio. Se lo avesse fatto avrebbe scoperto che lo specchio non è in grado di riflettere alcuna immagine. Checché se ne dica, un tentativo, uno solo, di costruire una nuova identità c’è stato. Lo ha fatto Walter Veltroni. Il suo discorso del Lingotto era più o meno questo. Ma ci sono limiti a ciò che un leader può fare. Nel caso specifico, c’erano anche i limiti del leader.
Incapacità di fare i conti col passato, rimozioni e trasformismi. Di che altro sarebbero il sintomo, ad esempio, gli inopinati omaggi che gli uni o gli altri continuano di tanto in tanto a tributare a Enrico Berlinguer, ossia all’ultimo dei grandi capi del comunismo italiano? Come si è chiesto Giovanni Belardelli sul «Corriere » di ieri, a chi e a che serve Berlinguer nella società attuale?
O, ancora, era davvero pensabile che la sinistra (da Mani Pulite fino alla recente alleanza con Di Pietro) potesse trovare una identità politica di ricambio facendosi megafono dell’Associazione Nazionale Magistrati? O che potesse diventare competitiva con la destra, soprattutto al Nord, senza contrastare apertamente le correnti sindacali più conservatrici in materia di legislazione del lavoro, di scuola o di pubblica amministrazione? O che potesse acquisire credibilità a fronte del più esplosivo fenomeno del nostro tempo, l’immigrazione, innalzando solo il vessillo della «solidarietà »? Non è un caso che anche molti dei cosiddetti «giovani », più o meno emergenti, del Pd, per lo meno a una prima occhiata, sembrino vecchi quanto i loro nonni.
La migliore osservazione sul Partito democratico l’ha fatta Claudio Velardi, ex collaboratore di Massimo D’Alema: al Pd, dice Velardi, serve un «pazzo», nell’accezione positiva del termine, uno che si prenda il partito sparando sul quartier generale. Un leader che unisca estro, solidità culturale e credibilità. E la caparbietà necessaria per dedicarsi a un lungo lavoro di ricostruzione culturale e politica. Senza farsi condizionare troppo dai vecchi oligarchi del partito o da centri di potere esterni.” (Aneglo Panebianco)
Ovviamente Panebianco non dice che senza la discesa in campo del Berlusca la sinistra ancor meno avrebbe fatto i conti col proprio passato…
@ Gloria
Mettere il naso sugli “sporchi affari” della classe politica, e magari insieme anche su quelli della grande industria e finanza, è sempre una cosa delicata e una cosa che trova grosse resistenze. C’è un modo infallibile per far arenare ogni iniziativa in questo senso: investire la giustizia di un afflato rivoluzionario, perché allora anche una parte del paese e non solo i diretti interessati cominciano a remare contro. Ed è per questo che la nostra storia recente pullula di “misteri”…
e perché ad una parte del paese non dovrebbe piacere l’idea della rivoluzione?
“Questa è una delle migliori rubriche del giornale”
Addirittura?
Ed io pensavo che il fondo fosse la tua rubrica… scherzo
“sia per qualità di scrittura”
Ma se scrive come un cinegiornale del ventennio… uno che usa una frase tio “un gruppo di pressione eminentemente politico” a me mette paura…
“che per capacità di generare quando possibile un mini dibattito”
a be io ci sono cascato al primo articolo… ho provato ad argomentare, commentare, discutere… poi mi sono girato verso il muro ed ho intrapreso un vero discorso.. almeno il muro ascolta.
” e Zamax una delle penne migliori del bigoncio.”
quasi quasi ci stavo cascando… è uno scherzo vero?
La frase:
“La Repubblica fondamentalmente non è un “media”, è un gruppo di pressione eminentemente politico che, ripeto, ha dettato la linea della sinistra nell’ultimo quarto di secolo.” è la versione speculere ( ed è altrettanto irreale e priva di senso ) della frase “Berlusconi vince le elezioni perchè ha le televisioni e le usa come arma di propaganda politica”. stesso disprezzo per l’intelligenza degli elettori e stessa superficialità nel non ammettere che se ci sono persone che votano Berlusconi perchè risponde a loro bisogni reali con le sue proproste, lo stesso si può dire degli elettori di sinistra, se poi ci sono persone come me che considerano entrambe le scielte solo 2 modi diversi di proseguire il declino e di portarci TUTTI alla rovina pazienza.
Pietro, dire che Rep ha dettato la linea della sinistra non significa aver convinto l’elettorato di milioni di persone a votare in maggioranza per un partito. Significa aver dato il la a quattro o cinque notabili che la prima cosa che fanno la mattina è leggere il giornale.Una cosa molto più semplice.
Tetzuo, dibattere significa mica darti ragione. O fare i boy scout delle idee manco avessimo 13 anni e potessimo ancora cambiarle.
Da quando assisto ai dibattiti non ho mai visto alcuno convincersi delle ragioni altrui. E’ sempre stato muro contro muro e quando va bene, cioè quando almeno c’è quello.
Quindi ringrazia Zamax e accontentati.
A parte il fatto che secondo me sinistra è quel 35% di italiani che ha opinioni di sinistra e destra è quel 35% di italiani che ha opinioni di destra, piu o meno è cosi da 30 anni come diceva Gaber non sono le persone che cambiano idea sono i partiti che si spostano.
Forse il fatto che leggo Repubblica molto raramente, quando la trovo sul bancone di qualche bar, ma siceramente non ho mai visto nessuna correlazione tra le opinioni di Scalfari e successive scelte dei suddetti notabili di partito, tutto il discorso di Zamax mi sembra pura paranoia, la ricerca del grande vecchio che ci frantuma i testicoli da 30 anni, le solte banalizzazioni di serie B delle teorie di Mosca sulle elite.
Come dice ricchiuti una cosa molto semplice, ma secondo me una semplificazione irreale, un discorso da bar che trascura per esempio un fattore che ovviamente nel pdl non conta niente, ma nella sinistra esiste ancora, i militanti di partito, insomma il rapporto Media-elettori-militanti-notabili funziona come una rete in cui le influenze reciproche sono forti e in entrambe le direzioni tra tutti gli elementi.
Per questo teorizzare un importanza esagerata del l’influenza di Repubblica sui notabili di partito mi sembra una stupidaggine, sopratutto perchè andrebbe documentata con fatti concreti, non con fumose circonlocuzioni verbali.
Per esempio si potrebbe chiedere a Zamax quando e come esattamente Repubblica ha convinto Prodi a impegnarsi contro Berlusconi nel 1996?
Forse non sa che il mezzo di comunicazione usato da Prodi per prepaparsi la strada non è stato Repèubblica, ma Famiglia Cristiana.
Se repubblica non ha avuto nessun ruolo in quello che potrebbe considerarsi uno dei momenti più importanti della sinistra negli ultimi 30 anni, come è possibile affermare che repubblica detta la linea?
Senza considerare il fatto che comunque la sinistra italiana non ha mai avuto una linea minimamente unitaria negli ultimi 30 anni quindi l’affermazione in sè non ha senso.
@pietro: “La forza dei media nel guidare le persone è pura mitologia marxista sessantottina, è un disprezzo per l’intelligenza delle persone veramente penoso.”
Guardacaso i partiti si sono sempre scannati per strapparsi l’un l’altro una sottopoltrona in Rai. Guardacaso il debuttante assoluto della politica nel 94 vinceva con alle spalle una gioiosa macchina da guerra mediatica, approntata in fretta e furia in neanche due anni. Sò coincidenze, per carità.
Tornando alla fantasiosa ipotesi che Repubblica sarebbe il deus ex machina della gauche de noantri: a me Scalfari non piace e non lo seguo granché ma Maltese e soprattutto Serra sì, e mi pare che i loro ultradecennali pezzi ipercritici verso la classe dirigente ex-piccì ora-piddì siano rimasti talmente lettera morta che ormai li leggo soltanto quando ho avuto una giornata eccessivamente felice e voglio intristirla quanto basta.
“Oggi non Zamax, ma Davide Giacalone”
Ah, ma noi Giacalone lo conosciamo, una vera volpe! Nel suo pezzo il consueto armamentario ideologico berlusconiano, nihil novum. La chiamata di un Giacalone e un Panebianco a soccorso di un pezzo così esile e gracilino che ci si guarda attraverso mi fa continuare a chiedere: vabbè che giornalettismo vuol fare il sito controcorrente e pure un po’ stronzetto, ma non ci bastava e avanzava già ABR?
Cos’altro ci aspetta, una articolessa di Antikom?
“vabbè che giornalettismo vuol fare il sito controcorrente e pure un po’ stronzetto, ma non ci bastava e avanzava già ABR?
”
Cos’altro ci aspetta, una articolessa di Antikom?
Ma come Ricchiuti dice che è il meglio che c’è in giro… un fine scrittore che crea corposi ed utili dibattiti… insomma un pennivendolo coi fiocchi… roba che a Libero ed al Giornale stanno schiattando di invidia!.
“Tetzuo…”
Si scrive TetSuo con la S, capisco che solitamente la cosa più semplice è storpiare un nome a sfeggio, come se io ti chiamassi Ricchione invece di Ricchiuti… ao può essere anche che ti piace, ma da un fine intellettuale criptico come te mi aspetto di meglio…
“dibattere significa mica darti ragione.”
Dibattere vuol dire esporre idee e confrontarle… almeno si parla in due come minimo…che mi si dia ragione è assurdo, uno ha le proprie idee ed è giusto che le porti avanti… infatti scrive lui gli articoli e gli altri commentano… ma se uno gli muove qualche critica e porta qualche esempio… almeno ribatti su quello, senza fare ogni volta un comunicato stampa del PDL, che per quelli bastano Cicchitto e Gasparri.
“O fare i boy scout delle idee manco avessimo 13 anni e potessimo ancora cambiarle.”
Veramente si può cambiare idea anche a 40-50-60 anni, basta trovare il motivo giusto per cambiarle…
“Da quando assisto ai dibattiti non ho mai visto alcuno convincersi delle ragioni altrui. E’ sempre stato muro contro muro e quando va bene, cioè quando almeno c’è quello.”
Come detto prima il dibattito non serve a cambiare idea nell’altro, ma nell’arricchire la discussione di contenuti e va bene anche il muro contro muro… ma un muro ti ascolta, Zamax no… lui emette comunicati stampa (come detto prima) e li scrive come un cinegiornale… parla di repubblica e se gli dici che il suo idolo ha ben più di repubblica come media… ti risponde che sei antropoligamente malato di comunismo, che mangi i bambini e sei nemico della patria… ma a Ricchiuti piace e quindi va bene tutto.
“Quindi ringrazia Zamax e accontentati.”
Grazie Zamax e continua cosi… Repubblica ha organizzato Gladio e la Strategia delle Tensione, forse anche l’attentato al Papa ed è causa dell’enorme debito pubblico italiano… e sospetto abbia commisionato anche il terremoto in Abruzzo… da domani leggero solo i giornali del Cavaliere e ritornerò sulla retta via.
Cosi potrò leggere di inchieste come Telekom Serbia e Mitrokin… e capirò che tutti i mali dell’italia sono colpa di repubblica e dei comunisti!
Che la stampa italiana più venduta sia un potere anche politico nel senso di partecipare da soggetto alla guerra tra bande, a mio avviso è indiscusso.
Io credo che oramai i giornali servano solo a quello, a fare politica di sostegno o di contrasto allo stesso modo degli investigatori privati. Cioè adoperando lo strumento del ricatto.
Non viene avvertito questo perché la gente non legge e chi legge pensa ancora che il giornale venga fatto per lui. Non viene fatto per lui che in minima parte, tanto i giornali per chi li compra sono più una abitudine come il caffè al bar che una scelta. E al resto pensano sponsor e stato.
I msg che si scambiano i giornali non riguardano il lettore comune ma le istituzioni. Perché sono le istituzioni a leggere sul serio i giornali. A tutti i livelli.
Sono avvertimenti, ti dicono dove sto io e il mio gruppo, dove puoi stare tu.
Quando il giornale è particolarmente in forma, basta una riga e ti scatta la notitia criminis.
Non è una novità. Ai tempi di Tangentopoli, si realizzò una sinergia perfetta tra la stampa che contava e la magistratura.
La gente pensava stessero facendo indagini mentre invece la lista degli avvisi di garanzia la concordavano i redattori capo.
Al resto bastava il carcere preventivo.
Lo stesso Scalfari ha ammesso che Rep sia molto più di un giornale, non capisco il problema.
Scalfari sta per morire quindi dice la verità.
Il problema di chi non vuole ammetterla è il problema di chi non vuole sentirsi una parte, una fazione del bigoncio. Ma lo siamo tutti e la differenza tra le nostre ragioni particolari la fa solo la forza. Non l’oggettività.
Il sopravvissuto nel deserto sindaco PD di Padova, non Zamax. Leggere per credere:
[Flavio Zanonato manifesta le sue opinioni in libertà nell'ultimo numero del settimanale L'Espresso. Il Pd? «Costruire un'organizzazione vera. Un partito bene organizzato sul territorio, con tanti iscritti, è essenziale per chi ha ambizioni di governo. Oggi, con una struttura quasi evanescente, non siamo più in grado di decidere le linee politiche. Oltretutto, mi pare, siamo abbastanza eterodiretti». Zanonato lo esplicita: «Dal gruppo Espresso-Repubblica e da altri sistemi informativi. Lanciano una campagna, e noi a correr dietro».]
http://espresso.repubblica.it/dettaglio-local/flavio-pd-del-nord-modello-lega/2103619